Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 19638

Cassazione, sentenza n. 19638 del 21/09/2020

Sentenza n. 19638 del 21/09/2020

La contribuente contestava la tassa portuale recuperata sulle operazioni di imbarco e sbarco di oli minerali presso piattaforme offshore, deducendo prescrizione, difetto di contraddittorio e assenza del presupposto territoriale. La Cassazione ha qualificato la tassa come tributo interno soggetto a prescrizione decennale, escluso un obbligo generalizzato di contraddittorio e affermato che il prelievo riguarda qualsiasi approdo o struttura di ormeggio compresa nell’area portuale o, in sua assenza, nella competenza territoriale dell’Autorità marittima entro il mare territoriale. Poiché le piattaforme ricadevano nella competenza marittima accertata in appello, il ricorso è stato rigettato con spese compensate.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19637

Cassazione, sentenza n. 19637 del 21/09/2020

Sentenza n. 19637 del 21/09/2020

Una società chiedeva il rimborso dell’IVA assolta nel 2006 su operazioni passive in Italia, nonostante l’omessa dichiarazione annuale e dopo un precedente diniego, non impugnato, fondato su una diversa procedura di rimborso. La Cassazione ha affermato che la detrazione non può essere negata per sole omissioni formali quando risultino soddisfatti e provati i requisiti sostanziali; per il credito non esposto in dichiarazione opera inoltre la domanda residuale di restituzione entro il relativo termine biennale. Accolti i motivi della contribuente, la sentenza è stata cassata con rinvio affinché il giudice regionale riesamini la controversia.

N. 19636

Cassazione, sentenza n. 19636 del 21/09/2020

Sentenza n. 19636 del 21/09/2020

Il giudizio riguardava il rimborso dell’IVA assolta in Italia da un soggetto stabilito in un altro Stato membro, che aveva concesso ai clienti piazzole di sosta situate in campeggi italiani; la Commissione regionale aveva qualificato tale attività come accessoria a una prestazione complessa. La Cassazione ha invece ritenuto prevalente il criterio speciale del luogo dell’immobile, indipendentemente dall’unitarietà economica delle ulteriori prestazioni: la concessione delle piazzole costituiva quindi un’operazione attiva effettuata in Italia, ostativa al rimborso previsto per i soggetti non residenti privi di rappresentante. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha rigettato nel merito la domanda originaria.

N. 19493

Cassazione, sentenza n. 19493 del 18/09/2020

Sentenza n. 19493 del 18/09/2020

La società e i soci contestavano le sanzioni IVA fondate sulla qualificazione commerciale, anziché finanziaria, di movimenti registrati nei conti clienti con società collegate, denunciando omissioni decisorie e un’errata distribuzione dell’onere probatorio. La Cassazione ha rilevato che la CTR aveva esaminato le doglianze e che le registrazioni contabili costituivano prova contro l’imprenditore, mentre non era stata dimostrata la diversa natura finanziaria dei flussi. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese e raddoppio del contributo unificato, se dovuto.

  • IVA
  • Sanzioni
  • Contabilità
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 19450

Cassazione, sentenza n. 19450 del 18/09/2020

Sentenza n. 19450 del 18/09/2020

L’Agenzia delle Entrate aveva chiesto la revocazione di una sentenza d’appello per errore di fatto, ma la CTR aveva dichiarato il ricorso inammissibile perché mancava un’espressa domanda sulla successiva fase rescissoria. La Cassazione ha stabilito che, nel processo tributario, la richiesta di revocazione comprende implicitamente anche quella di decidere il merito, purché l’atto presenti i requisiti prescritti. Ha pertanto accolto il ricorso, cassato la pronuncia e rinviato alla CTR in diversa composizione anche per le spese.

N. 19449

Cassazione, sentenza n. 19449 del 18/09/2020

Sentenza n. 19449 del 18/09/2020

La controversia comprendeva il recupero di un credito d’imposta, la deducibilità di consulenze e spese di rappresentanza, la detrazione dell’IVA sull’acquisto di un complesso turistico e le sanzioni per fatture intestate al soggetto conferente. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i primi due motivi, ma ha richiesto un nuovo esame dell’inerenza dei costi e ha escluso che il mancato pagamento dell’IVA al cedente impedisca, di per sé, la detrazione. Accolto anche il ricorso incidentale dell’Agenzia, ha cassato con rinvio alla CTR.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Spese di rappresentanza
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 19446

Cassazione, ordinanza n. 19446 del 18/09/2020

Omessa dichiarazione - Sanzione pecuniaria - Lista Falciani - Legittimità.

L’Amministrazione aveva irrogato sanzioni per omessa dichiarazione di disponibilità finanziarie estere, sulla base di dati della lista Falciani trasmessi dall’autorità fiscale francese e riscontrati in sede di verifica. La Cassazione ha precisato che la presunzione legale introdotta nel 2009 non opera retroattivamente, ma l’accertamento può fondarsi anche su un unico indizio grave e preciso; i dati bancari acquisiti mediante cooperazione internazionale restano utilizzabili nonostante l’illecito del dipendente della banca. Un giudizio è stato dichiarato parzialmente estinto, mentre le censure dell’altro ricorrente sono state ritenute inammissibili.

N. 19341

Cassazione, sentenza n. 19341 del 17/09/2020

Sentenza n. 19341 del 17/09/2020

L’accertamento aveva negato la detrazione dell’IVA sulle consulenze professionali riaddebitate dalla controllante a una società veicolo nell’ambito di un’acquisizione, ritenendole attività svolte nell’esclusivo interesse della controllante; la CTR aveva posto a carico della contribuente la prova dell’inerenza. La Cassazione ha precisato che, ai fini IVA, l’inerenza richiede una valutazione qualitativa rispetto all’attività d’impresa e che la detrazione non può essere esclusa per mera incongruità del costo, salvo macroscopica antieconomicità indicativa dell’estraneità dell’operazione. Accolti i motivi su detrazione e inerenza, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
N. 19340

Cassazione, sentenza n. 19340 del 17/09/2020

Sentenza n. 19340 del 17/09/2020

L’accertamento comprendeva recuperi IRES, IRAP e IVA relativi a una compravendita immobiliare, note di variazione, perdite su crediti e restituzione di una caparra dopo lo scioglimento consensuale di un preliminare; la CTR aveva omesso di decidere l’appello incidentale della contribuente e giudicato pretestuosa la risoluzione. La Cassazione ha rilevato l’omessa pronuncia e ha affermato che, nella disciplina antielusiva applicabile, l’abuso presupponeva una delle operazioni tipizzate, tra le quali non rientrava il mutuo dissenso. Accolti i motivi pertinenti, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR per un nuovo esame.

N. 19365

Cassazione, sentenza n. 19365 del 17/09/2020

Sentenza n. 19365 del 17/09/2020

Il procedimento penale riguardava condotte di bancarotta contestate all’amministratore formale e poi liquidatore, alcune originariamente qualificate come pagamenti preferenziali ma giudicate come distrazioni. La Cassazione ha ritenuto necessario un nuovo esame sul dolo del concorso omissivo con l’amministratore di fatto e ha ravvisato una violazione della correlazione tra accusa e sentenza nella riqualificazione, più grave, dei pagamenti preferenziali come distrazioni, lesiva delle possibilità difensive. La sentenza è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello, anche sulle pene accessorie.

N. 19364

Cassazione, sentenza n. 19364 del 17/09/2020

Sentenza n. 19364 del 17/09/2020

Dopo l’estinzione di una società in accomandita semplice, l’Agenzia delle Entrate aveva notificato ai soci l’accertamento dei maggiori imponibili societari ai fini IRAP e IVA. La Cassazione ha affermato che i debiti tributari della società di persone si trasferiscono ai soci: l’accomandatario ne risponde illimitatamente, mentre l’accomandante entro la quota conferita, e l’atto può essere notificato ai successori dell’ente estinto. Esclusi i vizi di contraddittorio e gli altri errori processuali dedotti, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 19363

Cassazione, sentenza n. 19363 del 17/09/2020

Sentenza n. 19363 del 17/09/2020

L’Agenzia delle Entrate contestava l’annullamento di un accertamento analitico-induttivo emesso senza attendere sessanta giorni dalla consegna del verbale relativo a un accesso breve presso l’impresa. La Cassazione ha stabilito che il termine dilatorio previsto dallo Statuto del contribuente opera anche quando l’accesso serve soltanto ad acquisire documenti, poi esaminati in ufficio, e anche se il verbale è meramente descrittivo. Poiché resta garantita la facoltà di presentare osservazioni, l’avviso anticipato è nullo; il ricorso dell’Agenzia è stato quindi rigettato.

N. 19361

Cassazione, sentenza n. 19361 del 17/09/2020

Sentenza n. 19361 del 17/09/2020

Una società contestava le sanzioni collegate a un accertamento IRES e IRAP, deducendo omessa sospensione, necessità di integrare il contraddittorio con i soci, difetti della motivazione per relationem e violazioni delle garanzie durante la verifica. La Cassazione ha escluso il litisconsorzio necessario, ritenuto legittimo il richiamo a documenti già integralmente conosciuti e precisato che le violazioni degli obblighi informativi invalidano l’atto solo quando la legge lo prevede o sia dimostrato un concreto pregiudizio difensivo. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con condanna alle spese.

N. 19360

Cassazione, sentenza n. 19360 del 17/09/2020

Sentenza n. 19360 del 17/09/2020

L’avviso contestava l’omessa effettuazione di ritenute su maggiori utili extracontabili, che l’Ufficio riteneva distribuiti ai soci in relazione alla differenza tra i prezzi indicati nei preliminari e quelli dei contratti definitivi. La Cassazione ha escluso il litisconsorzio necessario con i soci e ha precisato che è l’accertamento societario a costituire antecedente di quello sul reddito da partecipazione, non viceversa. Ritenute infondate o inammissibili anche le ulteriori censure procedurali e di merito, la Corte ha rigettato il ricorso, ponendo le spese a carico della società.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
  • Società di capitali
N. 19359

Cassazione, sentenza n. 19359 del 17/09/2020

Sentenza n. 19359 del 17/09/2020

L’accertamento aveva recuperato ai fini del reddito d’impresa e dell’IRAP un costo ritenuto inesistente, corrispondente alla differenza tra il prezzo di aree edificabili indicato nei preliminari e quello maggiore riportato nel definitivo. La Cassazione ha affermato che le irregolarità processuali o informative non determinano invalidità senza l’allegazione di un concreto pregiudizio difensivo; ha inoltre rilevato che la società non aveva impugnato tutte le autonome ragioni della decisione regionale né chiarito l’incidenza delle prestazioni in natura e delle rimanenze. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • Processo tributario
  • Immobili
  • Imprese
N. 19355

Cassazione, sentenza n. 19355 del 17/09/2020

Sentenza n. 19355 del 17/09/2020

La controversia riguardava le sanzioni per insufficiente versamento degli acconti dell’accisa sul gas naturale relativi ai primi mesi del 2009. La Cassazione ha stabilito che la base dei ratei mensili comprende il totale dei consumi fatturati nell’anno precedente, incluse le rettifiche di fatturazione riferite ad annualità anteriori; la loro mancata inclusione comportava quindi versamenti parzialmente omessi alle scadenze. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane e dichiarata inammissibile la censura incidentale sull’incertezza normativa, la Corte ha cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario, compensando le spese.

N. 19354

Cassazione, sentenza n. 19354 del 17/09/2020

Sentenza n. 19354 del 17/09/2020

L’atto impugnato irrogava sanzioni per l’irregolare dichiarazione dell’accisa sul gas naturale del 2007 e per il ritardato versamento degli acconti del 2008; la CTR le aveva escluse, rilevando anche un pagamento complessivamente eccedente. La Cassazione ha chiarito che i ratei mensili devono comprendere pure le rettifiche di fatturazione operate nell’anno precedente e che il successivo conguaglio non elimina il ritardo; ha inoltre escluso l’incertezza normativa, affermata dalla CTR senza concreti elementi. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario rigettato nel merito, con spese compensate.

N. 19342

Cassazione, sentenza n. 19342 del 17/09/2020

Sentenza n. 19342 del 17/09/2020

La controversia concerneva il recupero di dazi all’importazione su prodotti di maglieria provenienti dalla Giamaica e dichiarati in regime preferenziale previsto per gli Stati ACP. Dopo il rigetto nei due gradi di merito, la società ha comunicato alla Cassazione di non avere più interesse alla decisione, dichiarando di avere avviato contatti con l’Ufficio per il pagamento integrale alla luce di precedenti sfavorevoli. La Corte non ha quindi esaminato i motivi e ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto d’interesse, compensando integralmente le spese del giudizio di legittimità.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19287

Cassazione, sentenza n. 19287 del 16/09/2020

Sentenza n. 19287 del 16/09/2020

Un pensionato già impiegato civile della NATO chiedeva il rimborso dell’IRPEF trattenuta sul trattamento di quiescenza, sostenendo che l’esenzione riconosciuta agli impiegati internazionali operasse anche dopo la cessazione del rapporto; la CTR aveva invece negato il rimborso. La Cassazione ha ribadito che la disposizione agevolativa, quale norma speciale di stretta interpretazione, riguarda soltanto stipendi ed emolumenti percepiti durante il rapporto di lavoro e non le pensioni erogate in Italia. Il ricorso è stato pertanto rigettato, con compensazione delle spese in considerazione della novità originaria della questione.

  • IRPEF
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19286

Cassazione, sentenza n. 19286 del 16/09/2020

Sentenza n. 19286 del 16/09/2020

L’accertamento aveva disconosciuto la deducibilità di una minusvalenza realizzata nel 2004 con la cessione di una partecipazione in una società francese, ritenendola determinata dalla precedente distribuzione di utili non imponibili; la CTR aveva accolto l’appello dell’Agenzia e respinto quello incidentale sulle spese. La società ha contestato, tra l’altro, l’assenza di giudicato interno, la ricostruzione della diminuzione patrimoniale e l’applicazione della disciplina sull’indeducibilità delle minusvalenze, richiamando anche il divieto unionale di discriminazione. Il testo fornito si interrompe durante l’esposizione dei motivi e non consente di ricostruire la decisione finale della Cassazione.

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