Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 13392

Cassazione, sentenza n. 13392 del 1/07/2020

Sentenza n. 13392 del 01/07/2020

Gli avvisi ICI riguardavano fabbricati, un terreno agricolo e un’area fabbricabile, rispetto ai quali era stata invocata la ruralità; la CTR aveva escluso l’agevolazione, rilevando anche che la conduzione spettava a una società. La Corte reputa corretta, per i fabbricati, la considerazione della categoria catastale e del requisito reddituale, ritenuto insussistente dal giudice di merito. Per le aree fabbricabili censura invece l’automatica esclusione fondata sulla forma societaria, poiché una società agricola di persone può accedere al trattamento previsto se possiede i requisiti soggettivi e statutari specificamente richiamati.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 13101

Cassazione, sentenza n. 13101 del 30/06/2020

Sentenza n. 13101 del 30/06/2020

Una cartella contestava omessi versamenti IRES e IVA dopo l’esposizione in dichiarazione di crediti superiori a quelli ritenuti spettanti; la CTR aveva accolto l’appello dell’Ufficio, reputando irrilevanti il mancato utilizzo del maggior credito e la ricostruzione delle dichiarazioni successive. La Cassazione ha affermato che la mera irregolarità dichiarativa non equivale a indebito uso del credito quando manchino utilizzo, concreto danno erariale e condotta incompatibile con la buona fede. Ha inoltre escluso che gli elementi probatori prodotti in appello integrassero una domanda nuova, cassando con rinvio la decisione impugnata.

  • IVA
  • IRES
  • Dichiarazioni
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 13069

Cassazione, sentenza n. 13069 del 30/06/2020

Sentenza n. 13069 del 30/06/2020

La lite concerneva il classamento di una seggiovia e dei relativi locali tecnici: i giudici di merito avevano riconosciuto la categoria E/1, mentre l’Amministrazione sosteneva la categoria D/8. La Cassazione ha stabilito che la categoria E richiede l’utilizzabilità dell’impianto, anche parziale, per esigenze di mobilità collettiva; una seggiovia destinata alle piste sciistiche e a finalità ludico-sportive svolge invece funzione commerciale e va classificata D/8. Ritenuto adeguatamente motivato l’avviso emesso dopo procedura DOCFA, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario dei contribuenti.

N. 13123

Cassazione, ordinanza n. 13123 del 30/06/2020

Controllo dichiarazioni - Interposizione fittizia e reale - Sola simulazione - Esclusione.

La controversia riguardava avvisi fondati su movimentazioni bancarie non giustificate e sull’interposizione nell’esercizio di un’impresa, che la CTR aveva parzialmente annullato reputando la contribuente una mera prestanome. La Cassazione ha chiarito che l’art. 37, terzo comma, del d.P.R. n. 600/1973 comprende sia l’interposizione fittizia sia quella reale, purché l’effettiva titolarità dei redditi emerga da presunzioni gravi, precise e concordanti. Ha quindi accolto il ricorso dell’Amministrazione, cassato la sentenza e rinviato alla CTR per valutare gli indizi e le risultanze bancarie trascurati.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13119

Cassazione, ordinanza n. 13119 del 30/06/2020

Accertamento induttivo - Omessa dichiarazione - Costi correlati ai maggiori ricavi - Obbligo di determinazione.

In presenza di dichiarazione omessa, l’Ufficio aveva determinato d’ufficio il reddito d’impresa sulla base dei ricavi del triennio precedente, senza riconoscere i costi correlati; la CTR aveva confermato l’accertamento, salvo la riduzione del coefficiente di redditività già disposta in primo grado. La Cassazione ha ritenuto irrilevante l’erronea indicazione dell’attività, ma ha affermato che, pur potendo impiegare presunzioni “supersemplici”, l’Amministrazione deve stimare anche induttivamente i costi inerenti ai maggiori ricavi. Accolta la seconda censura e respinta la prima, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 12783

Cassazione, sentenza n. 12783 del 26/06/2020

Sentenza n. 12783 del 26/06/2020

Il Comune aveva richiesto la TARSU per un complesso alberghiero con ristorante applicando una tariffa distinta e superiore a quella delle abitazioni; la CTR aveva disapplicato la delibera comunale perché priva di adeguata motivazione e fonte di un’ingiustificata disparità di trattamento. La Cassazione ha ritenuto legittima la differenziazione tariffaria, rimessa alla discrezionalità comunale secondo i criteri di produttività dei rifiuti e sindacabile soltanto se il divario non trovi giustificazione nel rapporto tra tariffa e costi del servizio per ciascuna categoria. Ha cassato la decisione e rigettato nel merito il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12777

Cassazione, ordinanza n. 12777 del 26/06/2020

Imposte di registro, ipotecarie e catastali - Cooperative e società forestali - Pertinenze di fondi rustici - Stesso trattamento tributario del bene primario.

L’Agenzia contestava l’applicazione dell’imposta di registro e delle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa anche ai fabbricati pertinenziali compresi nell’acquisto agevolato di fondi rustici da parte di una società forestale. La Cassazione ha ritenuto che il nesso funzionale tra tali beni strumentali, il fondo e l’efficienza aziendale consenta di includerli nell’agevolazione, senza superare i confini della disposizione di favore, poiché le pertinenze seguono il trattamento tributario del bene principale. Il ricorso dell’Amministrazione è stato quindi rigettato, con compensazione delle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Imprese
N. 12758

Cassazione, ordinanza n. 12758 del 26/06/2020

Accertamento - Società cancellata dal registro delle imprese -Rispondono i soci.

La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello relativo a un avviso per IVA e IRAP notificato anche ai soci di una società di persone cancellata, ritenendo necessaria la prova di utili distribuiti in sede di liquidazione. La Cassazione ha affermato che la cancellazione determina la successione dei soci nei rapporti ancora pendenti, ciascuno nei limiti della propria quota, anche per debiti non definiti nel bilancio finale. L’eventuale limite di responsabilità incide sull’esigibilità o sull’interesse del creditore, non sulla legittimazione processuale; il ricorso dell’Ufficio è stato accolto con cassazione e rinvio.

  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12683

Cassazione, ordinanza n. 12683 del 25/06/2020

Contenzioso tributario - Giudizio di appello - Omessa comunicazione della udienza di trattazione -Violazione del diritto di difesa e del principio del contraddittorio.

Nel giudizio su accertamenti relativi a utili extracontabili attribuiti a una società a ristretta base e ai suoi soci, la CTR aveva accolto l’appello dell’Amministrazione celebrando l’udienza senza preventiva comunicazione ai contribuenti. La Cassazione ha ribadito che l’avviso della data di trattazione, da comunicare almeno trenta giorni prima, tutela il diritto di difesa e il contraddittorio e che la sua omissione rende nulla la decisione. Poiché la controversia richiedeva accertamenti di fatto, la Corte ha accolto il relativo motivo, assorbito gli altri e rinviato alla CTR.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
N. 12470

Cassazione, ordinanza n. 12470 del 24/06/2020

Riscossione - Cartella di pagamento - Notifica - Raccomandata informativa.

La CTR aveva giudicato irregolare la notifica diretta per posta di tre cartelle, consegnate a familiari del destinatario senza successiva raccomandata informativa. La Cassazione ha chiarito che, per la notificazione semplificata prevista dall’art. 26 del d.P.R. n. 602/1973, si applicano le regole del servizio postale ordinario e non quelle della legge n. 890/1982: la consegna a una persona di famiglia, attestata nell’avviso di ricevimento, non richiede un’ulteriore comunicazione. Il ricorso delle amministrazioni è stato accolto e la sentenza cassata con rinvio alla CTR.

N. 12304

Cassazione, sentenza n. 12304 del 23/06/2020

Sentenza n. 12304 del 23/06/2020

L’accertamento IVA, IRAP e IRES aveva ricostruito maggiori ricavi mediante studi di settore; la CTR lo aveva annullato perché lo scostamento non era assistito da ulteriori elementi e la contribuente aveva richiamato la crisi del commercio di abbigliamento. La Cassazione ha ritenuto che, dopo il rituale invito al contraddittorio rimasto senza concreta risposta, lo studio di settore possa fondare l’accertamento, mentre allegazioni generiche non superano la presunzione. Valutato significativo lo scostamento superiore al 13% anche alla luce degli altri dati indicati dall’Ufficio, ha cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso introduttivo.

N. 12303

Cassazione, sentenza n. 12303 del 23/06/2020

Sentenza n. 12303 del 23/06/2020

Il Comune contestava l’esenzione ICI riconosciuta per il 2006-2008 a fabbricati ai quali, dopo una domanda del 2011, erano state attribuite retroattivamente categorie catastali rurali. La Cassazione ha ribadito che la ruralità rileva in base al classamento A/6 o D/10 e che il Comune, per pretendere l’imposta, deve impugnare tale attribuzione; non è invece consentito accertare incidentalmente l’effettivo uso agricolo. Il successivo diniego dell’Agenzia del territorio non poteva essere prodotto per la prima volta in sede di legittimità: il ricorso è stato rigettato, con spese compensate.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12302

Cassazione, sentenza n. 12302 del 23/06/2020

Sentenza n. 12302 del 23/06/2020

La controversia riguardava la TARSU dovuta su sottotetto e cantina, esclusi dalla Commissione regionale perché non abitabili, privi di impianti o incompleti e non computabili secondo disposizioni catastali e urbanistiche. La Cassazione ha affermato che l’occupazione o detenzione dei locali presume la produzione di rifiuti e che esclusioni e riduzioni non operano automaticamente, ma devono essere dedotte nella denuncia originaria o di variazione. Accolto il ricorso dell’agente della riscossione, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, è stato rigettato il ricorso introduttivo della contribuente.

  • Tributi locali
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12301

Cassazione, sentenza n. 12301 del 23/06/2020

TARI - Tariffa strutture alberghiere - Locali destinati a deposito - Destinazione funzionale.

La Commissione regionale aveva applicato ai depositi di un’azienda alberghiera una tariffa TARI ridotta e aveva assimilato le case vacanza alle abitazioni civili. La Cassazione ha precisato che i magazzini funzionali all’impresa sono aree operative imponibili e che spetta al contribuente provare una minore capacità di produrre rifiuti; ha inoltre rilevato che il regolamento comunale collocava le case vacanza in una categoria distinta dalle abitazioni. Il ricorso comunale è stato accolto, con cassazione e rinvio per una nuova valutazione anche della corretta categoria tariffaria dei depositi.

  • Tributi locali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12300

Cassazione, sentenza n. 12300 del 23/06/2020

Sentenza n. 12300 del 23/06/2020

La controversia concerneva una liquidazione TARI per il 2015, ridotta dalla Commissione regionale in accoglimento del ricorso della società contribuente. La Cassazione non ha esaminato il merito: la consegna diretta della sentenza alla parte pubblica era idonea a far decorrere il termine breve di sessanta giorni per l’impugnazione nel processo tributario. Poiché il Comune aveva proposto ricorso oltre tale termine, l’impugnazione è stata dichiarata inammissibile, con condanna alle spese e attestazione dei presupposti per l’ulteriore contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12296

Cassazione, sentenza n. 12296 del 23/06/2020

Sentenza n. 12296 del 23/06/2020

Gli eredi avevano impugnato un avviso di pagamento TARSU per difetto di motivazione; la Commissione regionale aveva dichiarato inammissibile l’appello comunale, pur esaminandone il merito. La Cassazione ha ritenuto l’appello sufficientemente specifico, ma ha giudicato inammissibile, per carenza di autosufficienza, la censura relativa alla motivazione per relationem, poiché il Comune non aveva trascritto né localizzato gli atti richiamati. Ha inoltre escluso che la motivazione dell’atto possa essere integrata nel processo o che la mancata contestazione del merito sani il vizio: il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12295

Cassazione, sentenza n. 12295 del 23/06/2020

Sentenza n. 12295 del 23/06/2020

Nel giudizio di rinvio relativo alla detrazione IVA per operazioni ritenute soggettivamente inesistenti, la Commissione regionale aveva confermato la pretesa dell’Agenzia delle Entrate, valorizzando l’assenza di struttura, dipendenti, beni strumentali, contabilità regolare e documentazione delle società cedenti. La Cassazione ha escluso che una parte della controversia fosse coperta da giudicato e ha ritenuto correttamente rispettati i limiti del precedente rinvio. Gli stessi elementi fattuali sostenevano il disconoscimento della detrazione; entrambi i motivi della contribuente sono stati quindi respinti, con condanna alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12294

Cassazione, sentenza n. 12294 del 23/06/2020

Accertamento - Importazioni - Dichiarazione doganale infedele - Falsità del certificato di origine - Sanzioni.

L’Amministrazione doganale aveva recuperato dazi e applicato sanzioni ritenendo cinesi, anziché coreani, alcuni cavi importati; la Commissione regionale aveva attribuito valore decisivo a una comunicazione trasmessa dall’OLAF. La Cassazione ha chiarito che gli accertamenti ispettivi OLAF possono avere piena efficacia probatoria, ma una mera lettera di trasmissione deve essere valutata concretamente per stabilire se sposti l’onere della prova sul contribuente o costituisca soltanto un indizio da esaminare con altri elementi. Per tale carente verifica, la Corte ha accolto per quanto di ragione il secondo motivo della contribuente.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 12289

Cassazione, sentenza n. 12289 del 23/06/2020

Sentenza n. 12289 del 23/06/2020

Uno spedizioniere doganale, operante quale rappresentante diretto dell’importatore, contestava la responsabilità solidale per la sanzione derivante dall’indicazione infedele del valore di merci importate. La Cassazione ha stabilito che la sola qualità professionale non basta: per una dichiarazione formalmente regolare ma infedele, la responsabilità sussiste soltanto se lo spedizioniere ha fornito dati o documenti sapendoli, o dovendo ragionevolmente saperli, erronei; la relativa prova grava sull’Amministrazione doganale. Poiché tale partecipazione non era stata né provata né prospettata, la Corte ha cassato la decisione e accolto nel merito il ricorso originario.

N. 12009

Cassazione, ordinanza n. 12009 del 19/06/2020

Imposta di registro - Atti giudiziari - Obbligazione solidale

Una contribuente era stata chiamata in solido al pagamento dell’imposta di registro relativa a una sentenza civile, benché la domanda contro di lei fosse stata rigettata per estraneità al rapporto contrattuale. La Cassazione ha precisato che, nel litisconsorzio facoltativo, la solidarietà non discende dalla mera partecipazione processuale, ma dal rapporto sostanziale racchiuso nella decisione, quale indice di capacità contributiva. Accertata l’estraneità della ricorrente a quel rapporto, la Corte ha cassato la pronuncia regionale e, decidendo nel merito, ha accolto il ricorso originario contro l’avviso di liquidazione.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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