Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.961 documenti

N. 8821

Cassazione, sentenza n. 8821 del 29/03/2019

Sentenza n. 8821 del 29/03/2019

A seguito dell’omessa dichiarazione dei redditi di una società di capitali, l’Agenzia aveva determinato induttivamente costi e ricavi utilizzando le dichiarazioni periodiche IVA; in appello la contribuente aveva poi invocato ulteriori componenti relativi a luglio 2001. La Cassazione esclude che la rideterminazione operata in primo grado, fondata sui dati forniti dalla stessa società e a essa più favorevole, introducesse una nuova pretesa. Conferma inoltre che l’allegazione dei dati di luglio costituiva un fatto nuovo, non un semplice documento, e non poteva essere proposta per la prima volta in appello; il ricorso è pertanto rigettato.

  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 8820

Cassazione, sentenza n. 8820 del 29/03/2019

Sentenza n. 8820 del 29/03/2019

La contribuente chiedeva il rimborso della ritenuta IRPEF del 20% applicata dal Comune al risarcimento liquidato per l’occupazione senza titolo di un terreno, ritenendo la fattispecie estranea alla disciplina delle acquisizioni coattive; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Cassazione stabilisce invece che anche il risarcimento per occupazione priva ab origine di titolo costituisce una plusvalenza tassabile, se percepito dopo l’entrata in vigore della disciplina richiamata, e considera manifestamente infondata la prospettata questione di legittimità. La sentenza è cassata con rinvio per determinare l’effettiva composizione dell’imponibile soggetto alla ritenuta.

N. 8616

Cassazione, sentenza n. 8616 del 28/03/2019

Sentenza n. 8616 del 28/03/2019

La controversia riguardava il diniego di rimborso dell’imposta di consumo sugli oli lubrificanti destinati a usi diversi dalla combustione e carburazione, che i giudici di merito avevano annullato ritenendo il prelievo incompatibile con il diritto unionale. La Cassazione ha affermato che, per i presupposti successivi al 31 dicembre 2003, l’articolo 62 del decreto legislativo n. 504 del 1995 è rimasto vigente e il contrasto con la disciplina europea è venuto meno con la direttiva 2003/96/CE. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane e respinto nel merito la domanda della contribuente.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8630

Cassazione, sentenza n. 8630 del 28/03/2019

IMPUGNAZIONI CIVILI - REVOCAZIONE (GIUDIZIO DI) - MOTIVI DI REVOCAZIONE - CONTRASTO DI GIUDICATI Decisioni della Corte di cassazione - Revocazione ex art. 395, comma 1, n. 5), c.p.c. - Inammissibilità - Contrasto con il principio unionale di effettività della tutela giurisdizionale - Esclusione - Fondamento.

I contribuenti chiedevano la revocazione di una precedente sentenza di Cassazione relativa al rimborso di sanzioni per tardivo pagamento dell’imposta di successione, sostenendo un errore sulla presenza di un atto autonomamente impugnabile e il contrasto con precedenti giudicati. La Corte esclude l’errore revocatorio perché la natura e l’impugnabilità dell’atto erano state oggetto di dibattito e valutazione, non di una mera svista percettiva; ribadisce inoltre che il contrasto di giudicati non consente la revocazione delle proprie decisioni e che tale limite è compatibile con Costituzione e diritto unionale. Il ricorso è dichiarato inammissibile.

N. 8629

Cassazione, sentenza n. 8629 del 28/03/2019

Sentenza n. 8629 del 28/03/2019

Per l’ICI 2006, la CTR aveva negato le agevolazioni relative all’abitazione principale e agli immobili concessi gratuitamente ai figli, valorizzando la separazione catastale delle unità, la residenza anagrafica e il mancato uso del modulo comunale. La Cassazione chiarisce che la dimora abituale può essere provata con qualsiasi mezzo idoneo, che le risultanze anagrafiche hanno valore presuntivo e che una comunicazione via fax con dichiarazioni allegate non è priva, per ciò solo, di rilievo indiziario. Censura inoltre l’applicazione all’ICI della diversa regola IMU sull’accatastamento unitario, ferma la verifica concreta spettante al giudice di merito.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8628

Cassazione, sentenza n. 8628 del 28/03/2019

Sentenza n. 8628 del 28/03/2019

Nell’accertamento ICI per il 2005, il giudice regionale aveva escluso il trattamento agevolato sia per due unità catastalmente distinte utilizzate congiuntamente, sia per quelle concesse ai figli, ritenendo indispensabili residenza anagrafica e modulistica comunale. La Cassazione osserva che l’abitazione principale dipende dall’effettiva dimora abituale, dimostrabile anche mediante utenze e altri elementi, mentre le risultanze anagrafiche non sono decisive e gli atti notori possono avere valore indiziario. Ritiene inoltre erroneo subordinare l’agevolazione ICI alla preventiva fusione catastale, regola riferita dalla CTR alla disciplina IMU.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8627

Cassazione, sentenza n. 8627 del 28/03/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI - ICI - Detrazione di cui all'art. 8, comma 2, del d.lgs. n. 504 del 1992 - Abitazione principale - Residenza anagrafica nell'immobile - Presunzione - Prova contraria - Ammissibilità - Contemporaneo utilizzo di più unità catastali - Possibilità - Conseguenze.

La lite sull’ICI 2004 verteva sull’agevolazione per l’abitazione principale, composta da più unità catastali, e per immobili concessi gratuitamente ai figli; la CTR l’aveva negata per difetto di fusione catastale e della comunicazione sul modello comunale. La Cassazione afferma che la residenza anagrafica costituisce soltanto una presunzione e che conta l’utilizzazione effettiva quale dimora abituale, provabile con mezzi idonei. Il beneficio può riguardare più unità contemporaneamente utilizzate come unica abitazione, purché il complesso non trascenda la categoria catastale originaria, restando unica la detrazione; la decisione regionale viene censurata nei limiti indicati.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8626

Cassazione, sentenza n. 8626 del 28/03/2019

Sentenza n. 8626 del 28/03/2019

La controversia riguardava la rettifica ICI per il 2004 e 2005 su terreni che la CTR aveva ritenuto non edificabili per insufficienza della prova comunale e mancata inclusione nei piani di lottizzazione. La Cassazione ha stabilito che rileva la qualificazione edificatoria contenuta nel piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione regionale e dagli strumenti attuativi, mentre non incidono le successive vicende del piano. Ha quindi accolto il ricorso comunale, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, respinto il ricorso originario della contribuente, con compensazione delle spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8625

Cassazione, sentenza n. 8625 del 28/03/2019

Sentenza n. 8625 del 28/03/2019

La controversia verteva sulla sanzione ICI confermata dalla CTR dopo che le parti avevano concordato l’entità dell’imposta residua: l’avviso contestava l’omessa dichiarazione, mentre il giudice aveva ricondotto la condotta all’insufficiente versamento. La Cassazione ha distinto la violazione dichiarativa da quella concernente il versamento e ha escluso che il giudice possa contestare d’ufficio un illecito diverso, alterando il fatto posto nell’atto impositivo e violando la corrispondenza tra chiesto e pronunciato. Ha pertanto cassato la decisione e dichiarato non dovute le sanzioni, assorbendo la censura sulle spese d’appello.

N. 8623

Cassazione, sentenza n. 8623 del 28/03/2019

Sentenza n. 8623 del 28/03/2019

La società contestava gli accertamenti ICI per il 2008 e 2009, sostenendo che i terreni non fossero concretamente edificabili perché il Comune aveva negato le autorizzazioni e che, comunque, il valore venale dovesse essere ridotto. La Cassazione ha affermato che conta la potenzialità edificatoria risultante dal piano regolatore adottato, non eliminata dai dinieghi, e ha ritenuto insindacabile la valutazione di merito che aveva confermato la stima comunale anche in base al prezzo di acquisto. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna della società alle spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8622

Cassazione, sentenza n. 8622 del 28/03/2019

Sentenza n. 8622 del 28/03/2019

La lite riguardava la maggiore ICI richiesta per il 2009 su fabbricati in rovina, iscritti in categoria catastale F/2, che la CTR aveva trattato come area edificabile. La Cassazione ha chiarito che l’unità collabente, priva di rendita, non presenta una base imponibile come fabbricato e non può essere tassata attraverso il valore del terreno sottostante, poiché l’area resta già edificata finché non intervenga la demolizione o un’altra fattispecie prevista dalla legge. Ha cassato la decisione e, pronunciando nel merito, accolto il ricorso originario della società.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8621

Cassazione, sentenza n. 8621 del 28/03/2019

Sentenza n. 8621 del 28/03/2019

La controversia concerneva la maggiore ICI liquidata per il 2008 su fabbricati collabenti censiti in categoria F/2, dopo che la CTR aveva qualificato come edificabile l’area sulla quale insistevano. La Cassazione ha rilevato che tali immobili, pur in rovina, conservano natura di fabbricati fino alla demolizione e, essendo privi di rendita, non offrono una base imponibile; il Comune non può sostituirla con il valore venale dell’area già edificata. Accolti i motivi centrali, la Corte ha cassato la sentenza e deciso nel merito in favore della società contribuente.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8620

Cassazione, sentenza n. 8620 del 28/03/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI - ICI - Unità collabente - Conforme iscrizione catastale in categoria F/2 - Imponibilità - Esclusione - Riferimento al valore venale dell'area su cui il fabbricato è edificato - Esclusione - Fondamento.

L’accertamento riguardava l’ICI 2007 applicata a fabbricati collabenti iscritti in categoria F/2, rispetto ai quali la CTR aveva valorizzato l’edificabilità dell’area sottostante. La Cassazione ha escluso sia la tassazione come fabbricato, per mancanza di rendita, sia quella come area edificabile: l’area resta edificata fino all’eventuale demolizione, momento dal quale può acquistare autonoma rilevanza imponibile. La Corte ha accolto i motivi relativi alla natura degli immobili, cassato la decisione e accolto nel merito il ricorso originario della società, assorbendo le questioni sulla motivazione dell’atto.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8531

Cassazione, sentenza n. 8531 del 27/03/2019

Sentenza n. 8531 del 27/03/2019

La contribuente aveva reiterato una domanda di rimborso ICI dopo un primo diniego non impugnato, sostenendo che la rendita fosse divenuta definitiva soltanto con il rilascio dei titoli edilizi in sanatoria. La Cassazione ha rilevato che non era stato indicato dove la questione relativa alle carenze informative del primo diniego fosse stata tempestivamente dedotta nei precedenti gradi; nel processo tributario, infatti, l’oggetto resta delimitato dai motivi specifici originariamente proposti. I primi due motivi sono stati dichiarati inammissibili e gli altri assorbiti.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8513

Cassazione, sentenza n. 8513 del 27/03/2019

RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE - RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE SUI REDDITI - MODALITA' DI RISCOSSIONE - RISCOSSIONE MEDIANTE RUOLI - ISCRIZIONE A RUOLO - IN BASE AD ACCERTAMENTI NON DEFINITIVI - IN GENERE Riscossione dazi e diritti doganali in pendenza di giudizio e prima della decisione - Limiti - Esclusione - Fondamento.

Una società contestava la cartella emessa per l’intero ammontare di dazi e diritti doganali mentre era ancora pendente il giudizio sull’avviso di rettifica, invocando la riscossione frazionata. La Cassazione ha affermato che tale disciplina opera dopo una decisione giudiziale e che, prima della pronuncia di primo grado, nessuna norma doganale limita l’importo iscrivibile a ruolo; il ricorso, inoltre, non sospende di per sé l’esecuzione. Sulle questioni riportate nei dati, la Corte ha pertanto dichiarato infondati i primi due motivi della contribuente.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8560

Cassazione, ordinanza n. 8560 del 27/03/2019

Ordinanza n. 8560 del 27/03/2019

L’Agenzia delle Entrate contestava la decisione d’appello che aveva annullato un accertamento sul reddito d’impresa per inosservanza del termine dilatorio successivo alla verifica; preliminarmente deduceva però l’inesistenza della notificazione dell’appello eseguita via PEC nel 2011. La Cassazione ha ritenuto tale modalità allora non ammessa nel processo tributario, poiché mancava una specifica disciplina tecnica applicabile, e quindi totalmente priva di effetti, con conseguente passaggio in giudicato della sentenza di primo grado. Ha cassato senza rinvio perché il processo non poteva proseguire, dichiarando assorbita la questione sul termine di sessanta giorni.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
N. 8530

Cassazione, sentenza n. 8530 del 27/03/2019

Sentenza n. 8530 del 27/03/2019

Dopo un accertamento con adesione relativo all’ICI su aree edificabili, il Comune aveva emesso ulteriori avvisi per un fabbricato non dichiarato nelle stesse annualità; le contribuenti ritenevano preclusa ogni nuova verifica. La Cassazione ha chiarito che l’intangibilità dell’accordo riguarda soltanto quanto ne costituisce oggetto e non impedisce accertamenti su altri immobili, poiché le obbligazioni ICI concernono ciascun cespite e non l’intera massa patrimoniale. Dichiarate inammissibili le ulteriori doglianze processuali e motivazionali, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
N. 8512

Cassazione, sentenza n. 8512 del 27/03/2019

Sentenza n. 8512 del 27/03/2019

Un contribuente chiedeva la revocazione di un’ordinanza della Cassazione che aveva accolto il ricorso dell’Agenzia, deducendo che tale impugnazione non gli era stata notificata presso il domicilio eletto e che ne aveva appreso l’esistenza soltanto con la successiva cartella. La Corte ha riconosciuto un errore revocatorio di natura percettiva: la precedente decisione aveva implicitamente supposto valida una notificazione eseguita in una città diversa, senza prova del completamento del procedimento notificatorio. Ha quindi revocato l’ordinanza e dichiarato inammissibile l’originario ricorso dell’Agenzia, compensando le spese.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
N. 8545

Cassazione, sentenza n. 8545 del 27/03/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI - Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Base imponibile - Area fabbricabile - Criterio del valore commerciale complessivo - Determinazione - Modalità.

La contribuente contestava un nuovo accertamento ICI su un’area compresa in un piano di lottizzazione, invocando il precedente giudicato e valori inferiori per le porzioni destinate a infrastrutture e servizi pubblici. La Cassazione ha escluso il vincolo, poiché la precedente decisione non aveva stabilito l’estensione imponibile, e ha affermato che il valore commerciale complessivo può essere determinato mediante indici medi riferiti all’intera area, considerando i diversi livelli di edificabilità; i valori comunali minimi non vincolano inoltre l’ente in rettifica. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8529

Cassazione, sentenza n. 8529 del 27/03/2019

TRIBUTI - ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - TIPI E SISTEMI DI ACCERTAMENTO - ACCERTAMENTO CATASTALE (CATASTO) - IN GENERE Classamento - Fabbricati a destinazione speciale o particolare - Stima diretta - Sopralluogo - Necessità - Limiti.

La lite verteva sulla rendita di un albergo in categoria D e sui conseguenti accertamenti ICI: la CTR aveva ritenuto tardiva l’impugnazione della rendita, reputandola già notificata con precedenti avvisi poi annullati in autotutela. La Cassazione ha escluso tale decadenza, perché quegli atti non indicavano chiaramente la rendita e il loro annullamento aveva eliminato anche gli effetti notificatori. Per gli immobili a destinazione speciale la stima diretta non richiede necessariamente un sopralluogo, ma deve risultare in modo specifico e motivato; la sentenza è stata cassata, con annunciata decisione nel merito non riportata nel testo disponibile.

  • Accertamento fiscale
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Autotutela
  • Processo tributario

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.