Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 12117

Cassazione, sentenza n. 12117 del 8/05/2019

Sentenza n. 12117 del 08/05/2019

La contribuente impugnava accertamenti sintetici per tre annualità, fondati sull’acquisto di un immobile e sull’impiego di una collaboratrice domestica, lamentando anche che la CTR, superata l’erronea inammissibilità dichiarata in primo grado, non avesse rimesso la causa alla CTP. La Cassazione afferma che, fuori dai casi tassativi di rimessione, il giudice d’appello deve decidere nel merito e che il doppio grado di merito non è costituzionalmente garantito. Conferma inoltre l’onere della contribuente di superare gli indici redditometrici con prova idonea, ritenuta in fatto insufficiente, e rigetta il ricorso.

N. 12132

Cassazione, sentenza n. 12132 del 8/05/2019

Sentenza n. 12132 del 08/05/2019

Gli accertamenti verso una società di persone e i soci, per IRPEF, IRAP e IVA, derivavano dal rilevante scostamento tra ricavi dichiarati e ricavi puntuali dello studio di settore; la CTR aveva convalidato la pretesa pur riconoscendo provate le giustificazioni offerte dai contribuenti. La Cassazione ravvisa un contrasto irriducibile: accertata la presenza di circostanze quali cambio gestionale, crisi del comparto, chiusura di un punto vendita e riduzione del personale, il giudice doveva spiegare perché lo standard restasse applicabile. Accolte le censure motivazionali, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12116

Cassazione, sentenza n. 12116 del 8/05/2019

Sentenza n. 12116 del 08/05/2019

L’accertamento aveva rideterminato i ricavi di un’attività di autotrasporto sulla base dello scostamento dallo studio di settore, mentre il contribuente invocava specifiche condizioni operative emerse nel contraddittorio. La Cassazione ribadisce che gli standard costituiscono presunzioni semplici, la cui concreta attendibilità va verificata nel contraddittorio, con possibilità per il contribuente di offrire prova contraria; nella specie, però, la CTR aveva ponderato sia le giustificazioni addotte sia personale, mezzi disponibili ed esiguità dei ricavi. Esclusa una mera applicazione automatica dello studio, il ricorso è rigettato.

N. 12131

Cassazione, sentenza n. 12131 del 8/05/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - REDDITI DI IMPRESA - DETERMINAZIONE DEL REDDITO - PLUSVALENZE PATRIMONIALI Reddito da plusvalenza - Art. 5, comma 3, del d.lgs. n. 147 del 2015 - Efficacia retroattiva - Retroattività - Conseguenze - Accertamento - Valore dichiarato ai fini dell'imposta di registro - Rilevanza - Esclusione - Onere della prova - Riparto.

La controversia riguardava l’accertamento IRPEF di una plusvalenza derivante dalla cessione di terreni edificabili, determinata assumendo il valore accertato ai fini dell’imposta di registro; la CTR aveva ritenuto tale dato sufficiente, ponendo sulla contribuente la prova di un prezzo inferiore. La Cassazione afferma che la norma interpretativa del 2015, efficace retroattivamente, impedisce di fondare l’accertamento soltanto su quel valore: l’Ufficio deve fornire ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti, salva la prova contraria del contribuente. Accoglie i primi due motivi, assorbe gli altri, cassa e rinvia.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12115

Cassazione, sentenza n. 12115 del 8/05/2019

Sentenza n. 12115 del 08/05/2019

Il contribuente contestava un accertamento di maggior reddito d’impresa derivante da anomalie nel libro inventari, deducendo in Cassazione l’omessa pronuncia sulle regole di autonomia dei periodi d’imposta e di competenza temporale dei ricavi. La Corte dichiara entrambe le censure inammissibili perché il ricorso non riproduceva con precisione gli atti dai quali risultasse che le questioni fossero state ritualmente proposte nei gradi di merito. Aggiunge che mancavano comunque riscontri oggettivi sull’effettivo anno di cessione dell’immobile richiamato dalla difesa; resta quindi ferma la decisione impugnata.

N. 12130

Cassazione, sentenza n. 12130 del 8/05/2019

Sentenza n. 12130 del 08/05/2019

La CTR aveva confermato il recupero di dazi e IVA sulle importazioni di tonno, escludendo il regime preferenziale perché, secondo le indagini OLAF, navi ed equipaggi non possedevano la nazionalità richiesta. La Cassazione precisa che, nei tributi armonizzati, la violazione del contraddittorio preventivo non invalida l’atto senza la prova di un concreto possibile diverso esito; ritiene inoltre sufficiente il richiamo essenziale agli esiti OLAF e pone sull’importatore la prova della diligenza qualificata, non essendo configurabile un errore doganale. Il ricorso è rigettato, con compensazione delle spese.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 12114

Cassazione, sentenza n. 12114 del 8/05/2019

Sentenza n. 12114 del 08/05/2019

La società consolidante contestava recuperi IRES relativi a costi per fatture da ricevere, una minusvalenza su beni mobili e spese qualificate dall’Ufficio come rappresentanza anziché pubblicità. La Cassazione conferma il primo recupero per mancanza di documentazione sulle prestazioni professionali e dichiara inammissibili le altre doglianze per omessa indicazione delle norme violate e difetto di autosufficienza. Richiamata la distinzione basata sulla finalità concretamente perseguita tra spese di rappresentanza e pubblicità, rileva che il ricorso non riproduceva gli atti necessari a verificare la prospettazione difensiva e lo rigetta.

  • IRES
  • Spese di rappresentanza
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12129

Cassazione, sentenza n. 12129 del 8/05/2019

Sentenza n. 12129 del 08/05/2019

La controversia concerneva il recupero di dazi e IVA sull’importazione di tonno privo, secondo le indagini OLAF, dei requisiti di origine necessari al trattamento preferenziale. La Cassazione esclude l’invalidità dell’atto per mancato contraddittorio, non essendo stato allegato un concreto pregiudizio, e reputa adeguata la motivazione che riportava gli esiti essenziali delle indagini; conferma inoltre l’onere dell’importatore di dimostrare la diligenza qualificata. La censura relativa ad alcuni soli lotti è dichiarata inammissibile perché diretta contro l’accertamento di fatto, e il ricorso viene integralmente rigettato.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 12113

Cassazione, sentenza n. 12113 del 8/05/2019

Sentenza n. 12113 del 08/05/2019

Il giudizio riguardava un’iscrizione ipotecaria e una cartella per IVA e IRPEG, già annullate nei gradi di merito, mentre nel corso della cassazione la contribuente documentava l’adesione alla definizione agevolata e il pagamento integrale delle somme comunicate dall’agente della riscossione. La Corte dichiara cessata la materia del contendere, precisando che ciò determina la cessazione degli effetti della decisione impugnata. Considerata la funzione incentivante della definizione agevolata e l’impegno alla rinuncia assunto dal contribuente, le spese sono integralmente compensate.

N. 12128

Cassazione, sentenza n. 12128 del 8/05/2019

Sentenza n. 12128 del 08/05/2019

La CTR aveva confermato il recupero dei dazi sull’importazione di tonno, ritenendo insussistente l’origine preferenziale perché le navi risultavano contemporaneamente iscritte in due registri navali. La Cassazione considera sufficiente la motivazione fondata sugli esiti essenziali delle indagini OLAF, esclude che vi fosse un errore imputabile all’autorità doganale e pone sull’importatore la prova della diligenza qualificata; precisa inoltre che la doppia iscrizione, senza sospensione della precedente, non consentiva di attribuire le navi al Paese beneficiario. Il ricorso è rigettato e le spese sono compensate.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 12112

Cassazione, sentenza n. 12112 del 8/05/2019

Sentenza n. 12112 del 08/05/2019

Uno studio legale associato chiedeva il rimborso dell’IRAP, sostenendo di operare senza dipendenti o collaboratori stabili e con beni strumentali minimi, dunque senza autonoma organizzazione. La Cassazione ritiene adeguatamente motivata la decisione della CTR, che aveva individuato il presupposto impositivo nella reciproca collaborazione, nell’interscambiabilità delle competenze e nell’integrazione dei professionisti con la struttura associata, considerando inoltre locali, beni strumentali e compensi a terzi. Non essendo riscontrabile l’omesso esame denunciato, il ricorso è rigettato e resta negato il rimborso.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12127

Cassazione, sentenza n. 12127 del 8/05/2019

Sentenza n. 12127 del 08/05/2019

Una società aveva ottenuto in appello il rimborso dei dazi versati per modellini di automobili dichiarati in dogana come prodotti di plastica, avendo la CTR accertato che la componente prevalente era invece metallica. L’Amministrazione contestava il riparto dell’onere probatorio, la classificazione doganale e la motivazione della decisione. La Cassazione rileva che la CTR non aveva invertito l’onere della prova, ma aveva ritenuto dimostrati i presupposti del rimborso applicando i criteri della nomenclatura combinata ai materiali misti; rigetta quindi il ricorso e condanna l’Ufficio alle spese.

N. 12111

Cassazione, sentenza n. 12111 del 8/05/2019

Sentenza n. 12111 del 08/05/2019

L’accertamento recuperava maggiori ricavi e IVA sulla vendita, nel 2004, di un appartamento, valorizzando lo scarto tra prezzo dichiarato e valore normale, il mutuo, la perizia bancaria, i prezzi di mercato e la stima assicurativa. La Corte afferma che, per atti anteriori al 4 luglio 2006, tale scostamento non integra una presunzione legale, ma una presunzione semplice da apprezzare con altri indizi gravi, precisi e concordanti. Poiché la CTR aveva svalutato mutuo e perizia senza esaminare complessivamente anche mercato e assicurazione, il ricorso dell’Agenzia è accolto, la decisione cassata e la causa rinviata.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12126

Cassazione, sentenza n. 12126 del 8/05/2019

Sentenza n. 12126 del 08/05/2019

La controversia riguardava il recupero di dazi sull’importazione di tonno, cui la CTR aveva negato il trattamento preferenziale perché la nave, contemporaneamente iscritta nei registri di due Stati, non poteva essere considerata appartenente al Paese beneficiario. La Cassazione conferma la sufficienza della motivazione dell’atto basata sugli esiti OLAF, esclude un errore dell’autorità doganale e afferma che la mancata sospensione della precedente iscrizione impediva l’attribuzione della nazionalità richiesta. Rigetta anche le doglianze processuali e la richiesta di rinvio pregiudiziale, confermando il recupero e respingendo il ricorso.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 12110

Cassazione, sentenza n. 12110 del 8/05/2019

TRIBUTI - "SOLVE ET REPETE" - CONTENZIOSO TRIBUTARIO (DISCIPLINA POSTERIORE ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IN GENERE Conciliazione prevista dall'art. 48, comma 5, d.lgs. n. 546 del 1992 - Natura negoziale - Efficacia novativa - Conseguenze - Fattispecie.

La CTR, pur negando efficacia alla proposta di conciliazione depositata dopo la decisione non ancora pubblicata della CTP, ne aveva recepito le determinazioni per quantificare il maggior reddito, senza applicare la riduzione delle sanzioni. La Corte qualifica la conciliazione fuori udienza, nel testo allora vigente dell’art. 48, come accordo negoziale con efficacia novativa: al giudice spetta soltanto un controllo estrinseco di legalità, non di congruità. Dichiarato inammissibile per omessa notificazione il ricorso incidentale dell’Agenzia, accoglie i primi tre motivi della società, assorbe il quarto e rinvia alla CTR per verificare le condizioni di applicabilità della conciliazione.

N. 12125

Cassazione, sentenza n. 12125 del 8/05/2019

Sentenza n. 12125 del 08/05/2019

La società contestava recuperi IRAP e IVA relativi a costi qualificati come spese di rappresentanza, a una minusvalenza su beni mobili e a un accantonamento per prestazioni professionali. La Cassazione dichiara inammissibili le prime due censure per difetto di autosufficienza e mancata indicazione delle norme violate; quanto al costo per fatture da ricevere, conferma l’accertamento della CTR sulla mancanza di documenti idonei a provare il rapporto professionale, la prestazione e il relativo costo. Il ricorso è pertanto rigettato, con condanna della società alle spese.

  • IRAP
  • IVA
  • Spese di rappresentanza
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 12109

Cassazione, sentenza n. 12109 del 8/05/2019

Sentenza n. 12109 del 08/05/2019

Il contribuente contestava un accertamento analitico-induttivo notificato prima che decorressero sessanta giorni dalla chiusura degli accessi presso l’impresa; la CTR lo aveva ritenuto valido, richiamando la natura vincolata dell’atto e la tutela difensiva comunque disponibile. La Corte ribadisce che il termine tutela il contraddittorio procedimentale e che la sua inosservanza rende illegittimo l’atto anticipato, salvo specifiche ragioni d’urgenza provate dall’Ufficio. L’imminente scadenza del termine di accertamento non basta: accolto il ricorso, la sentenza è cassata e, decidendo nel merito, è accolto il ricorso introduttivo.

N. 12124

Cassazione, sentenza n. 12124 del 8/05/2019

Sentenza n. 12124 del 08/05/2019

La CTR aveva negato il rimborso del credito residuo per addizionale provinciale sui consumi di energia elettrica, ritenendo decorso il termine biennale previsto per le accise. La Cassazione osserva che, nel sistema di acconti mensili, conguaglio annuale e compensazione, il credito riportato nelle dichiarazioni successive si rinnova anno per anno; il termine decorre quindi dall’ultima dichiarazione nella quale il credito è confluito. L’istanza è giudicata tempestiva e il rimborso spettante: la sentenza è cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

N. 12123

Cassazione, sentenza n. 12123 del 8/05/2019

Sentenza n. 12123 del 08/05/2019

La contribuente chiedeva in denaro il rimborso di un credito per accisa e addizionale provinciale sui consumi di energia elettrica, già indicato nella dichiarazione annuale; la CTR aveva confermato il diniego per decadenza. La Cassazione ritiene adeguatamente motivata la decisione impugnata e afferma che il rimborso dell’accisa indebitamente pagata deve essere richiesto entro due anni dal pagamento, assumendo nel caso esaminato come riferimento la data della dichiarazione annuale. Poiché la richiesta in denaro era successiva al biennio, rigetta il ricorso e condanna la contribuente alle spese.

N. 11664

Cassazione, sentenza n. 11664 del 3/05/2019

Sentenza n. 11664 del 03/05/2019

Una società contestava la fattura con cui il concessionario comunale aveva richiesto la tariffa di igiene ambientale per locali adibiti alla ristorazione, denunciando carenze informative e l’uso non esclusivo degli spazi. La Corte esclude che l’omessa indicazione delle modalità d’impugnazione o del responsabile del procedimento invalidi quella fattura e rileva che causale, superficie, periodi e destinazione dei locali rendevano comprensibile la pretesa. Poiché l’obbligo grava su chi occupa o conduce i locali e l’eventuale compresenza di altri utilizzatori non lo limita, il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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