Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 11649

Cassazione, sentenza n. 11649 del 3/05/2019

Sentenza n. 11649 del 03/05/2019

La controversia riguardava un accertamento analitico-induttivo dei maggiori ricavi di un negozio, fondato sulla percentuale di ricarico determinata durante la verifica e accettata in contraddittorio. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure sull’impiego degli studi di settore e sul contraddittorio endoprocedimentale, perché nuove o non adeguatamente documentate, nonché quella sulla contabilizzazione successiva dei ricavi, ritenuta irrilevante rispetto all’irregolarità già accertata. Ha invece accolto il motivo relativo all’omessa pronuncia sulla maggiore IRAP, cassando con rinvio alla Commissione regionale.

N. 11628

Cassazione, sentenza n. 11628 del 3/05/2019

Sentenza n. 11628 del 03/05/2019

La controversia verteva sulla possibilità di conservare l’esenzione dai dazi mediante certificati di origine sostitutivi, prodotti dopo l’importazione, quando quelli originari erano stati contestati per la difformità del timbro rispetto al modello ufficiale. La Cassazione ha ritenuto che tale difformità costituisca una ragione tecnica prevista dalla disciplina doganale e consenta eccezionalmente il rilascio successivo; nel caso concreto, inoltre, la genuinità dei nuovi certificati risultava accertata. Il ricorso dell’Agenzia delle Dogane è stato pertanto rigettato, con compensazione delle spese.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 11664

Cassazione, sentenza n. 11664 del 3/05/2019

Sentenza n. 11664 del 03/05/2019

Una società contestava la fattura con cui il concessionario comunale aveva richiesto la tariffa di igiene ambientale per locali adibiti alla ristorazione, denunciando carenze informative e l’uso non esclusivo degli spazi. La Corte esclude che l’omessa indicazione delle modalità d’impugnazione o del responsabile del procedimento invalidi quella fattura e rileva che causale, superficie, periodi e destinazione dei locali rendevano comprensibile la pretesa. Poiché l’obbligo grava su chi occupa o conduce i locali e l’eventuale compresenza di altri utilizzatori non lo limita, il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11648

Cassazione, sentenza n. 11648 del 3/05/2019

Sentenza n. 11648 del 03/05/2019

La controversia verteva sul diniego parziale del rimborso del credito d’imposta relativo a dividendi di società italiane, richiesto da un istituto francese in base alla Convenzione Italia-Francia, nell’ambito di operazioni temporanee su titoli. La Cassazione ha affermato che chi domanda il rimborso deve provare tutti i presupposti del diritto, compresa la qualità di beneficiario effettivo, mentre gli elementi presuntivi dell’Amministrazione non possono essere privati a priori di valore. Accolti i primi tre motivi dell’Agenzia e assorbito quello sull’abuso, la decisione è stata cassata con rinvio.

  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11627

Cassazione, sentenza n. 11627 del 3/05/2019

Dazi sulle importazioni - Applicazione misure preferenziali - Certificato di origine - Emissione di certificato sostitutivo ex post - Ammissibilità.

L’Agenzia delle Dogane contestava l’efficacia di certificati sostitutivi prodotti in giudizio per dimostrare l’origine venezuelana di merci esenti da dazio, dopo che i documenti iniziali erano stati rifiutati per un timbro difforme da quello comunicato ufficialmente. La Cassazione ha chiarito che questa difformità rientra tra le ragioni tecniche che, in deroga alla regola del rilascio contestuale all’esportazione, consentono un certificato ex post; i sostitutivi erano stati inoltre riconosciuti genuini. Il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato e le spese compensate.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 11663

Cassazione, sentenza n. 11663 del 3/05/2019

Sentenza n. 11663 del 03/05/2019

L’Agenzia aveva impugnato la decisione regionale che aveva dichiarato illegittimo il diniego di autotutela opposto all’istanza di annullamento di una cartella. Durante il giudizio la contribuente aderiva alla definizione agevolata dei carichi, riceveva dall’agente della riscossione il piano delle somme dovute e dichiarava di averlo tempestivamente adempiuto. Preso atto che entrambe le parti riconoscevano l’avvenuta definizione agevolata della posizione controversa, la Corte dichiara estinto il giudizio e compensa le spese.

N. 11647

Cassazione, sentenza n. 11647 del 3/05/2019

Sentenza n. 11647 del 03/05/2019

Il giudizio concerneva il rimborso del credito d’imposta sui dividendi italiani richiesto da un istituto di credito francese, che l’Amministrazione riteneva semplice intermediario in operazioni di trasferimento temporaneo di titoli. La Cassazione ha chiarito che spetta al richiedente dimostrare i requisiti convenzionali, inclusa la qualità di beneficiario effettivo, e che la prova può essere contrastata mediante elementi presuntivi, senza imporre all’Erario una dimostrazione piena per ogni operazione. Accolti i primi tre motivi e assorbita la censura sulla condotta abusiva, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Estero
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11608

Cassazione, ordinanza n. 11608 del 3/05/2019

Accertamento - Invito a produrre documenti - Ommissione - Conseguenze.

Nell’accertamento sintetico IRPEF fondato su investimenti ritenuti incompatibili con i redditi dichiarati, i giudici di merito avevano utilizzato estratti bancari prodotti soltanto nel processo, benché non esibiti durante il contraddittorio richiesto dall’Ufficio. La Cassazione ha affermato che l’inottemperanza all’invito determina automaticamente l’inutilizzabilità amministrativa e processuale dei documenti; la deroga opera solo se essi sono allegati al ricorso introduttivo con contestuale dichiarazione di una causa non imputabile. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11662

Cassazione, sentenza n. 11662 del 3/05/2019

Sentenza n. 11662 del 03/05/2019

L’Agenzia aveva imputato al socio, ai fini IRPEF, una quota dei maggiori redditi accertati in capo a una società di capitali con tre soci; la CTR aveva riformato la decisione favorevole al contribuente, considerando consolidato l’accertamento societario. La Corte conferma che, nelle società a ristretta base, gli utili non contabilizzati possono presumersi distribuiti pro quota ai soci: il fatto noto è la ristrettezza dell’assetto sociale, non il reddito ricostruito induttivamente. Risultata inoltre regolare la notificazione dell’appello al difensore domiciliatario, entrambi i motivi sono respinti e il ricorso è rigettato.

N. 11645

Cassazione, ordinanza n. 11645 del 3/05/2019

Tributi indiretti - ICI - Mancata comunicazione al proprietario dell'attribuzione della natura di area fabbricabile ad un terreno - Accertamento maggior imposta - Legittimità.

La controversia riguardava quattro accertamenti ICI su un terreno qualificato come edificabile, annullati in appello anche in relazione alla motivazione degli atti e alla mancata comunicazione della nuova natura dell’area. La Cassazione ha stabilito che l’edificabilità deriva dalla qualificazione contenuta nel piano regolatore comunale adottato e che l’omessa comunicazione al proprietario, se non pregiudica concretamente la difesa, non invalida l’imposizione. Rilevata inoltre l’omessa valutazione di documenti decisivi sulla determinazione del valore, ha accolto entrambi i motivi del Comune e cassato con rinvio.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 1130

Cassazione, sentenza n. 1130 del 3/05/2019

Sentenza n. 1130 del 03/05/2019

La pretesa doganale riguardava merci dichiarate di origine venezuelana, il cui certificato FORM A era stato contestato per la difformità del timbro; durante il primo grado erano stati presentati certificati sostitutivi, poi attestati come genuini dall’autorità dello Stato esportatore. La Cassazione ha riconosciuto che il rifiuto dovuto a un timbro non conforme integra una ragione tecnica che permette eccezionalmente il rilascio ex post del certificato, rendendo illegittimo il recupero dei dazi nel caso esaminato. Il ricorso dell’Agenzia delle Dogane è stato rigettato, con spese compensate.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 11661

Cassazione, sentenza n. 11661 del 3/05/2019

Sentenza n. 11661 del 03/05/2019

La cessionaria di un ramo d’azienda contestava una cartella ICI relativa a violazioni della conferente, deducendo difetto di motivazione, inapplicabilità della responsabilità tributaria al conferimento e mancata preventiva escussione. La Corte ritiene sufficiente l’indicazione sintetica e univoca degli elementi della pretesa e qualifica l’estensione della disciplina al conferimento come precisazione, non innovazione: la responsabilità solidale dipendente tutela i crediti derivanti dalle violazioni del trasferente, nei limiti soggettivi, quantitativi e temporali previsti. Poiché la debitrice principale era cessata e l’escussione risultava impraticabile, il ricorso è rigettato e la contribuente condannata alle spese.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 11643

Cassazione, ordinanza n. 11643 del 3/05/2019

Tributi indiretti - ICI - Valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili - Delibera di determinazione per zone omogenee - Valori minimi imponibili - Potere del Comune di accertamento di maggior valore - Legittimità.

Il contribuente aveva versato l’ICI sulle aree fabbricabili secondo i valori stabiliti dal Comune, mentre l’ente aveva successivamente accertato un maggior valore sulla base di atti notarili relativi a immobili della stessa zona. La Cassazione ha precisato che le delibere comunali sui valori venali, pur limitando ordinariamente l’accertamento quando il valore dichiarato non è inferiore, costituiscono presunzioni non imperative e possono essere superate da elementi specifici di segno contrario. Accolto il primo motivo del Comune e assorbito il secondo, la sentenza regionale è stata cassata con rinvio.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 11660

Cassazione, sentenza n. 11660 del 3/05/2019

Sentenza n. 11660 del 03/05/2019

La contribuente contestava il passaggio dalla categoria catastale proposta mediante DOCFA a una categoria superiore, sostenendo che l’avviso fosse insufficientemente motivato e che non fossero state considerate le condizioni fatiscenti del fabbricato. La Corte afferma che, quando l’Ufficio diverge sugli elementi fattuali dichiarati, la motivazione deve indicare specificamente le differenze; nella specie, le comparazioni con unità analoghe, la zona di pregio e le caratteristiche dell’appartamento soddisfacevano tale requisito. La censura sulle condizioni dell’immobile era generica e mirava a rinnovare valutazioni di fatto: il ricorso è pertanto rigettato.

N. 11641

Cassazione, ordinanza n. 11641 del 3/05/2019

IVA -Rivalsa e detrazione d'imposta - Importazione di merce di provenienza extracomunitaria - Utilizzo di deposito fiscale virtuale - Pagamento dell'IVA all'estrazione della merce - Contestazione per utilizzo del meccanismo di "reverse charge" mediante emissione di autofattura - Legittimità.

L’Amministrazione doganale contestava l’utilizzo virtuale di un deposito IVA per merci extracomunitarie e pretendeva nuovamente l’imposta assolta dall’importatrice mediante autofatturazione e inversione contabile. La Cassazione ha escluso la duplicazione del tributo: l’omessa introduzione fisica nel deposito configura una violazione formale quando l’IVA sia stata assolta, pur tardivamente, con reverse charge, restando possibile una sanzione proporzionata per il ritardo. Ha tuttavia rilevato il contrasto tra motivazione e dispositivo sulle autofatture anteriori alle importazioni, cassando con rinvio limitatamente alla loro individuazione, natura fraudolenta e relative sanzioni.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11659

Cassazione, sentenza n. 11659 del 3/05/2019

Sentenza n. 11659 del 03/05/2019

La società contribuente ha comunicato alla Cassazione di avere definito la lite, documentando il pagamento di quanto dovuto per il relativo perfezionamento. Preso atto di tale circostanza, la Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 46, comma 1, del D.Lgs. n. 546 del 1992 e, conseguentemente, ha disposto l’estinzione del giudizio. Le spese maturate nell’intero processo sono state compensate tra le parti.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
N. 11638

Cassazione, sentenza n. 11638 del 3/05/2019

Sentenza n. 11638 del 03/05/2019

Un ex dipendente aveva impugnato il silenzio-rifiuto sul rimborso della maggiore IRPEF trattenuta al momento della liquidazione della propria posizione previdenziale, sostenendo l’applicabilità dell’aliquota del 12,50% anziché di quella utilizzata dal sostituto d’imposta. Dopo un precedente rinvio e il nuovo rigetto della domanda, il contribuente aveva proposto sei motivi in Cassazione. Poiché le parti hanno poi definito la controversia concordando il rimborso e rinunciando rispettivamente al ricorso e al controricorso, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11658

Cassazione, sentenza n. 11658 del 3/05/2019

Sentenza n. 11658 del 03/05/2019

L’Agenzia delle Entrate ha riferito alla Cassazione che la controversia era stata definita, poiché il contribuente aveva versato quanto necessario al perfezionamento della definizione. La Corte, senza esaminare ulteriormente la pretesa tributaria sottostante, ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere e ha disposto l’estinzione del giudizio. Le spese relative all’intero processo sono state compensate tra le parti.

N. 11637

Cassazione, sentenza n. 11637 del 3/05/2019

Sentenza n. 11637 del 03/05/2019

La causa riguardava il rimborso dell’IRPEF applicata alla liquidazione in capitale di una posizione di previdenza integrativa aziendale maturata da un iscritto anteriore al 28 aprile 1993. La Cassazione ha ribadito che l’aliquota del 12,50% si applica, per gli importi maturati sino al 31 dicembre 2000, soltanto al rendimento derivante dall’effettivo investimento sul mercato del capitale accantonato, non alle somme determinate mediante riserve matematiche o calcoli attuariali; il resto segue la tassazione separata. Poiché il giudice di rinvio non aveva accertato natura ed entità del rendimento, la Corte ha cassato nuovamente con rinvio.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11657

Cassazione, sentenza n. 11657 del 3/05/2019

Sentenza n. 11657 del 03/05/2019

La contribuente chiedeva la revocazione della precedente decisione di legittimità relativa a una cartella IVA, deducendo che l’avviso della camera di consiglio non era stato notificato al difensore e che la lite era stata definita. La Corte ha accertato il mancato perfezionamento della notifica, non rilevato nella decisione originaria, qualificandolo come errore revocatorio e revocando la sentenza. Nel giudizio rescissorio ha dichiarato estinta la causa per intervenuta definizione, compensando le spese pregresse e ponendo quelle della revocazione a carico dell’Agenzia delle Entrate.

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