Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 14019

Cassazione, sentenza n. 14019 del 23/05/2019

Sentenza n. 14019 del 23/05/2019

Una società aveva utilizzato in compensazione un credito IVA maturato nel 2001, esposto in una dichiarazione annuale presentata oltre il termine, ricevendo una cartella per carenti versamenti, sanzioni e interessi. La Corte conferma il riconoscimento del credito, poiché la CTR ne aveva accertato l’esistenza, l’impiego tempestivo e i requisiti sostanziali, ma esclude che l’assenza di danno erariale renda non sanzionabile il ritardo dichiarativo. Rigettato il primo motivo e accolto il secondo, la sentenza è cassata con rinvio per verificare il ritardo applicabile e rideterminare proporzionalmente la sanzione.

  • IVA
  • Dichiarazioni
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14034

Cassazione, sentenza n. 14034 del 23/05/2019

Sentenza n. 14034 del 23/05/2019

La società chiedeva il rimborso dell’imposta di consumo sugli oli lubrificanti, mentre la CTR, pronunciando in sede di rinvio, aveva ritenuto provata la traslazione del tributo sui consumatori finali sulla base della documentazione acquisita e dell’incompletezza dei dati forniti al consulente tecnico. La Cassazione ha escluso che potesse riesaminare il materiale probatorio o ripetere il ragionamento presuntivo del giudice di merito, rilevando inoltre che la CTR aveva spiegato analiticamente perché si fosse discostata dalla consulenza. Il ricorso è stato quindi rigettato.

N. 14018

Cassazione, sentenza n. 14018 del 23/05/2019

Sentenza n. 14018 del 23/05/2019

La controversia riguardava il recupero di un credito d’imposta utilizzato nel 2001; la CTR, riformando la decisione favorevole di primo grado, aveva accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate in contumacia del contribuente. Esaminati i fascicoli di merito, la Corte rileva che la distinta cumulativa di presentazione postale non dimostrava la notificazione dell’appello e che, pertanto, il contraddittorio non era stato ritualmente instaurato. Il ricorso è accolto e la sentenza d’appello è cassata senza rinvio, perché quel giudizio non poteva iniziare né proseguire.

N. 14033

Cassazione, sentenza n. 14033 del 23/05/2019

Sentenza n. 14033 del 23/05/2019

Il contribuente aveva impugnato un estratto di ruolo relativo a dazi doganali, deducendo la mancata notifica degli atti presupposti e la prescrizione della pretesa, assistita anche da iscrizione ipotecaria. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure perché formulate in modo promiscuo, prive della necessaria indicazione degli atti e in parte dirette a ottenere una nuova valutazione dei fatti; anche le deduzioni su decadenza e prescrizione non superavano le preclusioni applicabili. Il ricorso principale è stato dichiarato inammissibile e quello incidentale dell’agente della riscossione assorbito.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14012

Cassazione, ordinanza n. 14012 del 23/05/2019

Ordinanza n. 14012 del 23/05/2019

Una società di costruzioni navali chiedeva la restituzione forfettaria dei dazi corrisposti sui materiali importati e impiegati in tre navi poi esportate, ma la CTR aveva negato il rimborso per insufficienza della prova. La Corte conferma che il richiedente deve dimostrare la provenienza rilevante delle merci, l’effettivo pagamento dei dazi e il relativo ammontare, entro la percentuale massima prevista; non spettava inoltre al giudice supplire alle carenze probatorie mediante poteri istruttori ormai abrogati. Il ricorso principale è rigettato e quello incidentale dell’Amministrazione resta assorbito.

N. 14032

Cassazione, sentenza n. 14032 del 23/05/2019

Sentenza n. 14032 del 23/05/2019

La controversia riguardava il rimborso della ritenuta applicata su indennizzi espropriativi pagati dopo l’entrata in vigore della disciplina fiscale, benché il procedimento ablativo fosse anteriore, sul presupposto del ritardo ingiustificato dell’amministrazione. La Cassazione ha escluso sia l’obbligo d’interrompere il processo nel rito allora vigente per la morte della parte, sia l’ultrapetizione, qualificando il ritardo come criterio interpretativo applicabile dal giudice. Ritenuta inoltre sufficiente la motivazione sul rilevante superamento dei termini amministrativi, ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

N. 13988

Cassazione, sentenza n. 13988 del 23/05/2019

Sentenza n. 13988 del 23/05/2019

Una società incaricata delle dichiarazioni doganali contestava inviti di pagamento e rettifiche relativi a merci venezuelane accompagnate da certificazioni d’origine irregolari, producendo in appello certificati formati successivamente. La Corte ritiene che il giudicato esterno formatosi prima del deposito della decisione d’appello dovesse essere fatto valere mediante revocazione; conferma inoltre che nuovi documenti non possono ampliare la materia del contendere e che il regime preferenziale presuppone certificati regolari, senza che la buona fede escluda di regola l’obbligazione doganale del dichiarante. Il ricorso è quindi rigettato.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14031

Cassazione, sentenza n. 14031 del 23/05/2019

Sentenza n. 14031 del 23/05/2019

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’IRPEF trattenuta sull’indennità aggiuntiva di previdenza spettante al personale dell’amministrazione finanziaria, che la CTR aveva considerato integralmente esente perché equiparabile al trattamento di fine rapporto. La Cassazione ha confermato la natura di retribuzione differita e l’assimilazione alle indennità equipollenti al TFR, precisando però che ne deriva la tassazione separata, non l’esenzione totale. Ha quindi cassato la sentenza e, decidendo nel merito, riconosciuto il rimborso della sola ritenuta eccedente l’imposta dovuta secondo tale regime.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13987

Cassazione, sentenza n. 13987 del 23/05/2019

COSA GIUDICATA CIVILE - ECCEZIONE DI GIUDICATO Giudicato esterno - Decisione di appello difforme dal giudicato - Rimedi esperibili - Fondamento.

La controversia riguardava inviti di pagamento doganali per importazioni dal Venezuela corredate da certificazioni d’origine ritenute irregolari; la contribuente invocava anche un giudicato favorevole formatosi nei confronti dell’importatore prima del deposito della sentenza d’appello. La Corte stabilisce che, finché la decisione d’appello non è depositata, il giudicato esterno può essere dedotto in quella sede, mentre la sua mancata considerazione va censurata con revocazione e non con ricorso per cassazione. Ritenute inoltre infondate o inammissibili le doglianze sui nuovi certificati e sulla buona fede, rigetta il ricorso.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14030

Cassazione, sentenza n. 14030 del 23/05/2019

Sentenza n. 14030 del 23/05/2019

Il giudizio riguardava l’impugnazione di ordinanze che avevano sospeso procedimenti relativi al silenzio-rifiuto su domande di rimborso IRPEG e ILOR, in presenza di una richiesta di definizione automatica degli imponibili. Dopo che il difensore aveva dichiarato cessato l’interesse perché i giudizi di merito erano stati definiti, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse. Ai fini delle spese ha comunque rilevato che le ordinanze di sospensione, avendo natura meramente ordinatoria e non decisoria, non erano autonomamente impugnabili.

N. 14029

Cassazione, sentenza n. 14029 del 23/05/2019

Sentenza n. 14029 del 23/05/2019

La controversia riguarda il rimborso IRAP richiesto da un commercialista e la deduzione dell’Agenzia, formulata in appello, circa la sua partecipazione a uno studio associato. La Cassazione qualifica tale deduzione come mera difesa, perché fondata sul materiale probatorio già acquisito e diretta al rigetto della domanda originaria, sicché non opera il divieto di nuove eccezioni in appello. Accolto il primo motivo e assorbita la questione sull’autonoma organizzazione, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR per un nuovo accertamento dei fatti.

N. 14028

Cassazione, sentenza n. 14028 del 23/05/2019

Sentenza n. 14028 del 23/05/2019

Una banca chiedeva il rimborso della maggiore IRAP versata dal 2003 al 2006, sostenendo l’inapplicabilità degli incrementi regionali durante la sospensione disposta dalla normativa statale. La Cassazione afferma che la sospensione colpisce soltanto la parte dell’aliquota regionale eccedente quella concretamente vigente nel 2002, anche quando quest’ultima derivi dalla disciplina transitoria statale; non impone quindi sempre l’aliquota ordinaria del 4,25 per cento. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata e la domanda introduttiva respinta nel merito, con compensazione delle spese.

N. 14027

Cassazione, sentenza n. 14027 del 23/05/2019

Sentenza n. 14027 del 23/05/2019

Il giudizio concerne il rimborso IRAP chiesto da un medico convenzionato, assistito stabilmente da una sola segretaria, che i giudici di merito avevano ritenuto privo di autonoma organizzazione. La Cassazione conferma che il requisito impositivo non ricorre quando il lavoro altrui non supera l’apporto di un collaboratore addetto a mansioni di segreteria o meramente esecutive; l’accertamento di merito, se adeguatamente motivato, non può essere rivalutato in sede di legittimità. Il ricorso dell’Agenzia è pertanto rigettato, senza pronuncia sulle spese.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14026

Cassazione, sentenza n. 14026 del 23/05/2019

Sentenza n. 14026 del 23/05/2019

La controversia riguarda maggiori ricavi accertati per il 2003 e il 2004 mediante studi di settore, già ridotti dall’Amministrazione considerando parzialmente le circostanze rappresentate dal contribuente. La Cassazione rileva che la CTR aveva esaminato le giustificazioni personali, familiari e lavorative, giudicandole generiche e non concretamente collegate all’attività accertata; le censure miravano quindi a una nuova valutazione delle prove, estranea al giudizio di legittimità. Il ricorso è rigettato e non vengono liquidate spese, non avendo l’Agenzia svolto attività difensiva.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 14025

Cassazione, sentenza n. 14025 del 23/05/2019

Sentenza n. 14025 del 23/05/2019

Il Comune aveva accertato l’ICI su un’area demaniale portuale concessa a una società, utilizzando una rendita catastale non notificata alla concessionaria, benché questa risultasse intestataria catastale e fosse rimasta estranea alla procedura DOCFA. La Cassazione conferma che l’atto attributivo o modificativo della rendita deve essere notificato anche al concessionario soggetto passivo; la conoscenza della procedura in corso non sostituisce la comunicazione del nuovo classamento. Il ricorso comunale è rigettato, restano assorbiti i motivi incidentali condizionati e il Comune è condannato alle spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 14024

Cassazione, sentenza n. 14024 del 23/05/2019

Sentenza n. 14024 del 23/05/2019

La società contestava quattro rettifiche doganali con cui il valore di calzature importate dalla Cina era stato rideterminato sulla base della banca dati M.E.R.C.E., dopo che la CTR aveva accolto l’appello dell’Ufficio. La Cassazione giudica il ricorso inammissibile perché i motivi sovrapponevano indistintamente violazioni di legge e vizi motivazionali; rileva inoltre questioni nuove, mancata specificazione degli atti e confusione tra omessa motivazione e omessa pronuncia. Restano quindi ferme le rettifiche confermate in appello, con condanna della ricorrente alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14023

Cassazione, sentenza n. 14023 del 23/05/2019

Sentenza n. 14023 del 23/05/2019

La controversia verte sulla rettifica del valore dichiarato per calzature importate dalla Cina, effettuata dall’Ufficio doganale mediante confronto con i valori medi della banca dati M.E.R.C.E. e confermata nei due gradi di merito. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso: le censure mescolavano vizi eterogenei, introducevano questioni non dedotte nei precedenti gradi o non individuavano fatti decisivi, confondendo inoltre omessa pronuncia e omesso esame di difese. La società ricorrente è condannata alle spese del giudizio di legittimità.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14022

Cassazione, sentenza n. 14022 del 23/05/2019

Sentenza n. 14022 del 23/05/2019

Una società impugnava la rettifica doganale del valore di calzature importate dalla Cina, determinato dall’Ufficio prendendo a riferimento la banca dati M.E.R.C.E.; CTP e CTR avevano respinto le sue contestazioni. La Cassazione considera inammissibili i cinque motivi, formulati mediante commistione di violazioni di legge e vizi motivazionali, in parte nuovi e privi della necessaria specificazione del fatto decisivo o del motivo devoluto in appello. La decisione di merito resta ferma e la ricorrente è condannata alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14021

Cassazione, sentenza n. 14021 del 23/05/2019

Sentenza n. 14021 del 23/05/2019

La controversia riguarda rettifiche dei dazi e dell’IVA su importazioni di borse, estese allo spedizioniere operante in rappresentanza indiretta; la CTR aveva confermato la pretesa per 26 operazioni e annullato quella relativa ad altre 182, ritenendo insufficienti le presunzioni di sottofatturazione. Nel testo disponibile, la Cassazione reputa inammissibile il ricorso principale delle Dogane perché non censura l’effettiva ragione della decisione, fondata sulla carenza di prova, e respinge o dichiara inammissibili i motivi incidentali esaminati su notificazione, motivazione degli avvisi e vizi processuali. L’esito complessivo del ricorso incidentale non è riportato nei dati forniti.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14046

Cassazione, ordinanza n. 14046 del 23/05/2019

Contenzioso - Ricorso in Cassazione - Rimborso del tributo - Diniego - Posizione del contribuente come attore in senso sostanziale nel processo - Possibilità per il resistente di contestare il fatto costitutivo del diritto - Fattispecie.

Nel giudizio sul rimborso di tributi, l’Amministrazione aveva contestato soltanto in appello il diritto alla rivalutazione monetaria riconosciuto in primo grado; la CTR aveva considerato tale difesa tardiva e inammissibile. La Cassazione ha chiarito che il contribuente è attore in senso sostanziale e deve allegare e provare i fatti costitutivi del rimborso, mentre le contestazioni dell’Ufficio su tali fatti sono mere difese, proponibili anche per la prima volta in appello. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la causa rinviata alla CTR.

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