Crisi impresa

Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza: assetti organizzativi adeguati, indicatori e segnalazioni, composizione negoziata della crisi e ruolo dell'esperto, misure protettive e cautelari. Analizziamo il piano attestato di risanamento, gli accordi di ristrutturazione, il concordato preventivo e la liquidazione giudiziale, con i doveri e le responsabilita di amministratori e sindaci. Guide operative alla lettura dei segnali di allerta e alla scelta dello strumento di regolazione piu adatto.

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Aggiornato il 22 ottobre 2026

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22ott 2026
Crisi impresa

Impresa sequestrata: chi paga i fornitori, la società o lo Stato

Il sequestro non trasforma lo Stato nel debitore dei fornitori dell’impresa. La società conserva autonomia patrimoniale e risponde degli ordini assunti dall’amministratore giudiziario come suo rappresentante. Per attribuire il debito occorre distinguere questa veste da quella di custode dei beni sequestrati. L’anticipazione erariale richiede risorse aziendali insufficienti e, di norma, un’autorizzazione del giudice. Chi concede credito deve quindi controllare committente, poteri e copertura della spesa, senza presumere una garanzia pubblica sul pagamento.

21ott 2026
Crisi impresa

Compenso dell’attestatore nel concordato: pagarlo dopo l’omologa è lecito?

Il pagamento dopo l’omologa non compromette da solo l’indipendenza dell’attestatore se rinvia l’esigibilità di un onorario già dovuto e non ne condiziona l’esistenza al successo del concordato. La Corte d’appello di Napoli richiede una valutazione concreta della clausola; i Principi Cndcec escludono compensi legati all’esito e privilegiano gli stati di avanzamento. Per professionisti e imprese il mandato deve chiarire importo, scadenze e diritto al compenso anche con giudizio negativo, distinguendo tali pattuizioni dai limiti della prededuzione previsti dal CCII.

5ago 2026
Crisi impresa

Composizione negoziata crisi di impresa: l’accordo transattivo con l’AdE nella circolare 5/E

Nella composizione negoziata della crisi, l’accordo transattivo previsto dall’art. 23, comma 2-bis, CCII consente di proporre al Fisco riduzioni e dilazioni dei debiti tributari, compresa l’IVA. La soluzione richiede però un’istruttoria documentale completa, due attestazioni rilasciate da professionisti diversi e l’autorizzazione del tribunale prima dell’esecuzione. Le misure protettive non bloccano, nella fase precedente all’esecuzione forzata, i controlli, gli accertamenti e la riscossione dell’Amministrazione finanziaria.

23lug 2026
Crisi impresa

Transazione fiscale nella composizione negoziata: necessari due professionisti

La proposta di transazione fiscale nella composizione negoziata richiede due relazioni: una sulla completezza dei dati aziendali, l’altra sulla convenienza dell’accordo rispetto alla liquidazione giudiziale. La circolare 5/E/2026 vieta che siano firmate dalla stessa persona, anche se revisore legale e gestore della crisi. Restano esclusi tributi locali e contributi previdenziali, non opera il cram down dell’Erario e il giudice svolge un controllo formale. Imprese e advisor devono predisporre incarichi distinti, con costi aggiuntivi per le PMI meno strutturate.

23lug 2026
Crisi impresa

Utilizzo perdite pregresse società in liquidazione: compensazione piena

Dal 2025, nella liquidazione societaria, il reddito di ciascun esercizio, compresa la frazione dell’anno di apertura, è definitivo e non confluisce più in un conguaglio finale. Nei periodi intermedi le società di capitali mantengono il limite dell’80% per l’utilizzo delle perdite pregresse; se la procedura dura al massimo cinque esercizi, però, la perdita finale può essere riportata sui redditi degli esercizi precedenti già tassati, generando un eventuale credito. Nel conguaglio finale il limite non opera e le perdite residue compensano integralmente il reddito.

21lug 2026
Crisi impresa

Transazione fiscale: lo stress test del piano di risanamento decide tutto

Nella composizione negoziata l’accordo con il Fisco può prevedere il pagamento parziale o dilazionato del debito erariale, compresa l’IVA, ma non riguarda risorse proprie UE, contributi previdenziali, IMU e TARI. La proposta deve contenere relazioni separate sulla convenienza rispetto alla liquidazione giudiziale e sulla veridicità dei dati. A decidere la credibilità del piano è però lo stress test: occorre misurare come regge al variare di ricavi, tempi e costi, individuando il punto oltre il quale il recupero promesso non è più realistico.

20lug 2026
Crisi impresa

Circolare agenzia entrate crisi d’impresa: falcidia Iva sì, doppio attestatore no

La circolare 5/E/2026 ammette la falcidia dell’IVA nell’accordo transattivo della composizione negoziata e disciplina rateazioni fino a 120 mesi, termini di 90 giorni nel piano soggetto a omologazione e crediti tributari nei gruppi. Al tempo stesso richiede due professionisti distinti: uno per attestare la convenienza della proposta e l’altro per verificare la veridicità dei dati aziendali, requisito contestato in giurisprudenza. L’accesso è possibile anche per l’insolvenza reversibile, ma la domanda deve coordinare attestazioni, scadenze e misure premiali.

26mag 2026
Crisi impresa

Ristrutturazione debiti consumatore: guida completa al piano

La ristrutturazione dei debiti del consumatore permette alla persona fisica sovraindebitata di proporre al tribunale un piano anche parziale, senza il voto dei creditori, ma l’accesso dipende da verifiche rigorose. Il debitore deve dimostrare che i debiti hanno natura consumeristica, che il sovraindebitamento è effettivo e che il piano è sostenibile e fondato sulla meritevolezza, senza colpa grave, malafede o frode. Debiti misti e garanzie personali possono escludere la procedura; documenti e relazione dell’OCC sono decisivi per l’omologa.