Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 35012

Cassazione, sentenza n. 35012 del 29/11/2022

Sentenza n. 35012 del 29/11/2022

La revocazione riguardava una precedente decisione che aveva confermato recuperi daziari su un’importazione dichiarata di origine filippina ma ritenuta taiwanese, anche sulla base di risultanze OLAF. La Cassazione ha ribadito che l’errore revocatorio deve essere una svista percettiva immediata, decisiva e relativa a un fatto non controverso; non comprende contestazioni sulla valutazione delle prove, sul diritto unionale applicabile, sul contraddittorio, sul legittimo affidamento o sugli effetti di un procedimento penale. Poiché i motivi prospettavano errori di giudizio e non di percezione, il ricorso è stato rigettato.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imposte indirette
  • Estero
N. 35011

Cassazione, sentenza n. 35011 del 29/11/2022

Sentenza n. 35011 del 29/11/2022

La società chiedeva la revocazione della decisione di Cassazione relativa a recuperi di dazi antidumping su importazioni dichiarate filippine e contestate come taiwanesi, deducendo errori sui rapporti OLAF, sul legittimo affidamento, sul procedimento penale e sulla disciplina unionale applicabile. La Corte ha precisato che la revocazione presuppone una svista percettiva immediatamente verificabile, decisiva e non riferita a un punto controverso; restano esclusi gli errori di valutazione o di diritto. Ricondotte tutte le censure a errori di giudizio, la Cassazione ha rigettato il ricorso e negato la necessità del rinvio pregiudiziale.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imposte indirette
  • Estero
N. 35138

Cassazione, sentenza n. 35138 del 29/11/2022

Sentenza n. 35138 del 29/11/2022

L’Amministrazione sosteneva che una compagnia aerea estera, operante mediante contratti di wet lease, disponesse in Italia di una stabile organizzazione rilevante per IRES, IRAP e IVA; i giudici di merito l’avevano esclusa valorizzando la posizione contrattuale del vettore utilizzatore. La Cassazione ha richiesto di verificare la presenza stabile di personale e aeromobili, l’idoneità della struttura a svolgere autonomamente tratte domestiche e, per l’IVA, a fornire autonomamente servizi. Accolto il ricorso dell’Ufficio, la sentenza è stata cassata con rinvio per il concreto accertamento di tali presupposti.

  • Estero
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 35135

Cassazione, sentenza n. 35135 del 29/11/2022

Sentenza n. 35135 del 29/11/2022

L’Ufficio contestava l’esenzione IVA applicata a coperture assicurative offerte insieme a servizi di consulenza tecnico-commerciale, ritenendole accessorie alla prestazione principale. La Cassazione ha escluso che il mero collegamento economico con un’altra operazione renda automaticamente accessoria l’assicurazione: la specifica funzione di trasferimento del rischio e l’autonomo interesse del cliente ne giustificano, in questo caso, il trattamento indipendente e l’esenzione, anche se la copertura è procurata tramite un soggetto diverso dall’assicuratore. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato pertanto rigettato, con compensazione delle spese.

N. 35133

Cassazione, sentenza n. 35133 del 29/11/2022

Sentenza n. 35133 del 29/11/2022

La controversia concerneva l’utilizzo in compensazione del credito spettante al datore di lavoro per l’anticipo dell’imposizione sul TFR, non indicato in una dichiarazione validamente presentata, e il cumulo delle sanzioni per omissione dichiarativa e mancato versamento. La Cassazione ha qualificato la scelta di utilizzare annualmente il credito come dichiarazione negoziale, non emendabile in giudizio senza prova di un errore essenziale e riconoscibile; ha inoltre escluso il cumulo delle due sanzioni. Accolto parzialmente il ricorso dell’Ufficio, è stata confermata nel merito la ripresa del credito non dichiarato.

  • Dichiarazioni
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 34933

Cassazione, sentenza n. 34933 del 28/11/2022

Sentenza n. 34933 del 28/11/2022

Le eredi di una contribuente chiedevano la revocazione della decisione che aveva confermato accertamenti su disponibilità finanziarie estere, sostenendo che la Corte avesse erroneamente escluso l’efficacia di un giudicato formatosi su altre annualità e sulla medesima documentazione bancaria. La Cassazione ha chiarito che, rispetto al giudicato esterno, la revocazione è configurabile quando la relativa allegazione sia stata omessa, non quando se ne contesti la valutazione: quest’ultima costituisce attività interpretativa, estranea all’errore percettivo previsto per il rimedio straordinario. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34926

Cassazione, sentenza n. 34926 del 28/11/2022

Sentenza n. 34926 del 28/11/2022

La revocazione investiva una precedente ordinanza relativa alla tassazione di una plusvalenza e alla deducibilità di quote connesse a un’operazione qualificata dai giudici di merito come lease back. Il contribuente sosteneva che la Cassazione avesse erroneamente percepito il contenuto delle contestazioni sulla proprietà dell’immobile e degli atti riguardanti un errore di calcolo del canone. La Corte ha rilevato che la decisione precedente aveva esaminato tali argomenti e che le nuove censure riguardavano la loro interpretazione e valutazione, non una svista materiale decisiva; ha pertanto dichiarato inammissibile il ricorso.

N. 34887

Cassazione, sentenza n. 34887 del 25/11/2022

Sentenza n. 34887 del 25/11/2022

Una società aveva impugnato in cassazione la decisione regionale che, accogliendo l’appello del Comune, aveva confermato un avviso di accertamento ICI. La ricorrente ha successivamente rinunciato al ricorso con dichiarazione notificata alla controparte. La Corte ribadisce che la rinuncia, pur non richiedendo accettazione, deve essere portata a conoscenza delle parti costituite e, quando rispetta tali formalità, determina l’estinzione del processo. Il giudizio è quindi dichiarato estinto, con compensazione delle spese e senza ulteriore contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34886

Cassazione, sentenza n. 34886 del 25/11/2022

Sentenza n. 34886 del 25/11/2022

La controversia riguardava cartelle di pagamento per ICI, la cui impugnazione era stata respinta nei due gradi di merito. In cassazione la contribuente ha documentato l’ammissione alla definizione agevolata dei carichi, la determinazione degli importi e l’integrale pagamento del piano rateale. La Corte afferma che il perfezionamento della procedura, accompagnato dall’impegno a rinunciare ai giudizi pendenti, determina la cessazione della materia del contendere. Il giudizio è dichiarato estinto; le spese restano compensate e non è dovuto l’ulteriore contributo unificato.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Tributi locali
  • Processo tributario
N. 34884

Cassazione, sentenza n. 34884 del 25/11/2022

Sentenza n. 34884 del 25/11/2022

Una società aveva proposto ricorso contro la decisione regionale che, accogliendo l’appello del Comune, aveva ritenuto legittimo un avviso di accertamento ICI. La contribuente ha poi rinunciato all’impugnazione con dichiarazione regolarmente notificata alla controparte. La Corte precisa che la rinuncia al ricorso per cassazione è un atto unilaterale non soggetto ad accettazione, ma deve essere notificata alle parti costituite o comunicata ai rispettivi difensori. Ne consegue l’estinzione del giudizio, con compensazione delle spese e senza raddoppio del contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34879

Cassazione, sentenza n. 34879 del 25/11/2022

Sentenza n. 34879 del 25/11/2022

La controversia concerneva un accertamento ICI su un terreno divenuto edificabile, ritenuto tempestivo e fondato dalla commissione regionale. La Corte conferma che l’omessa denuncia di variazione integra un illecito permanente e che l’edificabilità deriva dall’inserimento nel piano regolatore, anche senza strumenti attuativi; le delibere comunali sui valori hanno inoltre funzione presuntiva e non devono essere allegate. Accoglie però la censura sull’omesso esame degli elementi concreti incidenti sul valore venale dell’area, cassa la decisione e rinvia al giudice regionale per un nuovo esame.

N. 34874

Cassazione, sentenza n. 34874 del 25/11/2022

Sentenza n. 34874 del 25/11/2022

La società contestava un accertamento ICI relativo ad aree edificabili, già confermato nei due gradi di merito, deducendo vizi della delega al funzionario comunale, della motivazione dell’atto e della determinazione del valore. In cassazione ha tuttavia dichiarato di rinunciare al ricorso dopo l’adesione alla definizione agevolata dei carichi e ha prodotto la comunicazione dell’agente della riscossione e i pagamenti rateali eseguiti. La Corte ritiene che la procedura e la conseguente rinuncia determinino l’estinzione del giudizio, compensando integralmente le spese ed escludendo l’ulteriore contributo unificato.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Tributi locali
  • Processo tributario
N. 34730

Cassazione, sentenza n. 34730 del 25/11/2022

Sentenza n. 34730 del 25/11/2022

Il giudizio riguardava la revoca, disposta dall’INPS, di una pensione d’invalidità civile in conseguenza di una condanna penale; i giudici di merito avevano respinto la domanda dell’interessato. La Cassazione non esamina la questione sostanziale perché la procura al difensore, pur materialmente congiunta al ricorso, era stata rilasciata prima della pubblicazione della sentenza impugnata. Mancando una procura speciale riferibile a quello specifico giudizio di legittimità, il ricorso è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e applicazione dell’ulteriore contributo unificato, ove dovuto.

  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
N. 34729

Cassazione, sentenza n. 34729 del 25/11/2022

Sentenza n. 34729 del 25/11/2022

Una compagnia aerea contestava un accertamento IRESA, sostenendo fra l’altro l’illegittimità della disciplina regionale sulla destinazione del gettito e il contrasto con le regole europee sulle restrizioni operative aeroportuali. La Corte dichiara inammissibile la censura relativa all’omessa pronuncia sui vizi dell’atto, poiché il ricorso non individua né riproduce adeguatamente le doglianze asseritamente proposte in appello. Gli ulteriori motivi, concernenti finalità ambientali, normativa unionale e autonomia impositiva regionale, sono esaminati congiuntamente; nei passaggi forniti non è riportata la determinazione conclusiva sul ricorso.

N. 34724

Cassazione, sentenza n. 34724 del 25/11/2022

Sentenza n. 34724 del 25/11/2022

La controversia riguardava accertamenti IRES, IRAP e IVA relativi a operazioni soggettivamente inesistenti, ricostruzione induttiva del reddito e applicazione del regime IVA del margine nella compravendita di autovetture. La Corte ribadisce che, nelle frodi carosello, l’Amministrazione deve provare con elementi specifici la conoscenza o conoscibilità della frode, mentre al contribuente compete la prova della massima diligenza; la regolarità contabile non è decisiva. Dichiara inammissibili i motivi esaminati, inclusi quelli diretti a rivalutare prove e presunzioni; i passaggi forniti non riportano l’esito complessivo del ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 34723

Cassazione, sentenza n. 34723 del 25/11/2022

Sentenza n. 34723 del 25/11/2022

Una società slovena contestava accertamenti per imposte dirette, IRAP, IVA e ritenute fondati sulla sua ritenuta residenza fiscale in Italia, dove secondo il giudice regionale si svolgevano direzione e organizzazione dell’attività. La Corte conferma che la residenza societaria può derivare dalla sede effettiva dell’amministrazione e che i criteri dell’articolo 73 TUIR operano indipendentemente dall’accertamento di una finalità elusiva. Il primo motivo è dichiarato inammissibile, il secondo infondato e le censure sulla base imponibile non accolte; i passaggi forniti non riportano il dispositivo complessivo.

N. 34722

Cassazione, sentenza n. 34722 del 25/11/2022

Sentenza n. 34722 del 25/11/2022

La controversia riguardava una cartella ICI notificata dopo il mancato pagamento delle rate successive alla prima nell’ambito di un condono comunale. La Corte esclude che la scrittura di determinazione delle somme costituisse una ricognizione di debito capace di prevalere sui termini decadenziali: il debito restava tributario e soggetto alle regole di riscossione dei tributi locali. Poiché l’iscrizione a ruolo e la cartella erano intervenute oltre il termine applicabile, senza che le richieste di pagamento potessero interromperlo, la sentenza è cassata e il ricorso originario del contribuente accolto.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 34697

Cassazione, sentenza n. 34697 del 24/11/2022

Sentenza n. 34697 del 24/11/2022

I contribuenti contestavano una cartella per INVIM, interessi e sanzioni, invocando il giudicato favorevole ottenuto dagli acquirenti sul medesimo accertamento di valore e deducendo decadenza e prescrizione. La Cassazione ha escluso l’estensione di quel giudicato: l’art. 1306 del codice civile non opera a favore del coobbligato che abbia già promosso un autonomo giudizio concluso con decisione definitiva sfavorevole. Ha inoltre confermato l’inapplicabilità dei termini decadenziali invocati e la prescrizione decennale del credito fondato sul giudicato, respingendo le censure.

  • Imposta di registro
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34693

Cassazione, sentenza n. 34693 del 24/11/2022

Sentenza n. 34693 del 24/11/2022

Una società impugnava la comunicazione preventiva d’iscrizione ipotecaria e le cartelle presupposte, contestando anche la notificazione postale diretta e la declaratoria di novità di alcune doglianze. La Cassazione ha confermato che nuovi profili d’illegittimità non possono essere introdotti con memorie illustrative e che l’agente della riscossione può notificare direttamente per raccomandata, senza relata, valendo l’avviso di ricevimento salvo idonea contestazione. Il ricorso è stato rigettato, con conferma anche della responsabilità aggravata per abuso dell’impugnazione.

N. 34689

Cassazione, sentenza n. 34689 del 24/11/2022

Notificazione cartelle-inesistenza-ipotesi- vizi - difformità modello legale-raggiungimento scopo- sanabilità.

La questione concerne i vizi della notificazione di una cartella di pagamento e la distinzione tra inesistenza e nullità. La Cassazione afferma che l’inesistenza ricorre soltanto quando manchi materialmente l’atto oppure l’attività compiuta sia priva degli elementi essenziali che consentono di riconoscerla come notificazione; le altre difformità dal modello legale, inclusi i vizi del luogo di esecuzione, determinano invece nullità. Tale nullità è sanabile con efficacia retroattiva quando l’atto raggiunge il proprio scopo; i dati forniti non espongono l’esito concreto del ricorso.

  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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