Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 19778

Cassazione, sentenza n. 19778 del 22/09/2020

Sentenza n. 19778 del 22/09/2020

La società contestava il recupero dell’IRPEG non corrisposta nel 1998 per effetto di un’esenzione qualificata come aiuto di Stato incompatibile, sostenendo che il vantaggio fosse stato trasferito al socio pubblico mediante dividendi. La Cassazione ribadisce che destinataria del recupero è l’impresa che ha fruito dell’esenzione, indipendentemente dalla composizione pubblica del capitale; la distribuzione degli utili all’ente locale non estingue il debito verso lo Stato. La richiesta di rinvio pregiudiziale è giudicata manifestamente infondata e il ricorso viene rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento e riscossione
  • Agevolazioni Fiscali
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 19777

Cassazione, sentenza n. 19777 del 22/09/2020

Sentenza n. 19777 del 22/09/2020

Un professionista aveva impugnato un accertamento fondato su movimenti bancari, discutendo anche la tempestività dell’istanza di accertamento con adesione e del successivo ricorso; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’impugnazione originaria. Durante il giudizio di legittimità il contribuente, dopo avere aderito alla definizione agevolata, ha rinunciato al ricorso comunicando l’atto all’Agenzia. La Cassazione precisa che la rinuncia è un atto unilaterale recettizio efficace senza accettazione e dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse, compensando le spese.

N. 19776

Cassazione, sentenza n. 19776 del 22/09/2020

Sentenza n. 19776 del 22/09/2020

Per l’anno 2003 una società in accomandita semplice e un socio contestavano accertamenti fondati su documentazione extracontabile e movimenti bancari, eccependo vizi autorizzativi, motivazionali e di prova. La Cassazione ritiene utilizzabili i conti dei soci quando lo stretto rapporto con la società consente di riferirle le operazioni, salva prova contraria; considera inoltre non retroattive le nuove soglie sui prelevamenti e pone a carico del contribuente la prova dei costi nell’accertamento analitico-induttivo. Respinge anche le doglianze sul litisconsorzio e sulla motivazione delle autorizzazioni, confermando l’accertamento.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di persone
  • IVA
  • IRPEF
N. 19775

Cassazione, sentenza n. 19775 del 22/09/2020

Sentenza n. 19775 del 22/09/2020

Gli accertamenti per il 2005, emessi verso una società in accomandita semplice e i soci, utilizzavano documenti extracontabili e movimentazioni bancarie personali; i ricorrenti ne contestavano legittimità, motivazione e riferibilità all’attività sociale. La Cassazione afferma che, nelle società di persone a compagine ristretta, tali operazioni possono essere imputate alla società, restando al contribuente la prova della loro estraneità; le soglie introdotte successivamente per i prelevamenti non operano retroattivamente. Sono respinte anche le censure sulle autorizzazioni, sul litisconsorzio e sul riconoscimento forfettario dei costi, con conferma dell’accertamento.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di persone
  • IVA
  • IRPEF
N. 19774

Cassazione, sentenza n. 19774 del 22/09/2020

Accertamento - Indagini finanziarie - Prelievi su conto corrente bancario.

Per l’anno 2004 una società in accomandita semplice e un socio impugnavano accertamenti basati su documenti extracontabili e conti bancari dei soci, contestando anche autorizzazioni, motivazione e litisconsorzio. La Cassazione riconosce che le movimentazioni dei soci possono presumersi riferibili alla società a compagine ristretta, salvo prova contraria, e che le soglie sui prelevamenti introdotte nel 2016, avendo natura sostanziale, non si applicano agli accertamenti anteriori. Esclude inoltre il riconoscimento forfettario dei costi nell’accertamento analitico-induttivo e conferma la pretesa fiscale.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di persone
  • IVA
  • IRPEF
N. 19773

Cassazione, sentenza n. 19773 del 22/09/2020

Sentenza n. 19773 del 22/09/2020

Un professionista contestava un accertamento IRPEF, IRAP e IVA fondato su movimenti bancari; la CTR aveva fissato il maggior reddito nell’importo proposto durante un’adesione mai perfezionata, ravvisando un accordo tra le parti. La Cassazione esclude che il giudice tributario possa decidere secondo equità senza spiegare la valutazione delle domande e delle prove, rilevando inoltre l’intervenuta illegittimità della presunzione che equiparava i prelievi dei professionisti a compensi. Accoglie il ricorso principale, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per un nuovo esame complessivo.

N. 19640

Cassazione, sentenza n. 19640 del 21/09/2020

Sentenza n. 19640 del 21/09/2020

La controversia verteva sul diniego di rimborso dell’IVA relativa al terzo trimestre 2007, opposto a un soggetto non residente per l’asserita mancanza di una nomina del rappresentante fiscale con atto avente data certa. I giudici di merito avevano invece ritenuto sufficiente la comunicazione effettuata con la dichiarazione di inizio attività e avevano riconosciuto il rimborso. In cassazione l’Agenzia delle Entrate ha rinunciato al ricorso con l’assenso della controparte; senza pronunciarsi sulla questione sostanziale, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio e compensato le spese.

N. 19639

Cassazione, sentenza n. 19639 del 21/09/2020

Sentenza n. 19639 del 21/09/2020

La lite riguardava il diniego di rimborso dell’IVA per il 2006 nei confronti di un soggetto non residente, motivato dall’asserita assenza di una nomina del rappresentante fiscale con atto avente data certa. La Commissione regionale, confermando il primo grado, aveva ritenuto valida la nomina comunicata mediante la dichiarazione di inizio attività e contestualmente alla richiesta della partita IVA. Poiché l’Agenzia delle Entrate ha successivamente rinunciato al ricorso con l’assenso della contribuente, la Cassazione non ha deciso il merito e ha dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese.

N. 19638

Cassazione, sentenza n. 19638 del 21/09/2020

Sentenza n. 19638 del 21/09/2020

La contribuente contestava la tassa portuale recuperata sulle operazioni di imbarco e sbarco di oli minerali presso piattaforme offshore, deducendo prescrizione, difetto di contraddittorio e assenza del presupposto territoriale. La Cassazione ha qualificato la tassa come tributo interno soggetto a prescrizione decennale, escluso un obbligo generalizzato di contraddittorio e affermato che il prelievo riguarda qualsiasi approdo o struttura di ormeggio compresa nell’area portuale o, in sua assenza, nella competenza territoriale dell’Autorità marittima entro il mare territoriale. Poiché le piattaforme ricadevano nella competenza marittima accertata in appello, il ricorso è stato rigettato con spese compensate.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19637

Cassazione, sentenza n. 19637 del 21/09/2020

Sentenza n. 19637 del 21/09/2020

Una società chiedeva il rimborso dell’IVA assolta nel 2006 su operazioni passive in Italia, nonostante l’omessa dichiarazione annuale e dopo un precedente diniego, non impugnato, fondato su una diversa procedura di rimborso. La Cassazione ha affermato che la detrazione non può essere negata per sole omissioni formali quando risultino soddisfatti e provati i requisiti sostanziali; per il credito non esposto in dichiarazione opera inoltre la domanda residuale di restituzione entro il relativo termine biennale. Accolti i motivi della contribuente, la sentenza è stata cassata con rinvio affinché il giudice regionale riesamini la controversia.

N. 19636

Cassazione, sentenza n. 19636 del 21/09/2020

Sentenza n. 19636 del 21/09/2020

Il giudizio riguardava il rimborso dell’IVA assolta in Italia da un soggetto stabilito in un altro Stato membro, che aveva concesso ai clienti piazzole di sosta situate in campeggi italiani; la Commissione regionale aveva qualificato tale attività come accessoria a una prestazione complessa. La Cassazione ha invece ritenuto prevalente il criterio speciale del luogo dell’immobile, indipendentemente dall’unitarietà economica delle ulteriori prestazioni: la concessione delle piazzole costituiva quindi un’operazione attiva effettuata in Italia, ostativa al rimborso previsto per i soggetti non residenti privi di rappresentante. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha rigettato nel merito la domanda originaria.

N. 19635

Cassazione, sentenza n. 19635 del 21/09/2020

Sentenza n. 19635 del 21/09/2020

Una società stabilita in un altro Stato membro chiedeva il rimborso dell’IVA assolta in Italia, negato perché i giudici di merito avevano qualificato come operazioni attive nazionali i servizi per il lancio promozionale di un veicolo e richiesto la prova dell’assolvimento dell’imposta all’estero. La Cassazione ha ricondotto unitariamente le attività alle prestazioni pubblicitarie, territorialmente rilevanti presso il destinatario estero, precisando inoltre che la disciplina del rimborso non impone la prova dell’adempimento fiscale nello Stato di stabilimento. Accolti i primi due motivi e assorbito il terzo, la Corte ha cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario.

N. 19634

Cassazione, sentenza n. 19634 del 21/09/2020

Sentenza n. 19634 del 21/09/2020

Una società residente in altro Stato membro chiedeva il rimborso dell’eccedenza IVA detraibile maturata per operazioni passive in Italia, sostenendo che la locazione di piazzole di sosta fosse accessoria ai servizi turistici prestati all’estero. La Cassazione ha ritenuto le locazioni territorialmente effettuate in Italia, perché relative a immobili qui ubicati, escludendo che l’unitarietà economica delle prestazioni modificasse tale criterio. Ha quindi rigettato il ricorso, confermando il diniego di rimborso e compensando integralmente le spese.

N. 19662

Cassazione, sentenza n. 19662 del 21/09/2020

Sentenza n. 19662 del 21/09/2020

Una società a partecipazione pubblica contestava il recupero dell’esenzione triennale dall’IRPEG qualificata come aiuto di Stato incompatibile, sostenendo fra l’altro che le attività svolte non fossero aperte alla concorrenza. La Cassazione ha escluso che il giudice nazionale possa riesaminare la compatibilità già valutata dalle istituzioni europee e ha ritenuto legittimo il recupero, salvo prova della regola “de minimis” a carico della beneficiaria. Ha tuttavia giudicato fondata la censura sul calcolo degli interessi: la contestazione proposta in appello non era nuova e il tasso doveva essere ricalcolato annualmente, non ogni cinque anni.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Estero
  • Contenzioso
N. 19633

Cassazione, sentenza n. 19633 del 21/09/2020

Tributi doganali - Accertamento - Sanzioni - Cumulo giuridico.

La controversia riguardava la riclassificazione doganale di un fluoroelastomero, con recupero dei maggiori dazi e applicazione delle sanzioni, nonché il cumulo giuridico riconosciuto dai giudici di merito. La Cassazione ha respinto le contestazioni della contribuente sulla classificazione, sul legittimo affidamento, sulla colpevolezza e sull’incertezza normativa. Accogliendo invece la censura dell’Agenzia delle Dogane, ha affermato che la continuazione tra violazioni commesse in periodi d’imposta diversi non opera in materia doganale, dove ciascuna importazione costituisce un’operazione autonoma.

  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
N. 19658

Cassazione, ordinanza n. 19658 del 21/09/2020

Accertamento induttivo - Assenza di inventario di fine esercizio - Legittimità.

Una società di persone e i soci impugnavano accertamenti e cartelle fondati su numerose irregolarità contabili, contestando sia la motivazione della CTR sia il ricorso al metodo induttivo. La Cassazione ha ritenuto valida la motivazione che recepisce consapevolmente un atto di parte e ha ribadito che la mancata redazione dell’inventario, impedendo il controllo analitico delle rimanenze, può da sola rendere complessivamente inattendibili le scritture e giustificare l’accertamento induttivo. Considerato anche l’insieme delle ulteriori anomalie contabili e l’assenza di prova contraria, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19647

Cassazione, sentenza n. 19647 del 21/09/2020

Sentenza n. 19647 del 21/09/2020

Per acquisti intracomunitari di autovetture tramite un soggetto interposto, la CTR aveva negato sia la detrazione IVA sia la deduzione dei costi ai fini IRES e IRAP. La Cassazione ha confermato l’indetraibilità dell’IVA, ritenendo non dimostrata la buona fede della società nella frode soggettiva, ma ha distinto tale profilo dalla deducibilità: per operazioni effettive e inerenti, documentate da fatture false solo quanto al fornitore, i costi possono essere deducibili se ricorrono i requisiti generali. Accolte le relative censure, la sentenza è stata cassata con rinvio per il riesame delle imposte dirette e dell’IRAP.

N. 19646

Cassazione, sentenza n. 19646 del 21/09/2020

Sentenza n. 19646 del 21/09/2020

L’accertamento riguardava acquisti intracomunitari di autovetture effettuati tramite società interposte, con recupero dell’IVA detratta e dei costi dedotti ai fini IRES e IRAP. La Cassazione ha ritenuto sufficiente la riproduzione nel processo verbale del contenuto essenziale degli atti relativi ai soggetti interposti e ha confermato le valutazioni sulla frode IVA, reputando neutrali la regolarità formale e i prezzi di mercato. Ha però accolto la censura di omessa pronuncia sulla deducibilità dei costi relativi a operazioni soggettivamente inesistenti, cassando con rinvio affinché la CTR verifichi i requisiti applicabili, ferma l’indetraibilità dell’IVA.

N. 19645

Cassazione, sentenza n. 19645 del 21/09/2020

Sentenza n. 19645 del 21/09/2020

Dopo una cartella non impugnata, una società contestava l’intimazione di pagamento sostenendo che la notificazione dell’atto presupposto fosse nulla; la CTP aveva accolto il ricorso, mentre la CTR aveva ritenuto valida la procedura adottata. La Cassazione ha precisato che gli atti tributari destinati a una persona giuridica vanno notificati presso la sede e, ove ciò sia impossibile, al rappresentante fisico; falliti anche tali tentativi, sono applicabili le forme previste per l’irreperibilità. Poiché la società risultava irreperibile nell’ultimo domicilio fiscale conosciuto, la Corte ha rigettato il ricorso e confermato la validità della notificazione.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 19644

Cassazione, sentenza n. 19644 del 21/09/2020

Sentenza n. 19644 del 21/09/2020

La controversia riguardava le accise sull’energia elettrica fornita da un consorzio autoproduttore alle imprese consorziate e l’incidenza del legittimo affidamento generato dalla precedente condotta dell’Amministrazione. La Cassazione ha escluso l’esenzione, poiché utilizzatori e produttore sono soggetti giuridici distinti, e ha precisato che la buona fede può eliminare sanzioni, interessi e conseguenze accessorie, ma non il tributo; inoltre, la risposta a interpello vincola solo per la fattispecie considerata e non era stata trascritta integralmente. Il ricorso della contribuente è stato rigettato, con compensazione delle spese.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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