Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.961 documenti

N. 19272

Cassazione, sentenza n. 19272 del 16/09/2020

Sentenza n. 19272 del 16/09/2020

Una società chiedeva il rimborso dei costi delle fideiussioni prestate per importazioni di oli vegetali destinati alla produzione di energia elettrica o biodiesel; l’Agenzia delle Dogane lo aveva negato, mentre i giudici di merito avevano riconosciuto l’esenzione dall’accisa e il conseguente rimborso. La Cassazione ha confermato che la direttiva europea, direttamente applicabile, esentava i prodotti energetici destinati alla produzione elettrica e che, mancando l’obbligo d’imposta, veniva meno anche il presupposto della garanzia. Respinte o dichiarate inammissibili le censure dell’Agenzia, la Corte ha rigettato il ricorso, senza statuire sulle spese per mancata costituzione della società.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Estero
  • Processo tributario
N. 25991

Cassazione, sentenza n. 25991 del 15/09/2020

Trust familiare - Sequestro preventivo dei beni - Legittimo.

Nell’ambito di indagini per evasione fiscale era stato sequestrato il patrimonio conferito in un trust familiare, che il ricorrente sosteneva estraneo ai reati perché amministrato da un trustee autonomo. La Cassazione ha rilevato che il riesame aveva adeguatamente motivato la natura meramente apparente del trust, rimasto nella disponibilità sostanziale dei disponenti anche attraverso i poteri del guardiano: in tali condizioni è legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Il ricorso, incentrato su censure motivazionali e fattuali non consentite, è stato dichiarato inammissibile.

  • Trust
  • Contenzioso
  • Accertamento e riscossione
N. 18889

Cassazione, ordinanza n. 18889 del 11/09/2020

Contenzioso tributario - Utilizzo di risultanze derivanti da atti di indagini preliminari svolte in sede penale - Legittimità - Indizi idonei a fornire utili elementi di giudizio.

La controversia riguardava un accertamento IRPEF fondato su indagini finanziarie, confermato dal giudice del rinvio dopo la riforma della decisione favorevole ai contribuenti. La Cassazione ha precisato che gli atti delle indagini penali, compresa una consulenza disposta dal giudice penale e ritualmente prodotta, sono utilizzabili nel processo tributario come indizi da valutare analiticamente e nella loro convergenza complessiva; l’archiviazione penale non preclude una diversa valutazione tributaria. Le censure, formulate promiscuamente e dirette a rivalutare le prove, sono state dichiarate inammissibili.

N. 18842

Cassazione, sentenza n. 18842 del 11/09/2020

Sentenza n. 18842 del 11/09/2020

L’accertamento contestava, ai fini IRES, IRAP e IVA, il valore delle rimanenze di bestiame allevato anche mediante contratti di soccida e una detrazione IVA calcolata sull’intero importo fatturato, superiore al corrispettivo pagato. La Cassazione ha stabilito che la rettifica delle rimanenze incide sul reddito della società soccidante proprietaria degli animali e che i costi sostenuti dai soccidari non ne riducono equitativamente il valore; ha inoltre giudicato apparente la motivazione resa dalla CTR sulla detrazione IVA. Accolti il ricorso principale e il primo motivo incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 18841

Cassazione, sentenza n. 18841 del 11/09/2020

Sentenza n. 18841 del 11/09/2020

La controversia concerneva un avviso sostitutivo, emesso dopo l’annullamento in autotutela del precedente, con riprese per maggiori ricavi e costi non documentati o non di competenza ai fini IRAP e IVA nei confronti di una società di persone. La Cassazione ha rilevato d’ufficio che, per la sostanziale coincidenza tra il presupposto IRAP della società e quello delle imposte sui redditi dei soci, questi ultimi erano litisconsorti necessari. Ha quindi cassato la sentenza, dichiarato nullo l’intero giudizio e rinviato alla CTP affinché integrasse il contraddittorio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IRAP
  • IVA
  • Società di persone
N. 18839

Cassazione, sentenza n. 18839 del 11/09/2020

Sentenza n. 18839 del 11/09/2020

Una società aveva impugnato l’intimazione relativa a un debito IRPEG da condono, contestando la notificazione della cartella prodromica e la decadenza; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello per mancata prova della sua notificazione all’agente della riscossione. La Cassazione ha osservato che Agenzia delle Entrate e agente della riscossione, entrambi costituiti in primo grado, erano parti di cause processualmente inscindibili: l’eventuale omissione verso una di esse imponeva l’integrazione del contraddittorio, non l’inammissibilità del gravame. La sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR.

N. 18838

Cassazione, sentenza n. 18838 del 11/09/2020

Sentenza n. 18838 del 11/09/2020

L’Amministrazione aveva rideterminato al ribasso il valore di un marchio acquistato infragruppo, recuperando maggiori ammortamenti dedotti ai fini IRES e IRAP; i giudici di merito avevano invece ritenuto congruo il prezzo sulla base di transazioni tra soggetti indipendenti e perizie stragiudiziali. La Cassazione ha escluso i dedotti vizi motivazionali, rilevando che il ricorso travisava la decisione o sollecitava una nuova valutazione del merito. Ha inoltre riconosciuto che le perizie di parte costituiscono prove atipiche liberamente valutabili nel più ampio quadro probatorio, rigettando il ricorso dell’Agenzia.

N. 18837

Cassazione, sentenza n. 18837 del 11/09/2020

Sentenza n. 18837 del 11/09/2020

Una società in concordato preventivo chiedeva il rimborso integrale del credito IVA derivante da fatture professionali, benché la relativa rivalsa fosse stata soddisfatta solo in parte nella procedura; l’Ufficio aveva riconosciuto il credito limitatamente alla quota pagata, prospettando il rischio di successive note di variazione dei prestatori. La Cassazione ha ritenuto legittimo il diniego parziale, poiché il rimborso integrale, insieme all’eventuale rettifica dei creditori insoddisfatti, avrebbe trasferito sull’Erario il costo dell’insolvenza. L’atto, per i suoi effetti, era impugnabile come rifiuto parziale di rimborso; il ricorso è stato rigettato.

  • IVA
  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • Contenzioso
N. 18767

Cassazione, sentenza n. 18767 del 10/09/2020

Accertamento - Difetto di motivazione - Motivazione contraddittoria e insufficiente - Riferimento sia all'abuso del diritto, sia all'istituto dell'interposizione fittizia di persona - Nullità dell'atto

L’avviso aveva recuperato costi e IVA riferiti a un’operazione immobiliare realizzata tramite una cooperativa, qualificandola sia come abuso del diritto sia come interposizione fittizia; la CTR ne aveva dichiarato la nullità per motivazione contraddittoria e insufficiente. La Cassazione ha distinto l’abuso, che presuppone l’impiego distorto di uno strumento negoziale lecito, dall’interposizione fittizia, fondata invece su un’apparenza i cui effetti non sono voluti. Poiché il richiamo congiunto non chiariva il fondamento della pretesa, ha confermato il difetto motivazionale e rigettato il ricorso dell’Agenzia.

N. 18751

Cassazione, sentenza n. 18751 del 10/09/2020

Sentenza n. 18751 del 10/09/2020

La controversia riguardava il rimborso delle accise sul GPL per riscaldamento ceduto in zone climatiche agevolate, riconosciuto dai giudici di merito al fornitore che aveva trasferito lo sconto agli utenti finali. La Cassazione ha ritenuto legittimato all’accredito l’ultimo operatore della catena distributiva obbligato alla tenuta dei registri, anche quando intervenga un dettagliante quale sua longa manus, purché il beneficio raggiunga l’utente avente diritto. Le contestazioni sulle singole forniture erano inammissibili o infondate, rilevando soprattutto l’ubicazione in zona non metanizzata; il ricorso delle Dogane è stato rigettato.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
N. 18665

Cassazione, ordinanza n. 18665 del 8/09/2020

Accertamento catastale - Revisione classamento - Motivazione del provvedimento - Carenza - Illegittimità.

La Corte esamina un ricorso relativo a opposizioni all’esecuzione e agli atti esecutivi, nonostante titolo, oggetto e massima richiamino una diversa questione catastale non trattata nel testo della pronuncia. La ricorrente sosteneva, tra l’altro, la prescrizione del credito trasferito ai soci dopo la cancellazione della società. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: contro la decisione del Tribunale sull’opposizione all’esecuzione era esperibile l’appello, mentre il ricorso di legittimità non poteva convertirsi nel mezzo corretto.

N. 18652

Cassazione, ordinanza n. 18652 del 8/09/2020

Accertamento catastale - Revisione classamento - Rettifica della rendita - Motivazione dell'atto - Carenza - Illegittimità.

La controversia riguarda il nuovo classamento, da casa di riposo a struttura della categoria D/4, disposto dopo una procedura DOCFA con sensibile aumento della rendita catastale. La Corte precisa che la mera indicazione dei dati e della classe basta soltanto quando l’Ufficio non disattende gli elementi dichiarati; diversamente occorre spiegare puntualmente gli scostamenti. Poiché l’avviso richiamava soltanto norme e circolari senza indicare modifiche strutturali o di destinazione, la Cassazione rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

N. 18668

Cassazione, ordinanza n. 18668 del 8/09/2020

Accertamento - Presunzioni - Ricavi in nero.

Gli accertamenti ricostruivano induttivamente ricavi non dichiarati di una società di persone, con conseguenze ai fini IVA e IRPEF per i soci; dopo l’annullamento in primo grado, la CTR aveva accolto l’appello dell’Agenzia. La Cassazione ha ritenuto adeguatamente fondata la presunzione sull’esiguità del reddito familiare, sull’anomala incidenza dei pagamenti in contanti, sulla genericità delle fatture e sullo scostamento dagli studi di settore e dagli indici di produttività. Le doglianze miravano genericamente a rivalutare documenti e merito senza indicare un fatto storico decisivo omesso; i ricorsi riuniti sono stati dichiarati inammissibili.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRPEF
  • Società di persone
  • Processo tributario
N. 18625

Cassazione, ordinanza n. 18625 del 7/09/2020

Imposta di registro - Accertamento - Avviso di liquidazione - Atto di autoriduzione quantitativa della originaria pretesa impositiva - Effetti - Revoca parziale della pretesa tributaria con validità dell'atto originario.

Nel giudizio sull’avviso di liquidazione dell’imposta di registro, l’Amministrazione aveva ridotto l’importo richiesto, calcolandolo su ventisei anni anziché ventinove, e la CTR aveva dichiarato cessata la materia del contendere. La Cassazione chiarisce che la diminuzione quantitativa non sostituisce l’atto originario, ma ne costituisce revoca parziale, lasciando invariati i presupposti della pretesa e l’interesse delle parti. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassa la sentenza e rinvia per l’esame della pretesa residua.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
  • Contenzioso
N. 18395

Cassazione, ordinanza n. 18395 del 4/09/2020

IRPEF e IRAP - Deduzioni - Contributi versati alla Cassa nazionale del Notariato.

L’Agenzia delle Entrate aveva disconosciuto, ai fini del reddito professionale e dell’IRAP, la deducibilità dei contributi versati da un notaio alla Cassa e al Consiglio nazionale del notariato, qualificandoli come meri oneri previdenziali deducibili dal reddito complessivo. La Corte ritiene invece tali versamenti inerenti all’attività, perché direttamente collegati all’iscrizione degli atti a repertorio, anche senza correlazione con specifici compensi. Conferma pertanto la deducibilità dal reddito di lavoro autonomo e dalla base imponibile IRAP, rigettando il ricorso erariale.

N. 18385

Cassazione, ordinanza n. 18385 del 4/09/2020

Accertamento - Cessione immobile - Rettifica del valore.

L’Amministrazione aveva rettificato le dichiarazioni IRPEF assumendo che il prezzo effettivo di un immobile fosse superiore a quello dichiarato, sulla base della prassi di indicare corrispettivi ridotti negli atti e dell’ipoteca iscritta per un importo maggiore. La Corte reputa tali elementi inidonei a provare, anche presuntivamente, il maggior prezzo; inoltre, la contestazione sulla provenienza dei fondi era stata introdotta tardivamente in appello. Poiché il ricorso non censurava efficacemente la valutazione della documentazione compiuta dalla CTR, la Cassazione lo rigetta.

N. 20715

Cassazione, ordinanza n. 20715 del 3/09/2020

IRAP - Esercizio della professione in forma associata.

La cartella riguardava l’IRAP dichiarata e non versata da un avvocato che sosteneva di operare senza autonoma organizzazione, pur svolgendo l’attività nei locali di uno studio associato insieme a un altro professionista. La Corte afferma che chi ritratta la propria dichiarazione deve provare l’assenza del presupposto impositivo e che la collaborazione professionale, anche con un familiare e senza associazione formale, presume benefici organizzativi. Accoglie il ricorso dell’Ufficio, cassa la sentenza favorevole al contribuente e rinvia alla CTR.

N. 24614

Cassazione, sentenza n. 24614 del 1/09/2020

Reati tributari - Evasione fiscale - Confisca - Accordo rateale del pagamento del debito.

Il Procuratore generale contestava l’omessa confisca in una sentenza di applicazione della pena per reati tributari, mentre la difesa deduceva l’avvenuta estinzione del debito. La Corte precisa che, in presenza di un accordo rateale, la confisca può essere disposta ma resta ineseguibile per la parte coperta dall’impegno, acquistando efficacia solo in caso di mancato pagamento; l’integrale versamento impedisce invece la duplicazione del recupero. Poiché il debito risultava estinto, il ricorso del Procuratore generale è dichiarato inammissibile.

N. 24589

Cassazione, sentenza n. 24589 del 31/08/2020

Reati tributari - Vincite da gioco.

La condanna riguardava l’indicazione in dichiarazione di elementi attivi inferiori a quelli effettivi, costituiti da vincite conseguite presso una casa da gioco del Principato di Monaco. La Corte distingue tali somme dalle vincite ottenute in case da gioco autorizzate nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo, rilevando che l’esenzione non si estende agli Stati estranei a tali ambiti; esclude inoltre la causa di non punibilità, perché il pagamento era intervenuto a processo avviato. Il ricorso è rigettato e la condanna resta confermata.

N. 17661

Cassazione, sentenza n. 17661 del 25/08/2020

Riscossione coattiva - Esecuzione esattoriale indebita - Risarcimento danni.

Una società chiedeva il risarcimento dei danni derivanti dalla vendita esattoriale di un immobile, sostenendo che il credito residuo fosse sceso sotto il limite legale di procedibilità. La Corte ribadisce che le contestazioni all’esecuzione devono normalmente essere proposte con i rimedi propri del relativo processo, ma riconosce l’azione risarcitoria quando tali rimedi non erano esercitabili: nel caso concreto, la vendita era anteriore alla pronuncia costituzionale che aveva ammesso l’opposizione. Accoglie quindi il ricorso, cassando con rinvio per la verifica dell’esatta entità del credito al momento della vendita.

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.