Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 10641

Cassazione, sentenza n. 10641 del 4/05/2018

Sentenza n. 10641 del 04/05/2018

La CTR aveva ritenuto sanabili, per errore giustificabile e buona fede, domande irregolari di condono tombale relative a più tributi, presentate mentre la documentazione contabile era sequestrata. La Cassazione esclude che la tutela dell’affidamento possa rendere valide dichiarazioni integrative non correttamente presentate e precisa che, per l’IVA e le relative sanzioni, la definizione deve comunque essere disapplicata perché incompatibile con il diritto unionale, applicabile d’ufficio. Accolti due motivi dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame delle ulteriori questioni rimaste assorbite.

  • Pace Fiscale
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10640

Cassazione, sentenza n. 10640 del 4/05/2018

Sentenza n. 10640 del 04/05/2018

La controversia riguardava un accertamento IVA, IRPEG e IRAP per il 1998, fondato sull’esistenza in Italia di una stabile organizzazione di una società estera e sull’imputazione ad essa del reddito prodotto nel territorio nazionale. Dopo l’annullamento in primo grado, la CTR aveva accolto l’appello dell’Agenzia e confermato l’atto; la contribuente aveva quindi proposto ricorso per cassazione. Poiché la società ha successivamente rinunciato al ricorso in modo regolare e incondizionato, con accettazione della controparte, la Corte dichiara estinto il giudizio e compensa le spese.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10639

Cassazione, sentenza n. 10639 del 4/05/2018

Sentenza n. 10639 del 04/05/2018

La controversia concerneva un accertamento IVA, IRPEG e IRAP per il 1999, emesso sul presupposto che una società estera operasse in Italia mediante una stabile organizzazione cui imputare integralmente il reddito nazionale. La CTP aveva annullato l’atto, mentre la CTR, accogliendo l’appello dell’Agenzia, lo aveva confermato; la società aveva impugnato tale decisione con diciassette motivi. Intervenuta una rinuncia regolare e incondizionata al ricorso, comunicata e accettata dall’Agenzia, la Cassazione dichiara estinto il giudizio e, conformemente alla richiesta delle parti, compensa le spese.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10638

Cassazione, sentenza n. 10638 del 4/05/2018

Sentenza n. 10638 del 04/05/2018

L’accertamento recuperava maggiori redditi ai fini IRPEF, IRAP e IVA dopo una verifica che aveva rilevato ricavi non dichiarati; gli eredi sostenevano che il processo verbale fosse stato definito e che operasse anche il condono tombale. La Cassazione ha ritenuto inammissibili o infondate le censure, poiché la definizione ex art. 15 aveva riguardato soltanto violazioni formali e la consegna del verbale, non regolarmente definito nei rilievi sostanziali, impediva il condono ex art. 9. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10637

Cassazione, sentenza n. 10637 del 4/05/2018

Sentenza n. 10637 del 04/05/2018

L’Agenzia contestava l’annullamento di un accertamento IRPEF, IRAP e IVA, sostenendo l’invalidità della definizione del processo verbale e l’efficacia ostativa della sua consegna rispetto al condono tombale. La Cassazione ha confermato che, per l’anno 1998, la valutazione della CTR sulla regolare definizione ex art. 15 non era stata validamente censurata; ne derivavano l’assorbimento delle doglianze sul condono ex art. 9, sulla decadenza e sulla rideterminazione dei ricavi. Pur precisando che la definizione agevolata non è applicabile all’IVA, la Corte ha rigettato il ricorso e condannato l’Agenzia alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10636

Cassazione, sentenza n. 10636 del 4/05/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.) - DETERMINAZIONE - DETRAZIONI - IN GENERE Cessione gratuita a v.i.p., da parte di casa di moda, di capi d'abbigliamento griffati - Spese di pubblicità - Esclusione - Spese di rappresentanza - Configurabilità - Fondamento.

La società contestava il recupero IVA relativo a capi griffati ceduti gratuitamente a personaggi noti, qualificati dall’Ufficio come spese di rappresentanza, nonché ad altri costi ritenuti non inerenti. La Cassazione ha confermato che, senza un obbligo giuridico di indossare i capi in pubblico, manca il collegamento immediato con la promozione e con l’attesa di maggiori ricavi, sicché le spese non sono pubblicitarie; ha inoltre escluso l’invocata incertezza normativa. Ha però accolto la censura per omessa pronuncia sui costi di locazione sostenuti per collaboratori, cassando con rinvio su tale punto.

  • IVA
  • Spese di rappresentanza
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10635

Cassazione, sentenza n. 10635 del 4/05/2018

Sentenza n. 10635 del 04/05/2018

L’accertamento aveva rideterminato ricavi e imponibili IRPEG, IRAP e IVA per cessioni di abbigliamento praticate con uno sconto del 50%, ritenendole in parte estranee all’impresa o destinate all’autoconsumo. La Cassazione ha giudicato legittimo lo sconto previsto dal contratto di collaborazione, poiché le vendite rientravano nell’oggetto sociale e la successiva donazione dei beni da parte dell’acquirente era irrilevante; ha inoltre escluso che la consegna presso un’abitazione provasse l’autoconsumo. Accolto il ricorso incidentale anche per le vendite fatturate al presidente del consiglio di amministrazione, la Corte ha cassato e deciso nel merito a favore della società.

  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
N. 10634

Cassazione, sentenza n. 10634 del 4/05/2018

Sentenza n. 10634 del 04/05/2018

Una società di trasporto pubblico contestava avvisi IRAP relativi a contributi regionali, deducendo anche che gli atti fossero stati notificati prima del decorso di sessanta giorni dall’accesso fiscale; la CTR aveva omesso di esaminare tale motivo. La Cassazione ha rilevato che, in assenza di specifiche ragioni d’urgenza provate dall’Ufficio, l’inosservanza del termine dilatorio rende illegittimo l’accertamento, perché compromette il contraddittorio procedimentale. Accolto il primo motivo e assorbite le questioni sui contributi e sulle sanzioni, la Corte ha cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario.

N. 10633

Cassazione, sentenza n. 10633 del 4/05/2018

Sentenza n. 10633 del 04/05/2018

La controversia riguardava un accertamento IRPEF per una plusvalenza non dichiarata, riferita alla cessione di una quota di azienda pervenuta per successione; la CTR, accogliendo l’appello dell’Agenzia, aveva confermato la pretesa. In Cassazione la contribuente lamentava l’omessa comunicazione dell’udienza e contestava la valutazione probatoria di una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. La Corte non ha esaminato il merito delle doglianze, dichiarando il ricorso inammissibile perché entrambi i motivi erano privi del quesito di diritto prescritto dall’art. 366-bis c.p.c.; non ha disposto sulle spese.

  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
N. 10682

Cassazione, sentenza n. 10682 del 4/05/2018

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - IMPOSTA COMUNALE SULL'INCREMENTO DI VALORE DEGLI IMMOBILI (I.N.V.I.M.) - ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE - IN GENERE In genere.

La controversia riguardava il rimborso dell’INVIM versata sul conferimento di immobili in una società di capitali, riconosciuto nei precedenti gradi per asserito contrasto con la disciplina europea sulla raccolta dei capitali. La Cassazione chiarisce che tale disciplina europea non si applica all’imposta nazionale sull’incremento di valore constatato al momento del conferimento e non rende quindi illegittima l’INVIM. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata e, non occorrendo ulteriori accertamenti, la domanda originaria della contribuente è rigettata.

  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 10681

Cassazione, sentenza n. 10681 del 4/05/2018

Sentenza n. 10681 del 04/05/2018

Il venditore chiedeva il rimborso della maggiore INVIM pagata dopo che il compratore aveva ottenuto, con separato giudicato, il riconoscimento della congruità del valore dichiarato ai fini dell’imposta di registro. La Cassazione rileva che l’obbligazione INVIM del venditore e quella relativa all’imposta di registro sono autonome: non essendovi solidarietà, il venditore non può avvalersi del giudicato favorevole al compratore, mentre sulla propria impugnazione dell’accertamento si era formato un giudicato di inammissibilità. Il ricorso contro il diniego tacito di rimborso è pertanto rigettato.

  • Imposte indirette
  • Imposta di registro
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11653

Cassazione, sentenza n. 11653 del 3/05/2018

Sentenza n. 11653 del 03/05/2018

Una società di trasporto pubblico contestava l’accertamento di maggiori ricavi fondato sullo studio di settore e sull’antieconomicità della gestione, sostenendo che i vincoli regionali e i contributi ricevuti rendessero inappropriato il modello applicato. La Cassazione ha qualificato come valutazioni di merito, già motivate dalla CTR, le contestazioni sul corretto inquadramento dell’attività e sulla capacità di conseguire maggiori ricavi; ha inoltre ritenuto nuova e comunque non decisiva la deduzione relativa all’incidenza dei contributi sulle perdite. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e raddoppio del contributo unificato.

N. 10483

Cassazione, ordinanza n. 10483 del 3/05/2018

Accertamento delle imposte - Avviso di accertamento - Raddoppio dei termini ex art. 43 del d.p.r. n. 600 del 1973 e 57 del d.p.r. n. 633 del 1972 - estensione all'IRAP - esclusione.

La CTR aveva annullato un accertamento IVA, IRES e IRAP relativo anche a fatture per operazioni inesistenti, ritenendo tardiva la comunicazione della notizia di reato rispetto ai termini ordinari. La Cassazione ha stabilito che, per IVA e imposte sui redditi e secondo la disciplina temporale applicabile, il nuovo termine opera in presenza di seri indizi di reato, indipendentemente dalla data o persino dall’omissione della denuncia; il raddoppio non si estende invece all’IRAP, priva di sanzioni penali. Il ricorso è stato accolto limitatamente a IVA e IRES, con cassazione e rinvio.

N. 10481

Cassazione, ordinanza n. 10481 del 3/05/2018

Riscossione - Cartella di pagamento - Mancata indicazione dei criteri di calcolo degli interessi - Annullamento parziale della cartella, limitatamente all'importo degli interessi.

La CTR aveva annullato una cartella, limitatamente agli interessi applicati su un debito IRPEF derivante da un accertamento definitivo, perché l’atto non indicava i criteri utilizzati per calcolarli. L’Agenzia sosteneva che l’esposizione fosse superflua, essendo gli interessi predeterminati dalla legge, ma la Cassazione ha ribadito che la cartella deve consentire al contribuente di verificare la correttezza del conteggio. Il ricorso è stato quindi rigettato; la seconda censura, riferita all’allegazione della sentenza definitiva, è rimasta assorbita ed era comunque estranea alla ragione effettiva della decisione impugnata.

  • Riscossione
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10459

Cassazione, ordinanza n. 10459 del 2/05/2018

Tributi locali - Imposta comunale sulla pubblicità - Accertamento - "Mezzo pubblicitario" - Presupposto impositivo.

La controversia riguardava il calcolo dell’imposta comunale sulla pubblicità per più frecce direzionali, riferite ad aziende diverse ma collocate su un unico impianto; i giudici di merito avevano accolto la tesi della tassazione unitaria dell’intera struttura. La Cassazione ha invece individuato il presupposto nel legame inscindibile tra mezzo e singolo messaggio pubblicitario, affermando che il tributo va determinato sulla superficie utilizzata da ciascuna impresa pubblicizzata, indipendentemente dalle dimensioni complessive del pannello. Accolto il secondo motivo della concessionaria, la Corte ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR per un nuovo esame.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10401

Cassazione, ordinanza n. 10401 del 2/05/2018

IVA - Accertamento - Contestazione di operazioni soggettivamente inesistenti - Disconoscimento detrazione dell'imposta - Onere della prova a carico dell'Amministrazione.

La controversia riguardava il disconoscimento della detrazione IVA per fatture riferite a operazioni soggettivamente inesistenti, fondato su indizi richiamati nell’avviso mediante rinvio a processi verbali non prodotti in giudizio. La Corte ha ribadito che l’Amministrazione deve provare, anche per presunzioni, che la prestazione non fu resa dal fatturante; solo dopo tale prova grava sul contribuente dimostrare la propria inconsapevolezza della frode. Poiché l’omessa produzione dei verbali impediva di verificare gli elementi indiziari, né il giudice poteva supplire d’ufficio alla carenza istruttoria, la Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Agenzia e confermato l’esito favorevole al contribuente.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10213

Cassazione, sentenza n. 10213 del 27/04/2018

Sentenza n. 10213 del 27/04/2018

La controversia investe l’IVA al 4% applicata a prestazioni di appalto per un complesso edilizio misto e un’ulteriore ripresa per operazioni attive omesse o sottofatturate. La Corte afferma che le proporzioni tra superfici abitative, uffici e negozi devono essere verificate per ciascun singolo fabbricato o sua porzione unitariamente considerata, non sull’intero complesso, poiché la norma agevolativa è di stretta interpretazione. Ha quindi ritenuto fondata la censura dell’Agenzia sull’aliquota e censurato la CTR anche per non avere esaminato analiticamente gli elementi addotti a sostegno dei maggiori ricavi.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 10212

Cassazione, sentenza n. 10212 del 27/04/2018

Sentenza n. 10212 del 27/04/2018

L’accertamento riguardava reddito d’impresa, IRPEG, IRAP e IVA, sulla base di movimentazioni bancarie, finanziamenti infragruppo e costi ritenuti privi di adeguata documentazione. La Corte qualifica il metodo impiegato come analitico-induttivo, utilizzabile anche con contabilità formalmente regolare quando presunzioni gravi, precise e concordanti ne mettano in dubbio attendibilità e completezza. Ha tuttavia rilevato l’insufficiente esame della documentazione contraria relativa ai prelevamenti e accolto anche una censura indicata nel dispositivo, cassando la sentenza sui motivi accolti e rinviando alla CTR in diversa composizione.

N. 10266

Cassazione, sentenza n. 10266 del 27/04/2018

Sentenza n. 10266 del 27/04/2018

Nel procedimento di opposizione all’esecuzione, la banca presentò due ricorsi contro la stessa sentenza: il primo sulla base di una procura generale anteriore alla decisione, il secondo munito di procura speciale ma notificato successivamente. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il primo inammissibile perché il giudizio di cassazione richiede una procura speciale riferita alla specifica impugnazione, non sanabile successivamente; il secondo era tardivo, poiché il termine breve decorreva dalla prima impugnazione e non subiva sospensione feriale. Ai fini delle spese, la Corte ha inoltre ritenuto valida la firma digitale PAdES su file PDF, alternativa al formato CAdES.

N. 10211

Cassazione, sentenza n. 10211 del 27/04/2018

Sentenza n. 10211 del 27/04/2018

Le riprese fiscali riguardavano, tra l’altro, classificazione e ammortamento di beni, perdite derivanti da rinunce a crediti, sconti per merce scaduta, costi documentati da fatture generiche e imputazione temporale. La Corte esclude che tali questioni possano essere risolte mediante valutazioni probabilistiche o il mero richiamo alla logica imprenditoriale: ammortamenti accelerati, perdite su crediti e inerenza richiedono i rispettivi presupposti e un’adeguata prova del contribuente. Accolti i pertinenti motivi dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio; il ricorso incidentale della società è stato dichiarato inammissibile.

  • IRES
  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso

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