Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 702

Cassazione, sentenza n. 702 del 15/01/2019

Sentenza n. 702 del 15/01/2019

Il contribuente contestava un accertamento per imposte dirette, IRAP e IVA, emesso prima del decorso di sessanta giorni dal verbale conseguente a un accesso presso il consulente che custodiva le scritture contabili; la CTR aveva ritenuto legittimo l’atto. La Corte ha affermato che, in presenza di accesso, ispezione o verifica nei locali destinati all’attività, il termine tutela preventivamente il contraddittorio e la sua inosservanza determina l’invalidità dell’accertamento, salvo specifica urgenza, senza necessità della prova di resistenza anche per i tributi armonizzati. Ha quindi ritenuto fondati i primi due motivi del contribuente.

N. 734

Cassazione, ordinanza n. 734 del 15/01/2019

Trust - Tassazione indiretta - Trust liberale - Entità patrimoniale - Imposta successioni e donazioni - Applicabilità.

La pronuncia esamina un trust liberale immobiliare con beneficiari finali individuabili in base a eventi futuri, per il quale l’Ufficio aveva liquidato imposta di donazione e imposte ipotecarie e catastali proporzionali. La Cassazione ritiene imponibili i vincoli di destinazione che producano effetti traslativi e un incremento patrimoniale stabile, precisando che la verifica va compiuta sulle caratteristiche concrete del trust; nella fattispecie valorizza il reale trasferimento al trustee e l’assenza di un previsto rientro dei beni alla disponente. Accoglie il ricorso dell’Agenzia e, decidendo nel merito, conferma l’avviso di liquidazione.

  • Trust
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 701

Cassazione, sentenza n. 701 del 15/01/2019

Sentenza n. 701 del 15/01/2019

L’Agenzia delle Entrate impugnava l’annullamento di un avviso IVA emesso, dopo un accesso nei locali dell’impresa, prima della scadenza dei sessanta giorni concessi al contribuente per osservazioni e richieste, invocando l’imminente decadenza e la natura vincolata dell’atto. La Corte ha escluso che tali argomenti superassero la garanzia prevista dallo Statuto: negli accertamenti conseguenti ad accesso, il mancato rispetto del termine comporta invalidità salvo effettive e specifiche ragioni di urgenza, anche per l’IVA e senza prova di resistenza. Il motivo dell’Amministrazione è stato pertanto giudicato infondato.

N. 722

Cassazione, ordinanza n. 722 del 15/01/2019

Ordinanza n. 722 del 15/01/2019

La controversia riguarda la conservazione dell’agevolazione di registro e ipocatastale per un’impresa immobiliare che aveva ceduto in blocco gli immobili residui poco dopo il termine triennale, secondo l’Ufficio per evitare la decadenza. La Cassazione esclude che l’abuso potesse fondarsi sull’articolo 37-bis, non contestato nell’atto e riferito alle imposte sui redditi, ma censura la CTR per non avere verificato l’appartenenza dell’acquirente al medesimo gruppo. Accolto il secondo motivo dell’Agenzia, rinvia affinché siano accertati il rapporto infragruppo e la prova del disegno elusivo secondo l’articolo 20 del TUR.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 715

Cassazione, sentenza n. 715 del 15/01/2019

Sentenza n. 715 del 15/01/2019

Una cartella per IRES e IRAP era stata annullata in appello sulla base di una dichiarazione integrativa presentata dopo l’introduzione del giudizio e richiamata per la prima volta nel gravame. La Cassazione ribadisce che il processo tributario è delimitato dai motivi formulati nel ricorso introduttivo: pur potendo il contribuente allegare errori dichiarativi in sede difensiva, non può introdurre in appello un diverso fatto costitutivo della domanda. Accoglie quindi il ricorso dell’agente della riscossione e rinvia alla CTR perché esamini le originarie doglianze, reiterate ma non decise.

N. 959

Cassazione, sentenza n. 959 del 10/01/2019

Violazioni e sanzioni - Sanzione penale - Omessa dichiarazione IVA - D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 5 - Contestazione recidiva - Calcolo dei termini di prescrizione e rispettivo aumento - Superamento del termine per la presentazione della dichiarazione IVA - Esclusione.

Il giudizio penale riguardava l’omessa dichiarazione relativa all’IVA per il 2005 e l’occultamento o la distruzione delle scritture contabili; la Corte d’appello aveva escluso la prescrizione valorizzando la recidiva contestata successivamente. La Cassazione ha chiarito che l’omessa dichiarazione è un reato istantaneo, consumato alla scadenza del termine di presentazione, e che la contestazione tardiva della recidiva non può ampliare un termine prescrizionale già decorso. Ha quindi annullato senza rinvio per prescrizione su tale capo e con rinvio sull’occultamento, ritenendo illogica e insufficiente la prova della tenuta e della positiva sottrazione delle scritture.

N. 362

Cassazione, ordinanza n. 362 del 9/01/2019

Ordinanza n. 362 del 09/01/2019

L’Amministrazione aveva riqualificato come ulteriore cessione di ramo d’azienda la vendita dell’intera partecipazione nella società conferitaria, liquidando le imposte di registro, ipotecaria e catastale; la CTR aveva annullato l’atto per divieto di doppia imposizione. La Corte ha affermato che, secondo l’articolo 20 allora vigente, gli atti collegati devono essere qualificati oggettivamente in base alla causa concreta dell’operazione complessiva, senza applicare retroattivamente la modifica del 2018. Accolto il ricorso principale, ha cassato la decisione e rinviato alla CTR per una nuova valutazione dei fatti.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 355

Cassazione, ordinanza n. 355 del 9/01/2019

Agevolazioni tributarie - Agevolazioni "prima casa" - Compravendita - Dichiarazione DOCFA

La controversia concerneva la decadenza dall’agevolazione prima casa per un immobile ritenuto di lusso perché superiore a 240 metri quadrati; la CTR aveva valorizzato la dichiarazione DOCFA non rettificata e l’asserita inabitabilità dei locali interrati. La Corte ha chiarito che il DOCFA propone una rendita e non produce silenzio-assenso, mentre per la superficie utile rileva la concreta utilizzabilità degli ambienti, non la loro abitabilità. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassando con rinvio per verificare quali spazi interrati fossero utilizzabili per fini diversi da cantina e autorimessa.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Imposta di registro
  • Contenzioso
N. 353

Cassazione, sentenza n. 353 del 9/01/2019

Sentenza n. 353 del 09/01/2019

I ricorsi riuniti riguardavano la sospensione di un rimborso IVA, disposta in relazione a risultanze della Guardia di Finanza su operazioni ritenute simulate e costi asseritamente fittizi; contribuente e Agenzia contestavano parti diverse della decisione della CTR. Prima dell’udienza, entrambe le parti hanno sottoscritto la rinuncia e chiesto l’estinzione dei giudizi. La Corte non ha quindi deciso le questioni sostanziali sulla correlazione tra credito IVA e notizia di reato, ma ha dichiarato estinti i giudizi riuniti e compensato integralmente le spese di legittimità.

N. 352

Cassazione, sentenza n. 352 del 9/01/2019

Contenzioso tributario - Impugnazioni - Giudicato interno - Rilevabilità d'ufficio dal giudice di legittimità - Caso di specie - IVA - Agevolazioni.

La controversia riguardava l’esenzione IVA per la cessione di un complesso immobiliare, negata in primo grado sia per il difetto del requisito soggettivo sia per la mancanza della destinazione abitativa, pur riconoscendosi l’aliquota ridotta del 10%. La Corte ha rilevato che l’appello aveva censurato soltanto la qualificazione della cedente come impresa costruttrice, lasciando incontestata l’autonoma ragione relativa al requisito oggettivo. Essendosi formato il giudicato interno, rilevabile d’ufficio anche in cassazione, ha cassato senza rinvio la sentenza della CTR e compensato le spese.

  • IVA
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 351

Cassazione, sentenza n. 351 del 9/01/2019

Sentenza n. 351 del 09/01/2019

L’accertamento aveva negato la detrazione dell’IVA su una consulenza ritenuta accessoria all’acquisto esente di partecipazioni, applicando anche le sanzioni; la CTR aveva confermato integralmente la pretesa. La Corte ha condiviso la qualificazione della consulenza come operazione accessoria, perché funzionalmente collegata alla cessione, e ha escluso che la sola incertezza soggettiva della contribuente giustificasse la disapplicazione delle sanzioni. Ha tuttavia cassato con rinvio limitatamente alla verifica dell’eventuale disciplina sanzionatoria successiva più favorevole, rigettando le restanti censure.

N. 350

Cassazione, sentenza n. 350 del 9/01/2019

Sentenza n. 350 del 09/01/2019

La contribuente aveva ricevuto fatture per servizi di smaltimento con aliquota IVA agevolata e l’Ufficio le aveva contestato l’omessa regolarizzazione, ritenendo dovuta l’aliquota ordinaria; la CTR aveva annullato le sanzioni. La Corte ha stabilito che il committente deve verificare la regolarità formale della fattura e i suoi requisiti essenziali, ma non è tenuto a controllare la corretta qualificazione fiscale sostanziale dell’operazione compiuta dal prestatore. Ha quindi rigettato il ricorso dell’Ufficio, dichiarato inammissibile quello incidentale condizionato e compensato le spese.

N. 349

Cassazione, sentenza n. 349 del 9/01/2019

Sentenza n. 349 del 09/01/2019

La CTR aveva negato a una società armatrice l’esenzione sul carburante destinato alla navigazione, ritenendo abusivo il noleggio dell’imbarcazione perché l’autorizzazione non era stata rinnovata presso l’autorità marittima. La Corte non ha esaminato nel merito né la spettanza dell’agevolazione né le risultanze della Guardia di Finanza. Poiché la ricorrente non aveva depositato la copia autentica della sentenza impugnata con la relazione di notificazione, il ricorso è stato dichiarato improcedibile, con condanna alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 348

Cassazione, sentenza n. 348 del 9/01/2019

Sentenza n. 348 del 09/01/2019

L’accertamento aveva assoggettato a IRPEF i canoni di locazione commerciale non dichiarati, benché il contribuente sostenesse di non averli percepiti e invocasse una successiva risoluzione consensuale con effetto retroattivo. La Corte ha affermato che, finché il contratto resta in vita, anche i canoni non riscossi concorrono al reddito imponibile e che la retroattività pattuita successivamente non è opponibile all’Erario né incide sulla pretesa già maturata. Ha pertanto rigettato le censure, dichiarando separatamente estinto per rinuncia il giudizio nei confronti del Ministero.

  • IRPEF
  • Locazione immobili
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 347

Cassazione, sentenza n. 347 del 9/01/2019

Sentenza n. 347 del 09/01/2019

La cartella riguardava IVA e IRPEF risultanti dai controlli automatizzati sulla dichiarazione; la contribuente contestava, tra l’altro, l’assenza della comunicazione di irregolarità, la decadenza e l’omessa valutazione di pagamenti eseguiti con modelli F24. La Corte ha confermato che, per il recupero di versamenti omessi o tardivi risultanti dalla dichiarazione, la comunicazione preventiva non è richiesta a pena di nullità e la notifica era tempestiva. Dopo lo sgravio parziale, ha però accolto la censura sull’omessa pronuncia relativa agli ulteriori versamenti e cassato con rinvio sul punto.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 345

Cassazione, sentenza n. 345 del 9/01/2019

IRES - Accertamento e controlli - Cessione del contratto di calciatori - Recupero della minusvalenza da parte della società cedente - Fattispecie.

Il giudizio concerne il recupero IRES di minusvalenze derivanti dalla cessione senza corrispettivo dei contratti relativi alle prestazioni sportive di calciatori, ritenute deducibili dai giudici di merito. La Corte qualifica il diritto trasferito come bene immateriale strumentale, idoneo in astratto a generare minusvalenze ai sensi dell’articolo 101 TUIR. Accogliendo sul punto la censura dell’Agenzia, precisa tuttavia che il pagamento dell’ingaggio da parte della cessionaria non rende onerosa la cessione: in assenza di corrispettivo, la minusvalenza non è deducibile.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Società, imprese e Professionisti
  • Enti Sportivi
  • Contenzioso
N. 370

Cassazione, ordinanza n. 370 del 9/01/2019

Violazioni e sanzioni - Sanzioni amministrative - Principio di tutela del legittimo affidamento - Fondamento - art.10 legge n. 212/2000 - Applicabilità ai rapporti anteriori alla sua entrata in vigore - Possibilità - Fattispecie.

La controversia riguardava le sanzioni irrogate per il superamento del limite previsto per le compensazioni IVA, annullate nei gradi di merito per la buona fede della contribuente. La Corte ha ritenuto applicabile la tutela del legittimo affidamento anche ai rapporti anteriori allo Statuto del contribuente, rilevando che, all’epoca della condotta, la legittimità e i limiti delle compensazioni erano ancora oggettivamente incerti. Ha quindi respinto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria e compensato le spese di tutti i gradi.

N. 218

Cassazione, ordinanza n. 218 del 8/01/2019

Accertamento doganale - Violazione del diritto di difesa - Informativa antifrode comunitaria.

Una società contestava la rettifica di dazi e IVA, deducendo il mancato rispetto del contraddittorio e la propria buona fede rispetto alle inesatte dichiarazioni sull’origine della merce. La Corte afferma che la violazione del diritto di essere ascoltati comporta l’annullamento soltanto quando il procedimento avrebbe potuto avere un esito diverso; nella specie, l’Agenzia delle Dogane era vincolata dall’informativa antifrode dell’OLAF. Esclude inoltre l’esimente quando l’autorità abbia soltanto recepito dichiarazioni inesatte dell’esportatore e rigetta il ricorso, compensando le spese.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • IVA
  • Estero
  • Contenzioso
N. 355

Cassazione, sentenza n. 355 del 7/01/2019

Reati tributari - Sequestro di beni immobili e somme di denaro del legale rappresentante - Successivo sgravio totale della cartella di pagamento per estinzione della società - Dissequestro dei beni e delle somme- Ammissibilità anche con sentenza non definitiva.

Il pubblico ministero contestava la revoca del sequestro di denaro e immobili disposto nei confronti dell’indagato per omessa dichiarazione IVA, sostenendo l’autonomia del processo penale rispetto a quello tributario. La Corte ribadisce che il sequestro finalizzato alla confisca non può essere disposto o mantenuto quando la cartella sia stata annullata dal giudice tributario, anche con decisione non definitiva, e l’Amministrazione abbia effettuato lo sgravio. Poiché erano intervenuti lo sgravio totale e la cancellazione di pignoramento e ipoteca, il ricorso è dichiarato inammissibile.

N. 149

Cassazione, ordinanza n. 149 del 7/01/2019

Accertamento Imposte - Accertamento sintetico - Prova documentale contraria - Onere a carico del contribuente.

La controversia riguarda un accertamento sintetico IRPEF fondato, tra l’altro, sull’acquisto di un motociclo e sulle spese di mantenimento di un’abitazione. La Corte ritiene sufficiente la documentazione del credito al consumo e bancario per dimostrare la provenienza non reddituale delle somme impiegate nell’acquisto, ma giudica generica la presunzione della CTR che le spese dell’immobile fossero sostenute dalla madre convivente. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia nei limiti indicati, cassa la decisione e rinvia affinché sia verificata analiticamente la prova contraria offerta dal contribuente.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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