Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 28939

Cassazione, sentenza n. 28939 del 17/12/2020

Sentenza n. 28939 del 17/12/2020

Una consolidante chiedeva il rimborso della maggiore IRES versata senza computare la perdita di una società la cui adesione al consolidato era stata comunicata tardivamente; i giudici di merito avevano ritenuto sanato il ritardo mediante remissione in bonis. La Cassazione esclude la sanatoria, poiché prima della sua entrata in vigore l’Agenzia aveva già notificato il diniego di rimborso fondato proprio sulla tardività, rendendo la violazione già constatata. Accoglie il ricorso erariale e rigetta quello incidentale, ritenendo infondata la pretesa restitutoria.

N. 28709

Cassazione, sentenza n. 28709 del 16/12/2020

Giurisdizione - Giudice competente - Riscossione società - Escussione preventiva del patrimonio sociale.

Le Sezioni Unite hanno esaminato la cartella notificata all’ex socio illimitatamente responsabile per debiti IVA e IRAP della società, dopo un accertamento divenuto definitivo. Hanno riconosciuto che la violazione della preventiva escussione del patrimonio sociale può essere dedotta davanti al giudice tributario impugnando la cartella, precisando il diverso riparto probatorio tra società registrate e società semplici o irregolari; per l’IRAP, tuttavia, hanno escluso l’operatività del beneficio. Nel caso concreto, ritenute inammissibili o infondate anche le contestazioni sulla notifica dell’accertamento, la Corte ha rigettato il ricorso, compensando le spese.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
N. 28571

Cassazione, ordinanza n. 28571 del 15/12/2020

Contenzioso tributario - Procedimento - Sentenza di appello - Motivazione per relationem - Motivazione apparente - Nullità

Nel giudizio relativo a un accertamento IVA, IRPEF e IRAP, la Commissione regionale aveva respinto l’appello aderendo genericamente alle controdeduzioni dell’Agenzia delle Entrate e richiamando analoghe decisioni, senza esporre il percorso logico-giuridico seguito. La Cassazione ha ritenuto illegittima tale motivazione per relationem: il giudice d’appello deve rendere riconoscibili le critiche esaminate e le ragioni del loro rigetto, mentre una condivisione meramente formale determina la nullità della sentenza. Accolti nei limiti indicati i primi tredici motivi e assorbiti gli altri, la pronuncia è stata cassata con rinvio.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRPEF
  • IRAP
N. 28566

Cassazione, sentenza n. 28566 del 15/12/2020

Sentenza n. 28566 del 15/12/2020

Un professionista contestava accertamenti fondati sulla somma di versamenti e prelevamenti bancari non giustificati, che la Commissione regionale aveva integralmente ricondotto a redditi di lavoro autonomo. La Cassazione ha precisato che, per i lavoratori autonomi, la presunzione derivante dalle indagini finanziarie è venuta meno soltanto per i prelevamenti, mentre resta operante per i versamenti, dei quali il contribuente deve provare analiticamente l’estraneità a fatti imponibili. Il ricorso è stato quindi accolto nei limiti della motivazione, con cassazione e rinvio per il riesame del merito.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Professionisti
N. 28565

Cassazione, sentenza n. 28565 del 15/12/2020

Sentenza n. 28565 del 15/12/2020

L’Agenzia delle Entrate aveva ricostruito maggiori ricavi societari sulla base delle differenze tra le rimanenze risultanti dall’inventario fisico e il valore iscritto in bilancio, recuperando anche costi ai fini IRES, IRAP e IVA. La Cassazione ha confermato che irregolarità e incongruenze capaci di rendere inattendibili i dati contabili legittimano l’accertamento analitico-induttivo; ha inoltre giudicato inammissibili le doglianze sulla motivazione e sull’omessa pronuncia, perché non riferite a uno specifico fatto storico decisivo o incompatibili con il percorso della decisione d’appello. Il ricorso della società è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • Contabilità
  • Imprese
  • IRES
  • IRAP
N. 28564

Cassazione, sentenza n. 28564 del 15/12/2020

Sentenza n. 28564 del 15/12/2020

L’Amministrazione contestava una fusione ritenuta simulata ed elusiva, la deduzione di costi collegati all’operazione, la congruità della cessione di una partecipazione estera e l’inerenza di spese di viaggio. La Commissione regionale aveva invece reputato provate l’effettività delle operazioni e la congruità dei valori, nonché inerenti le trasferte connesse al controllo di una società estera. La Cassazione ha rilevato che i motivi erariali contrapponevano una diversa lettura delle prove senza individuare specifici errori del ragionamento del giudice di merito; ha pertanto rigettato integralmente il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
  • Società
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28563

Cassazione, sentenza n. 28563 del 15/12/2020

Tributi locali (comunali, provinciali, regionali) - Tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972 ici - Concessionario di area demaniale marittima titolare di stabilimento balneare - Disciplina successiva alla modifica di cui all'art. 18, comma 3, l. n. 388 del 2000 - Imposta - Applicabilità - Verifica della natura reale od obbligatoria del diritto di costruire - Necessità - Esclusione.

La controversia riguardava l’ICI dovuta dal concessionario di un’area demaniale portuale, comprendente superfici coperte e scoperte prive di rendita catastale, nonché le relative sanzioni. La Cassazione ha affermato che, dal 2001, il concessionario è soggetto passivo senza necessità di qualificare come reale o obbligatorio il diritto derivante dalla concessione; nell’inerzia sull’accatastamento, il Comune può inoltre liquidare il tributo su una rendita provvisoria. Ha ritenuto imponibili anche le aree scoperte funzionalmente necessarie all’attività commerciale e fondate le sanzioni per omesso versamento, accogliendo su tali profili le censure comunali.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 28401

Cassazione, ordinanza n. 28401 del 14/12/2020

Riscossione - Società estinta - Responsabilità del socio

L’Agenzia delle Entrate aveva notificato direttamente al socio e liquidatore di una società di capitali cancellata una cartella relativa a sanzioni e accessori riferiti a un accertamento emesso verso la società. La Cassazione ha chiarito che la responsabilità prevista per soci e liquidatori richiede l’accertamento dei suoi specifici presupposti e non consente di trasferire automaticamente l’obbligazione sociale, neppure quando il credito verso la società sia definitivo. Poiché la cartella non indicava somme o beni ricevuti dal socio né una condotta colposa del liquidatore, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato, con compensazione delle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Società di capitali
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28253

Cassazione, sentenza n. 28253 del 11/12/2020

Sentenza n. 28253 del 11/12/2020

La contribuente contestava accertamenti ICI e IMU su terreni qualificati edificabili dal piano regolatore adottato ma non definitivamente approvato, censurando soprattutto il valore attribuito dal Comune. La Cassazione ha confermato che l’edificabilità fiscale deriva già dall’inserimento nello strumento urbanistico generale, ma ha precisato che il valore venale deve riflettere le concrete e attuali potenzialità edificatorie; la delibera estimativa può inoltre essere disapplicata incidentalmente dal giudice tributario. Poiché la decisione regionale non aveva valutato gli elementi sulla minore stima e presentava motivazione apparente, la Corte ha accolto il primo e il terzo motivo, cassando con rinvio.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28252

Cassazione, sentenza n. 28252 del 11/12/2020

Sentenza n. 28252 del 11/12/2020

La controversia riguardava la detrazione ICI per abitazione principale richiesta dalla proprietaria dell’immobile, mentre il coniuge risiedeva e dimorava stabilmente in un altro Comune. La Cassazione ha affermato che il beneficio richiede la dimora abituale nell’immobile del contribuente e del nucleo familiare: la diversa residenza del coniuge non lo esclude soltanto quando dipenda da una separazione legale o da un’effettiva frattura dell’unione, circostanza non allegata nel caso concreto. Accolto il ricorso del Comune, la Corte ha cassato la sentenza regionale e, decidendo nel merito, ha rigettato il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28251

Cassazione, sentenza n. 28251 del 11/12/2020

Sentenza n. 28251 del 11/12/2020

La controversia riguardava l’ICI 2009 su immobili abitativi già accatastati, ma privi del certificato di agibilità e locati a canone concordato soltanto dal 2012. La Corte ha affermato che l’iscrizione in catasto integra il presupposto impositivo indipendentemente dall’effettiva abitabilità e che, nell’annualità considerata, non spettavano né la riduzione per inagibilità, non conosciuta dal Comune, né l’aliquota agevolata, mancando la locazione concordata. Accolti tre motivi del Comune, ha cassato la sentenza regionale e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 28250

Cassazione, sentenza n. 28250 del 11/12/2020

Sentenza n. 28250 del 11/12/2020

La questione concerneva l’individuazione del soggetto passivo IMU dopo la risoluzione di un leasing immobiliare, quando l’utilizzatore non aveva ancora restituito materialmente il bene. La Corte ha confermato che, cessato il vincolo contrattuale che legittima la detenzione qualificata, l’obbligazione tributaria torna in capo al locatore, anche senza riconsegna; la diversa disciplina della TASI non è estensibile all’IMU, dati i differenti presupposti impositivi. Il ricorso della società concedente è stato pertanto integralmente rigettato.

N. 28249

Cassazione, sentenza n. 28249 del 11/12/2020

Sentenza n. 28249 del 11/12/2020

Il giudizio riguardava l’agevolazione ICI per un immobile di interesse storico-artistico appartenente a una Camera di commercio e il rimborso delle somme versate. La Corte ha distinto i beni privati, per i quali il vincolo formale ha natura costitutiva, dal patrimonio pubblico, assistito dalla presunzione di interesse culturale e per il quale il successivo provvedimento è meramente ricognitivo. Ha inoltre escluso l’ultrapetizione, poiché l’avviso impugnato incorporava il diniego di rimborso, e ha rigettato integralmente il ricorso del Comune.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 28248

Cassazione, sentenza n. 28248 del 11/12/2020

Sentenza n. 28248 del 11/12/2020

L’accertamento ICI riguardava un’infrastruttura regionale affidata a un consorzio per la sola costruzione e successivamente concessa in uso alla Protezione civile. La Corte ha precisato che il concessionario è soggetto passivo soltanto finché l’immobile resta nel suo possesso in forza della concessione; le allegazioni sulla cessazione del rapporto e sul ritorno del bene alla disponibilità regionale potevano quindi escludere originariamente la soggettività passiva, non integrare una semplice esenzione. Poiché la CTR non aveva esaminato tali fatti decisivi, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 28265

Cassazione, ordinanza n. 28265 del 11/12/2020

IRPEF - Accertamento sintetico - Redditometro - Indici di capacità contributiva - Indici di spesa.

Il contribuente contestava accertamenti sintetici IRPEF basati su immobili, veicoli e disponibilità finanziarie, sostenendo anche l’inapplicabilità del redditometro per il segreto professionale e l’illegittimità costituzionale della disciplina. La Cassazione ha ribadito che la prova dei fattori-indice dispensa l’Amministrazione da ulteriori dimostrazioni, mentre spetta al contribuente provare l’inesistenza o la minore entità del reddito presunto; nel caso esaminato, le giustificazioni e la documentazione richiamate non erano state adeguatamente specificate o riscontrate. Dichiarate inammissibili anche le censure motivazionali non riferite a fatti storici decisivi, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 28175

Cassazione, ordinanza n. 28175 del 10/12/2020

Accertamento - Metodo analitico-induttivo - Studi di settore - Ricostruzione dei ricavi- Modalità

La controversia concerneva la ricostruzione analitico-induttiva dei ricavi di un tassista, fondata su percorrenze, durata dell’attività, consumi e lunghezza media delle corse, ridotta dalla CTR del 30 per cento. La Corte ha ritenuto fondate le censure relative al mancato vaglio critico del dato sulla corsa media e ha accolto anche il ricorso incidentale dell’Agenzia: il giudice non può rideterminare l’imponibile mediante equità sostitutiva. Ogni correzione deve poggiare su fatti risultanti dagli atti e su una motivazione che esponga chiaramente criteri e ragioni giuridiche.

N. 28174

Cassazione, ordinanza n. 28174 del 10/12/2020

Reddito di impresa -Accertamento analitico induttivo - Decisione del giudice di appello - Riduzione dell'ammontare dei ricavi in via equitativa - Esplicitazione dei criteri - Necessità.

Un accertamento analitico-induttivo aveva rideterminato il reddito d’impresa di un tassista; la CTR, pur riconoscendo rilevanti gli indizi dell’Ufficio, aveva ridotto del 20 per cento il reddito accertato, richiamando genericamente l’incertezza della quantificazione. La Corte ha chiarito che il giudice tributario, quando ravvisa un vizio sostanziale relativo al quantum, deve esaminare la pretesa nel merito e ricondurla alla corretta misura entro le domande delle parti. La valutazione sostitutiva non può essere meramente equitativa, ma deve indicare prove, criteri utilizzati e percorso logico della quantificazione.

N. 28157

Cassazione, sentenza n. 28157 del 10/12/2020

Tributi - IRPEF - Accertamento sintetico - Redditometro - Capacità contributiva - Tenore di vita incongruente con redditi dichiarati - Prova contraria

La controversia riguardava accertamenti sintetici IRPEF fondati sull’incompatibilità tra redditi dichiarati e disponibilità di beni-indice, che il contribuente sosteneva di avere finanziato anche mediante risparmi e disinvestimenti. La Corte ha escluso, per il tributo non armonizzato e in assenza di accessi nei locali dell’attività, le dedotte violazioni del contraddittorio e delle garanzie previste dallo Statuto del contribuente. Ha inoltre affermato che gli estratti dei conti correnti possono costituire prova contraria quando documentino entità, movimenti e durata del possesso delle somme, non il loro mero transito.

N. 28116

Cassazione, ordinanza n. 28116 del 10/12/2020

IRPEF - Giudici trbutari - Tassazione ordinaria.

Un giudice tributario chiedeva il rimborso della maggiore IRPEF applicata in via ordinaria ai compensi variabili arretrati, mentre i giudici di merito avevano riconosciuto la tassazione separata. La Corte ha ricondotto tali compensi ai redditi assimilati al lavoro dipendente e ha individuato, per quelli dell’ultimo trimestre, un ritardo fisiologico di centoventi giorni decorrenti dal 15 gennaio: entro tale periodo opera la tassazione ordinaria, salvo circostanze eccezionali rigorosamente provate. La sentenza è stata cassata con rinvio per verificare se quel termine fosse stato superato.

N. 28050

Cassazione, ordinanza n. 28050 del 9/12/2020

Accertamento - Termine di decadenza - Notifica avviso di liquidazione a mezzo servizio postale - Effetti della notifica - Consegna all'ufficio postale.

Il contribuente contestava la tempestività di due avvisi di liquidazione relativi alla revoca delle agevolazioni prima casa, sostenendo che dovesse rilevare la spedizione postale successiva alla scadenza del termine. La Corte ha ribadito la scissione degli effetti della notificazione: per l’Amministrazione notificante conta la consegna del piego all’ufficiale giudiziario o al personale postale, mentre per il destinatario rileva la ricezione. Ritenuto rispettato il termine decadenziale e dichiarata inammissibile l’ulteriore censura, perché non riferita alla motivazione d’appello, il ricorso è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario

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