Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 29340

Cassazione, sentenza n. 29340 del 23/12/2020

Sentenza n. 29340 del 23/12/2020

L’Agenzia aveva recuperato un credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate, sostenendo che la locazione a più imprese degli immobili agevolati escludesse l’esistenza di un complesso unitario polifunzionale; la CTR aveva accolto integralmente l’appello della società. La Cassazione osserva che la locazione, anche totale, parziale o a più conduttori, non determina la perdita del beneficio se gli immobili costituiscono strutturalmente un complesso unitario polifunzionale e continuano a essere destinati ad attività d’impresa. Poiché tali condizioni risultavano rispettate, con un’ulteriore funzione logistica comune, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
N. 29339

Cassazione, sentenza n. 29339 del 23/12/2020

Sentenza n. 29339 del 23/12/2020

La controversia riguardava accertamenti di maggior reddito d’impresa, con imputazione pro quota ai soci, annullati in entrambi i gradi di merito. La Cassazione rileva però che la notificazione del ricorso per revocazione equivale, per entrambe le parti, alla notificazione della sentenza e fa decorrere il termine breve di sessanta giorni per il ricorso di legittimità, salvo sospensione disposta dal giudice della revocazione. Poiché l’Agenzia delle Entrate aveva notificato il ricorso oltre tale termine, la Corte lo dichiara inammissibile e compensa le spese.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 29337

Cassazione, sentenza n. 29337 del 23/12/2020

Sentenza n. 29337 del 23/12/2020

Il giudizio traeva origine da un preavviso di fermo fondato su una cartella della quale i giudici di merito avevano ritenuto non provata la notificazione. La Cassazione afferma che l’impugnazione incidentale tardiva è inammissibile quando il relativo interesse non nasce dall’impugnazione principale: nella specie, la contestazione del concessionario sulla notifica della cartella non era correlata all’appello dell’Agenzia, limitato alla mancata estromissione dal giudizio. Accolto il ricorso incidentale del contribuente, la Corte cassa la sentenza, dichiara inammissibile l’appello incidentale del concessionario e inammissibile il ricorso principale.

N. 36915

Cassazione, sentenza n. 36915 del 22/12/2020

Accertamento - Procedimento penale - Presunzioni tributarie.

L’imputato, condannato nei due gradi di merito per dichiarazione fraudolenta mediante una fattura relativa a operazioni ritenute inesistenti, contestava la prova della propria consapevolezza nella frode carosello e il diniego della particolare tenuità. La Cassazione precisa che le presunzioni tributarie hanno nel processo penale valore indiziario e devono essere valutate autonomamente con il restante materiale probatorio, mentre il dolo specifico non può essere semplicemente presunto. Ritenendo adeguata la motivazione complessiva delle decisioni di merito e infondate le doglianze, dichiara il ricorso inammissibile.

N. 29080

Cassazione, ordinanza n. 29080 del 18/12/2020

ICI - Rimborso - Terreno utilizzato come parcheggio.

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’ICI versata su un terreno che assumeva essere pertinenziale; i giudici di merito avevano respinto la domanda, valorizzandone anche l’utilizzo come parcheggio da parte dei residenti. La Cassazione ribadisce che l’esclusione dell’autonoma tassazione richiede un rigoroso vincolo pertinenziale, tale da impedire una diversa destinazione senza radicale trasformazione, mentre le risultanze catastali hanno valore soltanto formale. L’accessibilità dell’area a terzi per il parcheggio escludeva la pertinenzialità: il ricorso è quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 29070

Cassazione, ordinanza n. 29070 del 18/12/2020

Accertamento - Verifiche fiscali - Obbligo di informativa specifica - Non obbligatorio.

La società contestava accertamenti IRES fondati sulla riqualificazione, per antieconomicità, di un rilevante acconto contrattuale come prestito produttivo di interessi, deducendo anche incompetenza della direzione regionale e violazioni delle garanzie durante la verifica. La Cassazione esclude la nullità per la generica indicazione delle ragioni dell’accesso: in assenza di un’espressa sanzione invalidante, il contribuente deve allegare e dimostrare il concreto pregiudizio difensivo, qui non specificato. Nei passaggi disponibili risultano inoltre respinte le censure sulla competenza dell’ufficio, sui fatti dedotti in appello e sulla valutazione dell’antieconomicità.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29068

Cassazione, sentenza n. 29068 del 18/12/2020

Sentenza n. 29068 del 18/12/2020

Una casa di cura privata accreditata chiedeva il rimborso della maggiore IRES versata, sostenendo che il riconoscimento regionale come presidio ospedaliero consentisse la riduzione dell’imposta del 50%; i giudici di merito avevano negato il beneficio. La Cassazione chiarisce che l’agevolazione, di natura soggettiva e quindi soggetta a stretta interpretazione, riguarda gli enti pubblici ospedalieri confluiti nella rete pubblica, non le società private convenzionate, anche se accreditate e organizzate come presidi ospedalieri. Il ricorso è rigettato; è dichiarata inammissibile anche la censura diretta a ottenere una nuova valutazione della documentazione.

  • IRES
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28725

Cassazione, sentenza n. 28725 del 17/12/2020

Sentenza n. 28725 del 17/12/2020

Gli accertamenti IRES e IRAP disconoscevano costi per consulenze e ricerche di mercato, ritenuti fittizi nell’ambito di un disegno fraudolento; la CTR aveva respinto gli appelli richiamando genericamente dichiarazioni rese nel procedimento penale e l’inutilità delle prestazioni. La Cassazione ravvisa una motivazione apparente: il giudice regionale non aveva identificato contenuto, provenienza e riscontri delle dichiarazioni, né spiegato perché i costi fossero inutili o non inerenti, omettendo la valutazione critica delle prove offerte dai contribuenti. Accoglie il primo motivo, assorbe gli altri, cassa e rinvia alla CTR in diversa composizione.

  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 29020

Cassazione, ordinanza n. 29020 del 17/12/2020

TARSU - Sosta a pagamento - Gestione Srl.

Il Comune aveva assoggettato a TARSU le aree pubbliche destinate alla sosta a pagamento, mentre la società concessionaria sosteneva di non occuparle e di non produrre rifiuti; i giudici di merito avevano accolto tale tesi. La Cassazione afferma che il presupposto della tassa è l’occupazione o detenzione oggettiva dell’area, indipendentemente dal relativo titolo, e che i parcheggi, essendo frequentati da persone, sono presuntivamente produttivi di rifiuti. Accoglie quindi il ricorso comunale, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta l’impugnazione originaria della società.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 28962

Cassazione, ordinanza n. 28962 del 17/12/2020

IVA - Credito maturato - Tardiva presentazione della dichiarazione - Sussistenza dei requisiti sostanziali per la detrazione - Riconoscimento del credito da parte del giudice.

La cartella, emessa dopo controllo automatizzato, aveva recuperato un credito IVA maturato nell’anno per il quale la dichiarazione era stata presentata tardivamente e considerata omessa; entrambi i giudici di merito avevano escluso il credito per tale sola ragione. La Cassazione stabilisce che l’omissione dichiarativa non preclude la detrazione quando siano provati i requisiti sostanziali degli acquisti imponibili e il diritto sia esercitato entro il termine applicabile. Accoglie pertanto tre motivi, cassa la decisione e rinvia alla CTR affinché verifichi documentazione, requisiti sostanziali e tempestività della detrazione.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 28944

Cassazione, ordinanza n. 28944 del 17/12/2020

Accertamento - Verifica fiscale - Obbligatorietà contraddittorio per i tributi armonizzati.

Il contribuente impugnava un accertamento per imposte dirette e IVA, lamentando, tra l’altro, l’emissione prima del decorso di sessanta giorni dal verbale e contestando la valutazione delle dichiarazioni raccolte durante l’istruttoria. La Cassazione chiarisce che, negli accertamenti “a tavolino”, il contraddittorio generalizzato opera per i tributi armonizzati solo se il contribuente indica difese concrete e non pretestuose, mentre per quelli non armonizzati occorre una specifica previsione normativa. Ritenute sufficienti la motivazione dell’atto e la valutazione presuntiva compiuta dalla CTR, la Corte rigetta il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28941

Cassazione, sentenza n. 28941 del 17/12/2020

Sentenza n. 28941 del 17/12/2020

L’Agenzia delle Entrate aveva recuperato l’IVA sulle prestazioni diagnostiche rese da una struttura sanitaria accreditata ai pazienti di un’altra struttura accreditata, sostenendo che l’intermediazione impedisse l’esenzione; la CTR aveva invece annullato l’accertamento. La Cassazione riconosce l’esenzione quando le analisi sono eseguite da soggetti qualificati, perseguono finalità diagnostiche e sono rese nell’ambito di strutture accreditate, anche senza un rapporto contrattuale diretto con il paziente. La genericità delle fatture, considerata isolatamente e in presenza di documentazione complementare, non è decisiva; il ricorso dell’Agenzia è rigettato con spese compensate.

N. 28940

Cassazione, sentenza n. 28940 del 17/12/2020

Sentenza n. 28940 del 17/12/2020

L’Agenzia contestava l’esenzione IVA applicata a prestazioni diagnostiche rese, su incarico di una struttura sanitaria, ai pazienti di quest’ultima; la CTR aveva invece riconosciuto l’esenzione, confermando separatamente le riprese sui costi consortili e sulle prestazioni non fatturate. La Cassazione afferma che analisi di laboratorio eseguite da una struttura accreditata al Servizio sanitario nazionale, nell’interesse dei pazienti di altra struttura accreditata, restano esenti anche in assenza di rapporto diretto con il paziente. Respinge quindi i motivi erariali e dichiara inammissibili quelli incidentali della contribuente.

N. 28939

Cassazione, sentenza n. 28939 del 17/12/2020

Sentenza n. 28939 del 17/12/2020

Una consolidante chiedeva il rimborso della maggiore IRES versata senza computare la perdita di una società la cui adesione al consolidato era stata comunicata tardivamente; i giudici di merito avevano ritenuto sanato il ritardo mediante remissione in bonis. La Cassazione esclude la sanatoria, poiché prima della sua entrata in vigore l’Agenzia aveva già notificato il diniego di rimborso fondato proprio sulla tardività, rendendo la violazione già constatata. Accoglie il ricorso erariale e rigetta quello incidentale, ritenendo infondata la pretesa restitutoria.

N. 28938

Cassazione, sentenza n. 28938 del 17/12/2020

Sentenza n. 28938 del 17/12/2020

Tredici autofatture relative all’estrazione di merci da un deposito IVA erano state emesse e registrate con pochi giorni di ritardo, pur nello stesso mese; CTP e CTR avevano qualificato le violazioni come sostanziali e confermato le sanzioni applicate con cumulo materiale. La Cassazione precisa che, nel reverse charge, l’obbligo documentale nasce al momento dell’estrazione e il ritardo è quindi sanzionabile, senza essere meramente formale. Accoglie tuttavia i motivi sulla disciplina sanzionatoria più favorevole e sul cumulo, cassa e rinvia alla CTR per la rideterminazione.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 28937

Cassazione, sentenza n. 28937 del 17/12/2020

Sentenza n. 28937 del 17/12/2020

Una società contestava la cartella e gli atti presupposti sostenendo l’invalidità della notifica dell’accertamento, eseguita presso l’ultimo domicilio fiscale noto nonostante il trasferimento della sede iscritto nel registro delle imprese ma non comunicato all’Amministrazione. La Cassazione rileva che l’Ufficio poteva utilizzare la procedura semplificata prevista per il domicilio noto e considera valida la diversa procedura concretamente seguita, perché più garantista grazie anche alla raccomandata informativa, della cui mancata ricezione non era stata dedotta prova. Rigetta il ricorso; resta assorbita la censura sulla decadenza dall’accertamento.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 28936

Cassazione, sentenza n. 28936 del 17/12/2020

Sentenza n. 28936 del 17/12/2020

Gli avvisi per IRES, IRAP e IVA riguardavano, tra l’altro, ricavi non fatturati ricostruiti mediante dati interni della società, costi per materiale non lavorato e spese di sponsorizzazione; la CTR aveva confermato le decisioni di primo grado. La Cassazione chiarisce che, senza rilevazione fisica, non opera la presunzione legale sulle differenze inventariali, ma l’Ufficio può comunque fondare un accertamento analitico-induttivo su presunzioni semplici gravi e precise, anche tratte da tabulati gestionali predisposti dalla contribuente. Nel testo fornito risultano respinte le censure relative a tale ricostruzione, senza che sia riportato l’esito complessivo del giudizio.

N. 28731

Cassazione, sentenza n. 28731 del 17/12/2020

Sentenza n. 28731 del 17/12/2020

L’accertamento verso un’impresa di noleggio di imbarcazioni recuperava costi ritenuti non inerenti, ricavi non dichiarati e maggiore imponibile IVA; la CTR lo aveva confermato quasi integralmente, valorizzando rifornimenti e ormeggi in periodi privi di noleggi ufficiali. La Cassazione ritiene legittimo l’accertamento analitico-induttivo sorretto da presunzioni gravi, precise e concordanti e conferma l’indeducibilità dei costi non provati, nonché l’assoggettamento a IVA dell’integrazione del corrispettivo minimo garantito, qualificata dal giudice di merito come componente contrattuale e non come penale. Il ricorso è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 28730

Cassazione, sentenza n. 28730 del 17/12/2020

Sentenza n. 28730 del 17/12/2020

Gli avvisi determinavano i redditi di una società priva di dichiarazioni sulla base dei documenti rinvenuti, ritenendola solo formalmente estera ma dotata di sede effettiva in Italia; per operazioni “estero su estero” erano inoltre applicate sanzioni formali IVA. La CTR aveva confermato gli atti, reputando regolari le notifiche, generica l’eccezione di decadenza e non provata l’ubicazione effettiva all’estero. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso perché le censure, generiche e non confrontate con le ragioni della sentenza d’appello, riproducevano sostanzialmente l’atto di appello.

N. 28729

Cassazione, sentenza n. 28729 del 17/12/2020

Sentenza n. 28729 del 17/12/2020

L’accertamento immobiliare ricostruiva maggiori corrispettivi sulla base dello scarto rispetto ai mutui degli acquirenti, del confronto tra costi e ricavi e dell’antieconomicità delle operazioni; dopo l’annullamento in primo grado, la CTR aveva accolto l’appello dell’Agenzia. In cassazione la contribuente ha comunicato di avere avviato la definizione agevolata della lite e ha rinunciato agli atti e al ricorso. La Corte precisa che la rinuncia, pur non richiedendo accettazione, deve essere notificata o comunicata nelle forme prescritte e, in mancanza di accettazione, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse.

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  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario

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