Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 26452

Cassazione, ordinanza n. 26452 del 8/10/2026

Accertamento - Evasione fiscale - Frode fiscale - Onere della prova

Nel recupero dell’IVA detratta su operazioni ritenute soggettivamente inesistenti, l’Agenzia sosteneva che la contribuente fosse interposta in un meccanismo fraudolento, mentre i giudici di merito avevano escluso riscontri oggettivi e trattato la contestazione come inesistenza oggettiva. La Cassazione precisa che l’Amministrazione deve provare, anche per presunzioni fondate su elementi specifici, la conoscenza o conoscibilità della frode; assolto tale onere, il contribuente deve dimostrare la massima diligenza esigibile. Poiché la CTR non aveva valutato complessivamente gli indizi offerti, la Corte accoglie il ricorso, cassa e rinvia per nuovo esame.

N. 26464

Cassazione, ordinanza n. 26464 del 8/10/2026

Accertamento - Omessa impugnazione - Cartella di pagamento

La controversia riguardava una cartella relativa all’IRBA, annullata nei gradi di merito sul presupposto che la disciplina del tributo, ritenuta contraria al diritto unionale, dovesse essere disapplicata nonostante la definitività dell’accertamento non impugnato. La Cassazione ha invece affermato che la cartella conseguente a un atto impositivo definitivo è contestabile soltanto per vizi propri, salvo che costituisca il primo atto con cui il contribuente conosce la pretesa; tale limite vale anche per l’eventuale illegittimità unionale dedotta tardivamente. Accolto il ricorso dell’Amministrazione doganale, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 26363

Cassazione, sentenza n. 26363 del 7/10/2026

Accertamento - Perdite su crediti - Immobili patrimonio

La controversia concerneva la deduzione, dal reddito d’impresa, di perdite su crediti e accantonamenti per canoni abitativi non riscossi relativi a immobili-patrimonio; la Commissione regionale, riformando il primo grado, aveva ammesso la deduzione. La Cassazione ha stabilito che i proventi di tali immobili seguono la disciplina dei redditi fondiari e, secondo la normativa applicabile, i canoni non percepiti restano imponibili fino alla conclusione della convalida di sfratto per morosità; sono quindi indeducibili le corrispondenti perdite e gli accantonamenti, altrimenti la tassazione verrebbe vanificata. Il ricorso dell’Agenzia delle entrate è stato accolto, con cassazione e rinvio.

N. 26400

Cassazione, ordinanza n. 26400 del 7/10/2026

Consolidato fiscale nazionale - Fusione per incorporazione

La controversia riguardava il riallineamento previsto dall’art. 128 TUIR nel primo esercizio del consolidato nazionale, durante il quale alcune partecipate erano state fuse per incorporazione: l’Agenzia pretendeva il calcolo cumulativo delle poste disallineate, mentre la CTR aveva accolto il criterio fondato sui distinti bilanci anteriori al consolidato. La Cassazione afferma che il riallineamento va riferito ai valori contabili dei singoli bilanci delle partecipate relativi all’ultimo esercizio precedente l’efficacia dell’opzione, non alla situazione aggregata successiva alla fusione. Ritenuto infondato l’unico motivo dell’Amministrazione, la Corte rigetta il ricorso.

  • IRES
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 26394

Cassazione, ordinanza n. 26394 del 7/10/2026

IVA - Compensazione - Visto di conformità

L’Amministrazione aveva recuperato un credito IVA compensato perché il visto sulla dichiarazione era stato apposto da un professionista non iscritto nell’elenco degli abilitati; i giudici di merito avevano confermato il recupero, addebitando alla contribuente l’omessa verifica dell’abilitazione. La Cassazione esclude il legittimo affidamento invocato, ma stabilisce che il visto mancante o irregolare non configura da solo una violazione sostanziale né equivale all’omesso versamento, se il credito esiste e il controllo amministrativo non è compromesso. Accolto il secondo motivo e rigettati gli altri, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 26367

Cassazione, ordinanza n. 26367 del 7/10/2026

Cessione di azienda - Art 14 Decreto Legislativo 472/1997

La controversia riguardava, tra l’altro, l’imputazione ai soci dei maggiori redditi di una società a responsabilità limitata che aveva optato per la trasparenza fiscale; la CTR aveva applicato la disciplina dei redditi di capitale, mentre l’Agenzia ne chiedeva l’imputazione integrale secondo gli artt. 115 e 116 TUIR. La Cassazione afferma che l’opzione, comunicata entro la fine del primo esercizio del triennio, vale per quel periodo d’imposta e comporta l’attribuzione integrale del reddito ai soci secondo le rispettive quote. Dichiarata una parziale estinzione e, per il resto, l’inammissibilità del ricorso principale, accoglie quello incidentale dell’Amministrazione, cassa e rinvia.

N. 26394

Cassazione, ordinanza n. 26394 del 7/10/2026

IVA - Compensazione - Visto di conformità

L’Amministrazione aveva recuperato un credito IVA compensato perché il visto di conformità sulla dichiarazione era stato apposto da un professionista non iscritto nell’elenco degli abilitati; i giudici di merito avevano confermato il recupero. La Cassazione ha escluso, in assenza di contestazioni sull’esistenza del credito o di pregiudizio ai controlli, che l’irregolarità integri di per sé una violazione sostanziale o sia equiparabile all’omesso versamento; ha invece confermato che spettava alla contribuente verificare l’abilitazione del professionista, senza tutela dell’affidamento nelle circostanze accertate. Accolto il secondo motivo e rigettati gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 26079

Cassazione, ordinanza n. 26079 del 2/10/2026

Processo tributario - Errore revocatorio

Il giudizio di revocazione riguardava la precedente ordinanza che aveva confermato la ripresa IRPEF sulla plusvalenza derivante dalla cessione di una licenza taxi, qualificando l’attività del contribuente come imprenditoriale; il ricorrente sosteneva che la Corte non avesse percepito i documenti attestanti un rapporto di lavoro dipendente con la cooperativa. La Cassazione afferma che l’errore revocatorio deve essere una svista percettiva, decisiva e autonoma, estranea a un punto controverso e non traducibile in una nuova valutazione delle prove o dei motivi. Poiché la natura del rapporto e la relativa prova erano già oggetto di contestazione e valutazione, dichiara inammissibile il motivo.

N. 26076

Cassazione, ordinanza n. 26076 del 2/10/2026

Cessione di azienda - Art 14 Decreto Legislativo 472/1997

La controversia riguardava la responsabilità della cessionaria per debiti tributari connessi a un credito IVA inesistente compreso nell’azienda trasferita; la giustizia tributaria di secondo grado aveva annullato l’intimazione, attribuendo efficacia liberatoria a una precedente certificazione negativa. La Cassazione chiarisce che il certificato previsto dall’articolo 14, comma 3, del D.Lgs. 472/1997 cristallizza il debito alla data del trasferimento e libera il cessionario se negativo o non rilasciato entro quaranta giorni. Poiché le parti avevano subordinato la liberazione a un certificato aggiornato, poi risultato positivo, la Corte accoglie il primo motivo, assorbe il secondo, cassa e rinvia.

N. 26439

Cassazione, sentenza n. 26439 del 30/09/2026

Sentenza n. 26439 del 30/09/2026

La controversia riguarda l’accisa sui gas siderurgici prodotti nel ciclo industriale e impiegati per generare energia elettrica e calore. La Cassazione ha confermato, per i profili esaminati, la classificazione tariffaria dei gas nella voce 2705 e il criterio di tassazione fondato sui volumi, escludendo che una perizia stragiudiziale imponesse il riferimento al potere calorifico; ha inoltre ritenuto inapplicabile l’aliquota zero al gas Coke destinato alla produzione elettrica. Ha però ravvisato una motivazione apparente su ulteriori doglianze relative al regime delle esenzioni, disponendo il riesame in sede di rinvio secondo i principi indicati.

  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 25917

Cassazione, ordinanza n. 25917 del 29/09/2026

IVA - Appalti - Aliquota agevolata

L’Agenzia delle Entrate contestava l’aliquota IVA del 10% applicata alla realizzazione di strutture metalliche, sostenendo che le prestazioni costituissero cessioni di beni; il giudice d’appello le aveva invece qualificate come appalto. La Cassazione ha ribadito che, nei contratti misti, occorre valutare la causa concreta e la prevalenza funzionale del lavoro sulla materia, senza attribuire valore decisivo alla produzione dei materiali da parte dell’esecutore. Ritenendo che le censure mirassero a una nuova valutazione del contratto e che la vicenda di un’altra impresa dell’associazione temporanea non fosse decisiva, ha dichiarato inammissibili entrambi i motivi e rigettato il ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 25915

Cassazione, ordinanza n. 25915 del 29/09/2026

IVA - Dichiarazione d'intento falsa

L’accertamento recuperava IVA, interessi e sanzioni su cessioni dichiarate non imponibili in base a dichiarazioni d’intento provenienti da soggetti ritenuti privi dei requisiti di esportatori abituali; il giudice d’appello aveva annullato l’atto, reputando sufficiente la trasmissione telematica e non provata la conoscenza della frode. La Cassazione stabilisce che la regolarità formale non sana la falsità ideologica e che l’Amministrazione deve provare, anche per presunzioni, l’assenza dei presupposti e la conoscenza o conoscibilità dell’irregolarità, mentre il cedente deve dimostrare la diligenza esigibile. Rilevata anche la valutazione atomistica degli indizi, accoglie i tre motivi, cassa e rinvia.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 25880

Cassazione, ordinanza n. 25880 del 28/09/2026

Accertamento - Estinzione Società - Successione dei soci

L’Amministrazione pretendeva dal socio e amministratore di una società cancellata il pagamento dell’IVA rimasta insoluta, richiamando l’assegnazione presunta di utili extracontabili; i giudici di merito avevano escluso i presupposti della responsabilità. La Cassazione ha distinto la responsabilità personale di liquidatori e amministratori da quella dei soci, limitata alle attività sociali ricevute, precisando che la disciplina applicabile prima della riforma del 2014 riguardava soltanto le imposte sui redditi. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile per difetto d’interesse e gli altri due infondati, sicché il ricorso dell’Ufficio non è stato accolto.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25870

Cassazione, ordinanza n. 25870 del 28/09/2026

Riscossione - Nullità della notifica

La contribuente contestava un’intimazione di pagamento sostenendo la nullità delle notifiche delle cartelle presupposte, consegnate presso il suo indirizzo a familiari non conviventi, e la mancata ricezione delle raccomandate informative. La Cassazione ha affermato che la consegna a una persona di famiglia non richiede la convivenza: il destinatario deve provare l’occasionalità della presenza o l’inesistenza del rapporto attestato nella relata, mentre le sole risultanze anagrafiche non bastano. Poiché i rapporti familiari non erano contestati e il giudice d’appello aveva accertato l’invio delle raccomandate, sufficiente senza prova della ricezione, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26275

Cassazione, sentenza n. 26275 del 27/09/2026

Sentenza n. 26275 del 27/09/2026

La controversia riguardava un accertamento ICI per il 2009-2011, confermato in appello dopo il riconoscimento della legittimazione del concessionario e della correttezza del calcolo del tributo. La Cassazione ha escluso che la motivazione sulla titolarità del potere di accertamento fosse apparente, ma ha rilevato che il giudice regionale non aveva esaminato l’autonoma questione della possibile duplicazione della pretesa per il 2010 e il 2011, già accolta in primo grado. Ha quindi accolto il secondo motivo, cassato la sentenza sul punto e rinviato alla Corte tributaria regionale, in diversa composizione, anche per le spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26274

Cassazione, sentenza n. 26274 del 27/09/2026

Sentenza n. 26274 del 27/09/2026

La lite verteva sull’ICI 2007 dovuta per un’area edificabile, il cui valore era stato determinato utilizzando una perizia del contribuente, attualizzata e riscontrata mediante dati OMI. La Cassazione ha ritenuto validamente proposto e notificato l’appello agli eredi, identificabili dagli atti e comunque costituitisi, e ha escluso il difetto di motivazione dell’accertamento, poiché ne risultavano conoscibili gli elementi essenziali. Ha inoltre affermato che una perizia predisposta per la rivalutazione fiscale può concorrere alla stima ICI se applica i criteri normativi, precisando che, nella fattispecie, i dati OMI erano stati impiegati soltanto come riscontro di coerenza.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26278

Cassazione, sentenza n. 26278 del 27/09/2026

Sentenza n. 26278 del 27/09/2026

Nel giudizio relativo ad accertamenti ICI, la contribuente ha chiesto la revocazione dell’ordinanza che aveva escluso una specifica domanda sulle sanzioni: la Cassazione ha riconosciuto l’errore percettivo, poiché tale domanda risultava dagli atti, e ha revocato la precedente decisione nei limiti del relativo capo. Riesaminata la censura, la Corte ha tuttavia affermato che il legittimo affidamento non incide sulla debenza del tributo e richiede un’attività amministrativa positiva e univoca; la mera inerzia dell’ente impositore non è sufficiente. Il motivo originario dell’ente è stato quindi accolto, con rigetto della pretesa tutela invocata dalla contribuente.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 26277

Cassazione, sentenza n. 26277 del 27/09/2026

Sentenza n. 26277 del 27/09/2026

La lite riguardava un’ingiunzione di pagamento IMU per gli anni 2012-2014, annullata nei gradi di merito dopo che la contribuente aveva contestato, tra l’altro, la titolarità dell’immobile tassato; il concessionario aveva proposto ricorso per cassazione sollevando questioni processuali e catastali. Nel corso del giudizio è stata documentata l’adesione alla definizione agevolata prevista per le controversie degli enti territoriali, con versamento integrale dell’importo dovuto e senza successivo diniego. Verificati tali presupposti, la Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio e compensato le spese tra le parti.

  • IMU
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Tributi locali
N. 26276

Cassazione, sentenza n. 26276 del 27/09/2026

Sentenza n. 26276 del 27/09/2026

La controversia concerneva un avviso di accertamento ICI per il 2009-2011, annullato nei gradi di merito per prescrizione della prima annualità e per duplicazione della pretesa sulle successive; il concessionario contestava tali conclusioni e l’applicabilità dell’esenzione immobiliare. Gli eredi della contribuente hanno però documentato la domanda di definizione agevolata della lite, il pagamento dell’intero importo richiesto e l’assenza di un diniego, nell’ambito della disciplina recepita dall’ente locale. La Cassazione, senza esaminare i motivi nel merito, ha dichiarato estinto il giudizio e compensato le spese.

  • Tributi locali
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 26260

Cassazione, sentenza n. 26260 del 26/09/2026

Sentenza n. 26260 del 26/09/2026

L’Amministrazione aveva riqualificato come abusiva la rivalutazione e successiva cessione di partecipazioni a una società di nuova costituzione, ritenendo che i pagamenti del prezzo dissimulassero la distribuzione di utili assoggettata a imposizione ridotta. La Cassazione ha giudicato adeguatamente motivata la decisione d’appello: la continuità della compagine e della governance, insieme alla mancata dimostrazione di un effettivo passaggio generazionale o di altre ragioni extrafiscali concrete, sosteneva la configurazione dell’abuso del diritto. Ritenuti sufficientemente motivati anche gli avvisi, la Corte ha respinto il ricorso e condannato il ricorrente alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Società
  • Holding
  • Contenzioso

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