Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 27795

Cassazione, sentenza n. 27795 del 30/10/2019

Impresa - Registro delle imprese cancellazione della società dal registro delle imprese e sua conseguente estinzione - Notificazione dell'atto tributario al suo legale rappresentante - Principio di cui all'art. 1189 c.c. - Applicabilità - Esclusione - Fondamento.

La controversia riguardava il diniego del condono per il 2002 notificato dopo la cancellazione di una società semplice, che sosteneva di avere già operato in quell’anno. La Cassazione ha corretto la motivazione regionale: l’apparenza del diritto non legittima la notifica al precedente rappresentante, poiché la cancellazione iscritta nel registro delle imprese è opponibile ai terzi; tuttavia, entro un anno dalla cancellazione, la notifica può avvenire presso l’ultima sede ed era stata ricevuta da almeno un ultimo socio. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
  • Società semplice
N. 27610

Cassazione, sentenza n. 27610 del 29/10/2019

Impresa e mercato - Concorrenza e trasparenza - Organi sociali - Amministratori - Responsabilità - Azione del curatore - Omessa o irregolare tenuta della contabilità - Determinazione del danno - Criterio di liquidazione equitativa parametrata all'omissione degli adempimenti tributari contributivi - Condizioni.

Il curatore fallimentare aveva promosso un’azione di responsabilità contro l’amministratore per la mancata tenuta della contabilità e l’omissione delle dichiarazioni fiscali, ottenendo il risarcimento quantificato nel 30% del credito erariale ammesso al passivo. La Cassazione ha ritenuto che la totale assenza, o la tenuta sommaria e inintelligibile, delle scritture violi specifici obblighi dell’amministratore e possa arrecare un danno al patrimonio sociale. Tale pregiudizio può essere liquidato equitativamente, parametrandolo al maggiore debito tributario e contributivo derivato dalle omissioni; le censure processuali esaminate sono state dichiarate inammissibili o infondate.

  • Società
  • Contabilità
  • Procedure concorsuali
  • Sanzioni
N. 27415

Cassazione, ordinanza n. 27415 del 25/10/2019

Accertamento - Atto impositivo - Sottoscrizione - Atto emesso - Notifica.

L’accertamento riguardava redditi ritenuti provenienti da appropriazioni illecite, oltre a risultanze extracontabili e finanziarie; la CTR aveva escluso l’imponibilità e considerato rispettato il termine per il contraddittorio perché la notifica era successiva ai sessanta giorni. La Cassazione ha affermato sia l’imponibilità dei proventi illeciti classificabili nelle categorie reddituali, sia l’illegittimità dell’atto sottoscritto prima della scadenza del termine, poiché la notifica ne condiziona soltanto l’efficacia. Accolti il ricorso principale e quello incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio per il riesame di entrambi i profili.

N. 27298

Cassazione, ordinanza n. 27298 del 24/10/2019

Ordinanza n. 27298 del 24/10/2019

Il giudice tributario d’appello aveva dichiarato inammissibile il gravame contro un accertamento IVA, IRPEF e IRAP, ritenendo che la procura conferita «in ogni fase del giudizio» valesse soltanto per il primo grado. La Cassazione ha confermato l’applicabilità al processo tributario della presunzione prevista dall’articolo 83 c.p.c., ma ha precisato che il riferimento all’intero giudizio, senza espressioni limitative, manifesta la volontà di estendere il mandato anche all’appello, senza necessità di formule sacramentali. La dichiarazione d’inammissibilità è stata quindi cassata, con rinvio al giudice di secondo grado.

N. 27274

Cassazione, ordinanza n. 27274 del 24/10/2019

Accertamento imposte - Accertamento con adesione - Mancata comparizione del contribuente nella data fissata dall'ufficio per la definizione in via amministrativa - Caducazione della sospensione del termine di impugnazione dell'avviso di accertamento - Esclusione.

I giudici di merito avevano dichiarato tardivi i ricorsi contro due avvisi di accertamento, ritenendo che la mancata comparizione della contribuente all’incontro fissato dall’Ufficio avesse fatto venir meno la sospensione collegata all’istanza di adesione. La Cassazione ha chiarito che la sospensione di novanta giorni consegue automaticamente alla presentazione dell’istanza e cessa soltanto alla scadenza o in presenza di una formale e irrevocabile rinuncia; l’assenza all’incontro non vi equivale. La sentenza è stata cassata con rinvio affinché sia nuovamente verificata la tempestività dei ricorsi.

N. 27269

Cassazione, sentenza n. 27269 del 24/10/2019

Avvocatura dello stato - In genere notifica ricorso per cassazione - Relata sottoscritta da procuratore dello stato e non da avvocato dello stato - Nullità - Esclusione - Fondamento.

Le controversie riunite riguardavano accertamenti IVA, IRPEG, IRAP e IRPEF fondati su contributi pubblici ritenuti illecitamente percepiti e su fatture per operazioni inesistenti, impugnati separatamente dalla società, dal custode giudiziario e dai soci. La Cassazione ha escluso la nullità della notifica del ricorso erariale la cui relata era sottoscritta da un Procuratore dello Stato, poiché la notificazione è atto dell’ufficiale giudiziario eseguibile su sua istanza. La Corte ha rigettato i ricorsi della società e dei soci, ritenendo non accolte le contestazioni sulla motivazione e sull’inquadramento dei contributi, e ha dichiarato ammissibile e fondato il ricorso dell’Agenzia.

N. 27268

Cassazione, sentenza n. 27268 del 24/10/2019

Sentenza n. 27268 del 24/10/2019

La controversia riguardava il rimborso della maggiore ritenuta applicata al capitale erogato a un iscritto alla previdenza complementare prima del 28 aprile 1993. La Corte ha confermato che l’aliquota agevolata del 12,50% riguarda soltanto il rendimento netto imputabile alla gestione del capitale sul mercato, anche non finanziario, e che i poteri istruttori d’ufficio non possono supplire alle carenze probatorie delle parti. Poiché la CTR aveva escluso in fatto la prova di tale rendimento, il ricorso degli eredi è stato rigettato, con compensazione delle spese.

N. 27118

Cassazione, sentenza n. 27118 del 23/10/2019

Sentenza n. 27118 del 23/10/2019

La causa riguardava l’imposta di registro applicabile al decreto ingiuntivo ottenuto dal garante, dopo l’escussione di una polizza fideiussoria, contro il debitore principale per il rimborso di quanto pagato. La Corte ha escluso il principio di alternatività IVA/registro: il garante non fa valere corrispettivi o prestazioni soggetti a IVA, ma un’autonoma azione di rimborso, sicché il decreto è assoggettato all’imposta proporzionale del 3%. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata e l’impugnazione originaria della contribuente è stata rigettata nel merito.

  • Imposta di registro
  • IVA
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
N. 27092

Cassazione, sentenza n. 27092 del 23/10/2019

Sentenza n. 27092 del 23/10/2019

Un credito austriaco per dazi, IVA e interessi era stato riscosso in Italia mediante cartella nell’ambito dell’assistenza reciproca tra Stati membri. La Corte distingue le contestazioni sul titolo estero, riservate alle autorità dello Stato in cui è sorta l’obbligazione, dai vizi della procedura italiana di riscossione, sindacabili dal giudice italiano; l’amministrazione nazionale può procedere sulla base delle attestazioni contenute nella richiesta dello Stato creditore. Poiché le censure sulla notifica del titolo estero erano anche prive di adeguata specificità, il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Estero
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27117

Cassazione, sentenza n. 27117 del 23/10/2019

Sentenza n. 27117 del 23/10/2019

La società impugnava una cartella relativa a spese processuali, contestando il passaggio in giudicato del titolo, la sottoscrizione del ruolo, l’indicazione del responsabile, la qualifica del sottoscrittore e diverse irregolarità della notificazione. La Corte ha accertato che la condanna alle spese era definitiva; ha inoltre ribadito che il ruolo è un atto interno, che i vizi notificatori risultano sanati dal tempestivo ricorso e che le questioni nuove richiedono specifica indicazione della loro precedente deduzione. Dichiarata inammissibile anche l’impugnazione diretta del diniego di definizione della lite, il ricorso è stato rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27091

Cassazione, sentenza n. 27091 del 23/10/2019

Tributi (in generale) - Accertamento tributario (nozione) - Avviso di accertamento - In genere atto impositivo - Annullamento giudiziale - Rinnovazione avviso di accertamento da parte dell'amministrazione finanziaria - Condizioni - Compatibilità col divieto di doppia imposizione - Necessità - Conseguenze.

L’amministrazione doganale aveva rinnovato avvisi di rettifica relativi ai medesimi presupposti mentre sosteneva ancora in giudizio la validità dei precedenti atti, annullati dai giudici di merito. La Corte riconosce il potere di emettere un nuovo atto entro i termini e senza violare il giudicato, ma richiede il previo annullamento in autotutela dell’atto precedente, così da evitare plurime imposizioni e rendere univoca la pretesa. Non essendo intervenuto tale annullamento, il ricorso dell’amministrazione è rigettato; è inammissibile anche la censura fondata sulla dicitura inserita nei nuovi avvisi.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27115

Cassazione, sentenza n. 27115 del 23/10/2019

Sentenza n. 27115 del 23/10/2019

La controversia riguardava l’esenzione ICI invocata per aree e immobili demaniali portuali concessi a un’impresa terminalista e destinati alla movimentazione e al deposito di merci. La Cassazione ha ritenuto decisiva la funzione commerciale e la potenziale autonomia reddituale dei beni, incompatibili con la classificazione nel gruppo catastale E e con la relativa esenzione; la disciplina sopravvenuta sulle aree portuali non era applicabile all’anno 2005. Ha inoltre escluso la valida riproposizione in appello delle eccezioni richiamate solo genericamente, rigettando il ricorso principale e dichiarando assorbito quello incidentale.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 27114

Cassazione, sentenza n. 27114 del 23/10/2019

Sentenza n. 27114 del 23/10/2019

Il Comune contestava l’omesso versamento e l’omessa dichiarazione ICI per un immobile che la contribuente qualificava come pertinenza dell’abitazione principale; i giudici di merito avevano riconosciuto l’esenzione. La Cassazione ha affermato che il vincolo pertinenziale deve essere evidenziato nella dichiarazione e non può essere dedotto per la prima volta impugnando l’atto impositivo: l’omissione preclude quindi la contestazione della tassazione. Accolto il ricorso comunale, la sentenza è stata cassata e la domanda originaria della contribuente rigettata nel merito.

N. 27105

Cassazione, sentenza n. 27105 del 23/10/2019

Tributi erariali diretti - In genere (tributi anteriori alla riforma del 1972) - Tributi doganali (diritti di confine - Dazi all'importazione ed alla esportazione - Diritti doganali) - Esenzioni ed agevolazioni accise - Carburante residuo nel serbatoio di nave oggetto di importazione - Esenzione - Spettanza - Esclusione.

La lite concerneva i diritti doganali sul gasolio rimasto nel serbatoio di un rimorchiatore importato dalla Turchia, che la contribuente riteneva esente perché destinato alla navigazione commerciale. La Cassazione ha stabilito che, quando la nave è essa stessa oggetto d’importazione, costituisce un bene merce insieme al carburante residuo, sul quale l’accisa è dovuta; non operano le esenzioni previste per il carburante impiegato nella navigazione. Ha inoltre escluso una modifica della pretesa per la sola erronea indicazione normativa e dichiarato inammissibili le censure nuove sull’IVA all’importazione.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27104

Cassazione, sentenza n. 27104 del 23/10/2019

Sentenza n. 27104 del 23/10/2019

L’Amministrazione doganale aveva recuperato l’accisa sui rifornimenti effettuati, negli anni 2007-2009, a natanti da diporto non iscritti nei registri, sostenendo che la registrazione fosse necessaria per documentare le partenze verso porti esteri. La Cassazione ha rilevato che la legge riconosce l’esenzione alle unità da diporto senza imporre l’iscrizione dei natanti e non vieta l’impiego di un documento equipollente al giornale delle partenze, nella specie autorizzato dagli uffici doganali. È stato pertanto confermato il riconoscimento dell’agevolazione e rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Dogane.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Adempimenti
  • Contenzioso
N. 27103

Cassazione, sentenza n. 27103 del 23/10/2019

Sentenza n. 27103 del 23/10/2019

La controversia riguardava una sanzione amministrativa per opere eseguite in prossimità della linea doganale senza preventiva autorizzazione; la CTR l’aveva annullata richiamando l’assoluzione penale pronunciata sui medesimi fatti. La Cassazione ha distinto l’illecito doganale dalle fattispecie penali contestate e ha escluso sia l’operatività del principio di specialità sia un’efficacia automatica del giudicato penale nel giudizio tributario. Poiché la CTR aveva recepito acriticamente l’assoluzione senza confrontarla con le prove dell’Ufficio, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

N. 27102

Cassazione, sentenza n. 27102 del 23/10/2019

Sentenza n. 27102 del 23/10/2019

Una società contestava il recupero delle accise sul gasolio fornito a imbarcazioni da diporto, sostenendo che ricorressero le condizioni agevolative connesse al noleggio dei natanti. La CTR aveva invece rilevato la mancata prova dei contratti di noleggio; la Cassazione ha giudicato non decisivo il contestato richiamo a una consulenza penale e non specifiche le doglianze sulla documentazione, poiché i relativi atti non erano stati adeguatamente indicati o trascritti. Ritenuta comprensibile la motivazione della sentenza d’appello, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27101

Cassazione, sentenza n. 27101 del 23/10/2019

Sentenza n. 27101 del 23/10/2019

Una cooperativa aveva chiesto il rimborso dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica versata tra giugno 2010 e dicembre 2011, deducendone l’incompatibilità con la disciplina unionale. La Cassazione ha affermato che ulteriori imposte indirette sui prodotti soggetti ad accisa sono ammesse solo se perseguono una finalità specifica, distinta dalle ordinarie esigenze di bilancio; tale requisito mancava nell’addizionale destinata genericamente ai compiti istituzionali degli enti locali. La norma interna è stata quindi disapplicata, con conferma della non debenza dell’imposta e rigetto del ricorso dell’Agenzia delle Dogane.

  • Imposte indirette
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27129

Cassazione, ordinanza n. 27129 del 23/10/2019

Accertamento imposte - Avviso di accertamento - Caparra penitenziale riscossa per effetto dell'esercizio del diritto di recesso della società promittente acquirente - Plusvalenza tassabile- Esclusione.

L’accertamento IRPEF qualificava come plusvalenza la caparra penitenziale trattenuta dopo il recesso della società promittente acquirente da un preliminare relativo a terreni. La Corte ha escluso la tassabilità contestata: senza stipula del definitivo non vi è cessione onerosa né plusvalenza, mentre la caparra, quale corrispettivo del recesso, non sostituisce un reddito perduto e non ha la funzione risarcitoria attribuitale nei precedenti gradi. Accolto il ricorso, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, è stato accolto l’originario ricorso del contribuente.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 27100

Cassazione, sentenza n. 27100 del 23/10/2019

Sentenza n. 27100 del 23/10/2019

Il consumatore finale aveva ottenuto nei gradi di merito il rimborso, richiesto direttamente all’Amministrazione, dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica addebitatagli dal fornitore. La Cassazione ha distinto il rapporto tributario tra fornitore ed Erario dal rapporto civilistico di rivalsa: ordinariamente solo il fornitore può domandare il rimborso all’Amministrazione, mentre il consumatore deve agire verso quest’ultimo per la ripetizione dell’indebito. L’azione diretta contro l’Erario è eccezionale e richiede la prova dell’impossibilità o eccessiva difficoltà del recupero dal fornitore, circostanze che la contribuente non aveva allegato né dimostrato.

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