Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 27102

Cassazione, sentenza n. 27102 del 23/10/2019

Sentenza n. 27102 del 23/10/2019

Una società contestava il recupero delle accise sul gasolio fornito a imbarcazioni da diporto, sostenendo che ricorressero le condizioni agevolative connesse al noleggio dei natanti. La CTR aveva invece rilevato la mancata prova dei contratti di noleggio; la Cassazione ha giudicato non decisivo il contestato richiamo a una consulenza penale e non specifiche le doglianze sulla documentazione, poiché i relativi atti non erano stati adeguatamente indicati o trascritti. Ritenuta comprensibile la motivazione della sentenza d’appello, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27101

Cassazione, sentenza n. 27101 del 23/10/2019

Sentenza n. 27101 del 23/10/2019

Una cooperativa aveva chiesto il rimborso dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica versata tra giugno 2010 e dicembre 2011, deducendone l’incompatibilità con la disciplina unionale. La Cassazione ha affermato che ulteriori imposte indirette sui prodotti soggetti ad accisa sono ammesse solo se perseguono una finalità specifica, distinta dalle ordinarie esigenze di bilancio; tale requisito mancava nell’addizionale destinata genericamente ai compiti istituzionali degli enti locali. La norma interna è stata quindi disapplicata, con conferma della non debenza dell’imposta e rigetto del ricorso dell’Agenzia delle Dogane.

  • Imposte indirette
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27129

Cassazione, ordinanza n. 27129 del 23/10/2019

Accertamento imposte - Avviso di accertamento - Caparra penitenziale riscossa per effetto dell'esercizio del diritto di recesso della società promittente acquirente - Plusvalenza tassabile- Esclusione.

L’accertamento IRPEF qualificava come plusvalenza la caparra penitenziale trattenuta dopo il recesso della società promittente acquirente da un preliminare relativo a terreni. La Corte ha escluso la tassabilità contestata: senza stipula del definitivo non vi è cessione onerosa né plusvalenza, mentre la caparra, quale corrispettivo del recesso, non sostituisce un reddito perduto e non ha la funzione risarcitoria attribuitale nei precedenti gradi. Accolto il ricorso, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, è stato accolto l’originario ricorso del contribuente.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 27100

Cassazione, sentenza n. 27100 del 23/10/2019

Sentenza n. 27100 del 23/10/2019

Il consumatore finale aveva ottenuto nei gradi di merito il rimborso, richiesto direttamente all’Amministrazione, dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica addebitatagli dal fornitore. La Cassazione ha distinto il rapporto tributario tra fornitore ed Erario dal rapporto civilistico di rivalsa: ordinariamente solo il fornitore può domandare il rimborso all’Amministrazione, mentre il consumatore deve agire verso quest’ultimo per la ripetizione dell’indebito. L’azione diretta contro l’Erario è eccezionale e richiede la prova dell’impossibilità o eccessiva difficoltà del recupero dal fornitore, circostanze che la contribuente non aveva allegato né dimostrato.

N. 27124

Cassazione, sentenza n. 27124 del 23/10/2019

Sentenza n. 27124 del 23/10/2019

La controversia concerneva la revoca dell’imposta di registro agevolata applicata alla compravendita di un terreno edificabile, motivata dalla mancata inclusione in un piano particolareggiato e dalla successiva stipula della convenzione di lottizzazione. La Corte ha affermato che rileva l’effettiva edificabilità secondo uno strumento urbanistico equivalente e che la convenzione non deve necessariamente precedere il trasferimento, purché l’utilizzazione edificatoria avvenga entro cinque anni. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con accoglimento nel merito del ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 27099

Cassazione, sentenza n. 27099 del 23/10/2019

Tributi erariali diretti - In genere (tributi anteriori alla riforma del 1972) - Imposte di fabbricazione - Gas ed energia elettrica (imposta di consumo sul) consumatore finale - Imposte addizionali energia elettrica - Recupero dell'imposta - Azione di indebito nei confronti del fornitore - Sussistenza - Istanza nei confronti dell'amministrazione finanziaria - Condizioni e limiti.

La controversia verteva sulla richiesta del consumatore finale di ottenere direttamente dall’Amministrazione il rimborso dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica, già riconosciuto dai giudici di merito. La Cassazione ha chiarito che il soggetto passivo è il fornitore, mentre l’addebito al consumatore appartiene al distinto rapporto civilistico di rivalsa: quest’ultimo deve quindi esercitare l’azione di ripetizione nei confronti del fornitore. Solo l’impossibilità o l’eccessiva difficoltà di tale rimedio, specificamente allegate e provate, consentono l’azione diretta contro l’Erario; nel caso esaminato questi presupposti non risultavano dimostrati.

N. 27123

Cassazione, sentenza n. 27123 del 23/10/2019

Sentenza n. 27123 del 23/10/2019

La contribuente contestava un’iscrizione ipotecaria eseguita senza preventiva comunicazione, mentre la CTR l’aveva ritenuta legittima valorizzando anche la mancata impugnazione delle cartelle provvisorie. La Corte ha precisato che l’ipoteca non richiede l’intimazione prevista per l’espropriazione forzata, ma deve essere preceduta da una comunicazione che consenta osservazioni o pagamento: l’omesso contraddittorio determina la nullità dell’iscrizione, pur efficace sino alla dichiarazione giudiziale d’illegittimità. La relativa censura è stata quindi accolta, con assorbimento delle altre questioni.

N. 27098

Cassazione, sentenza n. 27098 del 23/10/2019

Sentenza n. 27098 del 23/10/2019

Gli accertamenti IRPEF e IVA riguardavano il maggior reddito derivante dall’affitto di un terreno agricolo per l’estrazione di materiali inerti, seguito dall’emissione delle relative cartelle; la CTR aveva accolto l’appello incidentale dell’Ufficio. In Cassazione la cooperativa invocava una scrittura di riduzione del canone, lo scomputo di somme destinate al ripristino del terreno e una diversa quantificazione del corrispettivo. La Corte ha dichiarato tutte le censure inammissibili per carente esposizione dei fatti e mancata trascrizione delle clausole contrattuali rilevanti, rigettando il ricorso e confermando la decisione impugnata.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IVA
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 27122

Cassazione, sentenza n. 27122 del 23/10/2019

Sentenza n. 27122 del 23/10/2019

I contribuenti contestavano la rettifica del valore di un terreno ai fini dell’imposta di registro, sostenendo che la stima fosse fondata essenzialmente sui valori OMI e che la CTR non avesse esaminato adeguatamente documenti e perizia di parte. La Corte ha ritenuto le censure motivazionali prive dell’indicazione di fatti decisivi e non autosufficienti, rilevando che il giudice regionale aveva richiamato il metodo comparativo, il sopralluogo e le caratteristiche concrete del bene. Anche le restanti doglianze sono state giudicate generiche o dirette a ottenere una nuova valutazione del merito; il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 27097

Cassazione, sentenza n. 27097 del 23/10/2019

Sentenza n. 27097 del 23/10/2019

Per la vendita di immobili, lo scostamento rilevante tra prezzo dichiarato e mutuo concesso all’acquirente può costituire, anche da solo, una presunzione grave e precisa idonea a sostenere l’accertamento analitico-induttivo, senza attribuire valore di presunzione legale al valore normale. La Corte conferma inoltre l’indeducibilità dei costi, poiché la società non aveva specificato dove e come li avesse contestati nei giudizi di merito. Divenuta definitiva la rettifica societaria, resta legittima la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili al socio della società a ristretta base partecipativa; entrambi i ricorsi sono rigettati.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
  • IRES
  • IVA
N. 27121

Cassazione, sentenza n. 27121 del 23/10/2019

Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - In genere imposta di registro - Area in zona destinata a parco pubblico con vincolo archeologico - Debenza - Esclusione - Fondamento.

La rettifica ai fini dell’imposta di registro attribuiva un maggior valore a un terreno compreso dal piano regolatore in una zona destinata a parco pubblico con vincolo archeologico. La Corte ha escluso la natura edificabile dell’area, poiché la destinazione pubblicistica impediva ai privati trasformazioni riconducibili all’edificazione; ha inoltre giudicato inidonea la comparazione con terreni dissimili e trasferimenti risalenti oltre il triennio. Accolti il secondo e il quarto motivo, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, è stato annullato l’avviso impugnato.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 27096

Cassazione, sentenza n. 27096 del 23/10/2019

Sentenza n. 27096 del 23/10/2019

La controversia riguarda la deducibilità, ai fini IRPEG e IRAP, di costi riaddebitati da consociate europee per servizi infragruppo, contestati dall’Ufficio per difetto di effettività, inerenza e adeguata determinazione. La Corte ribadisce che la prova dell’effettività dei costi grava sulla contribuente e dichiara inammissibili i motivi principali relativi alla documentazione, all’omessa pronuncia su un’eccezione processuale e alle specifiche voci di costo; limita inoltre il giudicato alla spettanza, non alla misura, della compensazione con perdite pregresse. I dati forniti non riportano l’esito complessivo dei ricorsi principale e incidentale.

N. 26987

Cassazione, ordinanza n. 26987 del 22/10/2019

Accertamento delle imposte - Accertamento induttivo -Accertamento d'ufficio con metodo induttivo su dati e notizie raccolti dall'ufficio nei modi di legge (nella specie, tramite pvc della gdf) - Presunzioni supersemplici - Ammissibilità - Effetti - Inversione dell'onere della prova.

L’Ufficio aveva determinato induttivamente il reddito IRPEF derivante da vendite online, utilizzando i dati sulle aste conclususe acquisiti tramite la piattaforma e riportati nel processo verbale della Guardia di Finanza, in presenza di omessa dichiarazione e mancata tenuta delle scritture. La Corte afferma che l’accertamento d’ufficio può fondarsi anche su presunzioni prive di gravità, precisione e concordanza, trasferendo sul contribuente l’onere della prova contraria. È quindi accolto il motivo dell’Agenzia sulla ripartizione dell’onere probatorio, mentre è respinta la censura sulla motivazione; la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Dichiarazioni
  • E-commerce
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26983

Cassazione, ordinanza n. 26983 del 22/10/2019

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO- Fattura - Detrazioni - Presupposto - Effettiva sussistenza dell'operazione imponibile - Fondamento.

La CTR aveva annullato la ripresa dell’IVA esposta in fatture emesse per operazioni soggettivamente inesistenti, richiedendo all’Ufficio la prova della consapevole partecipazione dell’emittente alla frode. La Corte distingue tale fattispecie dal diritto alla detrazione del destinatario: chi indica l’IVA in fattura ne resta debitore anche in assenza di un’operazione imponibile reale, né può ricorrere alla variazione in diminuzione; il destinatario, a sua volta, non può detrarla senza il presupposto dell’acquisto. Accolte anche le censure sulla motivazione relativa alla consapevolezza della frode, la decisione è cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Dichiarazioni
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26897

Cassazione, sentenza n. 26897 del 22/10/2019

Sentenza n. 26897 del 22/10/2019

La società contestava il recupero di un credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate, utilizzato in compensazione mediante modelli F24 e disconosciuto per decadenza e mancanza dei presupposti. La Corte ritiene regolare la notifica postale diretta dell’atto, che non richiede relata, e legittima la motivazione per rinvio a un processo verbale già conosciuto, purché renda comprensibili fatti, norme e importi contestati. Sono inoltre dichiarate inammissibili le censure esaminate sulla natura dell’atto e sulla duplicazione rispetto a cartelle poi sgravate; i dati forniti non riportano la decisione sul restante motivo né il dispositivo complessivo.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26896

Cassazione, sentenza n. 26896 del 22/10/2019

Sentenza n. 26896 del 22/10/2019

La controversia riguarda l’esenzione IVA applicata alla cessione di un compendio immobiliare abitativo con deposito, cantine e autorimesse, negata in appello perché la cedente risultava esercitare attività di compravendita immobiliare. La Corte giudica adeguata la motivazione della CTR, fondata sulla disciplina vigente e sulla visura camerale, e rileva che le ulteriori doglianze miravano a ottenere una nuova valutazione delle prove senza indicare elementi autosufficienti sull’attività concretamente svolta. I primi due motivi sono respinti, gli altri dichiarati inammissibili e il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

  • IVA
  • Immobili
  • Imposte indirette
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 26895

Cassazione, sentenza n. 26895 del 22/10/2019

Sentenza n. 26895 del 22/10/2019

La controversia riguarda una cartella per IRPEF e IRAP, contestata per difetto di sottoscrizione del ruolo, irregolarità della notificazione e mancata indicazione del responsabile dell’iscrizione a ruolo. La Corte esclude che l’assenza di sottoscrizione invalidi il ruolo, considera mera irregolarità l’omessa relata sulla copia ricevuta e ritiene legittima la notificazione postale diretta; reputa invece nulla, per i ruoli consegnati dal 1° giugno 2008, la cartella priva dell’indicazione di entrambi i responsabili prescritti. Il testo fornito si interrompe durante l’esame dell’ultimo motivo e non consente di ricostruire il dispositivo finale.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 26894

Cassazione, sentenza n. 26894 del 22/10/2019

Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - Imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - Obblighi dei contribuenti - Variazione dell'imponibile o dell'imposta iva - Fattura registrata - Risoluzione del contratto - Modalità di variazione - Fondamento - Conseguenze.

L’accertamento recuperava un credito IVA mantenuto in detrazione dal committente nonostante la risoluzione del contratto e l’emissione di una nota di credito relativa alle fatture di acconto. La Corte afferma che il committente deve registrare la variazione entro quindici giorni e considerarla nella liquidazione successiva, comunque entro la dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione, riversando l’imposta già detratta; la contestazione sulla data di conoscenza della nota è stata ritenuta inammissibilmente generica. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

N. 26893

Cassazione, sentenza n. 26893 del 22/10/2019

Sentenza n. 26893 del 22/10/2019

La controversia concerne un accertamento sintetico, fondato sul redditometro, di maggior reddito imponibile ai fini IRPEF e addizionali per il 2005, già confermato nei due gradi di merito. La Corte non riesamina la fondatezza degli indici reddituali: dichiara inammissibili le censure perché non individuavano correttamente un fatto storico decisivo omesso, sollecitavano una nuova valutazione del merito oppure cumulavano genericamente violazioni normative e vizi motivazionali. Il ricorso è stato rigettato, con conferma dell’accertamento e condanna del contribuente alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 26892

Cassazione, sentenza n. 26892 del 22/10/2019

Sentenza n. 26892 del 22/10/2019

Una società chiedeva la revocazione di una precedente sentenza che aveva confermato sanzioni connesse all’indebita esenzione dall’imposta erariale sull’energia elettrica, sostenendo che la Corte avesse frainteso atti convenzionali e provvedimenti dell’ufficio. La Cassazione precisa che l’errore revocatorio deve consistere in una svista percettiva evidente su un fatto decisivo e non controverso, non nell’asserita erronea interpretazione di documenti già valutati; nel caso concreto, esenzione e affidamento erano stati oggetto di giudizio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Processo tributario
  • Agevolazioni Fiscali
  • Sanzioni
  • Imposte indirette

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