Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 10218

Cassazione, sentenza n. 10218 del 27/04/2018

Sentenza n. 10218 del 27/04/2018

La società contestava fatture TARSU/TIA riguardanti superficie imponibile, classe tariffaria e spese amministrative; la CTR aveva preferito le rilevazioni del gestore, classificato i beni commercializzati come durevoli e confermato l’addebito delle spese. La Cassazione considera tali statuizioni fondate su apprezzamenti di merito sorretti da motivazione comprensibile, non riesaminabili in sede di legittimità. Le decisioni relative ad annualità successive non provavano inoltre un giudicato esterno, mancando sia la prova della definitività sia la certezza dell’invarianza dei luoghi; il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10186

Cassazione, sentenza n. 10186 del 27/04/2018

Sentenza n. 10186 del 27/04/2018

L’Agenzia contestava la riduzione dei ricavi non dichiarati operata dai giudici di merito, che avevano limitato la ripresa all’eliminazione di stock indicata nella nota integrativa, rilevando l’assenza di una specifica ricognizione dei beni in magazzino. La Cassazione osserva che il controllo di legittimità sulla motivazione non consente una nuova valutazione delle prove e ritiene coerente il percorso della CTR, fondato sulla carenza probatoria dell’intera quantificazione e sull’unico importo specificamente documentato. Il ricorso dell’Amministrazione è pertanto rigettato, con conferma della rideterminazione del rilievo.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • Contabilità
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 10217

Cassazione, ordinanza n. 10217 del 27/04/2018

Ordinanza n. 10217 del 27/04/2018

L’accertamento aveva assoggettato a IVA una somma contabilizzata come sopravvenienza attiva, derivante dalla rinuncia di un socio a un credito, ritenendola riconducibile a ricavi imponibili anziché a generi di monopolio. Pur rilevando l’apparenza della motivazione della CTR sulla censura relativa all’avviso, la Corte ha deciso la questione di diritto, giudicando l’atto adeguatamente motivato. Ha inoltre ritenuto legittima la presunzione fondata sulla mancata documentazione del credito e non assolta la prova contraria gravante sulla società; il ricorso è stato rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10214

Cassazione, sentenza n. 10214 del 27/04/2018

Sentenza n. 10214 del 27/04/2018

L’Amministrazione aveva recuperato la maggiore IVA e applicato la sanzione per decadenza dall’agevolazione prima casa, poiché la residenza non era stata trasferita nel Comune dell’immobile entro diciotto mesi. La Corte conferma che la proroga biennale prevista dalla disciplina richiamata riguarda soltanto i tributi espressamente elencati e, quale deroga ai termini di decadenza, non è estensibile all’IVA agevolata al 4%. Poiché l’avviso era stato notificato oltre il termine triennale decorrente dalla scadenza dei diciotto mesi, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 10040

Cassazione, sentenza n. 10040 del 24/04/2018

Sentenza n. 10040 del 24/04/2018

La controversia verteva sulla detrazione IVA relativa a compravendite di telefoni cellulari che l’Ufficio riteneva inserite in una frode carosello, nonché sulla deducibilità di costi di trasferta; i giudici di merito avevano accolto le ragioni della contribuente. La Cassazione ha ribadito che l’Amministrazione può provare anche per presunzioni la conoscenza o conoscibilità della frode, mentre il contribuente deve offrire prova contraria solo dopo tale dimostrazione. Ritenendo insufficiente la valutazione complessiva degli indizi e della documentazione sui costi, ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR per un nuovo esame.

N. 10039

Cassazione, sentenza n. 10039 del 24/04/2018

Sentenza n. 10039 del 24/04/2018

Gli avvisi contestavano la detrazione IVA per lavori di ristrutturazione ritenuti fittizi; la CTR aveva confermato l’annullamento degli atti, osservando che la documentazione non esibita durante una successiva ispezione era già in possesso dell’Ufficio. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero per difetto di legittimazione e ha respinto quello dell’Agenzia, poiché la censura non individuava specifici errori di diritto, non contrastava la circostanza valorizzata dalla CTR e non riproduceva né localizzava gli ulteriori documenti invocati. Il ricorso incidentale dei contribuenti è rimasto assorbito.

N. 10038

Cassazione, sentenza n. 10038 del 24/04/2018

Sentenza n. 10038 del 24/04/2018

La lite concerneva accertamenti IRAP e sui redditi emessi verso una società di persone e i soci per maggiori ricavi e redditi di partecipazione; i giudici di merito avevano accolto le impugnazioni con pronunce separate. La Cassazione ha escluso la nullità per difetto di litisconsorzio, rilevando che le controversie erano state esaminate in modo coordinato e senza rischio di giudicati contrastanti. Dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero, ha respinto quelli dell’Agenzia perché le relative censure riguardavano accertamenti IVA estranei alle sentenze impugnate e non erano correlate alle loro motivazioni.

  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • IRPEF
  • Società di persone
N. 10037

Cassazione, sentenza n. 10037 del 24/04/2018

Sentenza n. 10037 del 24/04/2018

Il contribuente impugnava accertamenti sintetici IRPEF fondati sul redditometro per il 2004 e il 2005, confermati in entrambi i gradi di merito, contestandone anche la legittimità costituzionale e la valutazione delle proprie disponibilità finanziarie. La Cassazione ha ritenuto manifestamente infondate le questioni costituzionali: i decreti ministeriali hanno funzione accertativa e probatoria, mentre il contribuente può dimostrare anche l’inesistenza o la minore entità del reddito presunto. Le ulteriori censure sono state dichiarate inammissibili per difetto di autosufficienza o perché richiedevano una nuova valutazione dei fatti; il ricorso è stato integralmente rigettato.

N. 10036

Cassazione, sentenza n. 10036 del 24/04/2018

Sentenza n. 10036 del 24/04/2018

L’accertamento riguardava acquisti di autoveicoli asseritamente inseriti in una frode carosello e una distinta fattura per manutenzioni, riparazioni e assistenza, i cui costi erano contestati per difetto d’inerenza; la CTR aveva accolto l’appello del contribuente. La Cassazione ha confermato che, non avendo l’Ufficio provato l’interposizione fittizia né la conoscenza o conoscibilità della frode, non gravava sul contribuente la prova della buona fede, e ha ritenuto utilizzabili come elementi di valutazione le risultanze penali. Ha però riscontrato l’omessa pronuncia sulla distinta fattura, cassando su tale punto con rinvio alla CTR.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Autovetture e Fisco
N. 10035

Cassazione, sentenza n. 10035 del 24/04/2018

Sentenza n. 10035 del 24/04/2018

Il contribuente chiedeva la revocazione di una precedente sentenza con cui la Cassazione, dopo avere accolto il ricorso dell’Agenzia sulla decadenza dal potere di accertamento, aveva deciso anche il merito, rigettando l’impugnazione originaria. La Corte ha rilevato un errore percettivo decisivo: dagli atti risultavano ulteriori motivi, ritualmente riproposti in appello ma rimasti assorbiti nei due gradi di merito. Accolta la revocazione, ha escluso di poter esaminare direttamente tali questioni, cassando la pronuncia di merito e disponendo il rinvio alla CTR indicata nel dispositivo per il loro esame.

N. 10034

Cassazione, sentenza n. 10034 del 24/04/2018

Sentenza n. 10034 del 24/04/2018

La domanda di revocazione investiva una precedente decisione della Cassazione che, accolto il ricorso dell’Agenzia contro la dichiarata decadenza dall’accertamento, aveva definito la causa nel merito respingendo il ricorso introduttivo. La Corte ha riconosciuto come errore di fatto percettivo l’omessa considerazione di quattro motivi risultanti dagli atti, assorbiti in primo grado e nuovamente riproposti in appello. Poiché questioni mai esaminate dai giudici di merito non possono essere decise per la prima volta in sede di legittimità, ha accolto la revocazione, cassato la sentenza e rinviato alla CTR indicata nel dispositivo.

N. 10033

Cassazione, sentenza n. 10033 del 24/04/2018

Sentenza n. 10033 del 24/04/2018

Il ricorrente denunciava, mediante revocazione, che una precedente sentenza della Cassazione aveva deciso nel merito la controversia dopo avere accolto il ricorso dell’Agenzia sulla questione preliminare della decadenza, senza considerare altri quattro motivi dell’impugnazione originaria. La Corte ha accertato che tali motivi emergevano dagli atti, erano stati riproposti in appello ed erano rimasti assorbiti nei precedenti gradi: la loro supposta inesistenza integrava quindi un errore percettivo decisivo. Accolta la revocazione, ha cassato la decisione e rinviato alla CTR indicata nel dispositivo, non potendo esaminare direttamente questioni mai affrontate nel merito.

N. 10032

Cassazione, sentenza n. 10032 del 24/04/2018

Sentenza n. 10032 del 24/04/2018

La revocazione riguardava una sentenza con cui la Cassazione, superata in favore dell’Agenzia la questione della decadenza dall’accertamento, aveva rigettato nel merito il ricorso introduttivo del contribuente. La Corte ha constatato che la decisione non aveva percepito l’esistenza di quattro ulteriori motivi, visibili negli atti, rimasti assorbiti in primo grado e ritualmente riproposti in appello: omissione qualificata come errore di fatto decisivo. Ha pertanto accolto la revocazione e, non potendo pronunciarsi su questioni mai esaminate dai giudici di merito, ha cassato la sentenza disponendo il rinvio alla CTR indicata nel dispositivo.

N. 10031

Cassazione, sentenza n. 10031 del 24/04/2018

Sentenza n. 10031 del 24/04/2018

Una controversia su avvisi di accertamento IVA, IRPEG e IRAP e sulla conseguente cartella riguardava, tra gli altri rilievi, ammortamenti e ammanchi di cassa; la CTR aveva sostanzialmente confermato la decisione di primo grado mediante un rinvio generico alle relative argomentazioni. La Cassazione ha qualificato tale motivazione come meramente apparente, poiché non esponeva le ragioni del rigetto dei puntuali motivi d’appello dell’Agenzia delle Entrate. Accolto il ricorso principale e assorbito quello incidentale subordinato, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR del Veneto in diversa composizione.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 10030

Cassazione, sentenza n. 10030 del 24/04/2018

Sentenza n. 10030 del 24/04/2018

L’accertamento IVA, IRES e IRAP rettificava il reddito d’impresa per costi relativi a operazioni inesistenti, utilizzando lo studio di settore soltanto per valutare la congruità della ricostruzione induttiva. La Cassazione ha quindi dichiarato inammissibili le censure fondate sulla disciplina degli accertamenti parametrici e ha ritenuto adeguatamente motivata la valutazione della CTR sull’inesistenza delle prestazioni fatturate, basata anche sull’incompatibilità con l’attività e sull’assenza di mezzi, dipendenti e contabilità del fornitore. Gli ulteriori motivi, diretti a riesaminare il merito o formulati in modo non autosufficiente, sono stati respinti; il ricorso è stato integralmente rigettato.

N. 9994

Cassazione, sentenza n. 9994 del 24/04/2018

Sentenza n. 9994 del 24/04/2018

La controversia riguardava il recupero, per il 2006, di una quota di ammortamento relativa a un diritto di concessione d’uso iscritto in bilancio nel 1998, che l’Agenzia riteneva radicalmente indeducibile. La Cassazione afferma che, per costi deducibili in più anni, quando la contestazione investe l’esistenza stessa del diritto e non il calcolo del singolo rateo, la decadenza decorre dalla dichiarazione dell’annualità in cui il costo è sostenuto e l’ammortamento viene iscritto, non da ciascuna quota successiva. Ritenuto tardivo l’accertamento notificato nel 2011, la Corte cassa la sentenza e accoglie nel merito il ricorso introduttivo.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9993

Cassazione, sentenza n. 9993 del 24/04/2018

Sentenza n. 9993 del 24/04/2018

Il giudizio riguardava il recupero della quota di ammortamento, dedotta nel 2007, relativa a un diritto di concessione iscritto in bilancio nel 1998; la CTR aveva confermato la ripresa, disapplicando però interessi e sanzioni. La Cassazione ha stabilito che, quando l’Amministrazione contesta la radicale indeducibilità di un costo pluriennale e non il calcolo del singolo rateo, la decadenza decorre dalla dichiarazione dell’anno in cui il costo fu sostenuto e l’ammortamento iniziò. Ha quindi accolto il ricorso incidentale della contribuente, cassato la sentenza e annullato nel merito la pretesa, assorbendo le altre censure.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
N. 9851

Cassazione, sentenza n. 9851 del 20/04/2018

Sentenza n. 9851 del 20/04/2018

L’accertamento contestava l’applicazione del regime del margine nella rivendita di veicoli usati e la detrazione IVA per acquisti soggettivamente inesistenti; la CTR aveva invece accolto integralmente l’impugnazione della contribuente. La Cassazione ha affermato che, dopo la produzione di elementi specifici da parte dell’Amministrazione, l’operatore professionale deve provare buona fede e diligenza, verificando nei limiti esigibili anche i precedenti intestatari risultanti dai documenti di circolazione; per le operazioni soggettivamente inesistenti, l’Amministrazione deve inoltre dimostrare con elementi oggettivi e specifici la conoscenza o conoscibilità della frode. Accolti due motivi, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 9850

Cassazione, sentenza n. 9850 del 20/04/2018

Sentenza n. 9850 del 20/04/2018

La controversia riguardava l’applicazione del regime del margine alla rivendita di veicoli usati acquistati da un cedente comunitario soggetto passivo IVA. La Cassazione ha confermato che l’operatore professionale, in presenza di elementi specifici, deve verificare nei limiti esigibili i precedenti intestatari risultanti dai documenti di circolazione e provare l’eventuale mancata detrazione a monte; la sola annotazione del regime del margine nelle fatture non soddisfa tale onere. Rigettati i motivi sul tributo, la Corte ha tuttavia accolto la richiesta relativa alla disciplina sanzionatoria sopravvenuta, cassando sul solo quantum delle sanzioni e rinviando alla CTR.

N. 9849

Cassazione, sentenza n. 9849 del 20/04/2018

Sentenza n. 9849 del 20/04/2018

Una cartella emessa dopo controllo automatizzato recuperava IRES, IRAP e IVA sulla base della dichiarazione originaria, mentre la contribuente aveva successivamente presentato una dichiarazione integrativa e dedotto in giudizio errori incidenti sul debito tributario. La Cassazione ha distinto i termini propri della dichiarazione integrativa dalla difesa nel processo: il contribuente può contestare la maggiore pretesa allegando e provando errori di fatto o di diritto presenti nella dichiarazione, indipendentemente da quei termini. Accolto il motivo relativo all’emendabilità in sede contenziosa, assorbito un altro e dichiarata inammissibile la censura IVA, la sentenza è stata cassata con rinvio.

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