Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 11055

Cassazione, sentenza n. 11055 del 9/05/2018

Sentenza n. 11055 del 09/05/2018

La controversia riguardava due cartelle per il recupero di interessi che l’Ufficio riteneva erroneamente rimborsati sulla sorte capitale riconosciuta in esecuzione di una precedente sentenza; in appello restava controversa la decorrenza degli interessi. La Cassazione giudica meramente apparente la motivazione della CTR, perché le argomentazioni erano estranee alla fattispecie e il richiamo alle decisioni di primo grado non spiegava né la condivisione delle relative ragioni né la valutazione dei motivi di gravame. Accoglie il primo motivo, assorbe il secondo, cassa la sentenza e rinvia alla CTR in diversa composizione.

N. 11054

Cassazione, sentenza n. 11054 del 9/05/2018

Sentenza n. 11054 del 09/05/2018

La controversia riguardava la validità di una cartella di pagamento relativa a canoni RAI per gli anni 2008 e 2009, dopo il rigetto dell’appello del contribuente. In Cassazione, il ricorrente ha documentato l’adesione alla definizione agevolata e il rispetto dei relativi adempimenti: la Corte ha qualificato tale adesione, accompagnata dall’impegno a rinunciare ai giudizi pendenti, come rinuncia idonea a estinguere il processo. Il giudizio è stato quindi dichiarato estinto, con compensazione delle spese accettata dall’Avvocatura dello Stato.

N. 11053

Cassazione, sentenza n. 11053 del 9/05/2018

Sentenza n. 11053 del 09/05/2018

Una società incorporante chiedeva il rimborso dell’eccedenza dell’imposta sul patrimonio netto maturata dall’incorporata nel 1997; la CTR lo aveva negato ritenendo il credito confluito nel patrimonio imponibile dell’incorporante. La Cassazione afferma che l’incorporante subentra anche nei crediti fiscali, ma il credito resta esigibile e non può essere assorbito dall’imposta dell’anno successivo, abolita dal 1998, anche in applicazione della neutralità fiscale della fusione. Accolto il ricorso, la sentenza è cassata con rinvio per verificare il mancato incasso e determinare il rimborso spettante.

  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 11052

Cassazione, sentenza n. 11052 del 9/05/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI - ACCERTAMENTI E CONTROLLI - AVVISO DI ACCERTAMENTO - MOTIVAZIONE Principi di leale collaborazione e buona fede di cui all'art. 10 della l. n. 212 del 2000 - Portata - Conseguenze - Fattispecie.

La società contestava il recupero di un credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate, deducendo vizi formali dell’atto e sostenendo che la cessione dei beni entro cinque anni costituisse una mera riorganizzazione. La Cassazione esclude rilievo alle irregolarità che, a fronte della precedente conoscenza del verbale, non abbiano concretamente leso la difesa; precisa inoltre che la cessione nel quinquennio determina la perdita dell’agevolazione anche se i beni restano nella stessa area e conservano la medesima destinazione. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

N. 11051

Cassazione, sentenza n. 11051 del 9/05/2018

RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE - A MEZZO RUOLI (TRIBUTI DIRETTI) - RISCOSSIONE ESATTORIALE - PAGAMENTO DELLE IMPOSTE - CARTELLE Notifica della cartella a mezzo posta - Consegna a soggetto diverso dal destinatario - Omessa esibizione dell'avviso di ricevimento della raccomandata informativa - Sanatoria del vizio - Condizioni.

Il contribuente impugnava due cartelle per canoni RAI, lamentando l’assenza dell’avviso bonario, irregolarità nella notificazione a un familiare e incompatibilità del canone con la disciplina europea sugli aiuti di Stato. La Cassazione afferma che l’avviso preventivo non è sempre necessario e che il vizio derivante dalla mancata prova della raccomandata informativa è sanato quando la cartella sia stata conosciuta e impugnata senza concreto pregiudizio difensivo; esclude inoltre il diritto al rimborso dell’aiuto esistente finché non ne sia dichiarata l’incompatibilità. Il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

N. 11050

Cassazione, sentenza n. 11050 del 9/05/2018

Sentenza n. 11050 del 09/05/2018

Un’associazione sportiva contestava l’accertamento IRES e IRAP fondato sulla sua qualificazione come ente commerciale, sostenendo di poter beneficiare della decommercializzazione prevista dal TUIR. La Cassazione conferma che tale regime presuppone la natura non commerciale dell’ente, da provare in concreto: statuto e finalità dichiarate non bastano quando servizi a pagamento verso non soci, distribuzione di utili, violazioni della democrazia interna e documentazione extracontabile descrivano un’attività assimilabile a quella di una palestra commerciale. Ritenuto legittimo anche l’accertamento induttivo, la Corte rigetta il ricorso e pone le spese a carico dell’associazione.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 11049

Cassazione, sentenza n. 11049 del 9/05/2018

Sentenza n. 11049 del 09/05/2018

I gestori di un centro sportivo contestavano l’accertamento IRES e IRAP emesso nei loro confronti quali responsabili solidali, dopo che i giudici di merito avevano qualificato l’associazione come ente commerciale. La Cassazione ritiene che le agevolazioni degli enti non commerciali richiedano la prova concreta dei presupposti e reputa coerente la valutazione fondata su servizi a pagamento resi a non soci, documentazione extracontabile e dichiarazioni degli utenti; dichiara inoltre inammissibili o infondate le censure sulla ricostruzione induttiva e sui costi non documentati. I dati riportati non comprendono, tuttavia, l’esame completo della responsabilità personale né il dispositivo conclusivo.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 11065

Cassazione, sentenza n. 11065 del 9/05/2018

Sentenza n. 11065 del 09/05/2018

La controversia riguardava la plusvalenza IRPEF 2004 derivante dalla cessione di una quota di terreno, determinata dall’Agenzia delle Entrate assumendo il maggior valore accertato ai fini dell’imposta di registro anziché il prezzo contrattuale. La Corte afferma che, per effetto della norma di interpretazione autentica applicabile retroattivamente, un maggior corrispettivo non può presumersi sulla sola base del valore dichiarato, accertato o definito per le imposte di registro, ipotecaria o catastale. È quindi respinto il ricorso dell’Agenzia; il primo motivo è infondato e gli altri restano assorbiti.

  • IRPEF
  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 11048

Cassazione, sentenza n. 11048 del 9/05/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.) - ENTI NON COMMERCIALI - IN GENERE Enti non commerciali - Benefici di cui all'art. 143 del TUIR - Presupposti ed onere probatorio.

Un centro sportivo e i suoi gestori impugnavano accertamenti per più annualità, relativi a IRPEG, IRAP e IVA, contestando la qualificazione dell’associazione come ente commerciale e rivendicando la franchigia prevista per gli enti non commerciali. La Cassazione afferma che il beneficio presuppone la prova della natura non commerciale, non assicurata dal solo statuto, e considera legittima la valutazione basata su prestazioni a pagamento verso non soci, dichiarazioni degli utenti e documentazione extracontabile; conferma inoltre, sui motivi esaminati, la ricostruzione induttiva. I dati riportati non comprendono l’esame completo delle responsabilità dei gestori né il dispositivo finale.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 11064

Cassazione, sentenza n. 11064 del 9/05/2018

Sentenza n. 11064 del 09/05/2018

La lite concerneva la tassazione IRPEF 2004 di una plusvalenza da vendita di una quota di terreno, calcolata dall’Agenzia delle Entrate utilizzando il valore accertato per l’imposta di registro, superiore al prezzo indicato nel contratto. La Cassazione ribadisce che la norma interpretativa sopravvenuta opera retroattivamente e impedisce di presumere un maggior corrispettivo soltanto dal valore dichiarato, accertato o definito ai fini delle imposte di registro, ipotecaria o catastale. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato, con assorbimento degli ulteriori motivi dopo il rigetto del primo.

  • IRPEF
  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 11044

Cassazione, sentenza n. 11044 del 9/05/2018

Sentenza n. 11044 del 09/05/2018

La società, che aveva omesso la dichiarazione dei redditi, contestava un accertamento induttivo per IRPEG, IRAP e IVA, oltre alla notificazione dell’atto; la CTR aveva accolto l’appello dell’Ufficio. La Cassazione ritiene sanato l’eventuale vizio di notifica, poiché l’avviso era stato diffusamente impugnato senza allegazione di un concreto pregiudizio, ma afferma che l’accertamento d’ufficio deve considerare anche le componenti negative emerse, determinandole induttivamente quando non siano accertabili. Accolto il relativo motivo, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR per riesaminare la determinazione del reddito.

N. 11063

Cassazione, sentenza n. 11063 del 9/05/2018

Sentenza n. 11063 del 09/05/2018

L’accertamento aveva recuperato a IRPEF per il 2004 una plusvalenza non dichiarata sulla vendita di una quota di terreno, assumendo come corrispettivo il maggior valore stabilito ai fini dell’imposta di registro. La Corte ritiene applicabile retroattivamente la disposizione interpretativa secondo cui tale maggior corrispettivo non è presumibile sulla sola base del valore dichiarato, accertato o definito per l’imposta di registro o per le imposte ipotecaria e catastale, superando il precedente orientamento sull’onere contrario del contribuente. È pertanto rigettato il ricorso dell’Agenzia, mentre gli altri motivi restano assorbiti.

  • IRPEF
  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 11043

Cassazione, sentenza n. 11043 del 9/05/2018

ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - AVVISO DI ACCERTAMENTO - NOTIFICA Notifica - Invalidità - Impugnazione dell'atto nel merito - Sanatoria del vizio - Sussistenza.

In relazione a un’annualità senza dichiarazione, la società contestava l’accertamento induttivo per IRPEG, IRAP e IVA, deducendo anche l’invalidità della notifica; la CTR aveva accolto l’appello dell’Amministrazione. La Cassazione considera sanato il vizio notificatorio perché il contribuente aveva articolato numerose difese anche sul merito, senza indicare un pregiudizio concreto o una decadenza dell’Ufficio; rileva però che l’accertamento deve tenere conto anche dei costi emersi, eventualmente stimandoli. Il terzo motivo è accolto, il secondo dichiarato inammissibile e il primo rigettato; segue cassazione con rinvio.

N. 11062

Cassazione, sentenza n. 11062 del 9/05/2018

Sentenza n. 11062 del 09/05/2018

La controversia riguardava l’ICI 2005 calcolata su una rendita catastale attribuita nel 1998 e conosciuta dai contribuenti attraverso gli avvisi impositivi comunali, dei quali essi contestavano anche motivazione e presupposti. La Corte conferma che, per una rendita attribuita entro il 31 dicembre 1999 e recepita in un atto notificato dopo il 10 dicembre 2000, la notificazione dell’atto impositivo dà piena conoscenza della rendita e consente di impugnare sia il tributo sia il classamento. Le ulteriori censure sono dichiarate inammissibili o infondate; il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 11041

Cassazione, sentenza n. 11041 del 9/05/2018

Sentenza n. 11041 del 09/05/2018

Il contribuente aveva dedotto dal reddito somme restituite a una società in forza di una transazione, dopo che la loro precedente utilizzazione era stata assoggettata a IRPEF mediante accertamento con adesione; la CTR aveva riconosciuto la deduzione. La Cassazione esclude che ricorrano i presupposti del TUIR, poiché le somme non erano state volontariamente erogate dalla società e il pagamento discendeva da un’obbligazione transattiva, non dalla restituzione richiesta dalla norma; reputa invece inapplicabile retroattivamente il divieto relativo ai costi da reato. Il ricorso principale dell’Agenzia è accolto, mentre il primo motivo incidentale sulla procedura di controllo formale è respinto.

N. 12136

Cassazione, sentenza n. 12136 del 8/05/2018

Sentenza n. 12136 del 08/05/2018

L’accertamento, preceduto dal contraddittorio, ricostruiva i ricavi mediante studi di settore; la società contestava la motivazione dell’atto e il riparto dell’onere probatorio, allegando una crisi aziendale. La Cassazione afferma che lo scostamento dagli standard acquista valore presuntivo all’esito del contraddittorio e che il contribuente deve provare le specifiche circostanze giustificative, mentre l’Ufficio deve motivare l’applicabilità concreta dello standard. Poiché la documentazione prodotta non dimostrava la crisi e acquisti e costi del personale indicavano un incremento produttivo, il ricorso è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 10682

Cassazione, sentenza n. 10682 del 4/05/2018

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - IMPOSTA COMUNALE SULL'INCREMENTO DI VALORE DEGLI IMMOBILI (I.N.V.I.M.) - ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE - IN GENERE In genere.

La controversia riguardava il rimborso dell’INVIM versata sul conferimento di immobili in una società di capitali, riconosciuto nei precedenti gradi per asserito contrasto con la disciplina europea sulla raccolta dei capitali. La Cassazione chiarisce che tale disciplina europea non si applica all’imposta nazionale sull’incremento di valore constatato al momento del conferimento e non rende quindi illegittima l’INVIM. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata e, non occorrendo ulteriori accertamenti, la domanda originaria della contribuente è rigettata.

  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 10681

Cassazione, sentenza n. 10681 del 4/05/2018

Sentenza n. 10681 del 04/05/2018

Il venditore chiedeva il rimborso della maggiore INVIM pagata dopo che il compratore aveva ottenuto, con separato giudicato, il riconoscimento della congruità del valore dichiarato ai fini dell’imposta di registro. La Cassazione rileva che l’obbligazione INVIM del venditore e quella relativa all’imposta di registro sono autonome: non essendovi solidarietà, il venditore non può avvalersi del giudicato favorevole al compratore, mentre sulla propria impugnazione dell’accertamento si era formato un giudicato di inammissibilità. Il ricorso contro il diniego tacito di rimborso è pertanto rigettato.

  • Imposte indirette
  • Imposta di registro
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10680

Cassazione, sentenza n. 10680 del 4/05/2018

Sentenza n. 10680 del 04/05/2018

La CTR aveva annullato la rettifica INVIM relativa alla vendita di immobili, rilevando che l’atto non spiegava l’elevatissimo incremento di valore attribuito ai beni nell’arco di quattro mesi; la consulenza tecnica aveva inoltre escluso un aumento nel periodo considerato. La Cassazione osserva che il ricorso dell’Agenzia non affronta la decisiva carenza di motivazione dell’atto e tende invece a ottenere una nuova valutazione della congruità del valore, estranea al giudizio di legittimità. Il ricorso è quindi rigettato e l’annullamento dell’atto resta fermo.

N. 10679

Cassazione, sentenza n. 10679 del 4/05/2018

Sentenza n. 10679 del 04/05/2018

La CTR aveva giudicato tardivo il ricorso contro una cartella per imposta di successione, considerando soltanto la data di ricezione da parte del destinatario e reputando inidoneo il timbro non firmato dell’ufficio notificatore. La Cassazione afferma che, per il notificante, la tempestiva consegna può essere provata dal timbro recante data e numero cronologico; solo una contestazione della sua veridicità impone un’apposita certificazione, producibile anche in sede di legittimità. Accertata la consegna entro il termine, la Corte accoglie il ricorso, cassa la decisione e rinvia alla CTR per l’esame del merito.

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