Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 14012

Cassazione, ordinanza n. 14012 del 23/05/2019

Ordinanza n. 14012 del 23/05/2019

Una società di costruzioni navali chiedeva la restituzione forfettaria dei dazi corrisposti sui materiali importati e impiegati in tre navi poi esportate, ma la CTR aveva negato il rimborso per insufficienza della prova. La Corte conferma che il richiedente deve dimostrare la provenienza rilevante delle merci, l’effettivo pagamento dei dazi e il relativo ammontare, entro la percentuale massima prevista; non spettava inoltre al giudice supplire alle carenze probatorie mediante poteri istruttori ormai abrogati. Il ricorso principale è rigettato e quello incidentale dell’Amministrazione resta assorbito.

N. 13785

Cassazione, sentenza n. 13785 del 22/05/2019

Sentenza n. 13785 del 22/05/2019

La società contestava l’accertamento regionale per omessa dichiarazione e versamento dell’ecotassa, sostenendo di essere mera appaltatrice e non gestore della discarica, oltre a invocare giudicato esterno e incertezza normativa sulle sanzioni. La Corte conferma l’accertamento della CTR: è soggetto passivo chi gestisce funzionalmente ed economicamente l’impianto di stoccaggio definitivo, con obbligo di versamento e rivalsa sui conferitori; il presupposto deriva dalla legge statale. Esclusa l’identità con il precedente giudizio IVA e negata un’incertezza normativa oggettiva, il ricorso è integralmente rigettato con condanna alle spese.

N. 13748

Cassazione, sentenza n. 13748 del 22/05/2019

Sentenza n. 13748 del 22/05/2019

Una società chiedeva direttamente all’Erario il rimborso dell’IVA erroneamente applicata dal cedente su note di credito riferite a operazioni non imponibili. La Cassazione ha stabilito che, nei rapporti tra cedente, cessionario e fisco, soltanto il cedente può domandare il rimborso all’Amministrazione, mentre il cessionario deve chiedere la restituzione al cedente, salvo che tale recupero risulti impossibile o eccessivamente difficile; inoltre, nella liquidazione IVA di gruppo, il diritto al rimborso compete alla controllante. Il ricorso è stato pertanto rigettato.

N. 13784

Cassazione, sentenza n. 13784 del 22/05/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TASSA RACCOLTA DI RIFIUTI SOLIDI URBANI INTERNI Ecotassa - Presupposto impositivo - Soggetto obbligato al versamento del tributo - Gestore - Configuariblità - Fondamento.

La controversia riguardava l’omessa dichiarazione e l’omesso versamento dell’ecotassa per il conferimento di rifiuti in discarica, oltre a sanzioni e interessi, che la contribuente contestava sostenendo di essere una mera appaltatrice. La Cassazione ha confermato che il soggetto passivo è il gestore economico dell’impianto, pur restando il tributo destinato a gravare sul conferente mediante rivalsa, e che il presupposto deriva direttamente dalla legge statale. Esclusi il giudicato esterno e l’incertezza normativa invocata, la Corte ha rigettato il ricorso e condannato la ricorrente alle spese.

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  • Sanzioni
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N. 13747

Cassazione, sentenza n. 13747 del 22/05/2019

Sentenza n. 13747 del 22/05/2019

Il fallimento contestava riprese IRES, IRAP e IVA relative a operazioni ritenute inesistenti e a costi non sostenuti, concentrando le censure sull’effettività dei componenti negativi contabilizzati. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva invece fondato la decisione sulla partecipazione della società, mediante lease back del marchio e contabilizzazione di costi fittizi, a un unitario disegno elusivo nell’ambito del gruppo. Poiché i motivi non colpivano questa decisiva motivazione e l’avviso non era stato adeguatamente riprodotto nel ricorso, le censure sono state dichiarate inammissibili e il ricorso rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Procedure concorsuali
  • Imprese
  • IRES
  • IRAP
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N. 22458

Cassazione, sentenza n. 22458 del 22/05/2019

Reati tributari - Omesso versamento IVA - Illiquidità dell'impresa - Sanzioni - Ne bis in idem - Insussistenza.

L’amministratrice di una società era stata condannata per omesso versamento dell’IVA dichiarata e sosteneva, tra l’altro, la prescrizione, la duplicazione rispetto alla sanzione tributaria applicata alla società e la forza maggiore derivante dalla crisi finanziaria. La Corte esclude il ne bis in idem perché la sanzione amministrativa colpisce la persona giuridica, mentre quella penale riguarda la persona fisica, e ritiene che le difficoltà economiche allegate non dimostrino una forza maggiore idonea a escludere il dolo generico. Il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e alla somma destinata alla Cassa delle ammende.

N. 13783

Cassazione, sentenza n. 13783 del 22/05/2019

Sentenza n. 13783 del 22/05/2019

La controversia concerneva un accertamento ICI fondato sulle risultanze catastali, contestato dal contribuente per l’asserita proprietà altrui di alcune particelle; durante il giudizio il Comune aveva emesso un ulteriore avviso, dichiarato sostitutivo del precedente e adeguato alle reali percentuali di possesso. La Cassazione ha confermato che i dati catastali generano una presunzione superabile con prova contraria e che nuovi documenti sono producibili in appello. Ha tuttavia cassato con rinvio perché la commissione regionale non aveva verificato se il secondo atto costituisse integrazione o sostituzione in autotutela, distinzione decisiva per la permanenza dell’interesse al giudizio sul primo avviso.

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  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
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N. 13746

Cassazione, sentenza n. 13746 del 22/05/2019

Sentenza n. 13746 del 22/05/2019

La controversia verteva su riprese IRPEG, IRAP e IVA per operazioni di noleggio e acquisto ritenute inesistenti, nonché per una sopravvenienza attiva; la CTR aveva accolto solo in parte l’appello della contribuente. La Cassazione ha giudicato inammissibili le doglianze di entrambe le parti perché, sotto forma di vizi motivazionali, non individuavano fatti storici decisivi omessi ma sollecitavano una nuova valutazione oppure denunciavano genericamente principi senza indicare la norma violata. Sono stati quindi rigettati sia il ricorso principale dell’Agenzia sia quello incidentale della società, con compensazione delle spese.

N. 13798

Cassazione, sentenza n. 13798 del 22/05/2019

Sentenza n. 13798 del 22/05/2019

La proprietaria pro quota di aree gravate da servitù di uso pubblico contestava due accertamenti ICI per il 2010 e il 2011, sostenendo che il diritto spettante al Comune fosse assimilabile all’uso e trasferisse la soggettività passiva. La Corte qualifica invece la servitù di uso pubblico come autonomo diritto reale parziario, esercitato nell’interesse della collettività e distinto dal diritto d’uso contemplato dalla disciplina ICI; il proprietario conserva pertanto la soggettività passiva. Correggendo la motivazione della CTR ma confermandone l’esito, la Cassazione rigetta il ricorso.

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N. 13782

Cassazione, sentenza n. 13782 del 22/05/2019

Sentenza n. 13782 del 22/05/2019

La contribuente contestava l’attribuzione della categoria catastale A/1 a un’unità derivata dal frazionamento di un immobile, deducendo l’assenza dei requisiti, la mancata notifica del precedente riclassamento e irregolarità nella revisione. La Cassazione ha ricordato che la revisione, in assenza di variazioni edilizie, non richiede sopralluogo o contraddittorio preventivo, ma ha giudicato generica la motivazione con cui la commissione regionale aveva privilegiato il confronto con immobili vicini, trascurando gli elementi negativi allegati e le contestazioni sulla notificazione. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame motivato.

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N. 13745

Cassazione, sentenza n. 13745 del 22/05/2019

Sentenza n. 13745 del 22/05/2019

Dopo avere chiesto l’accertamento con adesione per tre avvisi IVA, il contribuente vi aveva formalmente rinunciato e aveva successivamente proposto i ricorsi contro gli atti impositivi. La Cassazione ha precisato che la rinuncia formale e irrevocabile fa cessare la sospensione di novanta giorni e determina la ripresa del termine ordinario di sessanta giorni per impugnare. Accolto il ricorso incidentale dell’Agenzia e assorbito quello principale, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, ha dichiarato inammissibili per tardività i ricorsi introduttivi.

N. 13797

Cassazione, sentenza n. 13797 del 22/05/2019

Sentenza n. 13797 del 22/05/2019

La CTR aveva escluso l’ICI su aree private gravate da una servitù perpetua di uso pubblico, ritenendo che il diritto spettante al Comune rientrasse tra quelli per i quali la disciplina prevedeva la non applicazione dell’imposta. La Corte chiarisce che tale servitù è un autonomo diritto reale pubblicistico a favore della collettività, non assimilabile al diritto d’uso, e non sposta dal proprietario la soggettività passiva ICI. Accolto il ricorso del Comune, la sentenza è cassata e, decidendo nel merito, viene rigettata l’impugnazione originaria degli avvisi di accertamento.

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N. 13781

Cassazione, sentenza n. 13781 del 22/05/2019

ACQUE - ACQUE PUBBLICHE - DERIVAZIONI E UTILIZZAZIONI (UTENZE) - CANONI - IN GENERE Impianto di depurazione - Inutilizzabilità - Canone - Debenza - Esclusione - Fondamento.

La controversia riguardava la quota del canone comunale per la depurazione delle acque reflue industriali, richiesta nonostante lo stabilimento fosse collegato soltanto alla fognatura e separato dal depuratore da un fiume. La Cassazione ha stabilito che, pur avendo allora natura tributaria, il canone presupponeva un servizio concretamente fruibile: la mera possibilità di costruire, a costi elevati, una tubazione non rendeva l’impianto disponibile. Ha quindi cassato la decisione d’appello e, decidendo nel merito, accolto l’originaria opposizione della contribuente, compensando le spese dei gradi di merito.

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N. 13743

Cassazione, sentenza n. 13743 del 22/05/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - TERRITORIALITA' DELL'IMPOSTA - CESSIONI DI BENI Cessioni intracomunitarie - Esenzione dall'IVA - Operazioni inesistenti - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento.

L’accertamento riguardava vendite intracomunitarie di macchinari ritenute oggettivamente inesistenti, per le quali la contribuente invocava la non imponibilità IVA. La Cassazione ha affermato che il beneficio richiede l’effettivo trasferimento dei beni nello Stato del cessionario o un’adeguata prova della buona fede del cedente: quando nessuna esportazione è avvenuta e l’operazione è inesistente, l’esenzione non può essere riconosciuta. Ritenute infondate o inammissibili anche le ulteriori censure sulla motivazione e sugli atti richiamati dall’accertamento, la Corte ha rigettato il ricorso principale e dichiarato assorbito quello incidentale.

N. 13796

Cassazione, sentenza n. 13796 del 22/05/2019

Sentenza n. 13796 del 22/05/2019

La CTR aveva annullato quattro accertamenti ICI, relativi agli anni dal 2007 al 2010, considerando la servitù perpetua di uso pubblico costituita sulle aree private come un diritto del Comune idoneo a escludere l’imposta. La Corte afferma che questa servitù, destinata all’utilizzo della collettività, appartiene a una categoria autonoma di diritti reali pubblicistici e non coincide con il diritto d’uso previsto dalla disciplina ICI; soggetto passivo resta quindi il proprietario. Il ricorso comunale è accolto e, cassata la sentenza, la causa è decisa nel merito con rigetto dell’impugnazione originaria.

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N. 13780

Cassazione, sentenza n. 13780 del 22/05/2019

Sentenza n. 13780 del 22/05/2019

Il giudizio riguardava un avviso ICI per il 2002 relativo ad aerogeneratori dapprima non accatastati e successivamente dichiarati mediante DOCFA in categoria D/1; la commissione regionale ne aveva affermato la parziale illegittimità. Prima dell’udienza in Cassazione, il Comune e la società hanno dichiarato congiuntamente di non avere più interesse alla prosecuzione e hanno rinunciato al giudizio, chiedendo la compensazione delle spese. La Corte ha pertanto dichiarato estinto il processo e compensato integralmente le spese.

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N. 13742

Cassazione, sentenza n. 13742 del 22/05/2019

Sentenza n. 13742 del 22/05/2019

La controversia riguardava accertamenti ICI su un’area edificabile, che la contribuente sosteneva fosse pertinenziale a un centro di smistamento e già assoggettata a imposizione, nonché la determinazione delle sanzioni. La Corte ha confermato, sui profili esaminati, l’assenza di doppia imposizione e del vincolo pertinenziale, rilevando anche la mancata dichiarazione e l’intento edificatorio. Ha però stabilito che la recidiva tributaria richiede precedenti violazioni definitivamente accertate; accolti l’undicesimo motivo e, per quanto di ragione, il ricorso incidentale, ha cassato con rinvio.

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N. 13795

Cassazione, sentenza n. 13795 del 22/05/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI - ICI - Immobile gravato da servitù di uso pubblico - Soggezione passiva del proprietario - Fondamento.

La proprietaria pro quota di aree assoggettate a servitù di uso pubblico contestava quattro avvisi ICI per gli anni dal 2006 al 2009, sostenendo che il diritto comunale fosse assimilabile all’uso e facesse venir meno il proprio obbligo tributario. La Corte distingue la servitù di uso pubblico, diritto reale pubblicistico autonomo e tendenzialmente perpetuo esercitato nell’interesse della collettività, dal diritto d’uso previsto dalla normativa ICI; la soggettività passiva resta pertanto in capo al proprietario. Corretta la motivazione della CTR, la Cassazione ne conferma l’esito e rigetta il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
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  • Contenzioso
N. 13779

Cassazione, sentenza n. 13779 del 22/05/2019

Sentenza n. 13779 del 22/05/2019

La controversia verteva sulla base imponibile IMU 2012 di un parco eolico, accatastato mediante DOCFA nell’ottobre dello stesso anno, che la commissione regionale aveva determinato secondo la rendita proposta per l’intera annualità. La Cassazione ha affermato che, per il periodo precedente alla domanda di accatastamento, resta applicabile il valore contabile e che la contabilizzazione unitaria del parco può essere sufficiente se univoca e distinta dagli altri cespiti di categoria D. Accolti entrambi i motivi del Comune, la sentenza è stata cassata con rinvio per i necessari accertamenti fattuali.

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N. 13794

Cassazione, sentenza n. 13794 del 22/05/2019

Sentenza n. 13794 del 22/05/2019

Era chiesto il rimborso dell’ICI versata prima della variazione catastale di un fabbricato da D/8 a F/3, sostenendo che l’incompiutezza dell’immobile fosse nota al Comune. La Corte afferma che, nel rapporto ICI, classificazione e rendita risultanti in catasto costituiscono dati oggettivi vincolanti fino alla rettifica, salvo correzioni di errori materiali riconosciuti o variazioni tempestivamente denunciate; la conoscenza dello stato di fatto da parte dell’ente non determina un indebito. Confermata la decisione della CTR, il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

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