Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 23503

Cassazione, sentenza n. 23503 del 28/09/2018

Sentenza n. 23503 del 28/09/2018

L’accertamento contestava la residenza fiscale estera di una contribuente trasferita in un territorio a fiscalità privilegiata, mentre i giudici di merito avevano ritenuto provato che il centro principale degli interessi e degli affetti fosse all’estero. La Cassazione ricorda che la presunzione di residenza in Italia impone al contribuente di dimostrare la recisione dei rapporti significativi con il territorio nazionale. Tuttavia, le censure dell’Agenzia miravano in concreto a una nuova valutazione delle prove, non consentita come violazione di legge: il ricorso è pertanto rigettato.

N. 23502

Cassazione, sentenza n. 23502 del 28/09/2018

Sentenza n. 23502 del 28/09/2018

La società chiedeva la revocazione di una precedente sentenza di legittimità che, riconosciuta tempestiva l’attività di accertamento, aveva deciso la causa nel merito senza esaminare le ulteriori questioni rimaste assorbite nei due gradi precedenti. La Cassazione ravvisa un errore revocatorio nell’omessa percezione di tali motivi, mai decisi e quindi non coperti da giudicato; la loro mancata riproposizione nel precedente giudizio di legittimità non ne eliminava la decisività. Revoca la precedente pronuncia nella parte interessata e rinvia alla CTR, in diversa composizione, per l’esame delle questioni residue.

N. 23501

Cassazione, sentenza n. 23501 del 28/09/2018

Sentenza n. 23501 del 28/09/2018

La controversia verteva su ruoli tributari impugnati per omessa notificazione delle cartelle e prescrizione dei crediti, contestazioni accolte nei gradi di merito. La Cassazione esclude il litisconsorzio necessario con l’ente creditore: se chiamato in giudizio, spetta all’agente della riscossione coinvolgerlo per evitare di rispondere dell’esito della lite. Aggiunge che la notificazione deve essere provata con gli atti previsti dalla legge, senza che la scadenza dell’obbligo quinquennale di conservazione renda sufficienti estratti informatici; non essendo dimostrato neppure il raggiungimento dello scopo, rigetta il ricorso.

N. 23500

Cassazione, sentenza n. 23500 del 28/09/2018

Sentenza n. 23500 del 28/09/2018

L’avviso aveva determinato maggiori ricavi mediante studi di settore, con conseguenti IVA, IRAP e IRES; la società sosteneva che le condizioni del proprio mercato giustificassero lo scostamento. La Cassazione ribadisce che gli standard acquistano valore di presunzioni qualificate dopo il contraddittorio obbligatorio e che l’Ufficio deve confrontarsi con le giustificazioni offerte, mentre il contribuente può fornire ampia prova contraria. Poiché il contraddittorio era stato instaurato, i ricavi erano stati ridotti e la CTR aveva motivatamente giudicato insufficienti le ulteriori prove, il ricorso è rigettato.

N. 23499

Cassazione, sentenza n. 23499 del 28/09/2018

Sentenza n. 23499 del 28/09/2018

Un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale aveva dichiarato ma non versato l’IRAP; impugnata la cartella da controllo automatizzato, la CTR aveva escluso l’autonoma organizzazione. La Cassazione chiarisce che chi ritratta l’assoggettamento indicato nella propria dichiarazione deve provare l’assenza del presupposto impositivo, ma rileva che il giudice d’appello non aveva invertito tale onere: aveva valutato spazi e attrezzature minimi, capitali non ingenti e un solo dipendente part-time. Trattandosi di apprezzamento di merito adeguatamente motivato, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 23498

Cassazione, sentenza n. 23498 del 28/09/2018

Sentenza n. 23498 del 28/09/2018

La contribuente aveva impugnato una cartella relativa alla plusvalenza da cessione di un terreno edificabile, deducendo questioni attinenti alla pretesa già contenuta nell’avviso di accertamento; la CTR aveva reputato quest’ultimo non notificato e annullato la cartella. La Cassazione afferma che, nella notificazione per irreperibilità relativa, la procedura si perfeziona con la ricezione della raccomandata informativa o, comunque, dopo dieci giorni dalla spedizione, qui documentata. Divenuto definitivo l’avviso non impugnato, le contestazioni sul merito erano precluse: la Corte cassa la sentenza e dichiara inammissibile il ricorso originario.

N. 23497

Cassazione, sentenza n. 23497 del 28/09/2018

Sentenza n. 23497 del 28/09/2018

L’accertamento induttivo aveva ricostruito, ai fini IRPEG, IRAP e IVA, maggiori ricavi derivanti da presunte vendite di autoveicoli senza fattura; la società sosteneva che l’apparente perdita sull’usato dipendesse dalla sua supervalutazione nell’ambito della vendita di vetture nuove. La Cassazione conferma la legittimità della motivazione dell’atto mediante rinvio al verbale della Guardia di Finanza, conosciuto dal contribuente. Cassa però la sentenza perché la CTR non aveva risposto alle specifiche contestazioni sulla ricostruzione dei ricavi e rinvia allo stesso giudice regionale in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 23496

Cassazione, sentenza n. 23496 del 28/09/2018

Sentenza n. 23496 del 28/09/2018

L’accertamento induttivo per il 1999 aveva ricostruito maggiori ricavi ai fini IRPEG, IRAP e IVA sulla base di presunte vendite di autoveicoli senza fattura; la società attribuiva l’apparente perdita sull’usato alla supervalutazione praticata nella vendita di vetture nuove. La Cassazione ritiene valida la motivazione dell’avviso mediante rinvio al verbale della Guardia di Finanza, del quale non era stata negata la conoscenza. Accoglie tuttavia la censura sulla motivazione della CTR, rimasta priva di risposta rispetto alle specifiche deduzioni economiche, e rinvia per un nuovo giudizio.

  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 23495

Cassazione, sentenza n. 23495 del 28/09/2018

Sentenza n. 23495 del 28/09/2018

La controversia concerne l’assoggettamento a IVA delle locazioni e cessioni immobiliari svolte da un fondo pensione, che l’Agenzia riteneva esercitate stabilmente come attività economica, mentre la CTR le aveva ricondotte alla finalità previdenziale. La Cassazione afferma che la soggettività IVA dipende dall’esercizio indipendente e stabile di un’attività volta a ricavare introiti, non dallo scopo istituzionale; l’esenzione per la gestione del fondo, se equiparabile a un fondo d’investimento, riguarda le attività specificamente individuate e richiede che gli affiliati sopportino il rischio. Il ricorso dell’Agenzia è accolto, con cassazione e rinvio per gli accertamenti di fatto.

  • IVA
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23620

Cassazione, sentenza n. 23620 del 28/09/2018

Sentenza n. 23620 del 28/09/2018

Una struttura sanitaria convenzionata aveva ottenuto in appello il riconoscimento dei crediti per prestazioni riabilitative, dopo che il primo giudice aveva applicato la regressione tariffaria; l’azienda sanitaria ricorreva contestando la giurisdizione del giudice ordinario. La Cassazione non ha esaminato tale censura, poiché il ricorso era stato notificato oltre sessanta giorni dalla valida notificazione via PEC della sentenza al difensore. Ha precisato che l’indirizzo comunicato all’ordine professionale integra il domicilio digitale e che le omissioni formali dedotte non invalidano la notifica quando lo scopo è raggiunto, dichiarando il ricorso inammissibile.

N. 23494

Cassazione, sentenza n. 23494 del 28/09/2018

Sentenza n. 23494 del 28/09/2018

Una verifica aveva contestato l’impiego di fatture riferite a operazioni parzialmente inesistenti e l’omessa registrazione di acquisti intracomunitari, con recupero di IRES, IRAP e IVA e applicazione delle sanzioni; la CTR aveva parzialmente accolto l’appello dell’Agenzia. La Cassazione ritiene che le doglianze sulla valutazione delle prove, comprese le risultanze penali, sollecitassero una diversa ricostruzione del merito e conferma che l’omessa annotazione degli acquisti intracomunitari nelle liquidazioni periodiche costituisce violazione sostanziale, potendo incidere sull’imponibile e sul versamento. Il ricorso della contribuente è integralmente rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 23509

Cassazione, sentenza n. 23509 del 28/09/2018

Sentenza n. 23509 del 28/09/2018

La controversia verteva su un accertamento induttivo ILOR nei confronti di una società di persone, confermato in appello con riduzione della percentuale di ricarico, mentre i conseguenti accertamenti dei soci erano trattati separatamente. La Cassazione ha rilevato che la rettifica del reddito sociale e la sua imputazione automatica ai soci riguardano inscindibilmente società e componenti, salvo questioni esclusivamente personali, configurando un litisconsorzio necessario originario. Per la mancata partecipazione dei soci ha dichiarato nullo l’intero giudizio, cassato entrambe le decisioni di merito e rinviato alla CTP.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di persone
N. 23493

Cassazione, sentenza n. 23493 del 28/09/2018

Sentenza n. 23493 del 28/09/2018

Gli accertamenti riguardavano operazioni ritenute parzialmente inesistenti e irregolarità nella registrazione di acquisti intracomunitari, con riprese per IRES, IRAP e IVA; la CTR aveva parzialmente accolto l’appello dell’Agenzia sulla base delle fatture e di un file contenente dati contabili difformi dal bilancio ufficiale. La Cassazione respinge le contestazioni sulla motivazione, sulle prove e sulla sanzione IVA, ma applica d’ufficio la disciplina retroattiva che esclude dal reddito i componenti positivi direttamente collegati ai costi di operazioni oggettivamente inesistenti, entro il limite dei costi indeducibili. La sentenza è quindi cassata limitatamente a tale profilo, con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 23508

Cassazione, sentenza n. 23508 del 28/09/2018

Sentenza n. 23508 del 28/09/2018

L’accertamento IRPEF aveva disconosciuto gli effetti della rivalutazione di un terreno, assoggettata a imposta sostitutiva, perché il bene era stato successivamente ceduto a un prezzo inferiore al valore periziato; la CTR aveva ritenuto che ciò implicasse rinuncia al regime. La Cassazione ha invece affermato che il minor prezzo di vendita non determina decadenza dal beneficio né consente all’ufficio di ricalcolare la plusvalenza secondo i criteri ordinari, pur non permettendo il recupero di minusvalenze. Ha accolto i motivi sul punto, cassato la sentenza e rinviato alla CTR per una nuova valutazione.

N. 23492

Cassazione, sentenza n. 23492 del 28/09/2018

IVA - Momento impositivo - Cessione all' esportazione - Cessione di merci tra soggetti residenti nel territorio nazionale - Cessione a soggetto residente all'estero - Esenzione dall' IVA - Applicabilità.

La controversia riguarda due successive cessioni nazionali di merci destinate all’esportazione, fatturate senza IVA, nonché il trattamento dei trasporti connessi e la deducibilità di spese di rappresentanza; la CTR aveva negato la non imponibilità perché la contribuente aveva ceduto i beni a un altro soggetto italiano. La Cassazione precisa che l’unico trasporto all’estero può essere imputato a una sola cessione, da individuare verificando quando sia stato trasferito all’acquirente finale il potere di disporre dei beni e quando sia avvenuto l’imbarco. Accolte anche ulteriori censure, la sentenza è cassata nei limiti indicati, con rinvio.

  • IVA
  • Estero
  • Spese di rappresentanza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 23507

Cassazione, sentenza n. 23507 del 28/09/2018

Sentenza n. 23507 del 28/09/2018

Il contribuente chiedeva il rimborso parziale dell’imposta sostitutiva versata per una prima rivalutazione di partecipazioni non qualificate, dopo avere effettuato una nuova rideterminazione e pagato un’ulteriore imposta; la CTP aveva respinto la domanda, mentre la CTR l’aveva accolta. La Cassazione ha ritenuto che, anche prima dell’espressa disciplina del 2011, il divieto generale di doppia imposizione consentisse il rimborso, entro il limite dell’importo dovuto per l’ultima rivalutazione. Poiché l’istanza risultava tempestiva rispetto al secondo pagamento e tale punto non era specificamente censurato, ha rigettato il ricorso dell’Agenzia.

N. 23491

Cassazione, sentenza n. 23491 del 28/09/2018

Sentenza n. 23491 del 28/09/2018

L’accertamento aveva disconosciuto, tra l’altro, gli effetti fiscali della rivalutazione di automezzi aziendali perché non estesa a tutti i beni della stessa categoria omogenea; i giudici di merito avevano invece accolto la posizione della contribuente. La Cassazione afferma che l’esclusione anche di alcuni beni determina il disconoscimento degli effetti fiscali della rivalutazione per l’intera categoria e che una circolare amministrativa non può introdurre una sanatoria dell’obbligazione tributaria, potendo rilevare soltanto per sanzioni e interessi in relazione all’affidamento. Accolto il motivo dell’Agenzia, la sentenza è cassata nei limiti indicati e rinviata alla CTR.

  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 23506

Cassazione, sentenza n. 23506 del 28/09/2018

Sentenza n. 23506 del 28/09/2018

Una dichiarazione integrativa IVA aveva esposto un credito non dovuto, poi non rimborsato né utilizzato; la CTR, recepita la riduzione dell’imposta richiesta dall’ufficio, aveva ridotto automaticamente anche la sanzione. La Cassazione ha stabilito che la comunicazione libera non sostituisce una rituale dichiarazione integrativa e che l’indicazione del credito inesistente costituisce una violazione di pericolo, sanzionabile anche senza effettivo utilizzo. Ha però richiesto una quantificazione proporzionata alle circostanze concrete, cassando sul punto e rinviando alla CTR per graduare la sanzione.

N. 13494

Cassazione, sentenza n. 13494 del 28/09/2018

Sentenza n. 13494 del 28/09/2018

L’avviso traeva origine dall’utilizzo di fatture relative a operazioni ritenute parzialmente inesistenti e dall’omessa registrazione di acquisti intracomunitari, con recupero di IRES, IRAP e IVA e irrogazione delle sanzioni; la CTR aveva accolto parzialmente l’appello dell’Agenzia. La Cassazione giudica infondate o inammissibili le censure sulla valutazione delle prove e sull’assoluzione penale, rilevando che il giudice d’appello aveva esposto una motivazione riconoscibile. Conferma inoltre la natura sostanziale dell’omessa annotazione degli acquisti intracomunitari nelle liquidazioni periodiche, perché idonea a incidere sull’imponibile e sul versamento, e rigetta integralmente il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 23505

Cassazione, sentenza n. 23505 del 28/09/2018

Sentenza n. 23505 del 28/09/2018

La controversia riguardava un accertamento sintetico fondato sull’acquisto oneroso di un credito IVA, considerato indice di capacità di spesa e imputato agli anni precedenti. La Cassazione precisa che l’autenticazione delle sottoscrizioni non attribuisce fede privilegiata al contenuto della scrittura privata, che resta contestabile; tuttavia, la cessione del credito dietro corrispettivo poteva sostenere la presunzione di maggior reddito. Poiché il giudice di merito aveva motivatamente ritenuto inidonea la prova contraria del contribuente, la Corte rigetta il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario

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