Argomento Normativo

Visto di conformità

Casi e regole sul visto di conformità per crediti e dichiarazioni, inclusi IVA TR, Superbonus, controlli automatizzati e benefici collegati al concordato preventivo.

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Aggiornato il 26 ottobre 2026

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26ott 2026
IVA

Modello IVA TR terzo trimestre 2026: scadenza 2 novembre, rimborso e compensazione

Il credito IVA del terzo trimestre 2026 può essere anticipato con il modello TR entro il 2 novembre, se supera 2.582,28 euro e ricorrono i requisiti sulle operazioni del trimestre. Per compensare oltre 5.000 euro annui servono visto e attesa di dieci giorni; per i rimborsi oltre 30.000 euro l’esonero dalla garanzia richiede ulteriori condizioni. I punteggi ISA possono elevare le soglie a 50.000 o 70.000 euro, considerando gli utilizzi cumulati. Chi non invia in tempo conserva il credito, recuperabile nella dichiarazione annuale.

20ott 2026
Sanzioni

Crediti oltre 5.000 euro: visto di conformità, decimo giorno e rimedi all’omissione

I crediti per imposte sui redditi, ritenute, sostitutive e IRAP richiedono il visto quando l’uso orizzontale supera 5.000 euro annui per singola imposta; il credito esposto non determina la soglia. L’eccedenza è utilizzabile dal decimo giorno dopo l’invio della dichiarazione vistata, mentre la compensazione verticale resta libera. Imprese e professionisti devono programmare gli F24 sulla ricevuta telematica. Se il visto manca, occorre una correttiva o un’integrativa dopo i controlli: intervenire oltre novanta giorni aumenta il carico sanzionatorio.

13ott 2026
Adempimenti

Ruoli scaduti e compensazioni: il visto non basta, soglia a 50.000 euro

Il visto di conformità non elimina i vincoli alla compensazione: oltre 1.500 euro di ruoli erariali scaduti opera un divieto con sanzione, mentre oltre 50.000 euro dal 2026 l’F24 è bloccato anche per i crediti agevolativi. Rateazioni e sospensioni incidono diversamente sui due limiti; una rata insoluta può far scattare il primo. Studi e contribuenti devono controllare i debiti prima dell’invio e pagare o rateizzare per tempo. Il codice RUOL consente di estinguere i ruoli con crediti erariali omogenei, escludendo quelli per agevolazioni.

8set 2026
Concordato preventivo biennale

Concordato preventivo biennale 2026-2027: i benefici per chi rinnova

Il decreto correttivo approvato definitivamente il 4 agosto 2026 rafforza il concordato preventivo biennale per le partite IVA soggette agli ISA che rinnovano l’adesione nel 2026-2027, in particolare per chi aveva già aderito nel 2024-2025. Il pacchetto prevede rate senza interessi, ravvedimento speciale esteso alle annualità 2020-2023 e soglie più elevate per il visto di conformità, oltre a maggiore flessibilità su alcune esclusioni. Entro il 31 ottobre occorre simulare reddito concordato, imposte e costo del ravvedimento, verificando i requisiti definitivi.

31lug 2026
Concordato preventivo biennale

Rinnovo Concordato preventivo biennale, premi fedeltà in arrivo

I contribuenti che hanno aderito al concordato preventivo biennale 2024-2025 possono valutare il rinnovo per il biennio 2026-2027, con adesione prorogata al 31 ottobre 2026 e, per gli esercizi coincidenti con l’anno solare, al 2 novembre. Lo schema di decreto correttivo prospetta premi per chi rinnova: soglie più alte per l’esonero dal visto di conformità, termini di accertamento ridotti e niente interessi sulle rate delle imposte dichiarate. Le agevolazioni sono però ancora in itinere e potranno cambiare prima dell’approvazione definitiva.

23lug 2026
IVA

Modello IVA TR: quando serve il visto di conformità

Il modello IVA TR consente di chiedere il rimborso o utilizzare in compensazione il credito maturato nel trimestre, ma il visto di conformità è normalmente richiesto solo oltre soglie distinte: 5.000 euro per la compensazione e 30.000 euro per il rimborso. Dal 2026 i contribuenti con elevato punteggio ISA possono beneficiare dell’esonero premiale, fino ai limiti previsti di 70.000 euro annui. Prima dell’invio occorre verificare requisiti e abilitazione di professionista o CAF: un visto invalido può far venir meno l’agevolazione e imporre la garanzia fideiussoria.

3giu 2026
Dichiarazioni

Maggior credito da controllo automatizzato: quando il quadro RX evita la dichiarazione integrativa

Se il controllo automatizzato ex art. 36-bis riconosce tramite CIVIS un credito maggiore di quello dichiarato, non occorre una dichiarazione integrativa: l’esito favorevole costituisce il riconoscimento del maggior importo, da riportare nella dichiarazione successiva nel rigo del credito precedente del quadro RN, per l’IRPEF RN36, e poi nel quadro RX. Il contribuente può riportarlo, compensarlo in F24 o chiederne il rimborso, dopo aver escluso dal cassetto fiscale duplicazioni. Oltre 5.000 euro annui serve il visto, salvo soglie premiali previste.

19mag 2026
Superbonus

Asseverazione Superbonus invalida: il timbro fai-da-te costa caro

Il Tribunale di Firenze considera invalida l’asseverazione Superbonus firmata da un tecnico con falsa iscrizione professionale e timbro autoprodotto. Il vizio riguarda un requisito essenziale dell’atto e non è una semplice irregolarità sanabile: il committente perde il beneficio del 110% e resta al 70%, mentre l’asseveratore deve risarcire la differenza economica. Proprietari, imprese e professionisti devono quindi verificare prima dell’invio l’abilitazione del tecnico e la provenienza del timbro, perché il visto di conformità non sostituisce questo controllo.