Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Interpelli

3.801 documenti

N. 226

Interpello n. 226 del 1/03/2023

Dematerializzazione nota spese prodotta dal dipendente trasfertista – articolo 4 del decreto ministeriale 17 giugno 2014

Un datore di lavoro intende digitalizzare integralmente le note spese dei dipendenti trasfertisti e i relativi giustificativi, chiedendo quando sia possibile distruggere gli originali cartacei. L’Agenzia ammette la distruzione, dopo la dematerializzazione, soltanto per i documenti analogici non unici, comprese le fatture e i documenti fiscalmente assimilabili emessi da soggetti UE, le fatture dei tassisti e i titoli di viaggio del trasporto pubblico. Senza l’intervento di un pubblico ufficiale, devono invece essere conservati gli originali unici, inclusi i giustificativi extra UE indicati nella fattispecie.

N. 225

Interpello n. 225 del 1/03/2023

Operatori finanziari – Comunicazioni obbligatorie all'anagrafe tributaria – Articoli 7, comma 6, del dPR 29 settembre 1973, n. 605 e 11, comma 2, del decreto–legge 6 dicembre 2011, n. 201

Una SIM autorizzata alla ricezione e trasmissione di ordini, senza detenere disponibilità liquide o strumenti finanziari dei clienti e operante con controparti qualificate e professionali, chiede se debba effettuare le comunicazioni all’Anagrafe tributaria. L’Agenzia ritiene che il regolamento delle operazioni tramite l’intermediario esecutore non escluda l’obbligo e rileva che investimenti e disinvestimenti derivano da rapporti strutturati con gli intermediari coinvolti. Restano quindi dovute le comunicazioni relative ai rapporti e alle operazioni finanziarie previste dalla disciplina richiamata.

  • Adempimenti
  • Accertamento fiscale
  • Società, imprese e Professionisti
N. 234

Interpello n. 234 del 1/03/2023

Superbonus – Cessione del credito in caso di trasferimento dell'azienda – Articolo 121 del decreto–legge 19 maggio 2020, n. 34

Una società intendeva acquistare un credito Superbonus e chiedeva se le quote residue potessero trasferirsi al nuovo affidatario qualora il ramo dedicato al trasporto pubblico locale fosse successivamente ceduto o affittato. L’Agenzia considera tassative le regole di circolazione dei crediti edilizi previste dall’articolo 121. Di conseguenza, la società che abbia acquistato il credito dal titolare della detrazione non può trasferirlo insieme al ramo d’azienda al cessionario o all’affittuario, poiché il conseguente mutamento di titolarità costituirebbe una cessione successiva incompatibile con il divieto applicabile al caso esaminato.

  • Superbonus
  • Bonus edilizi
  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
N. 233

Interpello n. 233 del 1/03/2023

Interpello antiabuso – Valutazione antiabuso di una scissione parziale non proporzionale asimmetrica di disponibilità liquide, immobili e relativi rapporti contrattuali nell'ambito di un processo di spin–off immobiliare – Articolo 173, comma 1, del TUIR ed articolo 4, comma 1, lett. b) del D.P.R. n. 131/1986

Due fratelli progettavano di separare l’attività commerciale e il ramo immobiliare mediante una scissione parziale non proporzionale asimmetrica, attribuendo alla beneficiaria immobili, rapporti contrattuali e liquidità funzionali alla gestione immobiliare, senza conguagli tra i soci. Alle condizioni rappresentate, con permanenza degli immobili nell’attività d’impresa e impiego delle disponibilità liquide nello sviluppo del ramo trasferito, l’Agenzia ritiene che l’operazione non determini vantaggi fiscali in contrasto con la disciplina richiamata. Il giudizio resta riferito alla configurazione descritta nelle linee guida e presuppone che il progetto definitivo vi corrisponda puntualmente.

N. 232

Interpello n. 232 del 1/03/2023

IVA – Rilevanza della mancata restituzione del deposito cauzionale previsto dal contratto di affitto in attuazione di accordo transattivo – Artt. 3 e 15 del D.P.R. n. 633 del 1972

Nell’ambito della risoluzione transattiva di un affitto d’azienda, il conduttore aveva rinunciato alla restituzione del deposito cauzionale, mentre il locatore rinunciava a ogni ulteriore pretesa e alle liti pendenti. L’Agenzia ravvisa uno scambio di prestazioni reciproche e un nesso diretto tra la rinuncia del locatore e la somma definitivamente trattenuta, che deve pertanto essere assoggettata a IVA. Poiché il locatore non aveva fatturato tale importo, il conduttore era tenuto a regolarizzare l’operazione; l’eventuale disapplicazione delle sanzioni per obiettiva incertezza resta affidata agli organi di controllo.

N. 231

Interpello n. 231 del 1/03/2023

Crediti d'imposta energia elettrica – Acquisto di gas naturale impiegato per la produzione di energia elettrica destinata all'autoconsumo – Decreto Legge 1° marzo 2022, n. 17, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 2022, n. 34

Un’impresa qualificata come gasivora impiegava gas naturale in un impianto di cogenerazione per produrre energia elettrica e calore, autoconsumando la maggior parte dell’energia generata nello stabilimento. La società chiedeva di applicare al gas destinato a tale produzione il credito d’imposta previsto per le imprese a forte consumo di gas. L’Agenzia osserva che la norma esclude espressamente gli usi termoelettrici dall’ambito oggettivo dell’agevolazione; l’esclusione opera quindi anche quando l’energia elettrica prodotta non viene rivenduta, ma è destinata all’autoconsumo dell’impresa.

N. 224

Interpello n. 224 del 24/02/2023

Sostituita dal Principio di diritto n. 6 del 24 febbraio 2023

Il principio riguarda il professionista che rientra in Italia dopo un periodo all’estero e riprende l’attività presso la medesima associazione professionale in esecuzione dei rapporti contrattuali già instaurati, dopo la sospensione del rapporto associativo. L’Agenzia considera tale attività una prosecuzione di quella esercitata prima del trasferimento all’estero. Non ricorre quindi la finalità attrattiva richiesta per applicare il regime speciale dei lavoratori impatriati.

N. 223

Interpello n. 223 del 22/02/2023

Proroga regime speciale per i lavoratori impatriati – omesso versamento ex art. 5, comma 2–bis, del d.l. n. 34 del 2019 – inapplicabilità dell'istituto della remissione in bonis ex art. 2, c.1, del d.l. n. 16 del 2012

Un lavoratore rientrato in Italia, già beneficiario del regime degli impatriati, ha omesso per dimenticanza il versamento entro il 30 giugno 2022 dell’importo necessario per prorogare l’agevolazione per altri cinque anni. L’Agenzia afferma che il versamento tempestivo costituisce condizione per l’opzione: la sua omissione preclude la proroga. Poiché non si tratta di un adempimento formale, il mancato pagamento non può essere sanato né mediante ravvedimento operoso né mediante remissione in bonis.

N. 222

Interpello n. 222 del 22/02/2023

Superbonus– spese in accollo per l'importo eccedente il contributo per la ricostruzione a seguito di varianti per interventi antisismici – articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio)

Il comproprietario di un edificio danneggiato dal sisma del 2016, già ammesso al contributo per la ricostruzione, deve sostenere ulteriori lavori emersi durante l’esecuzione e oggetto di variante, con costi eccedenti il contributo. L’Agenzia ammette il Superbonus sulle spese eccedenti, nel rispetto delle altre condizioni, se il professionista attesta che gli interventi sono indispensabili per completare il progetto finanziato e assevera sia la riduzione del rischio sismico sia la congruità delle spese. L’asseverazione deve essere depositata contestualmente alla variante in corso d’opera.

N. 221

Interpello n. 221 del 22/02/2023

Tassazione ai fini delle imposte sui redditi dell'attribuzione da parte di una fondazione di famiglia del Liechtenstein a favore di beneficiario residente in Italia – Articolo 44, comma 1, lettera g–sexies) e 45, comma 4–quater del Tuir

Una beneficiaria fiscalmente residente in Italia nel 2021 ha ricevuto l’intero patrimonio residuo di una fondazione familiare del Liechtenstein e chiede come distinguere, ai fini delle imposte sui redditi, la componente patrimoniale da quella reddituale. L’Agenzia precisa che una fondazione estera può essere assimilata a un trust solo in base alle sue caratteristiche concrete. Se la documentazione contabile ed extracontabile del trustee non consente di separare patrimonio conferito e redditi prodotti, l’intera attribuzione percepita dal beneficiario residente costituisce reddito di capitale, da rideterminare secondo la normativa fiscale italiana.

N. 220

Interpello n. 220 del 22/02/2023

Consolidato Nazionale – Modalità e limiti di utilizzo di crediti trasferiti [articolo 7, comma 1, lett. b) del DM 1° marzo 2018]

Una consolidante, ricevuto nel 2020 un credito IVA da una controllata, non lo ha impiegato per l’IRES di gruppo e chiede di riportarlo nelle dichiarazioni consolidate successive. L’Agenzia esclude il riporto: il credito trasferito poteva compensare esclusivamente il saldo IRES 2020 e gli acconti IRES 2021 e doveva essere utilizzato senza residui. La mancata compensazione può essere corretta mediante dichiarazione integrativa, così da ripristinare presso la consolidata il credito IVA non utilizzato, ferma la verifica della sua esistenza e spettanza.

N. 219

Interpello n. 219 del 21/02/2023

Imposta di bollo sugli atti relativi al procedimento arbitrale posti in essere da società di mutuo soccorso

Una società di mutuo soccorso iscritta al RUNTS chiede se l’esenzione dall’imposta di bollo prevista dal Codice del Terzo settore comprenda gli atti relativi a un procedimento arbitrale da essa posti in essere. L’Agenzia valorizza l’ampia formulazione della disposizione, riferita agli atti, documenti e altri elaborati cartacei o informatici formati o richiesti dagli enti interessati. L’esenzione si applica pertanto anche agli atti e ai provvedimenti del procedimento arbitrale che sarebbero ordinariamente soggetti al bollo.

  • Enti terzo settore
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
N. 218

Interpello n. 218 del 16/02/2023

Fusione per incorporazione – Modalità di utilizzo dei crediti d'imposta per ristrutturazioni edilizie – Articolo 121 del d.l. 19 maggio 2020, n. 34

Una cooperativa, titolare di crediti acquistati dai consorziati per interventi di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico, prospetta la propria fusione per incorporazione in un altro consorzio e chiede come utilizzare i crediti presenti nel cassetto fiscale. L’Agenzia ritiene che l’incorporante, subentrando a titolo universale, possa compensarli dopo la fusione senza che il passaggio costituisca una nuova cessione. Nel modello F24 devono essere indicati il codice fiscale dell’incorporante, quello dell’incorporata e il codice identificativo «62», nel rispetto della quota disponibile per ciascuna annualità.

  • Bonus edilizi
  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
N. 217

Interpello n. 217 del 16/02/2023

IVA – Rinuncia alla richiesta di rimborso ai fini dell'esonero dalla presentazione della garanzia – Articolo 38–bis del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

Una società identificata ai fini IVA in Italia intende rinunciare al rimborso trimestrale relativo al terzo trimestre 2020, richiesto senza visto di conformità, per recuperare l’eccedenza e beneficiare dell’esonero dalla garanzia. L’Agenzia esclude la soluzione basata sulla dichiarazione IVA 2021 integrativa, poiché il rimborso è già in fase di esecuzione. Ammette invece che, dopo la rinuncia formale e il diniego dell’Ufficio, il credito sia indicato nel rigo VL26 della dichiarazione IVA 2023, ferma la verifica della sua esistenza e degli ulteriori requisiti.

N. 216

Interpello n. 216 del 15/02/2023

Esclusione dal regime di applicazione della cedolare secca: nudo proprietario (articolo 3 del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23 – Articolo 26 del TUIR)

Il nudo proprietario al 50 per cento di un’abitazione, gravata dall’usufrutto della madre, intende locarne una porzione della quale dichiara di avere la disponibilità materiale e chiede di applicare la cedolare secca. L’Agenzia, senza pronunciarsi sulla possibilità civilistica di stipulare la locazione, esclude l’opzione: la costituzione dell’usufrutto trasferisce all’usufruttuario l’imputazione del reddito fondiario, mentre la cedolare secca rappresenta un regime alternativo alla tassazione IRPEF di tale reddito e non è quindi applicabile dal nudo proprietario.

N. 215

Interpello n. 215 del 15/02/2023

Erogazioni liberali a enti del Terzo settore – Erogazioni in natura – Beni strumentali – Articolo 83, comma 2, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore, ''CTS'')

Un ente pubblico economico soggetto a IRES intende donare a una cooperativa sociale iscritta nel Registro delle imprese e qualificata come ETS un fabbricato D/6, contabilizzato e ammortizzato come bene strumentale per natura. L’Agenzia riconosce l’applicabilità della disciplina sulle liberalità in natura agli ETS e precisa che, per determinare la deduzione prevista dall’articolo 83, comma 2, del Codice del Terzo settore, il valore dell’immobile deve essere assunto nella misura del residuo valore fiscale esistente al momento del trasferimento.

N. 214

Interpello n. 214 del 14/02/2023

Bonus facciate – Validità attestazione rilasciata dall'impresa esecutrice dei lavori come modalità alternativa al bonifico parlante al fine della fruizione della detrazione – Articolo 1, commi da 219 a 223, della legge 27 dicembre 2019, n. 160

Una comproprietaria ha pagato nel 2021 lavori di restauro e tinteggiatura delle facciate mediante bonifico ordinario anziché parlante, acquisendo successivamente dall’impresa una dichiarazione sulla corretta contabilizzazione del corrispettivo. L’Agenzia afferma che, se non è concretamente possibile ripetere il pagamento, la detrazione per il bonus facciate può essere fruita in presenza della dichiarazione sostitutiva dell’impresa. Tale attestazione costituisce una soluzione eccezionale, mentre la verifica dell’effettiva impossibilità di ripetere il bonifico e del rispetto della ritenuta resta affidata al controllo fiscale.

N. 213

Interpello n. 213 del 14/02/2023

Bonus facciate – Cessione, da parte dell'erede, delle rate residue di detrazione non fruite dal de cuius – Articolo 121 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34

Un erede, divenuto proprietario e detentore materiale e diretto dell’immobile, chiede di cedere il credito per lavori agevolati con il bonus facciate sostenuti dal padre nel 2021, prima del decesso, ma non ceduti alla banca. L’Agenzia precisa che la quota relativa al 2021 compete al de cuius e deve essere indicata nella dichiarazione presentata a suo nome. Dal periodo d’imposta 2022 l’erede può invece utilizzare direttamente le rate residue nelle proprie dichiarazioni oppure optare per la cessione del credito corrispondente.

N. 212

Interpello n. 212 del 13/02/2023

Possibilità di conteggiare l'IVA indetraibile sia ai fini della determinazione dell'Eco Bonus e del Bonus Facciate sia del relativo credito d'imposta da cedere a terzi ai sensi dell'articolo 121, lettera b), del d.l. n. 34 del 2020 (cd. Decreto Rilancio)

Una società proprietaria di un immobile residenziale sostiene, nell’ambito di un’attività di locazione esente, lavori ricondotti all’Ecobonus e al bonus facciate, fatturati in reverse charge, con IVA totalmente indetraibile. L’Agenzia ritiene che tale IVA, in quanto componente di costo secondo i principi applicabili al reddito d’impresa, possa essere inclusa nel calcolo delle due agevolazioni prospettate. La medesima componente concorre anche alla determinazione del relativo credito d’imposta cedibile a terzi ai sensi dell’articolo 121 del decreto Rilancio.

  • EcoBonus
  • Bonus edilizi
  • IVA
  • Reverse Charge
N. 211

Interpello n. 211 del 13/02/2023

IVA – Rimborso – Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà – Articolo 38–bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633

Una società extra-UE, operante in Italia tramite rappresentante fiscale, chiede se quest’ultimo possa sottoscrivere la dichiarazione sostitutiva sulla consistenza patrimoniale richiesta per ottenere rimborsi IVA senza garanzia e se una relazione del revisore possa comprovare i requisiti. L’Agenzia risponde negativamente a entrambi i quesiti: fuori dai casi ammessi, le condizioni riferite al soggetto estero devono risultare da attestazioni della competente autorità straniera, corredate secondo la procedura prevista. L’individuazione di tale autorità non viene effettuata, poiché richiederebbe la valutazione dell’ordinamento estero.

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