Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 13123

Cassazione, sentenza n. 13123 del 16/05/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - REDDITI DI CAPITALE - IN GENERE Costituzione di usufrutto su azioni o quote possedute da soggetto non residente in favore di una società residente nel territorio dello Stato - Elusione dell'imposta sugli utili azionari spettanti ai soggetti non residenti - Abuso del diritto - Configurabilità - Condizioni - Operazione anteriore all'entrata in vigore dell'art. 14, comma 7 bis, del d.P.R. n. 917 del 1986 - Opponibilità all'Amministrazione - Esclusione - Fondamento.

Gli accertamenti IRPEG e ILOR disconoscevano l’ammortamento del costo dell’usufrutto su azioni e la detrazione delle ritenute sui dividendi, ritenendo l’operazione con una società estera finalizzata esclusivamente al vantaggio fiscale; i giudici di merito ne avevano confermato la legittimità. La Cassazione ribadisce che, anche prima della specifica disciplina, il principio antielusivo desunto dall’articolo 53 della Costituzione rende inopponibili all’Amministrazione i benefici del dividend stripping quando ricorre abuso del diritto. Respinge tutte le censure della contribuente e conferma gli accertamenti.

N. 13174

Cassazione, ordinanza n. 13174 del 16/05/2019

Ordinanza n. 13174 del 16/05/2019

A seguito di indagini bancarie, l’Agenzia delle Entrate aveva rettificato i redditi dichiarati per il 2004 e il 2005; la CTR, riformando il primo grado, aveva ritenuto inidonee le dichiarazioni sostitutive prodotte per giustificare le somme contestate. La Cassazione ha chiarito che le dichiarazioni extraprocessuali di terzi sono ammissibili anche a favore del contribuente come indizi, da valutare insieme agli altri elementi. Riscontrata una motivazione meramente assertiva, ha accolto il secondo motivo, cassato la decisione e rinviato alla CTR della Campania.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRPEF
N. 13143

Cassazione, sentenza n. 13143 del 16/05/2019

Sentenza n. 13143 del 16/05/2019

La controversia concerneva la rideterminazione del reddito professionale ai fini IRPEF, confermata dalla CTR dopo la riduzione operata in primo grado; contribuente e Agenzia delle Entrate denunciavano, sotto diversi profili, l’inadeguatezza della motivazione. La Cassazione ha rilevato che la decisione regionale non rendeva comprensibili le correzioni apportate né il fondamento probatorio della conferma, integrando una motivazione apparente. Ha accolto sul punto entrambi i ricorsi, dichiarato assorbite le altre questioni, cassato la sentenza e rinviato alla CTR del Lazio.

  • IRPEF
  • Professionisti
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13136

Cassazione, sentenza n. 13136 del 16/05/2019

Sentenza n. 13136 del 16/05/2019

La controversia riguardava l’ICI 2002 su aree demaniali portuali concesse a un operatore privato, prive di rendita catastale; la CTR aveva ritenuto legittimo l’accertamento comunale fondato su una stima provvisoria. La Cassazione ha confermato che, nell’inerzia del concessionario, il Comune può liquidare l’imposta presuntivamente senza chiedere prima il classamento e che sono imponibili anche le aree scoperte funzionali all’attività e potenzialmente produttive di reddito. Ritenute colpose le omissioni catastali e insufficiente il versamento, ha respinto anche le contestazioni sulle sanzioni e rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 13135

Cassazione, sentenza n. 13135 del 16/05/2019

Sentenza n. 13135 del 16/05/2019

La controversia riguardava gli avvisi emessi dalla Regione per la tassa automobilistica 2011 su veicoli concessi in leasing, che i giudici regionali avevano posto anche a carico della società concedente. La Cassazione afferma che, per i rapporti sorti tra il 15 agosto 2009 e il 15 giugno 2016, il soggetto passivo è esclusivamente l’utilizzatore, salvo il particolare caso del pagamento cumulativo eseguito dalla società di leasing. Accoglie quindi il ricorso cumulativo, cassa le sentenze e, decidendo nel merito, annulla gli avvisi impugnati.

  • Tributi locali
  • Autovetture e Fisco
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 13134

Cassazione, sentenza n. 13134 del 16/05/2019

Sentenza n. 13134 del 16/05/2019

Il contribuente impugnava intimazioni relative a tasse automobilistiche, deducendo la prescrizione delle pretese e dell’azione di riscossione; i giudici di merito avevano respinto le contestazioni. La Cassazione ritiene inammissibile l’eccezione concernente gli avvisi ormai definitivi, perché proponibile mediante la loro tempestiva impugnazione, e precisa che alla riscossione della tassa automobilistica definitivamente accertata si applica la prescrizione ordinaria decennale, non il termine invocato per le imposte sui redditi. Pur rilevando l’omessa pronuncia della commissione regionale, decide la questione di diritto e rigetta il ricorso.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 12915

Cassazione, sentenza n. 12915 del 15/05/2019

Sentenza n. 12915 del 15/05/2019

L’accertamento riguardava IVA, IRAP e IRES, con ripresa del maggior valore attribuito a un immobile ceduto e di un costo professionale ritenuto non di competenza; la CTR aveva annullato entrambe le contestazioni. La Cassazione ha giudicato insufficiente e illogica la motivazione sullo stato dell’immobile, perché non considerava tutti i parametri valutativi richiamati dall’Ufficio. Ha inoltre affermato che il costo di una prestazione di servizi non frazionabile compete all’esercizio della sua ultimazione, indipendentemente da fatturazione e pagamento, cassando la sentenza con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 12758

Cassazione, sentenza n. 12758 del 14/05/2019

Sentenza n. 12758 del 14/05/2019

Il contribuente contestava un’ingiunzione relativa alla TARSU 2002, deducendo la mancata notificazione della cartella e il decorso dei termini di decadenza e prescrizione; i giudici di merito avevano respinto il ricorso. La Cassazione non ha esaminato tali censure, poiché il debito, pari a 158,22 euro e compreso in un carico affidato alla riscossione nel periodo previsto dalla legge, era stato automaticamente annullato ai sensi dell’art. 4 del decreto-legge n. 119 del 2018. Ha quindi dichiarato estinto il giudizio per cessata materia del contendere.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
N. 12757

Cassazione, sentenza n. 12757 del 14/05/2019

Sentenza n. 12757 del 14/05/2019

La controversia riguardava un accertamento ICI per omessa dichiarazione riferita a immobili interessati da operazioni societarie straordinarie; la CTR aveva annullato l’atto per carenza di motivazione e confermato l’illegittimità delle sanzioni. La Cassazione ha ritenuto l’avviso sufficientemente motivato, perché indicava contribuente, verifiche, fonti informative, operazioni e ragioni della pretesa, consentendo una difesa effettiva. Ha cassato la decisione e respinto nel merito il ricorso originario, lasciando ferma la statuizione sulle sanzioni, non impugnata dal Comune.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Accertamento fiscale
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 12756

Cassazione, sentenza n. 12756 del 14/05/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI - Tributi locali - Avviso di accertamento - Adozione di sistemi informativi automatizzati - Sottoscrizione - Sostituzione con l'indicazione a stampa del nominativo del responsabile - Legittimità - Ragioni - Art. 1, comma 87, l. n. 549 del 1995 - Abrogazione - Esclusione.

Una società contestava un avviso ICI relativo a un’area fabbricabile, invocando precedenti giudicati, difetti di motivazione e allegazione, nonché l’assenza della firma autografa. La Cassazione ha escluso l’estensione del giudicato, poiché il vizio del precedente atto e il valore venale riguardavano elementi suscettibili di diversa valutazione nelle singole annualità, e ha ritenuto adeguata la motivazione dell’accertamento. Ha inoltre confermato che, per gli atti automatizzati sui tributi locali, la firma può essere sostituita dall’indicazione a stampa del responsabile individuato con determina, rigettando il ricorso.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 12489

Cassazione, sentenza n. 12489 del 10/05/2019

Sentenza n. 12489 del 10/05/2019

L’accertamento IVA e IRAP nei confronti di un coltivatore diretto ricostruiva maggiori ricavi dalla vendita di quote latte utilizzando le rilevazioni periodiche del prezzo medio elaborate dall’ente pubblico di settore; la CTR aveva annullato l’atto perché fondato su un’unica presunzione. La Cassazione ha chiarito che l’accertamento induttivo può poggiare anche su un solo elemento presuntivo, purché grave e preciso. Ritenendo insufficiente e contraddittoria la svalutazione delle rilevazioni senza una spiegazione sulla loro inattendibilità, ha accolto il ricorso dell’Agenzia e rinviato alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 12455

Cassazione, sentenza n. 12455 del 10/05/2019

Sentenza n. 12455 del 10/05/2019

L’Ufficio doganale aveva rettificato la voce attribuita a manufatti in ghisa sulla base di analisi di laboratorio, recuperando dazio ordinario e antidumping; la commissione regionale aveva confermato l’annullamento dell’atto. La Cassazione stabilisce che il foglio indicante voce doganale, materiale e funzione era sufficiente ad attivare il contraddittorio e che, senza contestazione o richiesta di controvisita entro trenta giorni, il risultato si era consolidato. La buona fede non esclude i dazi e la classificazione non può essere sorretta da motivazione meramente assertiva: accolto il ricorso principale e respinto quello incidentale, la causa è rinviata.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12488

Cassazione, sentenza n. 12488 del 10/05/2019

Sentenza n. 12488 del 10/05/2019

L’accertamento sintetico aveva ricostruito il reddito della contribuente in base alla capacità di spesa manifestata nell’acquisto di una quota immobiliare; i giudici di merito avevano confermato la pretesa, rilevando la mancata prova di redditi esenti destinati all’operazione. La Cassazione ha ritenuto adeguata la motivazione fondata sull’inverosimiglianza del reddito dichiarato rispetto al mutuo e ha ribadito che anche un’unica presunzione grave e precisa può sostenere l’accertamento. Ha dichiarato inammissibili o infondati i motivi proposti e rigettato il ricorso della contribuente.

N. 12454

Cassazione, sentenza n. 12454 del 10/05/2019

Sentenza n. 12454 del 10/05/2019

La lite concerneva la rettifica della classificazione doganale di griglie in ghisa, con recupero del dazio generale e antidumping, annullata nei due gradi di merito. Secondo la Cassazione, la comunicazione del risultato di laboratorio era adeguata perché specificava voce, composizione e funzione della merce; non essendo stata richiesta entro trenta giorni la ripetizione delle analisi, l’accertamento tecnico si era consolidato. La Corte esclude inoltre che la buona fede possa eliminare i dazi e giudica apparente la motivazione sulla voce prescelta: accoglie il ricorso principale, rigetta l’incidentale e rinvia alla commissione regionale.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12487

Cassazione, sentenza n. 12487 del 10/05/2019

Sentenza n. 12487 del 10/05/2019

Due accertamenti recuperavano dazi antidumping, IVA e interessi per importazioni di aglio ritenute abusive; la CTR aveva condiviso la ricostruzione doganale circa l’artificiosità delle operazioni. La Cassazione ha stabilito che il coobbligato può avvalersi del giudicato favorevole sopravvenuto, formatosi nei confronti di altri debitori solidali sul medesimo atto, purché il proprio giudizio non sia già definito con sentenza sfavorevole irrevocabile. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la Corte ha cassato la decisione e accolto nel merito il ricorso originario, respingendo inoltre il ricorso incidentale sulle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12453

Cassazione, sentenza n. 12453 del 10/05/2019

Sentenza n. 12453 del 10/05/2019

A seguito dell’analisi di un campione, l’Agenzia delle Dogane aveva ricondotto manufatti in ghisa a una diversa voce tariffaria, richiedendo dazio ordinario e antidumping; la pretesa era stata annullata in primo e secondo grado. La Cassazione considera sufficiente il foglio di analisi notificato, poiché rendeva conoscibili classificazione, materiale e funzione e consentiva di domandare una controvisita entro trenta giorni. Rileva inoltre che la buona fede riguarda l’eventuale disapplicazione delle sanzioni, non dei dazi, e che la classificazione regionale era priva di adeguata motivazione; accolto il ricorso principale, rigetta l’incidentale e dispone il rinvio.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12486

Cassazione, sentenza n. 12486 del 10/05/2019

Sentenza n. 12486 del 10/05/2019

La controversia riguardava la revocazione della sentenza che aveva confermato il recupero di dazi doganali applicati al tonno importato con tariffa preferenziale; la contribuente deduceva un errore sulla data di notifica dell’atto e la conseguente omissione dell’esame del termine successivo al processo verbale. La Cassazione ha applicato il testo allora vigente della disciplina processuale, secondo cui la revocazione non era ammessa quando la medesima sentenza fosse già stata impugnata con ricorso per cassazione. Ha quindi dichiarato inammissibile la revocazione, cassato senza rinvio la relativa sentenza e compensato integralmente le spese.

  • Imposte indirette
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  • Processo tributario
N. 12452

Cassazione, sentenza n. 12452 del 10/05/2019

Sentenza n. 12452 del 10/05/2019

L’importatore aveva ottenuto nei gradi di merito l’annullamento della rettifica con cui la Dogana, sulla base di analisi chimiche, aveva modificato la classificazione di manufatti in ghisa e recuperato dazi ordinari e antidumping. La Cassazione ritiene rituale il procedimento: il foglio notificato conteneva elementi sufficienti per contestare l’esito e la mancata richiesta di controvisita entro trenta giorni aveva reso definitivo l’accertamento. La buona fede non consente di escludere il tributo e la motivazione regionale sulla maggiore specificità della voce dichiarata è apparente; il ricorso principale è accolto, quello incidentale respinto, con rinvio.

  • Imposte indirette
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N. 12485

Cassazione, sentenza n. 12485 del 10/05/2019

Accertamento imposte - Notificazioni- Spedizione di più avvisi di ricevimento in unica busta raccomandata - Nullità della notifica - Esclusione.

La CTR aveva annullato tre accertamenti ICI, ritenendo nulla la loro spedizione in un’unica busta e riconoscendo l’aliquota agevolata per immobili concessi gratuitamente al figlio. La Cassazione ha escluso la nullità, poiché il contribuente aveva impugnato tempestivamente tutti gli atti senza subire pregiudizio difensivo; ha inoltre negato l’agevolazione, non essendo stata presentata la comunicazione richiesta dal regolamento comunale né risultando che il Comune disponesse già della documentazione necessaria. Cassata la sentenza, la Corte ha deciso nel merito rigettando il ricorso originario.

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  • Accertamento fiscale
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 12450

Cassazione, sentenza n. 12450 del 10/05/2019

Sentenza n. 12450 del 10/05/2019

La controversia riguardava gli interessi sul rimborso del credito IVA relativo al secondo trimestre 2004, pagato dal concessionario 224 giorni dopo la disposizione dell’Agenzia; i giudici di merito ne avevano fissato la decorrenza dal ventunesimo giorno. La Cassazione afferma invece che, secondo la disciplina applicabile prima della modifica del 2014, gli interessi maturano dopo sessanta giorni dalla disposizione di pagamento, termine destinato anche ai controlli dell’Amministrazione e ritenuto ragionevole rispetto al principio di neutralità. È quindi accolta la censura dell’Agenzia contro il criterio adottato dalla commissione regionale.

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  • Processo tributario

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