Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 3599

Cassazione, sentenza n. 3599 del 7/02/2019

Sentenza n. 3599 del 07/02/2019

L’Ufficio delle Dogane aveva contestato l’origine indicata per lamiere e nastri di alluminio importati dal Venezuela, applicando la sanzione dell’art. 303 T.U.L.D.; CTP e CTR avevano invece ritenuto la fattispecie estranea alla norma. Secondo la Cassazione, il concetto di qualità comprende anche l’origine della merce, elemento essenziale della dichiarazione doganale, e la previsione sanzionatoria può essere interpretata estensivamente; se il certificato risulta falso, la diligenza o l’inconsapevolezza dell’importatore non impediscono l’applicazione della sanzione. Il ricorso è accolto, con cassazione e rinvio alla CTR in diversa composizione.

N. 3389

Cassazione, sentenza n. 3389 del 6/02/2019

Sentenza n. 3389 del 06/02/2019

L’Agenzia delle Entrate aveva rettificato, ai fini delle imposte ipotecarie e catastali, il valore dichiarato per la compravendita di un complesso immobiliare, richiamando stime e un atto relativi a beni considerati comparabili. La Cassazione ha stabilito che la motivazione per relationem, in mancanza di allegazione, deve riprodurre il contenuto essenziale dei documenti richiamati: ubicazione, destinazione ed estensione non erano sufficienti a rendere comprensibili i parametri adottati. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la Corte ha deciso nel merito dichiarando nullo l’avviso di rettifica.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3388

Cassazione, sentenza n. 3388 del 6/02/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - IMPOSTA DI REGISTRO - DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE - VALORE VENALE - DETERMINAZIONE - AVVISO DI ACCERTAMENTO - MOTIVAZIONE Avviso di rettifica e di liquidazione di maggiore imposta - Atti che hanno ad oggetto beni immobili - Comparazione con atti riguardanti beni simili - Motivazione - Contenuto sufficiente - Fattispecie.

La controversia verteva sulla rettifica del valore di un complesso immobiliare ai fini delle maggiori imposte ipotecarie e catastali, commisurate alla base imponibile dell’imposta di registro. La Cassazione ha ritenuto insufficiente il rinvio ad atti comparativi non allegati, dei quali l’avviso riportava soltanto ubicazione, destinazione ed estensione, senza gli elementi necessari a identificarli e comprenderne il contenuto essenziale. Accolto il primo motivo e assorbiti i restanti, la sentenza d’appello è stata cassata e l’avviso di rettifica dichiarato nullo con decisione nel merito.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 3387

Cassazione, sentenza n. 3387 del 6/02/2019

Sentenza n. 3387 del 06/02/2019

Era impugnato un atto di irrogazione di sanzioni per omesso versamento di ritenute su lavoro dipendente, originato dalla contestata fittizietà di un appalto di manodopera; i giudici di merito avevano respinto le difese della società. Durante il giudizio di cassazione, l’Agenzia delle Entrate ha annullato in autotutela lo stesso atto sanzionatorio, accogliendo l’istanza fondata sulla sopravvenuta disciplina relativa al cumulo delle sanzioni. La Corte ha pertanto dichiarato cessata la materia del contendere e compensato le spese, attribuendo la definizione allo ius superveniens.

  • Sanzioni
  • Autotutela
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3385

Cassazione, sentenza n. 3385 del 6/02/2019

Sentenza n. 3385 del 06/02/2019

L’accertamento recuperava, tra l’altro, l’IVA detratta su fatture relative a un appalto di manodopera che l’Amministrazione riteneva fittizio; la CTR aveva annullato la ripresa valorizzando l’effettivo pagamento delle fatture. La Cassazione ha giudicato insufficiente tale argomento, poiché il giudice d’appello non aveva esaminato la natura oggettiva o soggettiva dell’asserita falsità, l’inerenza del costo e il collegamento con l’illecito contestato; ha inoltre escluso l’efficacia decisiva del giudicato relativo a un’altra annualità. Accolto il ricorso principale e dichiarato inammissibile quello incidentale, la causa è stata rinviata alla CTR.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3384

Cassazione, sentenza n. 3384 del 6/02/2019

Sentenza n. 3384 del 06/02/2019

L’Agenzia delle Entrate contestava che la CTR avesse deciso su questioni estranee alla controversia relativa al 2004, che l’Ufficio indicava come circoscritta alla pretesa fittizietà di un finanziamento infragruppo, recuperato come sopravvenienza attiva. La Cassazione ha rilevato che il ricorso delimitava l’oggetto della causa in modo poco chiaro e che, comunque, la CTR si era espressamente pronunciata sul finanziamento e sull’accollo, motivando il rigetto della pretesa. Ha quindi rigettato il ricorso principale, assorbito quello incidentale e posto le spese a carico dell’Ufficio.

N. 3383

Cassazione, sentenza n. 3383 del 6/02/2019

Sentenza n. 3383 del 06/02/2019

Il contribuente contestava accertamenti IRAP relativi a due annualità, deducendo anche il mancato contraddittorio, l’insussistenza del presupposto impositivo e la deducibilità dei contributi previdenziali professionali. La Cassazione ha escluso, per accertamenti IRAP svolti a tavolino, l’applicazione del termine previsto per accessi, ispezioni e verifiche nei locali; ha però rilevato che la CTR non aveva esaminato né motivato sulle contestazioni riguardanti il presupposto dell’IRAP e la base imponibile. Accolti i relativi motivi, la sentenza è stata cassata con rinvio, mentre le censure sul contraddittorio e sulla motivazione degli avvisi sono state respinte.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3382

Cassazione, sentenza n. 3382 del 6/02/2019

Sentenza n. 3382 del 06/02/2019

La cartella traeva origine dalla riliquidazione dell’IRPEF sul riscatto della quota individuale di un fondo pensione; la CTR l’aveva annullata ritenendo necessario un accertamento e lamentando l’omesso invio dell’avviso bonario. La Cassazione ha affermato che, quando la liquidazione o riliquidazione avviene mediante procedura automatizzata sulla base dei dati dichiarati dal contribuente, la pretesa può essere esercitata direttamente con la cartella, senza previo avviso di accertamento né comunicazione di definizione bonaria. Accolto tale motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IRPEF
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Lavoro e previdenza
  • Processo tributario
N. 3380

Cassazione, sentenza n. 3380 del 6/02/2019

Sentenza n. 3380 del 06/02/2019

Una società aveva impugnato l’intimazione di pagamento della TIA per utenza non domestica, contestando anche la mancata notificazione degli atti presupposti; la CTR aveva attribuito rilievo preclusivo alla precedente fattura. La Cassazione ha chiarito che l’impugnazione della fattura, quale atto non tipizzato ma espressivo della pretesa tributaria, costituisce una facoltà e non un onere: la sua omissione non cristallizza la pretesa e non impedisce di contestarla con l’impugnazione dell’intimazione. Rilevato anche l’omesso esame dell’appello incidentale, la Corte ha cassato la decisione con rinvio per l’esame del merito.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3379

Cassazione, sentenza n. 3379 del 6/02/2019

IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - RICORSO - FORMA E CONTENUTO - IN GENERE Sottoscrizione - Mancanza - Conseguenze.

La controversia riguardava accertamenti fondati su indagini bancarie, annullati nei gradi di merito dopo che la società aveva giustificato i movimenti contestati; l’Agenzia delle Entrate censurava tale valutazione in cassazione. La Corte non ha esaminato i motivi: poiché tanto l’originale quanto le copie del ricorso erano privi della sottoscrizione dell’avvocato, ha qualificato l’atto come giuridicamente inesistente. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna dell’Amministrazione alle spese del giudizio di legittimità.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
N. 3428

Cassazione, sentenza n. 3428 del 6/02/2019

Sentenza n. 3428 del 06/02/2019

Un ex dipendente chiedeva il rimborso della maggiore imposizione applicata all’incentivo all’esodo, sostenendo che il termine di 48 mesi dovesse decorrere dalla successiva pronuncia europea sulla disparità di trattamento e non dal versamento. La Cassazione afferma che la decadenza prevista per il rimborso delle imposte sui redditi decorre dal pagamento o dalla ritenuta anche quando la norma applicata sia poi riconosciuta incompatibile con il diritto dell’Unione, poiché tale sopravvenienza non riapre rapporti ormai esauriti. Essendo l’istanza presentata oltre il termine, il ricorso è rigettato, con compensazione delle spese.

  • IRPEF
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3427

Cassazione, sentenza n. 3427 del 6/02/2019

Sentenza n. 3427 del 06/02/2019

Il contribuente aveva chiesto il rimborso dell’imposta sostitutiva versata per una prima rivalutazione di partecipazioni sociali, dopo aver ripetuto la procedura sulla base di una nuova perizia; i giudici di merito avevano riconosciuto il diritto alla restituzione. L’Agenzia contestava l’adeguatezza della motivazione sulla titolarità della partecipazione, ma la Cassazione ritiene che la CTR abbia indicato disciplina, documentazione e pagamenti posti a fondamento della decisione, riconoscendo implicitamente la qualità di socio. Poiché la censura mirava a un nuovo esame dei fatti, il ricorso è rigettato e l’Agenzia è condannata alle spese.

N. 3426

Cassazione, sentenza n. 3426 del 6/02/2019

Sentenza n. 3426 del 06/02/2019

Il ricorrente aveva aderito alla definizione agevolata dei carichi iscritti a ruolo collegati a una cartella, impegnandosi a rinunciare al giudizio e pagando il debito secondo la rateizzazione comunicata dall’agente della riscossione. Acquisite le ricevute attestanti l’integrale versamento delle cinque rate, la Cassazione prende atto dell’avvenuta definizione e dichiara cessata la materia del contendere, con conseguente estinzione del giudizio. Le spese sono integralmente compensate in ragione della chiusura agevolata della controversia.

N. 3424

Cassazione, sentenza n. 3424 del 6/02/2019

Sentenza n. 3424 del 06/02/2019

La controversia riguardava accertamenti ICI su terreni e fabbricati, qualificati dall’ente impositore come edificabili e non rurali; nel precedente giudizio di rinvio la CTR, avvalendosi di una consulenza tecnica, aveva ridotto il valore venale delle aree. La Cassazione esclude un giudicato sulla ruralità, che doveva essere specificamente provata dal contribuente, e ribadisce che i vincoli urbanistici non eliminano l’edificabilità, ma incidono sulla determinazione del valore imponibile. Poiché i motivi sollecitavano una nuova valutazione di merito del valore già stimato, il ricorso è dichiarato nel complesso inammissibile e quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3423

Cassazione, sentenza n. 3423 del 6/02/2019

Sentenza n. 3423 del 06/02/2019

A seguito dell’accertata falsità della firma apposta sull’avviso di ricevimento relativo alla notificazione di un atto impositivo, l’Agenzia delle Entrate aveva accolto l’istanza di autotutela del contribuente. L’Amministrazione aveva quindi annullato l’avviso, dichiarato non dovute le somme richieste e disposto lo sgravio totale della cartella conseguente. Preso atto delle concordi richieste delle parti e del venir meno della pretesa tributaria, la Cassazione dichiara cessata la materia del contendere ed estingue il giudizio, compensando integralmente le spese di lite.

  • Autotutela
  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
N. 3422

Cassazione, sentenza n. 3422 del 6/02/2019

Sentenza n. 3422 del 06/02/2019

La controversia riguardava accertamenti ICI su terreni ritenuti edificabili e fabbricati dei quali il contribuente sosteneva la ruralità. La Cassazione ha escluso che sul carattere rurale si fosse formato un giudicato, ribadendo che la relativa prova incombe sul contribuente; ha inoltre ritenuto che le contestazioni comunali sulla quantificazione del valore venale, ridotto dalla CTR sulla base della consulenza tecnica, sollecitassero un riesame di merito non consentito in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3421

Cassazione, sentenza n. 3421 del 6/02/2019

Sentenza n. 3421 del 06/02/2019

Il giudizio concerneva un accertamento ICI fondato sulla qualificazione edificatoria attribuita dal piano regolatore comunale a un terreno, confermato nei due gradi di merito. La Cassazione ha affermato che, ai fini della qualificazione fiscale dell’area, le previsioni comunali devono essere integrate con quelle del piano paesaggistico regionale, sovraordinato secondo la disciplina richiamata nella pronuncia. Poiché la CTR non aveva esaminato tale piano, la sentenza è stata cassata con rinvio per i necessari accertamenti e le conseguenti valutazioni.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 3257

Cassazione, sentenza n. 3257 del 5/02/2019

Sentenza n. 3257 del 05/02/2019

La controversia concerneva l’imposta ipotecaria e catastale applicata in via suppletiva sul valore dell’immobile compreso in una cessione d’azienda, senza detrarre passività ritenute non riferibili al bene; i precedenti giudici avevano accolto il ricorso dei contribuenti. La Corte ha ravvisato un’omessa pronuncia, poiché la decisione impugnata aveva esaminato soltanto la base imponibile dell’imposta di registro, senza decidere sulle imposte effettivamente richieste. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, respinto l’originario ricorso, compensando le spese.

  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 3275

Cassazione, ordinanza n. 3275 del 5/02/2019

ICI - IMU - Immobili posseduti da enti pubblici - Esenzione - Agenzia del Demanio - Limiti.

L’Agenzia del Demanio contestava avvisi ICI relativi a immobili utilizzati anche per finalità pubbliche, sostenendo che i soggetti passivi fossero gli utilizzatori e invocando l’esenzione riservata agli enti pubblici. La Corte ha affermato che il tributo resta dovuto dal proprietario o titolare del diritto reale e che l’esenzione, di stretta interpretazione, richiede attività istituzionali svolte direttamente nell’immobile dall’ente possessore, sul quale grava la relativa prova. Poiché l’Agenzia è un ente pubblico economico e non ricorrevano tali condizioni, il ricorso è stato rigettato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 3266

Cassazione, sentenza n. 3266 del 5/02/2019

TRIBUTI - "SOLVE ET REPETE" - DISCIPLINA DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE - IN GENERE ICI - Agevolazione per vincolo ex l. n. 1989 del 1939 - Estensione al vincolo di cui all'art. 13, comma 3, l. n. 171 del 1973 - Esclusione - Fondamento.

La questione riguardava l’applicabilità dell’agevolazione ICI per immobili storico-artistici a un fabbricato incluso negli elenchi previsti dalla disciplina speciale per Venezia; i giudici di merito avevano riconosciuto il beneficio. La Corte ha escluso l’equiparazione: l’agevolazione, soggetta a stretta interpretazione, riguarda il vincolo diretto storico-artistico, mentre quello previsto dalla legge speciale per Venezia è finalizzato a interventi di restauro e risanamento. Accolto il primo motivo del Comune e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata e l’originario ricorso del contribuente respinto nel merito.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso

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