Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 885

Cassazione, sentenza n. 885 del 16/01/2019

Sentenza n. 885 del 16/01/2019

La controversia riguardava dazi e maggiore IVA determinati aggiungendo al valore doganale di importazioni tessili alcuni costi accessori risultanti da dodici note di debito. Nel giudizio di revocazione la CTR aveva ritenuto non decisivi gli errori fattuali denunciati, accertando che quei costi costituivano conguagli riferiti all’insieme delle importazioni del 2003, non a una sola bolletta. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, poiché le censure non colpivano tale ratio e sollecitavano una nuova ricostruzione dei fatti, estranea al giudizio di legittimità.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
N. 867

Cassazione, sentenza n. 867 del 16/01/2019

Sentenza n. 867 del 16/01/2019

L’accertamento analitico-induttivo aveva ricostruito maggiori ricavi da vendite immobiliari utilizzando preliminari e perizie allegati alle richieste di mutuo, estendendo i valori agli appartamenti simili dello stesso edificio venduti nello stesso anno. La Corte ha ritenuto tali documenti elementi univoci e concordanti, distinguendoli sia dal mero importo del finanziamento sia dai soli valori OMI; ha inoltre giudicato ragionevole l’estensione agli altri immobili, in assenza di specifiche ragioni per prezzi differenti. Respinte o dichiarate inammissibili tutte le censure, ha confermato l’accertamento e rigettato il ricorso.

N. 884

Cassazione, sentenza n. 884 del 16/01/2019

Sentenza n. 884 del 16/01/2019

La società contestava il recupero fiscale dei compensi agli amministratori, sostenendo che i costi, pur non deliberati separatamente dall’assemblea, fossero stati sostenuti, contabilizzati e approvati con il bilancio. La Corte ha confermato che, per il 2003, in assenza di previsione statutaria occorreva una specifica deliberazione assembleare: la sola approvazione del bilancio non rendeva il compenso certo e oggettivamente determinabile, con conseguente indeducibilità. Ha rigettato tale motivo e dichiarato inammissibili quelli sulla detrazione IVA, per difetto di soccombenza, e sulle sanzioni, perché la relativa domanda non risultava tempestivamente proposta.

  • IRES
  • IVA
  • Società di capitali
  • Contabilità e Bilancio
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 866

Cassazione, sentenza n. 866 del 16/01/2019

Sentenza n. 866 del 16/01/2019

La controversia investiva varie riprese sul reddito di un’impresa assicurativa e le sanzioni collegate a una dichiarazione telematica scartata. La Corte ha ravvisato motivazione apparente o insufficiente sulle perdite su crediti, sugli accantonamenti, sulle imposte sostitutive e sui costi informatici; ha invece confermato la deducibilità dell’accantonamento relativo ai titoli, nei limiti della qualificazione non specificamente contestata dall’Ufficio. Ha inoltre affermato che, ricevuta la comunicazione di scarto, il ritardo nel nuovo invio è imputabile al contribuente; accolti i pertinenti motivi di entrambe le parti, ha cassato con rinvio.

  • Processo tributario
  • IRES
  • Dichiarazioni
  • Sanzioni
  • Contabilità e Bilancio
N. 883

Cassazione, sentenza n. 883 del 16/01/2019

Sentenza n. 883 del 16/01/2019

La lite riguardava la rettifica del valore di un terreno ai fini dell’imposta di registro, fondata su una stima dell’UTE e ridotta dalla CTP; la CTR aveva confermato tale rideterminazione senza esaminare la contestazione sulle sanzioni. La Cassazione ha stabilito che la sola stima proveniente da un ufficio dell’Amministrazione non prova il maggior valore in mancanza di riscontri oggettivi e che il giudice non può supplire alla carenza probatoria dell’ente impositore. Accolti anche i rilievi sull’omessa pronuncia, ha cassato la sentenza con rinvio per un nuovo esame.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 865

Cassazione, sentenza n. 865 del 16/01/2019

Sentenza n. 865 del 16/01/2019

Il giudizio concerne un accertamento per IRPEG, IRAP e sanzioni relativo alla deducibilità dell’imposta sostitutiva IVA sui premi e degli accantonamenti per concorsi a premio, nonché alla prova delle variazioni IRAP. La Cassazione afferma che l’imposta sostitutiva, non detraibile né assistita da rivalsa, costituisce un costo deducibile; conferma invece che gli accantonamenti richiedono fondi del passivo distinti per esercizio e che l’omessa risposta ai questionari giustificava l’accertamento IRAP. Accolti due motivi, cassa con rinvio anche per riesaminare le sanzioni secondo la disciplina sopravvenuta.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 882

Cassazione, sentenza n. 882 del 16/01/2019

Sentenza n. 882 del 16/01/2019

L’Amministrazione aveva rettificato, ai fini dell’imposta di registro, i valori dichiarati per terreni e fabbricati, contestando in particolare la ruralità di un immobile in costruzione; i giudici di merito avevano annullato l’atto per difetto di motivazione e prova della maggiore stima. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva esaminato soltanto l’inidoneità dei valori OMI e del criterio del prezzo di trasformazione, omettendo di valutare il presupposto della ruralità, specificamente dedotto dall’Ufficio. Ha quindi cassato la decisione con rinvio, affinché tale caratteristica sia accertata preliminarmente.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 864

Cassazione, sentenza n. 864 del 16/01/2019

Sentenza n. 864 del 16/01/2019

La controversia riguarda il rimborso di un credito IRPEG dichiarato per il 1984 dopo la definizione agevolata della lite relativa all’avviso di accertamento della stessa annualità. Diversamente dalla CTR, la Cassazione ritiene che il condono previsto dall’articolo 16 della legge n. 289/2002 novasse il rapporto tributario e precludesse il recupero delle somme riferibili al medesimo rapporto, salvo l’eccezione espressamente prevista; rileva inoltre l’omesso esame dell’allegata compensazione del credito con le maggiori imposte accertate. Il ricorso dell’Agenzia è accolto e la causa rinviata alla CTR.

  • Pace Fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 734

Cassazione, ordinanza n. 734 del 15/01/2019

Trust - Tassazione indiretta - Trust liberale - Entità patrimoniale - Imposta successioni e donazioni - Applicabilità.

La pronuncia esamina un trust liberale immobiliare con beneficiari finali individuabili in base a eventi futuri, per il quale l’Ufficio aveva liquidato imposta di donazione e imposte ipotecarie e catastali proporzionali. La Cassazione ritiene imponibili i vincoli di destinazione che producano effetti traslativi e un incremento patrimoniale stabile, precisando che la verifica va compiuta sulle caratteristiche concrete del trust; nella fattispecie valorizza il reale trasferimento al trustee e l’assenza di un previsto rientro dei beni alla disponente. Accoglie il ricorso dell’Agenzia e, decidendo nel merito, conferma l’avviso di liquidazione.

  • Trust
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 701

Cassazione, sentenza n. 701 del 15/01/2019

Sentenza n. 701 del 15/01/2019

L’Agenzia delle Entrate impugnava l’annullamento di un avviso IVA emesso, dopo un accesso nei locali dell’impresa, prima della scadenza dei sessanta giorni concessi al contribuente per osservazioni e richieste, invocando l’imminente decadenza e la natura vincolata dell’atto. La Corte ha escluso che tali argomenti superassero la garanzia prevista dallo Statuto: negli accertamenti conseguenti ad accesso, il mancato rispetto del termine comporta invalidità salvo effettive e specifiche ragioni di urgenza, anche per l’IVA e senza prova di resistenza. Il motivo dell’Amministrazione è stato pertanto giudicato infondato.

N. 722

Cassazione, ordinanza n. 722 del 15/01/2019

Ordinanza n. 722 del 15/01/2019

La controversia riguarda la conservazione dell’agevolazione di registro e ipocatastale per un’impresa immobiliare che aveva ceduto in blocco gli immobili residui poco dopo il termine triennale, secondo l’Ufficio per evitare la decadenza. La Cassazione esclude che l’abuso potesse fondarsi sull’articolo 37-bis, non contestato nell’atto e riferito alle imposte sui redditi, ma censura la CTR per non avere verificato l’appartenenza dell’acquirente al medesimo gruppo. Accolto il secondo motivo dell’Agenzia, rinvia affinché siano accertati il rapporto infragruppo e la prova del disegno elusivo secondo l’articolo 20 del TUR.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 715

Cassazione, sentenza n. 715 del 15/01/2019

Sentenza n. 715 del 15/01/2019

Una cartella per IRES e IRAP era stata annullata in appello sulla base di una dichiarazione integrativa presentata dopo l’introduzione del giudizio e richiamata per la prima volta nel gravame. La Cassazione ribadisce che il processo tributario è delimitato dai motivi formulati nel ricorso introduttivo: pur potendo il contribuente allegare errori dichiarativi in sede difensiva, non può introdurre in appello un diverso fatto costitutivo della domanda. Accoglie quindi il ricorso dell’agente della riscossione e rinvia alla CTR perché esamini le originarie doglianze, reiterate ma non decise.

N. 714

Cassazione, sentenza n. 714 del 15/01/2019

Sentenza n. 714 del 15/01/2019

L’accertamento per IRPEF, IRAP e IVA derivava da accrediti e prelevamenti rilevati su conti personali, che il contribuente attribuiva all’attività svolta per una società senza fornire giustificazioni ritenute adeguate. La Cassazione afferma che i movimenti bancari operano come presunzione legale di maggiori ricavi o operazioni imponibili e che il contribuente deve offrire una prova contraria specifica; eventuali costi non contabilizzati non possono essere riconosciuti per mera probabilità o per favorirlo. Accoglie il ricorso dell’Agenzia e rinvia alla CTR, che aveva dedotto integralmente una somma senza adeguata verifica.

N. 713

Cassazione, sentenza n. 713 del 15/01/2019

Sentenza n. 713 del 15/01/2019

La contribuente contestava una cartella IRAP per l’assenza della relata di notifica, la mancata sottoscrizione del ruolo e l’inadeguata indicazione del responsabile del procedimento. La Cassazione chiarisce che l’invio diretto della cartella mediante raccomandata da parte del concessionario segue le regole postali ordinarie e non richiede relata; aggiunge che il ruolo gode di presunzione di legittimità e che la carenza di sottoscrizione, non espressamente sanzionata, non determina nullità. Ritiene inoltre sufficiente l’indicazione del responsabile della stampa, equiparata all’emissione, e rigetta integralmente il ricorso.

N. 712

Cassazione, sentenza n. 712 del 15/01/2019

Sentenza n. 712 del 15/01/2019

La causa concerne il recupero di un credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate, contestato dall’Ufficio per l’imputazione degli ammortamenti tra il 2002 e il 2003. La CTR, esaminati i conteggi contrapposti, aveva ritenuto che la diversa ripartizione temporale non avesse prodotto un maggiore utilizzo dell’agevolazione; l’Agenzia denunciava motivazione insufficiente e contraddittoria. La Cassazione giudica le censure dirette a ottenere una nuova valutazione dei fatti, estranea al giudizio di legittimità, e rigetta il ricorso principale, dichiarando assorbito quello incidentale condizionato.

N. 711

Cassazione, sentenza n. 711 del 15/01/2019

Sentenza n. 711 del 15/01/2019

La controversia riguarda un credito d’imposta per incremento occupazionale non indicato nel quadro RU della dichiarazione relativa all’annualità interessata e successivamente opposto alla cartella. La Cassazione distingue questa indicazione dalle ordinarie dichiarazioni di scienza: essa manifesta la scelta negoziale di fruire dell’agevolazione e, se omessa, non è emendabile in giudizio salvo un vizio della volontà, neppure dedotto nella fattispecie. Poiché la compensazione del beneficio doveva risultare dalla dichiarazione fiscale, la Corte conferma il diniego del credito, rigetta il ricorso e compensa le spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Dichiarazioni
  • Lavoro e previdenza
  • Processo tributario
N. 710

Cassazione, sentenza n. 710 del 15/01/2019

Sentenza n. 710 del 15/01/2019

Il contribuente contestava le sanzioni per dichiarazioni omesse, attribuendo l’inadempimento al professionista incaricato e documentandone il comportamento fraudolento, oltre a chiedere il cumulo giuridico e l’ammissione di documenti prodotti soltanto in giudizio. La Cassazione precisa che l’esimente richiede denuncia, responsabilità esclusiva del terzo e assenza anche di culpa in vigilando, censurando la CTR per non avere valutato concretamente le allegazioni; rileva inoltre l’omessa decisione sul cumulo. La preclusione documentale opera solo dopo una richiesta puntuale e un comportamento doloso del contribuente: il ricorso è accolto con rinvio.

N. 709

Cassazione, sentenza n. 709 del 15/01/2019

Sentenza n. 709 del 15/01/2019

La controversia riguardava un accertamento fondato sugli studi di settore per il 2003, confermato nei due gradi di merito nonostante le contestazioni del contribuente sul procedimento seguito e sui vizi dell’atto. Nel giudizio di legittimità il ricorrente ha documentato l’adesione alla definizione agevolata dei carichi fiscali e il pagamento integrale delle somme indicate dall’agente della riscossione. Verificata la regolarità della documentazione e dei versamenti, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza statuire sulle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 708

Cassazione, sentenza n. 708 del 15/01/2019

Sentenza n. 708 del 15/01/2019

Una società contestava una cartella emessa, a seguito di controllo automatizzato, per IRAP, ritenute, sanzioni e interessi, deducendo vizi di notifica, sottoscrizione, contraddittorio e motivazione, oltre all’inesistenza del debito. La Corte ha ritenuto che l’impugnazione tempestiva sani le irregolarità della notifica, che la validazione informatica equivalga alla sottoscrizione del ruolo e che spettasse alla contribuente contrastare documentalmente il debito risultante dal modello 770. Considerata legittima anche la motivazione per relationem della sentenza d’appello, ha rigettato il ricorso e posto le spese a carico della ricorrente.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 707

Cassazione, sentenza n. 707 del 15/01/2019

Sentenza n. 707 del 15/01/2019

La controversia concerneva una cartella derivante dal controllo automatizzato della dichiarazione per IRAP, IRPEG, IVA, ritenute, sanzioni e interessi; il primo giudice l’aveva annullata anche per ritenuta infondatezza della pretesa, mentre la CTR aveva reputato tale capo non impugnato dall’Ufficio. La Corte ha invece rilevato che l’appello contestava chiaramente anche il fondamento del credito, richiamando la dichiarazione, il controllo automatizzato e l’assenza di prove del pagamento. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, ha cassato la sentenza con rinvio alla CTR.

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