Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 16697

Cassazione, sentenza n. 16697 del 21/06/2019

Sentenza n. 16697 del 21/06/2019

Gli accertamenti recuperavano IRPEG, IRAP e IVA nei confronti di società formalmente olandesi, ritenute fiscalmente residenti in Italia per la localizzazione della sede amministrativa e della direzione effettiva. La Corte considera sanabili le irregolarità delle notifiche quando gli atti abbiano raggiunto lo scopo e conferma, sui profili esaminati, l’impostazione relativa all’esterovestizione; rileva però che la CTR non aveva deciso la contestazione sull’IVA applicata alle operazioni attive. Dichiarata l’estinzione per le società che avevano definito la lite, accoglie tale censura per le posizioni residue, cassa parzialmente e rinvia.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 16552

Cassazione, sentenza n. 16552 del 20/06/2019

Sentenza n. 16552 del 20/06/2019

Il contribuente aveva impugnato un’iscrizione ipotecaria, ritenuta illegittima nei due gradi di merito; l’agente della riscossione eccepiva però la tardività del ricorso, contestando che la notifica postale richiedesse una relata separata. La Cassazione afferma che la cartella e la comunicazione ipotecaria possono essere notificate direttamente per raccomandata: la notificazione si perfeziona alla ricezione risultante dall’avviso, senza necessità di relata. Poiché l’impugnazione era stata proposta oltre il termine decorrente dalla regolare ricezione, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, dichiara inammissibile il ricorso originario; le ulteriori questioni restano assorbite.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 16551

Cassazione, sentenza n. 16551 del 20/06/2019

Sentenza n. 16551 del 20/06/2019

La controversia riguardava una cartella ICI per gli anni 1999-2002, che la CTR aveva ritenuto valida, imponendo però al Comune di ricalcolare il tributo secondo le rendite catastali definitivamente accertate. La contribuente deduceva la decadenza dell’ente impositore, l’obbligo di annullare ruoli e cartella e l’irregolarità della notificazione postale. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso: le questioni non risultavano specificamente e tempestivamente introdotte nei precedenti gradi, mentre l’impugnazione della cartella dimostrava comunque che la notificazione aveva raggiunto il proprio scopo.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 16566

Cassazione, sentenza n. 16566 del 20/06/2019

Sentenza n. 16566 del 20/06/2019

Una cooperativa contestava gli accertamenti TARSU comunali per omessa dichiarazione, deducendo decadenza, carenze motivazionali, errata superficie imponibile e illegittimità della tariffa. La Corte ritiene tempestiva la notifica degli avvisi relativi alle annualità 2003-2007 e giudica inammissibili diverse censure per difetto di specificità e autosufficienza; precisa inoltre che può essere legittima una tariffa per strutture alberghiere superiore a quella delle abitazioni, data la diversa capacità di produrre rifiuti. Il ricorso è integralmente respinto, senza statuizione sulle spese perché il Comune non si era difeso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 16550

Cassazione, sentenza n. 16550 del 20/06/2019

Sentenza n. 16550 del 20/06/2019

La questione riguardava l’individuazione del soggetto passivo ICI per immobili trasferiti in un trust traslativo, che la CTR aveva identificato nel trustee quale proprietario risultante dai registri immobiliari. La Cassazione ha confermato che il trust, diversamente da quanto previsto specificamente ai fini IRES, non ha autonoma soggettività per l’ICI: il tributo grava sul trustee, titolare del diritto reale, senza che ciò contrasti con la segregazione patrimoniale. Il ricorso è stato rigettato, risultando inoltre inammissibile la censura generale sugli atti di destinazione.

  • Tributi locali
  • Trust
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 16565

Cassazione, sentenza n. 16565 del 20/06/2019

Sentenza n. 16565 del 20/06/2019

Il contribuente impugnava un preavviso di fermo riferito a quattro cartelle, contestando sia la notificazione degli atti presupposti sia, per una pretesa IRAP, l’esistenza di un’autonoma organizzazione. La Corte rileva che la CTR aveva motivato sulla regolarità della notifica e che il ricorso per cassazione non riproduceva integralmente le relate, impedendo la verifica autosufficiente della censura; la questione sostanziale IRAP era invece inammissibile perché non esaminabile dal giudice d’appello. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese nei confronti dell’agente della riscossione.

N. 16549

Cassazione, sentenza n. 16549 del 20/06/2019

Sentenza n. 16549 del 20/06/2019

L’Amministrazione aveva riqualificato come commerciale l’attività di un’associazione culturale, recuperando IVA e imposte sui redditi dopo avere rilevato servizi resi prevalentemente a enti pubblici e compensi orari ai soci qualificati come rimborsi. La Cassazione ha confermato l’ultrattività processuale dell’associazione non riconosciuta sciolta e la sua rappresentanza in prorogatio, dichiarando nuova la distinta questione della responsabilità personale della presidente. Ha inoltre giudicato sufficientemente specifico l’appello dell’Ufficio e non censurabile la valutazione della CTR sugli elementi che dimostravano l’attività imprenditoriale, respingendo le relative doglianze.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • Processo tributario
N. 16564

Cassazione, sentenza n. 16564 del 20/06/2019

Sentenza n. 16564 del 20/06/2019

Il contribuente contestava un’iscrizione ipotecaria su un immobile incluso in un fondo patrimoniale, oltre alle notifiche delle cartelle e alla pretesa IRAP sottostante. La Corte afferma che l’ipoteca per debiti tributari è ammissibile sui beni del fondo quando l’obbligazione sia funzionale ai bisogni familiari o il creditore non ne conosca l’estraneità; spetta al debitore provare sia tale estraneità sia la consapevolezza del creditore. Non avendo il contribuente assolto questo onere, l’iscrizione è ritenuta legittima e il ricorso viene rigettato, con condanna alle spese.

N. 16548

Cassazione, sentenza n. 16548 del 20/06/2019

Sentenza n. 16548 del 20/06/2019

La lite concerneva il diniego di definizione agevolata di una controversia relativa a un avviso di liquidazione dell’imposta di registro, collegato al classamento di un immobile non censito e alla conseguente attribuzione della rendita. Diversamente dalla CTR, la Cassazione ha ritenuto che la controversia avesse anche natura impositiva, poiché investiva l’accertamento e il classamento comunicato con la liquidazione, configurando quindi una lite fiscale pendente definibile. Accolto il ricorso, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR per un nuovo esame e per le spese.

  • Imposta di registro
  • Pace Fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 16563

Cassazione, sentenza n. 16563 del 20/06/2019

Sentenza n. 16563 del 20/06/2019

L’agente della riscossione impugnava l’annullamento di un’ipoteca iscritta su un immobile compreso in un fondo patrimoniale, disposto perché i debiti derivavano dall’attività professionale del contribuente. La Corte precisa che tale origine non dimostra automaticamente l’estraneità del debito ai bisogni familiari: il debitore deve provare sia l’estraneità sia la conoscenza della stessa da parte del creditore. Poiché la CTR non aveva verificato questi elementi, la sentenza è cassata e, non occorrendo ulteriori accertamenti, la Corte decide nel merito rigettando il ricorso originario del contribuente.

N. 16547

Cassazione, sentenza n. 16547 del 20/06/2019

Sentenza n. 16547 del 20/06/2019

Il contribuente contestava la cartella emessa mediante controllo automatizzato, sostenendo che il credito IVA riportato dopo l’omessa dichiarazione dell’anno precedente potesse essere disconosciuto soltanto con un ordinario avviso di accertamento. La Cassazione ha invece affermato che il raffronto tra la detrazione indicata e i dati dell’anagrafe tributaria sulla mancata dichiarazione costituisce controllo formale, privo di valutazioni estimative, legittimamente seguito da iscrizione a ruolo e cartella. Ritenuta altresì inammissibile e infondata la censura motivazionale, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 16562

Cassazione, sentenza n. 16562 del 20/06/2019

Sentenza n. 16562 del 20/06/2019

Più contribuenti avevano impugnato congiuntamente distinte iscrizioni ipotecarie, deducendo la mancata notifica delle cartelle presupposte; la CTR aveva escluso la valutabilità dei documenti prodotti dall’agente della riscossione soltanto in appello. La Corte conferma l’ammissibilità del ricorso cumulativo quando le domande dipendano da identiche questioni e riconosce la giurisdizione tributaria sulle iscrizioni ipotecarie, ma afferma che in appello possono essere depositati nuovi documenti anche se irritualmente prodotti in primo grado. Dichiarata cessata la materia per tre ipoteche cancellate, cassa con rinvio quanto alla posizione residua.

N. 16546

Cassazione, sentenza n. 16546 del 20/06/2019

Sentenza n. 16546 del 20/06/2019

Gli accertamenti recuperavano IRES verso due società già cancellate e imputavano maggiori redditi ai soci, assumendo l’indeducibilità di minusvalenze inserite in un disegno elusivo. La Cassazione ha escluso l’applicazione retroattiva dell’ultrattività fiscale quinquennale e rilevato che l’ex liquidatore non poteva rappresentare società estinte prima della notificazione; la sua eventuale responsabilità richiedeva un titolo autonomo. Ha inoltre accolto la censura dei soci sulla mancata osservanza delle garanzie del contraddittorio previste per l’accertamento elusivo, cassando le sentenze, dichiarando inammissibili i ricorsi dell’ex liquidatore e accogliendo quelli dei soci.

N. 16561

Cassazione, sentenza n. 16561 del 20/06/2019

Sentenza n. 16561 del 20/06/2019

Per gli anni 2000-2004 erano state contestate l’omessa indicazione nel quadro RW di certificati di deposito esteri e le relative sanzioni; i giudici di merito avevano annullato gli atti, rilevando anche la mancata prova dell’esportazione dei capitali. La Cassazione afferma che il processo verbale richiamato non doveva essere allegato, perché già sottoscritto e conosciuto dalla contribuente, ma dichiara inammissibili le censure sulle ulteriori ragioni della decisione, dirette a rivalutare i fatti. Il giudizio è estinto per definizione relativamente al 2001 e 2002, mentre il ricorso è inammissibile per le altre annualità.

  • Estero
  • Dichiarazioni
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 16545

Cassazione, sentenza n. 16545 del 20/06/2019

Sentenza n. 16545 del 20/06/2019

La controversia riguardava un accertamento fondato sugli studi di settore verso una società e la conseguente imputazione pro quota dei maggiori redditi ai soci di ristretta base partecipativa. La Cassazione ha ritenuto legittimo l’accertamento societario perché, dopo il contraddittorio, la contribuente aveva soltanto allegato il trasferimento dell’impianto e il rallentamento produttivo, senza fornire riscontri idonei a giustificare lo scostamento. Ha inoltre giudicato infondate le censure dei soci: l’accertamento dei ricavi extracontabili consente la presunzione di distribuzione, superabile provando estraneità alla gestione, accantonamento o reinvestimento degli utili.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 16560

Cassazione, sentenza n. 16560 del 20/06/2019

Sentenza n. 16560 del 20/06/2019

La controversia riguardava un’iscrizione ipotecaria e un fermo fondati su trentanove cartelle; la CTR aveva dichiarato tardivo l’appello dell’agente della riscossione, escludendo la sospensione feriale perché aveva qualificato la causa come opposizione agli atti esecutivi. La Cassazione precisa che ipoteca e fermo sono misure alternative all’espropriazione forzata e che la loro impugnazione, configurabile come azione di accertamento negativo, non segue gli schemi delle opposizioni esecutive. Accolto il motivo sul computo del termine, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame dell’appello; gli altri motivi sono dichiarati inammissibili.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 16544

Cassazione, sentenza n. 16544 del 20/06/2019

Sentenza n. 16544 del 20/06/2019

Una società contestava l’accertamento IVA e IRAP basato sugli studi di settore, allegando lo stallo dell’attività, rapporti interni societari ed errori contabili; la CTR aveva ritenuto tali elementi non provati né quantificati rispetto allo scostamento rilevato. La Cassazione ha ribadito che gli studi costituiscono strumenti di accertamento e richiedono un effettivo contraddittorio, nella specie instaurato. Poiché le critiche non affrontavano specificamente le ragioni della decisione e sollecitavano un nuovo esame del merito, la Corte le ha dichiarate in parte inammissibili e per il resto infondate, rigettando il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • IVA
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 16559

Cassazione, sentenza n. 16559 del 20/06/2019

Sentenza n. 16559 del 20/06/2019

Una società contestava un’iscrizione ipotecaria, deducendo questioni di giurisdizione, mancata indicazione del responsabile del procedimento, proporzionalità della garanzia e cumulo dei crediti iscritti a ruolo. La Cassazione ritiene rilevabile d’ufficio il difetto di giurisdizione in primo grado, considera mera irregolarità l’omessa indicazione del responsabile nell’atto ipotecario e afferma che, per raggiungere la soglia minima allora vigente, devono computarsi tutti i crediti a ruolo, compresi quelli non tributari; la questione di proporzionalità era invece nuova. Confermata anche la compensazione per soccombenza parziale, il ricorso è integralmente rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 16543

Cassazione, sentenza n. 16543 del 20/06/2019

Sentenza n. 16543 del 20/06/2019

Una società non residente chiedeva il rimborso dell’IVA sugli acquisti, mentre l’Amministrazione lo negava perché erano state rese in Italia prestazioni di alloggio mediante piazzole da campeggio; la CTR aveva considerato prevalente il più ampio servizio organizzato all’estero. La Cassazione ha stabilito che, per le prestazioni relative a immobili, prevale il criterio territoriale del luogo in cui il bene è situato, non superabile valorizzando l’unitarietà economica del servizio. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato la domanda originaria della contribuente.

N. 16558

Cassazione, sentenza n. 16558 del 20/06/2019

Sentenza n. 16558 del 20/06/2019

La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’agente della riscossione, ritenendolo privo di legittimazione dopo la riforma del servizio e soggetto al patrocinio dell’Avvocatura dello Stato. La Cassazione afferma che le società del gruppo sono succedute per legge nei rapporti controversi delle precedenti concessionarie ai sensi dell’articolo 111 del codice di procedura civile, senza perdere la legittimazione processuale, e che possono avvalersi di difensori del libero foro. Accolti i primi tre motivi e assorbito il quarto, la decisione è cassata con rinvio alla CTR per l’esame del gravame.

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