Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 20249

Cassazione, ordinanza n. 20249 del 31/07/2018

IVA - Base imponibile - Contratto di coassicurazione con clausola di delega - Esenzione IVA - Esclusione.

L’Agenzia aveva recuperato l’IVA e irrogato sanzioni sulle commissioni percepite da una coassicuratrice per le attività svolte in forza della clausola di delega, mentre i giudici di merito le avevano considerate operazioni assicurative esenti o accessorie. La Cassazione ha escluso che riscossione dei premi e liquidazione degli indennizzi integrino attività assicurativa, intermediazione o prestazioni accessorie esenti, mancando i requisiti richiesti dalla disciplina unionale. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale in diversa composizione.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 20102

Cassazione, sentenza n. 20102 del 30/07/2018

Sentenza n. 20102 del 30/07/2018

Gli accertamenti riguardavano l’ammortamento delle migliorie non separabili eseguite su immobili detenuti in locazione o leasing e il trattamento IVA dei bonus riconosciuti a una concessionaria automobilistica. La Cassazione ha confermato la valutazione della CTR sui bonus, fondata sull’analisi del contratto e sulla distinzione tra incentivi quantitativi e qualitativi, respingendo le relative censure dell’Agenzia. Ha invece rilevato l’omessa pronuncia sull’ammortamento, cassando la sentenza su questo punto e rinviando alla CTR, cui è stata demandata anche la questione sopravvenuta del trattamento sanzionatorio più favorevole.

  • IVA
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 20101

Cassazione, sentenza n. 20101 del 30/07/2018

Sentenza n. 20101 del 30/07/2018

La controversia verteva sull’ammortamento delle migliorie apportate a immobili in locazione o leasing e sull’assoggettamento a IVA dei bonus riconosciuti nell’ambito di una concessione automobilistica. La Cassazione ha ritenuto corretta la verifica concreta dell’utilità pluriennale delle migliorie, parametrata dalla CTR al ciclo quadriennale o quinquennale degli adeguamenti richiesti, e ha giudicato coerente l’interpretazione del contratto sui bonus qualitativi. Poiché le censure dell’Agenzia miravano in sostanza a una diversa ricostruzione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • IVA
  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 20100

Cassazione, sentenza n. 20100 del 30/07/2018

Sentenza n. 20100 del 30/07/2018

L’Agenzia contestava l’ammortamento quinquennale dei costi sostenuti da una concessionaria per migliorie non separabili su immobili detenuti in locazione o leasing, sostenendo che dovesse considerarsi la diversa durata dei rapporti contrattuali. La Cassazione ha ritenuto corretta la valutazione concreta della CTR, secondo cui l’utilità delle opere coincideva con il ciclo quadriennale o quinquennale degli adeguamenti periodicamente richiesti dalla concedente. Esclusa la possibilità di riesaminare tale apprezzamento di fatto in sede di legittimità, la Corte ha rigettato il ricorso dell’Agenzia.

  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 20099

Cassazione, sentenza n. 20099 del 30/07/2018

Sentenza n. 20099 del 30/07/2018

La CTR aveva escluso le sanzioni per infedele dichiarazione applicate a una socia accomandante, ritenendola estranea alla gestione della società di persone e quindi priva dell’elemento soggettivo dell’illecito. La Cassazione ha invece affermato che il maggior reddito societario imputato per trasparenza comporta anche la sanzione a carico del socio non amministratore, la cui colpa può consistere nell’omesso o insufficiente esercizio dei poteri di controllo e consultazione. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e dichiarato nel merito dovute le sanzioni.

N. 20098

Cassazione, sentenza n. 20098 del 30/07/2018

Sentenza n. 20098 del 30/07/2018

Gli avvisi, fondati su movimentazioni bancarie riferite a una società di persone e ai soci, erano stati emessi sei giorni dopo la consegna del processo verbale di constatazione. La Cassazione ha affermato che l’inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni rende illegittimo l’atto, salvo che l’Amministrazione provi una particolare urgenza riferibile allo specifico rapporto tributario; l’imminente decadenza, da sola, non è sufficiente. Accolto il ricorso incidentale dei contribuenti, ha assorbito le altre questioni e il ricorso dell’Agenzia, cassando le decisioni e accogliendo nel merito i ricorsi introduttivi.

N. 20097

Cassazione, sentenza n. 20097 del 30/07/2018

Sentenza n. 20097 del 30/07/2018

La società contestava una cartella per IRPEG e IRAP, deducendo vizi di notificazione, iscrizione a ruolo, motivazione e calcolo degli interessi, oltre alla regolazione delle spese processuali. La Cassazione ha respinto le censure sostanziali e procedurali sulla cartella, ritenendo valida la notifica postale diretta e sufficiente il richiamo agli atti impositivi già conosciuti. Ha invece rilevato che la CTR, in assenza di appello incidentale e senza modificare l’esito del primo grado, non poteva riformarne la statuizione sulle spese; ha quindi cassato solo tale capo, confermando il resto.

  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20096

Cassazione, sentenza n. 20096 del 30/07/2018

Sentenza n. 20096 del 30/07/2018

Una verifica fiscale presso un’abitazione privata aveva consentito di rinvenire documentazione extracontabile, poi utilizzata per accertare maggiori ricavi ai fini IVA e delle imposte sui redditi. La Corte ha stabilito che l’autorizzazione all’accesso domiciliare deve fondarsi, con valutazione ex ante, su gravi indizi dotati di effettiva valenza indiziaria: una fonte anonima non basta e il successivo rinvenimento dei documenti non sana il difetto originario. Accolto il primo motivo della contribuente, ha cassato la decisione e rinviato al giudice regionale; inammissibile il ricorso contro il Ministero.

N. 20095

Cassazione, sentenza n. 20095 del 30/07/2018

Sentenza n. 20095 del 30/07/2018

La controversia riguardava ricavi non dichiarati, costi indeducibili e componenti imputati a esercizi diversi, con contestazioni anche sulle sanzioni e sul rimborso delle imposte versate per le annualità errate. La Corte ha confermato l’inderogabilità del principio di competenza, precisando che l’eventuale doppia imposizione può essere evitata mediante richiesta di rimborso, ma ha rilevato che il giudice regionale aveva omesso di pronunciarsi sulle specifiche domande della società. Ha quindi accolto il secondo motivo, respinto gli altri, dichiarato tardivo il ricorso incidentale dell’Agenzia e disposto il rinvio.

N. 20127

Cassazione, ordinanza n. 20127 del 30/07/2018

Contenzioso - Ricorso e introduzione - Appello non notificato da ufficiale giudiziario - Mancato deposito di copia dell'appello presso l'ufficio di segreteria della commissione tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata - Sanabilità - Esclusione.

La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello contro un accertamento IVA perché, essendo l’impugnazione notificata senza ufficiale giudiziario, non ne era stata depositata copia presso la segreteria del giudice di primo grado. La Corte ha confermato che l’adempimento, previsto dalla disciplina allora vigente, era imposto a pena d’inammissibilità e non poteva essere sanato dalla regolare costituzione della controparte; la relativa omissione era inoltre rilevabile d’ufficio. In applicazione del principio tempus regit actum, rilevava la data di proposizione dell’appello, non quella d’inizio del primo grado: il ricorso è stato rigettato.

N. 20094

Cassazione, sentenza n. 20094 del 30/07/2018

Sentenza n. 20094 del 30/07/2018

L’Agenzia aveva revocato la parte del credito d’imposta per incrementi occupazionali eccedente la soglia «de minimis», mentre il giudice regionale aveva escluso che il beneficio fosse soggetto a tale limite. La Corte ha affermato che la disciplina nazionale aveva mantenuto espressamente la regola «de minimis» anche per l’ulteriore credito, senza che i regolamenti europei invocati ne modificassero l’applicazione. Accolti i motivi sul merito e dichiarati inammissibili quelli processuali, ha cassato la sentenza e, decidendo la causa, rigettato il ricorso originario della contribuente.

N. 20110

Cassazione, sentenza n. 20110 del 30/07/2018

Sentenza n. 20110 del 30/07/2018

L’accertamento recuperava maggiori imposte sulle vendite di autovetture usate, sulla base di documenti acquisiti in verifica e della ritenuta divergenza tra somme incassate e importi fatturati; la CTR lo aveva annullato osservando che la base imponibile IVA coincide con il corrispettivo effettivamente percepito, non con valori stimati. La Corte ha rilevato che tale affermazione presupponeva proprio il fatto controverso, ossia l’esatta fatturazione degli incassi. Poiché il giudice regionale non aveva valutato gli elementi documentali indicati dall’Ufficio a sostegno dell’infedeltà dichiarativa, la sentenza è stata cassata con rinvio per nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Autovetture e Fisco
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 20108

Cassazione, sentenza n. 20108 del 30/07/2018

Sentenza n. 20108 del 30/07/2018

La società contestava il recupero dell’imposta di bollo su assegni privi di data o postdatati, documentati mediante fotocopie, sostenendo anche l’avvenuto pagamento da parte di condebitori e l’applicabilità del cumulo giuridico delle sanzioni. La Corte ha confermato che l’avviso restava legittimo nei limiti delle somme non pagate dagli emittenti e che la contribuente non aveva provato né quei pagamenti né la successiva regolarizzazione dei titoli. Ha inoltre qualificato l’omesso versamento come violazione sostanziale, non formale, escludendo il cumulo giuridico invocato; il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 20107

Cassazione, sentenza n. 20107 del 30/07/2018

Sentenza n. 20107 del 30/07/2018

La CTR aveva annullato recuperi relativi a costi di manutenzione di autoveicoli, provvigioni ad agenti e ricavi da vendite a una società consorella, valorizzando fatture e regolarità contabile. La Corte ha confermato che, per i servizi di manutenzione, la fattura doveva indicare natura, qualità e quantità della prestazione, non necessariamente il singolo veicolo; ha invece censurato il riconoscimento delle provvigioni, poiché le scritture contabili fanno prova contro l’imprenditore, non a suo favore, e mancava adeguata motivazione sull’esistenza dei rapporti con gli agenti. Rigettate le altre censure, ha cassato limitatamente alle provvigioni e rinviato alla CTR.

N. 20106

Cassazione, sentenza n. 20106 del 30/07/2018

Sentenza n. 20106 del 30/07/2018

La controversia riguardava plurimi recuperi su compravendite di auto usate, incassi tramite POS, costi di carburante e applicazione del regime IVA del margine. La Cassazione ha confermato che la motivazione dell’accertamento non può essere integrata in giudizio, ma ha ritenuto insufficiente la valutazione della CTR sugli incassi elettronici; ha inoltre escluso la deducibilità del carburante privo delle prescritte annotazioni e posto sul contribuente la prova dei presupposti del regime speciale. Ha quindi deciso nel merito sul carburante e rinviato per le altre questioni accolte.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Autovetture e Fisco
  • Processo tributario
N. 20105

Cassazione, sentenza n. 20105 del 30/07/2018

Sentenza n. 20105 del 30/07/2018

Il contribuente aveva impugnato un atto della riscossione, contestando anche la notificazione degli atti presupposti, ma la CTR aveva motivato con riferimento a un’intimazione, una cartella e un avviso di rettifica diversi da quelli effettivamente controversi. La Cassazione ha escluso che si trattasse di un semplice errore materiale, poiché la decisione risultava interamente riferita a un altro atto. Accolto il motivo sulla mancata corrispondenza tra chiesto e pronunciato, ha dichiarato assorbite le ulteriori censure e rinviato alla CTR in diversa composizione.

  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20104

Cassazione, sentenza n. 20104 del 30/07/2018

Sentenza n. 20104 del 30/07/2018

La controversia concerneva una cartella notificata alla socia illimitatamente responsabile per sanzioni IVA dovute dalla società, dopo il giudicato sull’atto impositivo e l’infruttuosa escussione del patrimonio sociale. La Cassazione ha affermato che il credito consacrato dal giudicato è soggetto alla prescrizione decennale, non al termine decadenziale previsto per l’esecuzione dell’atto amministrativo, e che il socio può essere chiamato a risponderne dopo l’escussione sociale. Poiché le notifiche erano intervenute entro dieci anni, ha cassato la decisione e rigettato nel merito il ricorso originario.

N. 20103

Cassazione, sentenza n. 20103 del 30/07/2018

Sentenza n. 20103 del 30/07/2018

L’accertamento IVA si fondava su movimentazioni bancarie che la società qualificava come operazioni di tesoreria infragruppo; la CTR aveva condiviso tale ricostruzione richiamando genericamente la documentazione prodotta. La Cassazione ha precisato che i dati dei conti bancari fanno presumere operazioni imponibili, salvo prova specifica e analitica del contribuente circa la loro irrilevanza fiscale. Ritenuta inoltre meramente apparente la motivazione sulla natura delle operazioni e sul provvedimento di autotutela, ha accolto il ricorso dell’Agenzia e rinviato alla CTR per un nuovo esame.

N. 19952

Cassazione, sentenza n. 19952 del 27/07/2018

Sentenza n. 19952 del 27/07/2018

La controversia sostanziale concerneva la qualificazione dei rapporti tra due società e i conseguenti effetti ai fini IVA e delle imposte dirette; il giudice regionale aveva tuttavia dichiarato inammissibile l’appello dell’Agenzia perché ritenuto meramente ripetitivo delle difese di primo grado. La Corte ha rilevato che l’impugnazione conteneva argomentazioni specificamente contrapposte alla decisione appellata e che non occorrevano formule sacramentali o un progetto alternativo di sentenza. Ha quindi cassato la pronuncia e rinviato per l’esame del merito, dichiarando assorbita la censura sulla motivazione sostanziale.

  • Processo tributario
  • IVA
  • Accertamento fiscale
N. 19950

Cassazione, sentenza n. 19950 del 27/07/2018

Sentenza n. 19950 del 27/07/2018

L’accertamento contestava, tra l’altro, l’utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti; il giudice regionale lo aveva annullato sia per mancata allegazione del verbale richiamato sia per l’asserita infondatezza della frode. La Corte ha chiarito che l’allegazione non è necessaria quando l’avviso riproduce il contenuto essenziale dell’atto e ha ritenuto insufficiente la valutazione degli indizi offerti dall’Agenzia: regolarità contabile, pagamento e consegna non sono, da soli, decisivi. Accolto il ricorso, ha cassato la sentenza e rinviato affinché siano riesaminati gli elementi sulla fittizietà del fornitore e sulla consapevolezza del cessionario.

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