Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 10217

Cassazione, ordinanza n. 10217 del 27/04/2018

Ordinanza n. 10217 del 27/04/2018

L’accertamento aveva assoggettato a IVA una somma contabilizzata come sopravvenienza attiva, derivante dalla rinuncia di un socio a un credito, ritenendola riconducibile a ricavi imponibili anziché a generi di monopolio. Pur rilevando l’apparenza della motivazione della CTR sulla censura relativa all’avviso, la Corte ha deciso la questione di diritto, giudicando l’atto adeguatamente motivato. Ha inoltre ritenuto legittima la presunzione fondata sulla mancata documentazione del credito e non assolta la prova contraria gravante sulla società; il ricorso è stato rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10214

Cassazione, sentenza n. 10214 del 27/04/2018

Sentenza n. 10214 del 27/04/2018

L’Amministrazione aveva recuperato la maggiore IVA e applicato la sanzione per decadenza dall’agevolazione prima casa, poiché la residenza non era stata trasferita nel Comune dell’immobile entro diciotto mesi. La Corte conferma che la proroga biennale prevista dalla disciplina richiamata riguarda soltanto i tributi espressamente elencati e, quale deroga ai termini di decadenza, non è estensibile all’IVA agevolata al 4%. Poiché l’avviso era stato notificato oltre il termine triennale decorrente dalla scadenza dei diciotto mesi, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 10213

Cassazione, sentenza n. 10213 del 27/04/2018

Sentenza n. 10213 del 27/04/2018

La controversia investe l’IVA al 4% applicata a prestazioni di appalto per un complesso edilizio misto e un’ulteriore ripresa per operazioni attive omesse o sottofatturate. La Corte afferma che le proporzioni tra superfici abitative, uffici e negozi devono essere verificate per ciascun singolo fabbricato o sua porzione unitariamente considerata, non sull’intero complesso, poiché la norma agevolativa è di stretta interpretazione. Ha quindi ritenuto fondata la censura dell’Agenzia sull’aliquota e censurato la CTR anche per non avere esaminato analiticamente gli elementi addotti a sostegno dei maggiori ricavi.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 10212

Cassazione, sentenza n. 10212 del 27/04/2018

Sentenza n. 10212 del 27/04/2018

L’accertamento riguardava reddito d’impresa, IRPEG, IRAP e IVA, sulla base di movimentazioni bancarie, finanziamenti infragruppo e costi ritenuti privi di adeguata documentazione. La Corte qualifica il metodo impiegato come analitico-induttivo, utilizzabile anche con contabilità formalmente regolare quando presunzioni gravi, precise e concordanti ne mettano in dubbio attendibilità e completezza. Ha tuttavia rilevato l’insufficiente esame della documentazione contraria relativa ai prelevamenti e accolto anche una censura indicata nel dispositivo, cassando la sentenza sui motivi accolti e rinviando alla CTR in diversa composizione.

N. 10266

Cassazione, sentenza n. 10266 del 27/04/2018

Sentenza n. 10266 del 27/04/2018

Nel procedimento di opposizione all’esecuzione, la banca presentò due ricorsi contro la stessa sentenza: il primo sulla base di una procura generale anteriore alla decisione, il secondo munito di procura speciale ma notificato successivamente. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il primo inammissibile perché il giudizio di cassazione richiede una procura speciale riferita alla specifica impugnazione, non sanabile successivamente; il secondo era tardivo, poiché il termine breve decorreva dalla prima impugnazione e non subiva sospensione feriale. Ai fini delle spese, la Corte ha inoltre ritenuto valida la firma digitale PAdES su file PDF, alternativa al formato CAdES.

N. 10211

Cassazione, sentenza n. 10211 del 27/04/2018

Sentenza n. 10211 del 27/04/2018

Le riprese fiscali riguardavano, tra l’altro, classificazione e ammortamento di beni, perdite derivanti da rinunce a crediti, sconti per merce scaduta, costi documentati da fatture generiche e imputazione temporale. La Corte esclude che tali questioni possano essere risolte mediante valutazioni probabilistiche o il mero richiamo alla logica imprenditoriale: ammortamenti accelerati, perdite su crediti e inerenza richiedono i rispettivi presupposti e un’adeguata prova del contribuente. Accolti i pertinenti motivi dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio; il ricorso incidentale della società è stato dichiarato inammissibile.

  • IRES
  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 10258

Cassazione, ordinanza n. 10258 del 27/04/2018

Ordinanza n. 10258 del 27/04/2018

La contribuente contestava una cartella, già confermata nei due gradi di merito, per la mancata sottoscrizione del responsabile del procedimento e perché il ruolo sarebbe stato formato prima della scadenza del termine per impugnare l’accertamento presupposto. La Corte ha escluso l’invalidità della cartella conforme al modello ministeriale quando la sua riferibilità all’autorità emittente non sia dubbia, poiché la legge non richiede la firma dell’esattore. Ha inoltre precisato che l’omessa indicazione dell’ufficio competente per l’adesione non sospende i termini, mentre la sospensione di novanta giorni presuppone la presentazione dell’istanza; il ricorso è stato quindi respinto.

N. 10198

Cassazione, sentenza n. 10198 del 27/04/2018

Contenzioso - Ricorso e introduzione - Società in Accomandita - Cancellazione dal registro delle imprese - Perdita della capacità nel processo - Omessa dichiarazione o notificazione dell'evento - Effetti - Mancanza di ultrattività del mandato - Esclusione.

Una società in accomandita, già parte del processo tributario, era stata cancellata dal registro delle imprese senza che l’estinzione fosse dichiarata in udienza o notificata alla controparte. La Corte ritiene valida la precedente decisione in forza dell’ultrattività del mandato e riconosce ai soci la successione nella posizione processuale della società estinta, escludendo invece una valida costituzione in cassazione in nome della società cessata. Dopo la rinuncia collegata alla definizione agevolata, il giudizio è stato dichiarato estinto, con necessaria compensazione delle spese.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Pace Fiscale
  • Società di persone
N. 10236

Cassazione, sentenza n. 10236 del 27/04/2018

Sentenza n. 10236 del 27/04/2018

Una società impugnava pignoramenti presso terzi sostenendo che la cartella presupposta non fosse stata validamente notificata, perché consegnata presso il domicilio del liquidatore a una persona dichiaratasi addetta alla ricezione ma non dipendente. La Corte ha ritenuto nuove alcune contestazioni formulate soltanto in cassazione e ha precisato che la dichiarazione del consegnatario genera una presunzione superabile provando non la sola assenza di un rapporto di lavoro, ma l’inesistenza di qualsiasi incarico nell’interesse del destinatario. In mancanza di tale prova, e risultando consentita la notifica al rappresentante presso il suo domicilio, il ricorso è stato rigettato.

N. 10197

Cassazione, sentenza n. 10197 del 27/04/2018

Sentenza n. 10197 del 27/04/2018

Nel giudizio di rinvio relativo alla detrazione IVA di una fattura ritenuta fittizia, la società lamentava sia di non avere parlato per ultima sia l’erronea interpretazione del precedente annullamento. La Corte esclude l’applicabilità al processo tributario della regola processuale penale invocata, poiché il rinvio normativo riguarda l’accertamento e le sanzioni, non il contenzioso. Accoglie però la seconda censura: il precedente aveva fissato il criterio sull’onere probatorio senza accertare la fittizietà dell’operazione; la CTR doveva valutare le prove, sicché la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 10235

Cassazione, sentenza n. 10235 del 27/04/2018

Sentenza n. 10235 del 27/04/2018

La società contestava, mediante impugnazione dell’estratto di ruolo e della cartella IVA, la notifica eseguita presso il domicilio del liquidatore a una persona qualificatasi addetta alla ricezione, negando che questa fosse propria dipendente. La Corte ha rilevato che la mancata trascrizione integrale della relata rendeva le censure prive di autosufficienza e che alcune contestazioni erano state formulate per la prima volta in cassazione. Ha comunque confermato che la notifica al rappresentante presso il domicilio è ammessa e che la qualità dichiarata dal consegnatario è assistita da presunzione relativa, non superata da prova contraria; il ricorso è stato rigettato.

N. 10196

Cassazione, sentenza n. 10196 del 27/04/2018

Sentenza n. 10196 del 27/04/2018

L’accertamento relativo al 1998 contestava ricavi non dichiarati, fatture per operazioni ritenute inesistenti e costi non di competenza; la CTP lo aveva annullato e la CTR aveva respinto l’appello dell’Ufficio. La Cassazione rileva che il giudice regionale ha erroneamente qualificato l’accertamento come induttivo anziché analitico-induttivo, non ha esaminato gli elementi addotti sulla fittizietà delle fatture e sul rilievo fiscale autonomo rispetto all’archiviazione penale, né ha pronunciato sui ricavi non contabilizzati. Accolti i primi quattro motivi e assorbito il quinto, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • IVA
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10226

Cassazione, sentenza n. 10226 del 27/04/2018

Sentenza n. 10226 del 27/04/2018

La controversia concerneva la deducibilità delle quote di ammortamento dell’avviamento iscritto a seguito di fusioni per incorporazione e i limiti del giudizio di rinvio. La Corte ha confermato che, in mancanza di contestualità o prossimità temporale tra acquisto delle partecipazioni e incorporazione, occorre dimostrare la riferibilità di parte del prezzo all’avviamento successivamente acquisito; gli accertamenti di fatto assunti dalla precedente pronuncia di legittimità non potevano essere riesaminati dal giudice di rinvio. Ritenendo correttamente applicato il principio vincolante e inammissibili le ulteriori censure non accompagnate dall’indicazione delle prove trascurate, la Cassazione ha rigettato il ricorso.

  • Operazioni straordinarie
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10195

Cassazione, sentenza n. 10195 del 27/04/2018

Sentenza n. 10195 del 27/04/2018

La contribuente contestava la validità della notifica di una cartella eseguita direttamente mediante raccomandata con avviso di ricevimento, sostenendo la necessità dei soggetti qualificati e della relata prevista dal codice di procedura civile. La Cassazione afferma che l’articolo 26 del D.P.R. n. 602/1973 consente al concessionario questa modalità alternativa, perfezionata alla ricezione risultante dall’avviso, senza apposita relata; i dati necessari erano presenti nella ricevuta prodotta. La questione sulla collocazione della relata è quindi irrilevante e il ricorso viene rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10225

Cassazione, sentenza n. 10225 del 27/04/2018

Sentenza n. 10225 del 27/04/2018

La società contestava l’atto di recupero di un credito IRPEG utilizzato in compensazione oltre il limite annuale, lamentando l’assenza della preventiva comunicazione d’irregolarità e la conseguente perdita della riduzione delle sanzioni. La Corte ha ritenuto legittimo l’apposito atto di recupero motivato, assimilabile per garanzie e impugnazione a un avviso di accertamento, anche se originato da un controllo automatizzato; non ha ravvisato violazioni della buona fede né un pregiudizio riconducibile allo strumento adottato, richiamando anche la possibilità di ravvedimento. Poiché la pretesa non era contestata nel merito, il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 10194

Cassazione, sentenza n. 10194 del 27/04/2018

Sentenza n. 10194 del 27/04/2018

La contribuente censurava una cartella per le modalità della notifica postale, la pretesa mancanza delle date di esecutività dei ruoli e l’insufficienza della motivazione. La Cassazione conferma che il concessionario può notificare direttamente la cartella con raccomandata e avviso di ricevimento, senza relata; rileva inoltre che, secondo l’accertamento della CTR, la documentazione depositata indicava per ciascun tributo la data del visto di esecutività e l’atto esponeva tributi, omessi o carenti versamenti e somme dovute. Il ricorso è integralmente rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10223

Cassazione, sentenza n. 10223 del 27/04/2018

Sentenza n. 10223 del 27/04/2018

La controversia riguardava il diniego di rimborso IRPEG e ILOR e, in particolare, l’idoneità di una lettera del 1997 a costituire in mora l’Amministrazione, interrompendo la prescrizione. La CTR aveva respinto l’appello della contribuente richiamando le argomentazioni di primo grado senza illustrare le critiche proposte né spiegare perché dovessero essere disattese. La Cassazione ha reputato tale motivazione insufficiente, ha accolto il relativo motivo e, assorbite le altre questioni, ha cassato la sentenza con rinvio affinché sia verificata e adeguatamente motivata l’efficacia interruttiva della comunicazione.

N. 10193

Cassazione, sentenza n. 10193 del 27/04/2018

Sentenza n. 10193 del 27/04/2018

La controversia riguardava una cartella per somme dichiarate ma non versate, preceduta — secondo la contribuente — dall’omesso invio della comunicazione di irregolarità. La Cassazione chiarisce che la comunicazione prevista dal controllo automatizzato è necessaria quando emerge un risultato diverso dalla dichiarazione o sussistono incertezze rilevanti, non quando l’Amministrazione si limita a riscuotere importi dichiarati dallo stesso contribuente e rimasti insoluti; il richiamo modulistico contenuto nella cartella non modifica tale conclusione. Confermata la decisione della CTR, il ricorso è rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10222

Cassazione, sentenza n. 10222 del 27/04/2018

Sentenza n. 10222 del 27/04/2018

L’accertamento IRAP derivava dalla riclassificazione come attività finanziaria non immobilizzata di una partecipazione acquistata e rivenduta a breve distanza, ritenuta di natura speculativa. La Corte ha confermato la sufficienza della motivazione dell’avviso, l’inapplicabilità del contraddittorio previsto per accessi e verifiche nei locali e la rilevanza della destinazione effettiva dei titoli ai fini della classificazione di bilancio. Ha però accolto la censura di omessa pronuncia sulla dedotta duplicazione del prelievo rispetto a un diverso accertamento e alla relativa conciliazione, cassando con rinvio limitatamente a tale autonoma questione.

  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10192

Cassazione, sentenza n. 10192 del 27/04/2018

Sentenza n. 10192 del 27/04/2018

La CTR aveva respinto l’appello perché riproduceva le questioni già prospettate in primo grado senza confrontarsi specificamente con la relativa decisione. La Cassazione afferma che, nel processo tributario, la riproposizione delle ragioni originarie soddisfa l’onere di specificità quando esse si pongano in oggettivo contrasto con gli argomenti del primo giudice, considerato il carattere pienamente devolutivo dell’appello; non rileva che tali ragioni siano rielaborate o trascritte. La sentenza è cassata con rinvio affinché la CTR verifichi tale effettiva contrapposizione e riesamini la lite.

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