Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 9235

Cassazione, sentenza n. 9235 del 3/04/2019

Sentenza n. 9235 del 03/04/2019

La Commissione regionale aveva ridotto del 25% il maggior valore attribuito a un’area edificabile compravenduta, contrapponendo alla stima dell’Ufficio una successiva valutazione di soggetti ritenuti indipendenti. Le società contribuente denunciavano errori nella datazione della stima e nei beni utilizzati per la comparazione, ma la Cassazione rileva che le censure non indicavano le norme violate né investivano adeguatamente la motivazione decisiva. Poiché i motivi tendevano a ottenere una nuova valutazione delle prove, riservata al giudice di merito, il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9079

Cassazione, ordinanza n. 9079 del 2/04/2019

Tributi locali - ICI - Aliquota agevolata - Più immobili adibiti ad abitazione principale - Applicazione.

Il contribuente chiedeva il rimborso ICI applicando l’aliquota agevolata per l’abitazione principale a due unità catastali asseritamente unite e utilizzate come unica abitazione; la Commissione regionale aveva valorizzato soprattutto la successiva fusione catastale. La Cassazione afferma che la pluralità delle unità non preclude l’agevolazione, purché sia provato l’effettivo uso unitario come abitazione principale e il complesso non trascenda la categoria catastale delle sue componenti. Accoglie il ricorso, cassa la decisione e rinvia alla Commissione regionale in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 9049

Cassazione, ordinanza n. 9049 del 1/04/2019

Estimi catastali - Accertamento - Immobili - Classamento - Revisione - Microzone-Contenuto.

L’Amministrazione contestava l’annullamento di un riclassamento immobiliare disposto nell’ambito della revisione delle microzone, sostenendo che l’avviso fosse adeguatamente motivato mediante il richiamo allo scostamento tra valori di mercato e catastali. La Cassazione ribadisce che tale dato generale non basta: l’atto deve indicare gli elementi concreti, quali qualità urbana e ambientale del contesto e caratteristiche edilizie del fabbricato, che hanno inciso sul nuovo classamento, così da rendere conoscibili le ragioni della variazione. Rigetta tutti i motivi dell’Agenzia delle Entrate.

N. 8836

Cassazione, sentenza n. 8836 del 29/03/2019

Sentenza n. 8836 del 29/03/2019

La contribuente contestava gli accertamenti ICI calcolati sul classamento D/7 di una diga, questione che la CTR non aveva esaminato perché oggetto di un distinto giudizio catastale. La Cassazione riconosce il rapporto di pregiudizialità tra determinazione della rendita e liquidazione del tributo; intervenuto nelle more il giudicato che ha attribuito la categoria E/3, tale classamento costituisce retroattivamente l’unico dato valido per l’imposizione. Poiché gli immobili E/3 risultano esenti da ICI, la Corte accoglie il ricorso, cassa la decisione e annulla nel merito la pretesa tributaria e sanzionatoria.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8830

Cassazione, sentenza n. 8830 del 29/03/2019

Sentenza n. 8830 del 29/03/2019

La controversia riguardava il valore venale di un’area edificabile ai fini ICI: la società invocava i valori comunali tabellari e l’incidenza degli ingenti costi di bonifica, mentre i giudici di merito avevano confermato la stima diretta del Comune. La Cassazione precisa che i valori tabellari limitano il potere accertativo solo in via presuntiva, ma rileva che la CTR aveva completamente omesso di valutare i costi di bonifica, fattore oggettivo e decisivo di deprezzamento. La sentenza è quindi cassata e, senza ulteriori accertamenti, sono accolti nel merito i ricorsi introduttivi della contribuente.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8829

Cassazione, sentenza n. 8829 del 29/03/2019

Sentenza n. 8829 del 29/03/2019

Nell’impugnazione di plurimi accertamenti ICI, i contribuenti contestavano, tra l’altro, le sanzioni applicate separatamente per l’omessa dichiarazione protrattasi nelle annualità 2006 e 2007; la CTR aveva ritenuto corretto il cumulo materiale. La Cassazione conferma che l’omissione è sanzionabile per ciascun anno, poiché ogni periodo genera un’autonoma obbligazione dichiarativa, ma stabilisce che alle violazioni della stessa indole derivanti dalla medesima condotta reiterata si applica la continuazione. Accolto questo motivo e respinti gli altri, la Corte cassa la sentenza e rinvia alla CTR anche per rideterminare le spese.

N. 8828

Cassazione, sentenza n. 8828 del 29/03/2019

Sentenza n. 8828 del 29/03/2019

Il Comune contestava la decisione che aveva escluso l’ICI su porzioni immobiliari non accatastate, adibite a magazzino e deposito doganale nell’area portuale, lamentando che la CTR avesse respinto l’appello principale senza esaminare destinazione, autonomia reddituale e categoria catastale applicabile. La Cassazione non decide l’esenzione, ma rileva che l’affermazione apodittica d’infondatezza non rende conoscibile il ragionamento seguito e integra mancanza di un elemento essenziale della sentenza. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la decisione è cassata con rinvio alla CTR per un nuovo esame.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8824

Cassazione, sentenza n. 8824 del 29/03/2019

Sentenza n. 8824 del 29/03/2019

La CTR aveva dichiarato tardivi i ricorsi contro due accertamenti sintetici IRPEF, facendo decorrere il termine dalla compiuta giacenza calcolata su un deposito postale indicato al 18 novembre 2011. La Cassazione rileva l’omesso esame del contrasto documentale con la data del tentativo di notifica, attestata al 23 novembre: considerando quest’ultima e il ritiro dei plichi il 1° dicembre, la notificazione si perfezionava in tale giorno e le impugnazioni risultavano tempestive. Il ricorso è accolto e la causa rinviata alla CTR in diversa composizione per l’esame successivo.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8823

Cassazione, sentenza n. 8823 del 29/03/2019

Sentenza n. 8823 del 29/03/2019

Un avvocato chiedeva il rimborso dell’IRAP versata, sostenendo di operare come collaboratore all’interno dello studio organizzato da un altro professionista; la CTR aveva invece riconosciuto l’autonoma organizzazione valorizzando beni, costi e compensi. La Cassazione afferma che il presupposto richiede una struttura riferibile al contribuente, beni eccedenti il minimo indispensabile oppure lavoro altrui non occasionale oltre mansioni meramente esecutive; compensi o costi elevati non bastano da soli. Accertato che organizzazione e locali erano altrui e i beni impiegati erano comuni, la Corte cassa e accoglie nel merito la domanda di rimborso.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8822

Cassazione, sentenza n. 8822 del 29/03/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI - ACCERTAMENTI E CONTROLLI - POTERI DEGLI UFFICI DELLE IMPOSTE - IN GENERE Accertamento induttivo mediante "tovagliometro" - Legittimità - Fondamento.

L’Amministrazione aveva ricostruito induttivamente ricavi non dichiarati nell’attività di ristorazione, valorizzando incongruenze contabili, omissioni di corrispettivi e numero dei tovaglioli risultante dalle fatture della lavanderia; i giudici di merito avevano confermato l’accertamento. La Cassazione ritiene legittimo il cosiddetto “tovagliometro”, poiché il consumo dei tovaglioli può presumere i pasti serviti, purché sia sottratta una ragionevole quota destinata ad altri usi e il criterio sia rapportato alla concreta attività. Considerata inattendibile la contabilità e adeguata la ricostruzione anche indipendentemente dagli studi di settore, la Corte rigetta il ricorso della contribuente.

N. 8821

Cassazione, sentenza n. 8821 del 29/03/2019

Sentenza n. 8821 del 29/03/2019

A seguito dell’omessa dichiarazione dei redditi di una società di capitali, l’Agenzia aveva determinato induttivamente costi e ricavi utilizzando le dichiarazioni periodiche IVA; in appello la contribuente aveva poi invocato ulteriori componenti relativi a luglio 2001. La Cassazione esclude che la rideterminazione operata in primo grado, fondata sui dati forniti dalla stessa società e a essa più favorevole, introducesse una nuova pretesa. Conferma inoltre che l’allegazione dei dati di luglio costituiva un fatto nuovo, non un semplice documento, e non poteva essere proposta per la prima volta in appello; il ricorso è pertanto rigettato.

  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 8820

Cassazione, sentenza n. 8820 del 29/03/2019

Sentenza n. 8820 del 29/03/2019

La contribuente chiedeva il rimborso della ritenuta IRPEF del 20% applicata dal Comune al risarcimento liquidato per l’occupazione senza titolo di un terreno, ritenendo la fattispecie estranea alla disciplina delle acquisizioni coattive; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Cassazione stabilisce invece che anche il risarcimento per occupazione priva ab origine di titolo costituisce una plusvalenza tassabile, se percepito dopo l’entrata in vigore della disciplina richiamata, e considera manifestamente infondata la prospettata questione di legittimità. La sentenza è cassata con rinvio per determinare l’effettiva composizione dell’imponibile soggetto alla ritenuta.

N. 8819

Cassazione, sentenza n. 8819 del 29/03/2019

Sentenza n. 8819 del 29/03/2019

Una società chiedeva il rimborso del 90% delle imposte già versate, invocando la definizione agevolata prevista per i soggetti colpiti dall’alluvione piemontese del 1994; la CTR aveva escluso il beneficio perché le obbligazioni erano state integralmente adempiute. La Cassazione afferma che l’agevolazione opera anche mediante restituzione del 90% del versato, ma impone, per le imprese, la verifica della disciplina unionale sugli aiuti di Stato, inclusa la soglia de minimis, con onere probatorio sul beneficiario. Accolto il ricorso, cassa e rinvia per esaminare anche prova, esistenza e ammontare del credito.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 8818

Cassazione, sentenza n. 8818 del 29/03/2019

Sentenza n. 8818 del 29/03/2019

L’Amministrazione contestava il rimborso IRAP riconosciuto a un pediatra convenzionato, eccependo sia la decadenza per l’acconto 2004 sia la presenza di autonoma organizzazione, desunta da collaboratori, due studi e beni strumentali. La Cassazione precisa che, quando è negato radicalmente il presupposto d’imposta, il termine di rimborso decorre dai singoli acconti; inoltre, gli elementi organizzativi devono essere valutati congiuntamente e nella loro concreta capacità produttiva, gravando sul contribuente la prova contraria. Accoglie i primi due motivi, dichiara inammissibile il terzo, rigetta il quarto e rinvia alla CTR.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8817

Cassazione, sentenza n. 8817 del 29/03/2019

Sentenza n. 8817 del 29/03/2019

Il contribuente chiedeva il rimborso delle ritenute IRPEF applicate alla quota aggiuntiva di una pensione privilegiata, sostenendone la natura risarcitoria; la CTR aveva accolto la domanda e ritenuto applicabile la prescrizione decennale. La Cassazione stabilisce che l’intero trattamento privilegiato ordinario, compreso l’aumento pari a un decimo, è soggetto a imposizione diretta: l’eventuale componente risarcitoria non ne modifica la natura di retribuzione differita e l’esenzione non può essere estesa analogicamente. Accoglie il motivo sostanziale, assorbe quello sulla decadenza, cassa e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso originario.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8840

Cassazione, sentenza n. 8840 del 29/03/2019

Sentenza n. 8840 del 29/03/2019

La controversia concerneva un accertamento ICI calcolato sulla rendita di una diga il cui classamento era oggetto di separato giudizio; la Commissione regionale aveva rigettato l’appello senza sospendere il processo. La Cassazione riconosce la pregiudizialità tra classamento e imposizione e rileva che il successivo giudicato, efficace fin dalla domanda, aveva definitivamente collocato l’immobile in categoria E/3, esente dall’imposta. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, annulla la pretesa tributaria e le sanzioni, compensando le spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8814

Cassazione, sentenza n. 8814 del 29/03/2019

ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - AVVISO DI ACCERTAMENTO - IN GENERE Delega ex art. 42 del d.P.R. n. 600 del 1973 - Necessaria indicazione del nominativo del delegato - Omissione - Nullità della delega e dell'atto impositivo - Esclusione - Ragioni.

La CTR aveva annullato un avviso di accertamento perché sottoscritto da un funzionario sulla base di una delega priva dell’indicazione nominativa. La Cassazione qualifica quella prevista dall’art. 42 del d.P.R. n. 600 del 1973 come delega di firma, non di funzioni: può quindi risultare da ordini di servizio che individuino il delegato attraverso la qualifica, senza indicarne nome o durata, purché sia verificabile a posteriori il potere del sottoscrittore; in caso di contestazione, la prova della delega resta a carico dell’Amministrazione. Accoglie il ricorso, cassa e rinvia alla CTR.

N. 8839

Cassazione, sentenza n. 8839 del 29/03/2019

Sentenza n. 8839 del 29/03/2019

Gli avvisi ICI erano fondati sulla rendita attribuita a una diga, mentre il relativo classamento era ancora discusso in un distinto giudizio; nonostante ciò, la Commissione regionale aveva respinto l’appello della contribuente. La Cassazione afferma che il giudizio sull’imposta dipende da quello sulla rendita e considera il giudicato nel frattempo formatosi, che aveva classificato il bene in categoria E/3 con efficacia retroattiva. Poiché tale categoria è esente da ICI, accoglie il ricorso, cassa la sentenza e decide nel merito in favore della contribuente, escludendo imposta e sanzioni.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8813

Cassazione, sentenza n. 8813 del 29/03/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - DETERMINAZIONE DELL'IMPOSTA - DETRAZIONI IVA - Determinazione "pro rata" - Criteri - Fattispecie.

Una società contestava l’inclusione, nel pro rata IVA, degli interessi derivanti da prestiti obbligazionari a istituti di credito e allo Stato, qualificandoli come operazioni fuori campo o accessorie. La Cassazione li riconduce alle operazioni esenti e chiarisce che l’attività propria va individuata considerando quella concretamente svolta: contabilità separate e ricavi finanziari pari a cinque volte quelli della gestione autostradale confermavano che l’attività finanziaria era parallela o comprimaria, non occasionale né accessoria. Ritenuto legittimo anche il riferimento ai dati di bilancio in assenza di prove contrarie decisive, rigetta integralmente il ricorso.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 8838

Cassazione, sentenza n. 8838 del 29/03/2019

Sentenza n. 8838 del 29/03/2019

La contribuente aveva impugnato accertamenti ICI relativi a una diga, calcolati secondo un classamento catastale contestato in un procedimento distinto; la Commissione regionale aveva tuttavia rigettato l’appello anziché sospendere il giudizio. La Cassazione riconosce il rapporto di pregiudizialità e applica il giudicato successivamente intervenuto, secondo cui l’immobile appartiene alla categoria E/3, con effetti risalenti alla domanda. Ne deriva l’esenzione dall’ICI: il ricorso è accolto, la sentenza è cassata e la causa decisa nel merito con annullamento della pretesa e delle sanzioni.

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  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario

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