Accertamento e riscossione

Il percorso che collega la verifica alla pretesa esecutiva: processo verbale di constatazione, avviso di accertamento esecutivo, affidamento del carico, iscrizione a ruolo e misure cautelari. Analizziamo i termini per il pagamento e per il ricorso, la riscossione frazionata in pendenza di giudizio, la sospensione amministrativa e giudiziale e gli strumenti deflativi. Un quadro unitario, con casi pratici, per capire come reagire a ciascun atto rispettando decadenze e tutele.

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29ott 2026
IVA

Affitti turistici e piattaforme estere: IVA e TD17 per i forfetari

Il forfetario che acquista servizi da una piattaforma estera deve verificare contratto, committente e territorialità: se la commissione è imponibile in Italia, assolve l’IVA con reverse charge senza poterla detrarre. Per questi servizi non vale la soglia di 10.000 euro prevista per alcuni acquisti di beni. Il TD17 segue un termine distinto dal versamento, divenuto trimestrale per le operazioni dal 1° ottobre 2025. I ricavi restano al lordo delle commissioni e le irregolarità documentali, di pagamento e di comunicazione richiedono verifiche separate.

29ott 2026
Regime forfetario

Forfettari: acquisti senza fattura e quadro RS in bianco, i rischi 2026

Gli acquisti del forfettario devono essere documentati e riportati negli obblighi informativi del quadro RS, anche se i costi non sono deducibili analiticamente. L’omissione dei dati espone a una sanzione da 250 a 2.000 euro, sanabile con integrativa e ravvedimento se ammesso. Merci prive di fattura e giacenze incoerenti possono invece sostenere una ricostruzione induttiva dei ricavi, con maggiore imposta, sanzioni e interessi. Occorre riconciliare inventario, documenti e pagamenti e valutare le possibilità di regolarizzazione alla luce dei controlli già avviati.

28ott 2026
Regime forfetario

Forfettario senza ricavi: la dichiarazione dei redditi è obbligatoria?

Il forfettario che mantiene aperta la partita IVA ma nel 2025 non realizza ricavi non può presumere automaticamente l'esonero dal modello Redditi 2026. L'obbligo dichiarativo va valutato insieme a crediti d'imposta, acconti versati, eccedenze da riportare, posizione previdenziale e altri dati ancora rilevanti, anche se il reddito è nullo. In assenza di un chiarimento ufficiale che garantisca l'esonero per ogni partita IVA silente, la scelta prudente è trasmettere la dichiarazione con i valori corretti, verificando prima eventuali ulteriori adempimenti.

23ott 2026
IVA

Forfettario a 100.000 euro: il MEF avvia la consultazione sul regime

L’aumento a 100.000 euro del limite del forfetario resta un’ipotesi: imprese e professionisti devono programmare le scelte sulla soglia vigente di 85.000 euro. La consultazione MEF, aperta fino al 18 novembre 2026, raccoglie giudizi e proposte sul regime. Il vincolo europeo all’esenzione IVA rende complesso il rialzo; si valuta di separare la soglia IVA da quella delle imposte dirette, senza regole già definite. Per chi ha anche redditi da lavoro o pensione va monitorata la proroga del limite di 35.000 euro, che in sua assenza tornerebbe a 30.000 nel 2027.

22ott 2026
Concordato preventivo biennale

CPB 2026-2027: come aderire entro il 2 novembre 2026, requisiti e revoca

Imprese e professionisti soggetti agli ISA possono aderire al CPB 2026-2027 entro il 2 novembre 2026, purché rispettino i requisiti fiscali e contributivi e non abbiano un concordato 2025-2026 attivo. Debiti definitivi residui di almeno 5.000 euro e altre cause ostative impediscono l’accesso. L’adesione passa alternativamente dal frontespizio autonomo di Redditi o dall’invio con ISA e dichiarazione, con attestazioni nel quadro P e accettazione della proposta. Entro lo stesso termine è possibile revocare; gli studi associati devono coordinarsi con i soci.

21ott 2026
Regime forfetario

Dal forfettario al regime ordinario: come gestire gli acconti 2026

L’uscita dal forfettario oltre 100.000 euro pone un problema di raccordo fra acconti sostitutivi e saldo IRPEF. La circolare 32/E/2023 mantiene per gli acconti le modalità del vecchio regime, con codici 1790 e 1791, mentre il saldo segue le regole ordinarie e scomputa quanto già pagato. Se il cambio precede le rate, la tesi dell’assenza di obbligo resta esposta a contestazioni; analoga prudenza riguarda il passaggio fra annualità. Occorre ricostruire data di uscita, imposta storica e versamenti, verificando separatamente l’acconto IRPEF dovuto sugli altri redditi.

21ott 2026
Dichiarazioni

CU 2026 con redditi esenti o non precompilabili: invio entro il 2 novembre 2026

Il 2 novembre 2026 è il termine di invio delle CU contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili nella precompilata, collegato alla scadenza del modello 770. Non riguarda le certificazioni miste con retribuzioni imponibili, già dovute a marzo, né sostituisce la scadenza di aprile per i soli compensi autonomi abituali. La copia al percipiente andava consegnata entro il 16 marzo. I sostituti devono controllare ogni CU e l’obbligo di trasmissione: ritardi ed errori espongono a una sanzione di 100 euro per certificazione, salvo riduzioni applicabili.

20ott 2026
Adempimenti

Credenziali Sister addio: dal 15 novembre 2026 servono SPID, CIE o CNS per il catasto

Le utenze dedicate Sister saranno sostituite dall’accesso personale all’area riservata dell’Agenzia. Dal 15 novembre 2026 cessa il rilascio di nuove credenziali, mentre quelle esistenti restano valide fino alla disattivazione prevista per ciascun profilo, entro il 31 dicembre. Si useranno SPID, CIE o CNS e, nei soli casi ammessi, Fisconline ed Entratel. Convenzioni, deleghe e abilitazioni conservano efficacia. Studi ed enti devono censire gli operatori, seguire il piano dell’Agenzia e provare il collegamento fra identità digitale e servizi autorizzati.