Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 20819

Cassazione, sentenza n. 20819 del 30/09/2020

Sentenza n. 20819 del 30/09/2020

La contribuente impugnava il recupero delle accise sull’energia elettrica rinnovabile prodotta da una società consortile e fornita alle imprese aderenti, sostenendo che queste rientrassero nella nozione di autoproduzione. La Cassazione conferma la motivazione della CTR e distingue la disciplina del mercato elettrico da quella tributaria: l’esenzione è limitata all’energia prodotta e consumata dal medesimo soggetto, non a quella ceduta ai consorziati. Ribadisce inoltre che l’affidamento eventualmente generato dall’Amministrazione non elimina il tributo, ma può rilevare per sanzioni e interessi; i motivi sono respinti.

N. 20592

Cassazione, sentenza n. 20592 del 29/09/2020

Sentenza n. 20592 del 29/09/2020

L’accertamento IRES, IRAP e IVA traeva origine da documentazione extracontabile, composta da file e prospetti cartacei relativi a ordini, ritenuta dalla CTR prova di attività non dichiarate. La Cassazione ha confermato che la contabilità “in nero” può integrare una presunzione grave, precisa e concordante, spettando al contribuente fornire adeguata prova contraria. Le censure dirette a rivalutare i fatti o fondate su documenti non riprodotti erano infondate o prive di specificità; il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

N. 20591

Cassazione, sentenza n. 20591 del 29/09/2020

Sentenza n. 20591 del 29/09/2020

La controversia riguardava l’omessa fatturazione, ai fini IVA, dei costi di servizi-premio organizzati per dipendenti e sostenuti pro quota da altre società del gruppo. La Cassazione ha qualificato l’organizzatrice come mandataria senza rappresentanza: chi agisce in nome proprio per conto altrui si considera destinatario e successivo prestatore dei medesimi servizi, dovendo rifatturarli alle mandanti nei limiti dell’incarico ricevuto. Accolti quattro motivi dell’Agenzia delle Entrate, la sentenza d’appello è stata cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

N. 20590

Cassazione, sentenza n. 20590 del 29/09/2020

Sentenza n. 20590 del 29/09/2020

L’accertamento recuperava l’IVA su prestazioni eseguite in Italia da una società portoghese, coinvolgendo il soggetto che ne era stato rappresentante fiscale. La Cassazione ha respinto le contestazioni sulla notifica, poiché la CTR aveva riferito la pretesa alla responsabilità solidale derivante da condotte compiute durante la rappresentanza; ha però chiarito che, se operava una stabile organizzazione, questa costituiva l’unico centro d’imputazione IVA e andavano verificati anche i limiti della responsabilità del rappresentante. Accolti tre motivi, la decisione è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20589

Cassazione, sentenza n. 20589 del 29/09/2020

Sentenza n. 20589 del 29/09/2020

La lite concerneva il recupero dell’IVA su operazioni svolte in Italia da una società portoghese e la responsabilità solidale del soggetto nominato rappresentante fiscale. La Cassazione ha ritenuto infondate le doglianze sulla notifica, ma ha precisato che l’eventuale stabile organizzazione sarebbe stata l’unico centro d’imputazione degli obblighi IVA, rendendo inefficace la rappresentanza per le operazioni ad essa riferibili; occorreva inoltre esaminare se le operazioni fossero transitate attraverso il rappresentante. Accolti tre motivi, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20588

Cassazione, sentenza n. 20588 del 29/09/2020

Sentenza n. 20588 del 29/09/2020

Una società aveva chiesto la revocazione della decisione che aveva confermato la revoca di agevolazioni relative al trasferimento di immobili in un’area soggetta a piano urbanistico e affrontato la decadenza dal potere di liquidazione delle imposte. La Cassazione ha escluso l’errore revocatorio: la questione era stata controversa e sottoposta a valutazioni giuridiche, sicché l’eventuale inesattezza costituiva errore di giudizio, non un’immediata falsa percezione di un fatto incontroverso risultante dagli atti. Il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
N. 20579

Cassazione, sentenza n. 20579 del 29/09/2020

Reddito di impresa - Operazioni inesistenti - Giudizio penale e giudizio tributario.

Nei giudizi riuniti erano contestati recuperi IRES, IRAP e IVA, oltre alle relative sanzioni, fondati su operazioni ritenute oggettivamente inesistenti e su costi non inerenti. La Cassazione ha affermato che il giudice tributario deve valutare la sentenza penale definitiva di assoluzione riferita ai medesimi fatti, verificando la coincidenza tra la condotta esaminata in sede penale e quella posta a base dell’indeducibilità: tale accertamento precede anche l’eventuale rimborso delle maggiori imposte. Le sentenze sono state cassate sui motivi accolti, con rinvio alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
N. 20427

Cassazione, sentenza n. 20427 del 28/09/2020

Sentenza n. 20427 del 28/09/2020

La controversia verteva sulla tempestività del rimborso del credito derivante da acconti di accisa sull’energia elettrica risultati eccedenti e riportati nelle dichiarazioni successive. La Cassazione ha precisato che le rate mensili costituiscono frazioni di un unico debito e che il saldo creditorio, detratto per legge dagli acconti successivi, non è reclamabile prima della chiusura del rapporto tributario; il termine biennale decorre quindi dalla presentazione dell’ultima dichiarazione. Poiché l’istanza del febbraio 2010 era tempestiva rispetto alla dichiarazione del marzo 2008, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
N. 20426

Cassazione, sentenza n. 20426 del 28/09/2020

Sentenza n. 20426 del 28/09/2020

L’Agenzia delle Entrate aveva irrogato a un amministratore di fatto sanzioni IVA per la partecipazione di una società, qualificata come cartiera, a una frode carosello. La Cassazione ha ritenuto applicabili le sanzioni alla persona fisica quando l’atto le attribuisca le condotte quale autore esclusivo e beneficiario delle violazioni; ha inoltre giudicato inammissibile la richiesta di rivalutare gli elementi con cui la CTR aveva accertato la consapevole partecipazione alla frode e il ruolo gestorio. Il ricorso è stato rigettato, con compensazione integrale delle spese.

  • Sanzioni
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20425

Cassazione, sentenza n. 20425 del 28/09/2020

Sentenza n. 20425 del 28/09/2020

La controversia riguardava sanzioni pecuniarie e confisca per l’introduzione in Italia di un’autovettura senza le prescritte formalità doganali. La Cassazione ha stabilito che l’omessa indicazione, nell’intestazione dell’appello, del giudice adito costituisce mera irregolarità quando l’autorità sia identificabile dal contenuto complessivo dell’atto ed è comunque sanata dalla rituale costituzione dell’appellato; le ulteriori censure sulla motivazione dell’atto e della sentenza erano generiche, dirette a una nuova valutazione dei fatti o infondate. Il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.

  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Autovetture e Fisco
N. 20424

Cassazione, sentenza n. 20424 del 28/09/2020

IRES - Contratto Stock lending agreement - Prestito di titoli contro pagamento di una commissione - Indeducibilità della commissione.

Gli accertamenti IRES avevano disconosciuto le commissioni pagate nell’ambito di uno stock lending agreement, mentre la contribuente sosteneva la validità e opponibilità del prestito azionario. La Cassazione ha ricondotto l’operazione, per i suoi effetti economici, all’usufrutto di azioni: il trasferimento temporaneo del diritto ai dividendi contro una commissione comporta l’applicazione del parallelismo tra imponibilità degli utili e deducibilità del costo previsto dall’articolo 109, comma 8, TUIR. Le commissioni sono state quindi ritenute indeducibili e le censure contro la ripresa sono state disattese.

  • IRES
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Contenzioso
N. 20389

Cassazione, ordinanza n. 20389 del 28/09/2020

Omesso versamento di tributi dovuti - Situazione di incolpevole illiquidità - Esonero dalle sanzioni - Esclusione

Una società aveva impugnato cartelle relative a tributi dichiarati ma non versati, chiedendo l’esclusione delle sanzioni per illiquidità asseritamente incolpevole; i giudici di merito avevano accolto tale tesi valorizzando la congiuntura sfavorevole e il mancato sostegno dei soci pubblici. La Cassazione afferma che la forza maggiore richiede circostanze anormali, imprevedibili e inevitabili nonostante ogni cautela, requisiti non integrati dalla crisi aziendale o dalla mera carenza di liquidità. Accoglie quindi il ricorso dell’Ufficio, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso della contribuente.

N. 20358

Cassazione, ordinanza n. 20358 del 28/09/2020

Penale tributario - Processo penale - Utilizzabilità delle prove - Tutela costituzionale.

Una società contestava un accertamento per IVA e altri tributi connesso a operazioni inesistenti, sostenendo che gli elementi raccolti dalla Guardia di finanza fossero inutilizzabili perché acquisiti senza le garanzie del procedimento penale. La Cassazione distingue il procedimento tributario da quello penale: in assenza di una specifica previsione, le irregolarità acquisitive non rendono inutilizzabili le prove a fini fiscali, salvo la lesione di diritti fondamentali di rango costituzionale. Non essendo stata prospettata una concreta violazione del diritto al silenzio o di altre garanzie rilevanti, la Corte rigetta il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
N. 20189

Cassazione, sentenza n. 20189 del 25/09/2020

Assistenza amministrativa in materia fiscale tra gli Stati UE e OCSE - Richiesta di recupero credito tributario - Cartella di pagamento - Legittimità.

La controversia riguardava una cartella e un precedente invito al pagamento emessi in Italia per recuperare, su richiesta dell’autorità fiscale islandese, un credito tributario relativo al 2009; la CTR li aveva annullati per incompetenza dell’ufficio e difetto di motivazione. La Cassazione ritiene sufficiente che la cartella renda conoscibili lo Stato richiedente, la natura fiscale, l’importo, l’annualità e l’esistenza del titolo, commisurando la motivazione alle limitate questioni devolute al giudice italiano. Accoglie il ricorso sulla cartella e rigetta nel merito l’impugnazione della contribuente; dichiara inammissibile, per sopravvenuta carenza d’interesse, il ricorso relativo all’invito.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20167

Cassazione, sentenza n. 20167 del 25/09/2020

Sentenza n. 20167 del 25/09/2020

Una società chiedeva il rimborso dell’IVA versata calcolando i buoni acquisto al valore nominale, anziché al minor prezzo effettivamente corrisposto dal gestore del programma promozionale; i giudici di merito avevano riconosciuto il rimborso. La Cassazione afferma che, quando i clienti pagano mediante buoni acquistati da un terzo presso il venditore sotto il valore nominale, la base imponibile coincide con il prezzo di cessione effettivamente percepito dal venditore. Su tale questione conferma la decisione impugnata; dichiara inoltre inammissibile, per doppia conforme, il motivo concernente l’omesso esame dei fatti.

N. 20166

Cassazione, sentenza n. 20166 del 25/09/2020

Sentenza n. 20166 del 25/09/2020

Nell’ambito di un accertamento sintetico, l’Ufficio aveva escluso dalle disponibilità del 2005 il corrispettivo incassato a dicembre per la cessione di un ramo d’azienda, ritenendolo temporalmente inidoneo a finanziare le spese dell’anno; la CTR aveva condiviso tale impostazione. La Cassazione stabilisce che rileva la disponibilità della risorsa nell’anno d’imposta, senza distinzioni basate sul mese dell’incasso. Dichiara invece inammissibile la censura sulla notificazione, sanata dalla piena conoscenza degli atti, e rinvia alla CTR per riesaminare l’accertamento alla luce dell’entrata percepita nel 2005.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
N. 20194

Cassazione, sentenza n. 20194 del 25/09/2020

Sentenza n. 20194 del 25/09/2020

Una società contestava un accertamento analitico-induttivo per maggiori ricavi, IRES, IRAP e IVA, deducendo anche l’irregolare sottoscrizione dell’atto da parte del capo area controllo in assenza dell’indicazione della delega. La Cassazione esclude l’omessa pronuncia, ravvisando un rigetto implicito, ma rileva che la CTR non ha motivato sulla delega di firma, che l’Amministrazione deve documentare quando specificamente contestata. Accoglie pertanto il secondo motivo, assorbe quelli ulteriori, cassa la sentenza e rinvia alla CTR affinché verifichi la documentazione relativa ai poteri del sottoscrittore.

N. 20190

Cassazione, sentenza n. 20190 del 25/09/2020

Sentenza n. 20190 del 25/09/2020

Il contribuente lamentava di non avere ricevuto l’avviso di trattazione dell’appello e sosteneva che proprie controdeduzioni fossero state inserite per errore nel fascicolo di un diverso giudizio; la CTR, considerandolo non costituito, aveva confermato gli accertamenti IRPEF, IVA e IRAP fondati anche su dati bancari. Esaminato il fascicolo di merito, la Cassazione rileva che la ricevuta prodotta non dimostra la riferibilità delle controdeduzioni a quella specifica controversia. Non essendo provata la rituale costituzione in appello, esclude la denunciata violazione del contraddittorio e rigetta il ricorso.

N. 20130

Cassazione, ordinanza n. 20130 del 24/09/2020

IMU - Aliquota agevolata - Abitazione principale.

La CTR aveva riconosciuto l’agevolazione IMU per l’immobile nel quale risiedeva la contribuente, sebbene il coniuge non legalmente separato risiedesse e dimorasse in un altro Comune per asserite esigenze lavorative. La Cassazione afferma che, secondo la disciplina applicabile, tanto il possessore quanto il suo nucleo familiare devono dimorare abitualmente e risiedere anagraficamente nella medesima unità immobiliare. Poiché tale requisito non ricorreva, accoglie il ricorso del soggetto incaricato della riscossione comunale, cassa la sentenza e rigetta nel merito l’originaria impugnazione della contribuente.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 20052

Cassazione, ordinanza n. 20052 del 24/09/2020

Ordinanza n. 20052 del 24/09/2020

L’Ufficio aveva recuperato a tassazione, tra l’altro, una sopravvenienza attiva collegata alla riduzione di debiti per finanziamenti dei soci; la CTR aveva escluso la rilevanza reddituale della successiva rinuncia e ritenuto decaduta l’Amministrazione. La Cassazione considera sufficiente, sebbene sintetica, la motivazione secondo cui la rinuncia del socio produce un effetto patrimoniale assimilabile a un apporto di capitale e non una componente del reddito d’impresa, diversamente dalla remissione proveniente da un terzo. Rigetta quindi il motivo sulla motivazione e dichiara inammissibile quello sulla decadenza, restando ferma l’autonoma ragione decisoria favorevole alla contribuente.

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