Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 20294

Cassazione, ordinanza n. 20294 del 31/07/2018

Imposta sul reddito delle persone fisiche (irpef) - Redditi di lavoro dipendente e assimilati - Pensioni privilegiate ordinarie - Non assimilabilità a reddito di lavoro dipendente - Esclusione.

Un pensionato militare chiedeva il rimborso dell’Irpef trattenuta sulla pensione privilegiata ordinaria, sostenendo che la quota collegata all’invalidità permanente avesse natura risarcitoria e fosse esente. La Cassazione ha escluso l’assimilabilità di tale trattamento alle pensioni di guerra o per invalidità contratta durante il servizio militare di leva, poiché le relative esenzioni hanno carattere eccezionale. L’eventuale componente risarcitoria non modifica la natura reddituale di retribuzione differita dell’emolumento; il ricorso è stato quindi rigettato.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Processo tributario
N. 20237

Cassazione, sentenza n. 20237 del 31/07/2018

Sentenza n. 20237 del 31/07/2018

Il contribuente contestava una cartella emessa dopo il controllo formale della dichiarazione, insistendo sulla deducibilità o detraibilità di premi assicurativi, contributi previdenziali e spese di ristrutturazione. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso: il vizio di omesso esame richiede l’indicazione di uno specifico fatto storico decisivo e non consente una nuova valutazione dei documenti già considerati; inoltre, alcune doglianze erano estranee al motivo dedotto, prive d’interesse o rivolte contro la tardività rilevata dalla CTR senza censurarla. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese e ulteriore contributo unificato.

N. 20288

Cassazione, ordinanza n. 20288 del 31/07/2018

Contenzioso - Ricorso e introduzione - Ricorso in Cassazione - Motivi del ricorso - Prospettazione di una medesima questione sotto profili incompatibili - Ammissibilità - Esclusione.

Il titolare di un’attività di ristorazione contestava un accertamento analitico-induttivo ai fini Irpef, Iva e Irap, già ridimensionato nei giudizi di merito, censurando presupposti, prove e quantificazione dei maggiori ricavi. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i motivi perché sovrapponevano indistintamente violazioni di legge, errori processuali e vizi motivazionali, trasferendo inoltre le critiche direttamente sull’atto impositivo o sollecitando nuove valutazioni di fatto. La Corte ha ribadito che ciascuna censura deve essere formulata con chiarezza e ricondotta allo specifico vizio previsto per il giudizio di legittimità.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IRPEF
  • IVA
  • IRAP
N. 20234

Cassazione, ordinanza n. 20234 del 31/07/2018

Imposta sul valore aggiunto (iva)- Ambito di applicazione - Servizi di intermediazione resi da un soggetto italiano ad altro soggetto di altro Stato membro della UE- Riduzione a unica operazione economica - applicazione del tributo - Esclusione.

La controversia concerneva il rimborso IVA relativo a servizi di promozione e vendita resi da una società italiana a un soggetto di altro Stato membro, insieme a prestazioni tecniche e amministrative. La Corte ha ritenuto irrilevante qualificare il rapporto come agenzia o mandato: l’intermediazione va intesa in senso ampio e, considerati l’obiettivo economico e il compenso unitario, i servizi accessori formano con quello principale un’unica operazione. Poiché l’intermediazione era esente secondo la disciplina applicabile, la medesima esenzione si estendeva alle prestazioni accessorie; il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato, con spese compensate.

N. 20283

Cassazione, ordinanza n. 20283 del 31/07/2018

Contenzioso - Parti - Avvisi di accertamento - Litisconsorzio necessario originario - Integrazione del contraddittorio - Mancanza - Conseguenze.

L’accertamento del maggior reddito di una società di persone aveva determinato, per trasparenza, la rettifica del reddito di partecipazione di un socio, ma i relativi giudizi erano stati trattati separatamente e un altro socio non era stato chiamato. La Cassazione ha affermato che l’unitarietà dell’accertamento impone la partecipazione della società e di tutti i soci, salvo questioni esclusivamente personali, configurando un litisconsorzio necessario originario. Rilevata la violazione del contraddittorio, ha cassato la sentenza, dichiarato nullo l’intero giudizio e rinviato alla CTP per la sua integrazione.

  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
N. 20233

Cassazione, sentenza n. 20233 del 31/07/2018

Sentenza n. 20233 del 31/07/2018

La CTR aveva qualificato come finanziamento esente da IVA un’operazione con cui, dietro corrispettivo, era stato consentito l’esercizio di un’opzione sulla successiva gestione di un immobile acquistato all’asta. La Corte ha escluso che il rimborso delle somme bastasse a sostenere tale qualificazione: l’obbligazione di fare, non fare o permettere integra una prestazione di servizi imponibile quando si colloca in un rapporto sinallagmatico, senza che sia indispensabile un consumo. Accolto il motivo dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato l’impugnazione dell’atto di contestazione delle sanzioni.

N. 20282

Cassazione, ordinanza n. 20282 del 31/07/2018

Irap - Determinazione dell'imposta -Regione Lombardia - Facoltà di aumento delle aliquote - Sospensione della maggiorazione Irap regionale - Effetti - Fattispecie.

Una banca chiedeva il rimborso dell’IRAP versata nel 2003 applicando l’aliquota lombarda del 5,25%, mentre i giudici di merito avevano respinto la domanda. La Cassazione ha stabilito che la normativa statale aveva sospeso le maggiorazioni regionali successive al 29 settembre 2002 non meramente confermative dell’aliquota del 2002; la successiva sanatoria non riguardava tali aumenti. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, è stato riconosciuto il rimborso dell’eccedenza rispetto all’aliquota del 4,75%.

  • IRAP
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20265

Cassazione, sentenza n. 20265 del 31/07/2018

Sentenza n. 20265 del 31/07/2018

La controversia riguardava la decadenza dall’agevolazione prima casa dopo la vendita infraquinquennale dell’immobile e la tempestività dell’avviso di liquidazione dell’imposta di registro. La Cassazione ha precisato che il termine triennale per il recupero decorre dalla scadenza dell’anno concesso per acquistare un’altra abitazione principale; la permanenza nell’immobile venduto come comodataria non evita la decadenza. Dichiarata inammissibile la nuova prospettazione relativa all’originaria insussistenza del beneficio e ritenuta infondata l’altra censura, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20263

Cassazione, sentenza n. 20263 del 31/07/2018

Sentenza n. 20263 del 31/07/2018

L’Amministrazione aveva riqualificato il conferimento di rami d’azienda seguito, nello stesso giorno, dalla cessione delle partecipazioni come un’unica cessione d’azienda, assoggettandola alle imposte proporzionali di registro, ipotecaria e catastale. La Cassazione ha ritenuto applicabile l’articolo 20 nel testo allora vigente: la causa concreta e gli effetti del collegamento negoziale prevalevano, senza necessità di provare un intento elusivo; la modifica del 2017, limitata agli elementi dell’atto, era innovativa e non retroattiva. Il ricorso è stato rigettato, previa correzione della motivazione della decisione d’appello.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 20262

Cassazione, sentenza n. 20262 del 31/07/2018

Sentenza n. 20262 del 31/07/2018

Una società contestava un accertamento relativo al valore di una cessione d’azienda, invocando il giudicato favorevole successivamente formatosi nel separato giudizio promosso da un condebitore solidale contro la medesima pretesa. La Cassazione ha affermato che il coobbligato può opporre il giudicato sopravvenuto fondato su ragioni comuni e che l’annullamento dell’unico atto impositivo produce effetti verso tutti i condebitori, salvo un diverso giudicato già definitivo sulla loro posizione. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la Corte ha cassato la sentenza e annullato l’atto decidendo nel merito.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20260

Cassazione, sentenza n. 20260 del 31/07/2018

Sentenza n. 20260 del 31/07/2018

La lite riuniva l’impugnazione di una cartella e quella del diniego di definizione agevolata, mentre il giudizio sul relativo avviso di accertamento era già stato dichiarato estinto per la regolare definizione della pendenza tributaria. La Cassazione ha ritenuto che il condono chiuda anche il rapporto sostanziale, facendo venir meno la pretesa originaria e la cartella, che non può conservare efficacia per somme eventualmente dovute a diverso titolo. È stata dichiarata cessata la materia del contendere e l’Amministrazione è stata condannata a restituire gli importi riscossi in base alla cartella.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20259

Cassazione, sentenza n. 20259 del 31/07/2018

Sentenza n. 20259 del 31/07/2018

L’Agenzia sosteneva l’imponibilità IVA del riaddebito forfettario alla casa madre extra-UE di prestazioni pubblicitarie connesse a sponsorizzazioni sportive internazionali, prospettando anche un mandato senza rappresentanza. La Cassazione ha individuato il criterio territoriale nel luogo di effettiva utilizzazione, ossia quello dal quale i messaggi sono diffusi, rilevando che il giudice di merito aveva accertato una diffusione mondiale extra-UE e autonomi contratti di fornitura, non un mandato. Poiché la modalità indiretta della prestazione non modifica tale criterio e la ricostruzione contrattuale era adeguatamente motivata, il ricorso è stato rigettato.

N. 20258

Cassazione, sentenza n. 20258 del 31/07/2018

IVA - Rimborsi - Prestazioni pubblicitarie rese a destinatari allocati fuori dalla Comunità Europea - Rimborso forfettario IVA esclusivamente per collegamento territoriale ( domicilio della prestazione) - Esclusione.

L’accertamento riguardava costi di gestione immobiliare, lo storno di merce difettosa, spese di ospitalità e il trattamento IVA del riaddebito alla casa madre extra-UE di prestazioni pubblicitarie legate a sponsorizzazioni sportive internazionali. La Cassazione ha ritenuto non superate le valutazioni di merito sull’effettività e inerenza dei costi e ha escluso la territorialità italiana della quota riferita alla diffusione mondiale extra-UE, individuando il collegamento nel luogo di effettiva utilizzazione del messaggio. I motivi esaminati nel testo disponibile sono stati giudicati inammissibili o infondati, confermando su tali punti la decisione favorevole alla contribuente.

N. 20249

Cassazione, ordinanza n. 20249 del 31/07/2018

IVA - Base imponibile - Contratto di coassicurazione con clausola di delega - Esenzione IVA - Esclusione.

L’Agenzia aveva recuperato l’IVA e irrogato sanzioni sulle commissioni percepite da una coassicuratrice per le attività svolte in forza della clausola di delega, mentre i giudici di merito le avevano considerate operazioni assicurative esenti o accessorie. La Cassazione ha escluso che riscossione dei premi e liquidazione degli indennizzi integrino attività assicurativa, intermediazione o prestazioni accessorie esenti, mancando i requisiti richiesti dalla disciplina unionale. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale in diversa composizione.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 20247

Cassazione, sentenza n. 20247 del 31/07/2018

Sentenza n. 20247 del 31/07/2018

Un odontoiatra contestava avvisi regionali e la conseguente cartella per il tributo riferito all’attività radiologica, sostenendo che uno studio privato non fosse soggetto a tassa di concessione e che mancassero ispezioni effettive. La Cassazione ha qualificato il prelievo come tassa annuale d’ispezione, dovuta da chiunque possieda apparecchi radiologici anche per uso diagnostico, indipendentemente da autorizzazioni, controlli tecnici privati o singole ispezioni. Esclusa anche la necessità di integrare il contraddittorio verso l’agente della riscossione, non essendo dedotti vizi propri della cartella, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20246

Cassazione, sentenza n. 20246 del 31/07/2018

Sentenza n. 20246 del 31/07/2018

Un odontoiatra impugnava gli accertamenti regionali per l’attività radiologica, deducendo che il tributo, indicato negli atti come tassa di concessione, non fosse dovuto per uno studio privato né senza un’ispezione concretamente eseguita. La Cassazione ha confermato la qualificazione oggettiva come tassa annuale d’ispezione: il presupposto è il possesso di apparecchi radiologici, anche impiegati a fini diagnostici, e il prelievo è correlato al servizio generale di vigilanza, non alla singola verifica. Ritenute inammissibili o infondate anche le censure processuali e motivazionali, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20245

Cassazione, sentenza n. 20245 del 31/07/2018

Sentenza n. 20245 del 31/07/2018

La controversia riguardava la rettifica, ai fini dell’imposta di registro, del valore di tre unità immobiliari cedute con prezzo complessivo, appartenenti a categorie catastali soggette a differenti moltiplicatori. La Corte ha affermato che chi invoca la valutazione automatica deve indicare analiticamente il valore di ciascun cespite, così da consentire il controllo dei parametri catastali; in mancanza, l’Amministrazione può procedere alla rettifica secondo il valore di mercato. Ritenuta inoltre meramente apparente la motivazione della CTR sulla quantificazione, ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e disposto il rinvio.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 20347

Cassazione, ordinanza n. 20347 del 31/07/2018

Finanza pubblica - Contabilità nazionale e degli enti pubblici - Controversie riguardanti modificazioni soggettive del contratto - Giurisdizione amministrativa - Esclusione.

La controversia riguardava il nulla osta della centrale di committenza al subentro di un’impresa in contratti pubblici di connettività, conseguente alla cessione di un ramo d’azienda; un concorrente sosteneva invece che l’operazione dissimulasse una cessione contrattuale vietata. Le Sezioni Unite hanno stabilito che le modificazioni soggettive intervenute dopo la stipulazione attengono all’esecuzione del rapporto negoziale e implicano una verifica vincolata, non l’esercizio di un potere autoritativo. È stata pertanto dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario, davanti al quale le parti sono state rimesse.

  • Contenzioso
  • Società, imprese e Professionisti
  • Operazioni straordinarie
N. 20244

Cassazione, sentenza n. 20244 del 31/07/2018

Sentenza n. 20244 del 31/07/2018

Gli accertamenti riguardavano maggiori imposte attribuite a una società di persone e, per trasparenza, ai soci, sulla base di rilievi relativi ai rapporti con un consorzio; i ricorsi erano stati trattati e decisi separatamente. La Corte ha ribadito che l’unitarietà dell’accertamento impone la partecipazione della società e di tutti i soci, salvo questioni personali, configurandosi un litisconsorzio necessario originario. Poiché un precedente giudizio collegato era già stato annullato per difetto di contraddittorio, ha dichiarato nulli entrambi i processi, comprese le decisioni di merito e gli atti successivi alla costituzione, rinviando alla CTP.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
N. 20303

Cassazione, ordinanza n. 20303 del 31/07/2018

Contenzioso - Ricorso e introduzione - Istanza di condono fiscale - Provvedimento esplicito di diniego - Mancanza - Impugnazione della cartella di pagamento da parte die contribuente.

Il contribuente aveva ottenuto nei gradi di merito l’annullamento degli accertamenti perché non preceduti dalla notificazione di un espresso diniego dell’istanza di condono. Accogliendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la Cassazione ha affermato che, salvo un’espressa previsione normativa, l’Ufficio non deve adottare un diniego formale: l’iscrizione a ruolo e la cartella possono costituire diniego implicito, impugnabile facendo valere tutte le ragioni di accesso al beneficio. La sentenza è stata cassata con rinvio per l’esame delle ulteriori contestazioni del contribuente.

  • Pace Fiscale
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario

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