Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 20045

Cassazione, sentenza n. 20045 del 24/09/2020

Sentenza n. 20045 del 24/09/2020

Una società agricola aveva impugnato il diniego di rimborso dei crediti IVA maturati dopo la rinuncia al regime speciale di esonero; la Commissione tributaria centrale aveva respinto la domanda perché mancava una comunicazione espressa dell’opzione per il regime ordinario. La Cassazione afferma che la scelta può risultare da comportamenti concludenti e dalle modalità di tenuta delle scritture contabili, anche per condotte anteriori alla relativa disciplina regolamentare. Poiché l’opzione concretamente esercitata e la regolarità delle scritture erano incontroverse, accoglie il ricorso, cassa la sentenza e accoglie nel merito l’impugnazione originaria.

N. 20043

Cassazione, sentenza n. 20043 del 24/09/2020

Sentenza n. 20043 del 24/09/2020

La controversia riguardava il diniego del rimborso IVA chiesto da un soggetto non residente, motivato dall’Agenzia delle Entrate con la mancata nomina, mediante atto di data certa, di un rappresentante fiscale; i giudici di merito avevano invece ritenuto sufficiente la comunicazione resa con la dichiarazione di inizio attività. In Cassazione l’Amministrazione ha rinunciato al ricorso con l’assenso della controparte anche sulle spese. La Corte ha pertanto dichiarato estinto il giudizio e compensato le spese di lite, senza pronunciarsi sul merito della questione IVA.

N. 19936

Cassazione, sentenza n. 19936 del 23/09/2020

Contributo in conto impianti -Illecitamente ottenuto - Tassazione - Ammissibile

L’accertamento aveva qualificato come provento illecito e sopravvenienza attiva, imponibile per cassa, un contributo per investimenti ottenuto mediante fatture ritenute soggettivamente inesistenti, disconoscendo inoltre costi e detrazione IVA; la CTR aveva confermato tale ricostruzione. La Cassazione ha affermato che il contributo destinato all’acquisto di beni ammortizzabili conserva la natura di contributo in conto impianti anche se percepito illecitamente, sicché rilevano destinazione e principio di competenza. Il giudizio della società è stato dichiarato estinto per definizione dei carichi, mentre è rimasta distinta la posizione degli ex soci.

  • Accertamento fiscale
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • IVA
  • Processo tributario
N. 19935

Cassazione, sentenza n. 19935 del 23/09/2020

Sentenza n. 19935 del 23/09/2020

Una società a partecipazione pubblica contestava il recupero delle imposte non versate grazie alla moratoria fiscale dichiarata aiuto di Stato incompatibile, sostenendo che il beneficio fosse stato restituito al settore pubblico mediante dividendi versati all’ente locale azionista. La Cassazione ha escluso ogni equivalenza: il recupero deve colpire l’impresa che ha fruito dell’esenzione, poiché la distribuzione degli utili costituisce una distinta scelta societaria e non restituisce i tributi allo Stato. Ritenuta manifestamente infondata anche la richiesta di rinvio pregiudiziale, la Corte ha rigettato il ricorso e condannato la società alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 19934

Cassazione, sentenza n. 19934 del 23/09/2020

Sentenza n. 19934 del 23/09/2020

La controversia concerneva il recupero dell’IRPEG non versata da una società pubblica in forza della moratoria fiscale qualificata come aiuto di Stato incompatibile, nonché il calcolo dei relativi interessi. La Cassazione ha confermato che l’Amministrazione deve provare la qualità del beneficiario e l’effettiva fruizione dell’esenzione, senza riesaminare in concreto l’effetto concorrenziale già valutato in sede europea; ha inoltre ammesso l’applicazione degli interessi composti. Ha però accolto la censura sul ricalcolo, ritenendo ammissibile la contestazione proposta in appello e dovuta la rideterminazione del tasso a intervalli annuali, anziché quinquennali.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 19336

Cassazione, sentenza n. 19336 del 23/09/2020

Contributo in conto impianti - Illecitamente ottenuto - Tassazione - Ammissibile

L’Amministrazione aveva tassato per cassa, come provento illecito e sopravvenienza attiva, un contributo per investimenti ottenuto mediante fatture ritenute soggettivamente inesistenti, negando anche deduzione dei costi e detrazione IVA; la CTR aveva condiviso l’accertamento, senza attribuire efficacia vincolante agli esiti penali e contabili. La Cassazione ha precisato che il contributo destinato a beni ammortizzabili conserva la natura di contributo in conto impianti anche se percepito illecitamente, con applicazione del principio di competenza. Ha dichiarato estinto il giudizio della società per intervenuta definizione, mantenendo separata la posizione degli ex soci.

  • Accertamento fiscale
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • IVA
  • Processo tributario
N. 19779

Cassazione, sentenza n. 19779 del 22/09/2020

Sentenza n. 19779 del 22/09/2020

La controversia riguardava il recupero dell’IRPEG non versata nel 1999 da una società a partecipazione pubblica, in applicazione di un’esenzione dichiarata aiuto di Stato incompatibile. La Cassazione afferma che il recupero deve essere rivolto all’impresa beneficiaria, anche se partecipata quasi integralmente da un ente locale: la successiva distribuzione degli utili al socio pubblico non equivale alla restituzione del beneficio allo Stato. Ritenuta manifestamente infondata anche la richiesta di rinvio pregiudiziale, la Corte rigetta il ricorso e condanna la società alle spese.

  • Accertamento e riscossione
  • Agevolazioni Fiscali
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 19778

Cassazione, sentenza n. 19778 del 22/09/2020

Sentenza n. 19778 del 22/09/2020

La società contestava il recupero dell’IRPEG non corrisposta nel 1998 per effetto di un’esenzione qualificata come aiuto di Stato incompatibile, sostenendo che il vantaggio fosse stato trasferito al socio pubblico mediante dividendi. La Cassazione ribadisce che destinataria del recupero è l’impresa che ha fruito dell’esenzione, indipendentemente dalla composizione pubblica del capitale; la distribuzione degli utili all’ente locale non estingue il debito verso lo Stato. La richiesta di rinvio pregiudiziale è giudicata manifestamente infondata e il ricorso viene rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento e riscossione
  • Agevolazioni Fiscali
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 19777

Cassazione, sentenza n. 19777 del 22/09/2020

Sentenza n. 19777 del 22/09/2020

Un professionista aveva impugnato un accertamento fondato su movimenti bancari, discutendo anche la tempestività dell’istanza di accertamento con adesione e del successivo ricorso; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’impugnazione originaria. Durante il giudizio di legittimità il contribuente, dopo avere aderito alla definizione agevolata, ha rinunciato al ricorso comunicando l’atto all’Agenzia. La Cassazione precisa che la rinuncia è un atto unilaterale recettizio efficace senza accettazione e dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse, compensando le spese.

N. 19776

Cassazione, sentenza n. 19776 del 22/09/2020

Sentenza n. 19776 del 22/09/2020

Per l’anno 2003 una società in accomandita semplice e un socio contestavano accertamenti fondati su documentazione extracontabile e movimenti bancari, eccependo vizi autorizzativi, motivazionali e di prova. La Cassazione ritiene utilizzabili i conti dei soci quando lo stretto rapporto con la società consente di riferirle le operazioni, salva prova contraria; considera inoltre non retroattive le nuove soglie sui prelevamenti e pone a carico del contribuente la prova dei costi nell’accertamento analitico-induttivo. Respinge anche le doglianze sul litisconsorzio e sulla motivazione delle autorizzazioni, confermando l’accertamento.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di persone
  • IVA
  • IRPEF
N. 19775

Cassazione, sentenza n. 19775 del 22/09/2020

Sentenza n. 19775 del 22/09/2020

Gli accertamenti per il 2005, emessi verso una società in accomandita semplice e i soci, utilizzavano documenti extracontabili e movimentazioni bancarie personali; i ricorrenti ne contestavano legittimità, motivazione e riferibilità all’attività sociale. La Cassazione afferma che, nelle società di persone a compagine ristretta, tali operazioni possono essere imputate alla società, restando al contribuente la prova della loro estraneità; le soglie introdotte successivamente per i prelevamenti non operano retroattivamente. Sono respinte anche le censure sulle autorizzazioni, sul litisconsorzio e sul riconoscimento forfettario dei costi, con conferma dell’accertamento.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di persone
  • IVA
  • IRPEF
N. 19774

Cassazione, sentenza n. 19774 del 22/09/2020

Accertamento - Indagini finanziarie - Prelievi su conto corrente bancario.

Per l’anno 2004 una società in accomandita semplice e un socio impugnavano accertamenti basati su documenti extracontabili e conti bancari dei soci, contestando anche autorizzazioni, motivazione e litisconsorzio. La Cassazione riconosce che le movimentazioni dei soci possono presumersi riferibili alla società a compagine ristretta, salvo prova contraria, e che le soglie sui prelevamenti introdotte nel 2016, avendo natura sostanziale, non si applicano agli accertamenti anteriori. Esclude inoltre il riconoscimento forfettario dei costi nell’accertamento analitico-induttivo e conferma la pretesa fiscale.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di persone
  • IVA
  • IRPEF
N. 19773

Cassazione, sentenza n. 19773 del 22/09/2020

Sentenza n. 19773 del 22/09/2020

Un professionista contestava un accertamento IRPEF, IRAP e IVA fondato su movimenti bancari; la CTR aveva fissato il maggior reddito nell’importo proposto durante un’adesione mai perfezionata, ravvisando un accordo tra le parti. La Cassazione esclude che il giudice tributario possa decidere secondo equità senza spiegare la valutazione delle domande e delle prove, rilevando inoltre l’intervenuta illegittimità della presunzione che equiparava i prelievi dei professionisti a compensi. Accoglie il ricorso principale, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per un nuovo esame complessivo.

N. 19772

Cassazione, sentenza n. 19772 del 22/09/2020

Sentenza n. 19772 del 22/09/2020

La società chiedeva il rimborso della maggiore imposta sostitutiva versata per affrancare una riserva di rivalutazione, calcolata cautelativamente al lordo dell’imposta già pagata sulla rivalutazione; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Cassazione distingue rivalutazione e affrancamento: poiché il saldo attivo è iscritto in bilancio al netto della prima imposta sostitutiva, anche il prelievo del 7 per cento per renderlo distribuibile va applicato su tale importo netto. Rigetta quindi il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e compensa le spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 19771

Cassazione, sentenza n. 19771 del 22/09/2020

Sentenza n. 19771 del 22/09/2020

La controversia concerneva l’imposta catastale liquidata in misura fissa su trasferimenti di terreni compresi in piani particolareggiati; i giudici di merito avevano confermato il tributo proporzionale ma escluso le sanzioni per incertezza normativa. La Cassazione afferma che la disciplina del 2007 ha regolato nuovamente la materia senza ripristinare la precedente misura fissa e ritiene insussistente un’incertezza oggettiva, considerati il chiaro dato normativo e la qualificazione professionale del contribuente. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa senza rinvio e rigetta il ricorso originario, rendendo dovute anche le sanzioni.

N. 19767

Cassazione, ordinanza n. 19767 del 22/09/2020

TARI - Mancato svolgimento del servizio di raccolta dei rifiuti - Riduzione.

Una società contestava la TARI 2015 perché nell’area in cui operava non veniva effettuata la raccolta, ottenendo in primo grado l’applicazione del 15%; la CTR aveva invece confermato integralmente il tributo. La Cassazione ha chiarito che il mancato svolgimento del servizio in una zona di significativa estensione, indipendentemente dalla natura pubblica o privata dell’area e dalle ragioni dell’omissione, consente la riduzione prevista dalla legge, restando al contribuente l’onere di provarne i presupposti. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata con rinvio per determinare la misura dovuta, comunque non superiore al 40% della tariffa ordinaria.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19785

Cassazione, sentenza n. 19785 del 22/09/2020

Sentenza n. 19785 del 22/09/2020

La CTR aveva accolto la revocazione di una precedente sentenza tributaria, reputando forza maggiore il ritardato reperimento di documenti contabili dovuto al cambio del consulente e considerando decisive le situazioni patrimoniali di società collegate. La Cassazione ha stabilito che chi invoca documenti conosciuti ma non tempestivamente prodotti deve provare una diligente ricerca e l’impossibilità non imputabile di acquisirli; il mero cambio del consulente non basta. Poiché mancavano tale prova e la decisività dei documenti, la Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato la revocazione.

N. 19759

Cassazione, sentenza n. 19759 del 22/09/2020

Sentenza n. 19759 del 22/09/2020

Una società di persone e i soci impugnavano accertamenti relativi a ricavi non contabilizzati, costi e ammortamenti, deducendo tra l’altro informazioni incomplete sulle ragioni della verifica e carenze nella motivazione per relationem. La Cassazione ha escluso che la violazione dell’obbligo informativo determini automaticamente la nullità, in assenza di una previsione espressa e di un concreto pregiudizio difensivo; ha inoltre ritenuto conoscibile dai soci il processo verbale riguardante la società. Valutate anche le contrapposte contestazioni sulle riprese, la Corte ha rigettato sia il ricorso principale sia quello incidentale, compensando le spese.

N. 19784

Cassazione, sentenza n. 19784 del 22/09/2020

Sentenza n. 19784 del 22/09/2020

La CTR aveva revocato una sentenza relativa a sanzioni IVA, ritenendo che il cambio del consulente giustificasse la tardiva disponibilità di documenti contabili e che questi dimostrassero la natura finanziaria, anziché commerciale, di movimenti tra società collegate. La Cassazione ha escluso la forza maggiore: conoscendo i documenti, i contribuenti dovevano provare di averli diligentemente ricercati e di non averli ottenuti per causa non imputabile. Ha inoltre negato la loro decisività, accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la decisione e rigettato nel merito la domanda di revocazione.

N. 19758

Cassazione, sentenza n. 19758 del 22/09/2020

Sentenza n. 19758 del 22/09/2020

L’Amministrazione aveva recuperato costi e IVA relativi ad acquisti intracomunitari di autovetture documentati da fatture soggettivamente inesistenti; la CTR aveva annullato tali riprese, ritenendo non provata l’interposizione. La Cassazione ha affermato che, nelle operazioni triangolari semplici, la prova dell’inadeguatezza organizzativa del soggetto interposto può trasferire sul contribuente l’onere di dimostrare la propria buona fede, mentre regolarità contabile e prezzi di mercato sono elementi neutrali. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio, demandando anche l’applicazione della disciplina sopravvenuta sulla deducibilità dei costi ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP.

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