Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 14572

Cassazione, ordinanza n. 14572 del 9/07/2020

Accertamento - Cessione azienda - Corrispettivo rendita vitalizia - Non costituisce costo deducibile.

La controversia riguardava la deducibilità, dal reddito dell’impresa cessionaria di una farmacia, della rendita vitalizia pattuita quale corrispettivo della cessione, oltre ad altri costi aziendali. La Corte afferma che la rendita non è un costo di gestione deducibile, ma un onere di acquisizione dell’azienda, fiscalmente rilevante secondo il regime dell’avviamento, previa iscrizione nell’attivo e mediante ammortamento; nel caso concreto tali presupposti non risultavano soddisfatti. Sono rigettati sia il ricorso principale sia quello incidentale relativo alle spese di manutenzione del software, con compensazione delle spese.

  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 14571

Cassazione, sentenza n. 14571 del 9/07/2020

Sentenza n. 14571 del 09/07/2020

L’Agenzia delle Entrate contestava la decisione che aveva ritenuto idonee alcune fatture a documentare i costi di carburante e aveva annullato la ricostruzione induttiva dei ricavi di un’impresa di autotrasporto. La Corte non esamina il merito della censura: pur potendosi provare successivamente il perfezionamento della notificazione, la ricorrente non aveva depositato l’avviso di ricevimento né altra prova della consegna del ricorso alla controparte. Il ricorso è pertanto dichiarato inammissibile, senza statuizione sulle spese per mancata attività difensiva dell’intimato.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Imprese
N. 14570

Cassazione, sentenza n. 14570 del 9/07/2020

Sentenza n. 14570 del 09/07/2020

In presenza di una dichiarazione omessa, la CTR aveva annullato l’accertamento ritenendo insufficienti i dati sulle esportazioni e valorizzando la buona fede del contribuente rispetto all’operato dell’intermediario. La Corte chiarisce che la buona fede può incidere sulle sanzioni, ma non elimina il tributo, e che nell’accertamento d’ufficio l’Amministrazione può utilizzare presunzioni anche prive di gravità, precisione e concordanza, trasferendo sul contribuente la prova contraria. Accolti quattro motivi dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14567

Cassazione, sentenza n. 14567 del 9/07/2020

Sentenza n. 14567 del 09/07/2020

Il giudizio originava dall’iscrizione ipotecaria disposta in relazione a numerose cartelle, annullata nei gradi di merito perché non preceduta dall’intimazione di pagamento nonostante fosse trascorso oltre un anno dalla notifica delle cartelle. La Corte non affronta le questioni sostanziali prospettate dall’agente della riscossione: mancava l’avviso di ricevimento della notificazione del ricorso e la parte non aveva riattivato tempestivamente il procedimento notificatorio, avendo richiesto il duplicato soltanto molti anni dopo. Il ricorso è quindi dichiarato inammissibile, senza pronuncia sulle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14566

Cassazione, sentenza n. 14566 del 9/07/2020

Sentenza n. 14566 del 09/07/2020

L’accertamento desumeva vendite non fatturate dalle discrasie nelle rimanenze registrate in un archivio informatico interno e applicava una percentuale di ricarico; la CTR aveva confermato la pretesa. La Corte ritiene utilizzabili le scritture non obbligatorie come fonte di presunzioni semplici, pur non operando la presunzione legale prevista per ammanchi rilevati mediante inventario fisico o contabilità obbligatoria. Accoglie però la censura sul ricarico: una proposta formulata dal contribuente durante un tentativo di adesione non dimostra la fondatezza della pretesa; la sentenza è cassata su tale punto con rinvio.

N. 14558

Cassazione, sentenza n. 14558 del 9/07/2020

Accertamento induttivo - studi di settore.

L’Ufficio aveva ricostruito induttivamente il reddito di una società di persone, imputandolo pro quota ai soci e rettificando anche l’IVA, dopo avere rilevato lo scostamento dallo studio di settore e numerose anomalie contabili. La Corte conferma la legittimità dell’accertamento induttivo puro perché fondato non sul solo scostamento, ma anche su fatture incomplete, irregolarità delle rimanenze, pagamenti in contanti, perdite ricorrenti e costi dichiarati insostenibili; in tale situazione non era necessario il contraddittorio previsto per l’accertamento basato esclusivamente sugli studi. Il ricorso contro l’Agenzia è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Imprese
  • Società di persone
  • Processo tributario
N. 14556

Cassazione, sentenza n. 14556 del 9/07/2020

Sentenza n. 14556 del 09/07/2020

La rettifica di IRPEG, IRAP e IVA traeva origine da ammanchi di magazzino desunti da un archivio informatico interno e dalla conseguente ricostruzione di vendite non fatturate. La Corte ha ritenuto utilizzabili tali scritture non obbligatorie come presunzioni semplici, ma ha escluso che la percentuale di ricarico potesse reputarsi congrua soltanto perché vicina a quella proposta dalla contribuente nel fallito accertamento con adesione. Rigettato il primo motivo e accolto il secondo, la sentenza è stata cassata sul ricarico, con rinvio alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • IVA
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14555

Cassazione, sentenza n. 14555 del 9/07/2020

Sentenza n. 14555 del 09/07/2020

La controversia riguardava il riclassamento e l’aumento della rendita di un appartamento inserito in una microzona interessata da revisione catastale; la CTR aveva reputato sufficienti la collocazione dell’immobile nella microzona e la sperequazione media dei valori. La Corte ha affermato che l’avviso deve indicare rigorosamente gli elementi concreti che hanno inciso sulla singola unità, comprese, quando rilevanti, le caratteristiche urbane, ambientali ed edilizie. Accolto il motivo sulla carenza di motivazione, ha cassato la decisione e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario.

N. 14392

Cassazione, ordinanza n. 14392 del 8/07/2020

Irap - Compensi erogati a terzi - Autonoma organizzazione - Irrilevanza

Un professionista aveva impugnato il diniego di rimborso IRAP e una cartella, ottenendo dalla CTR il riconoscimento dell’assenza di autonoma organizzazione perché privo di dipendenti o collaboratori; i compensi versati ad altri avvocati erano stati considerati irrilevanti. La Corte ha chiarito che occorre esaminare concretamente natura, continuità e apporto delle prestazioni di terzi, poiché neppure una collaborazione continuativa integra automaticamente il presupposto se non eccede mansioni meramente esecutive. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la decisione è stata cassata con rinvio alla CTR.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14291

Cassazione, ordinanza n. 14291 del 8/07/2020

Tributi - Accertamento analitico-induttivo - Elementi indiziari - Impiego di lavoratori irregolari - Assenza del contraddittorio preventivo - Legittimità

La CTR aveva annullato un accertamento analitico-induttivo per mancato contraddittorio preventivo, ritenendolo fondato sugli studi di settore e considerando accessori gli indizi derivanti dall’impiego di lavoratori irregolari. La Corte ha invece rilevato che tali lavoratori costituiscono un autonomo indice di maggiore redditività e che l’accertamento era sostenuto anche da elementi ulteriori e prevalenti rispetto allo studio di settore; pertanto, non essendo standardizzato in via esclusiva o prevalente, non richiedeva quel contraddittorio. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la sentenza cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14289

Cassazione, ordinanza n. 14289 del 8/07/2020

Condono - Definizione agevolata ex art. 12 Legge n. 289 del 2002 - Diniego emesso oltre un tempo ragionevole - Conseguenze

Il contribuente contestava il diniego, notificato circa sette anni dopo la domanda, della definizione agevolata di carichi relativi a imposte sui redditi e tassa automobilistica erariale. La Corte ha affermato che il condono si perfeziona solo dopo il controllo sull’integrale e tempestivo adempimento, ma che, pur mancando un termine espresso, la verifica amministrativa deve intervenire entro un tempo ragionevole; ha inoltre ritenuto definibile la tassa automobilistica del 1992. Accolti i primi due motivi, ha cassato la sentenza e deciso nel merito, accogliendo parzialmente il ricorso nei limiti indicati in motivazione.

  • Pace Fiscale
  • Agevolazioni Fiscali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14279

Cassazione, sentenza n. 14279 del 8/07/2020

IMU - Agevolazioni - Immobile di interesse storico-artistico e dichiarato inagibile o inabitabile - Cumulabilità.

La controversia riguardava la possibilità di cumulare, ai fini IMU, le riduzioni previste per un immobile di interesse storico-artistico e per un fabbricato dichiarato inagibile o inabitabile e non utilizzato, negata dai giudici di merito. La Cassazione afferma che i benefici perseguono finalità differenti e, in assenza di un espresso divieto, comportano due successive riduzioni del 50%, con base imponibile finale pari al 25%; riconosce inoltre l’efficacia del giudicato esterno formatosi tra le stesse parti sulla medesima questione. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e decide nel merito in favore della contribuente.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14278

Cassazione, sentenza n. 14278 del 8/07/2020

Sentenza n. 14278 del 08/07/2020

La controversia concerneva un accertamento per IRPEF, addizionali, IRAP e IVA relativo a un’attività di ricezione e ristorazione che la CTR aveva ritenuto effettivamente esercitata dal contribuente. La Cassazione considera valida la sottoscrizione dell’appello dell’Agenzia da parte del preposto al reparto competente, salvo prova della sua estraneità all’ufficio o dell’usurpazione del potere, e reputa inammissibili le censure dirette a ottenere una nuova valutazione dei fatti o formulate secondo un paradigma processuale errato e senza adeguata specificità. Le doglianze esaminate non incidono quindi sulla ricostruzione accolta dal giudice regionale.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
  • IRPEF
N. 14277

Cassazione, sentenza n. 14277 del 8/07/2020

Sentenza n. 14277 del 08/07/2020

Una società aveva impugnato una cartella relativa a più tributi e al recupero di un credito d’imposta, sostenendo che la mancata notifica del diniego della definizione prevista dalla legge sul condono ne avesse determinato il perfezionamento; la CTR aveva condiviso tale tesi. La Cassazione chiarisce che l’omessa notificazione del diniego non comporta decadenza dell’Amministrazione: la cartella manifesta implicitamente il rigetto e il contribuente può contestare in quella sede anche l’atto presupposto non notificato. Accoglie il motivo dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per un nuovo esame.

N. 14276

Cassazione, sentenza n. 14276 del 8/07/2020

Sentenza n. 14276 del 08/07/2020

L’accertamento contestava a una società operante all’ingrosso di avere sottratto imponibile applicando alle vendite il metodo IVA dello scorporo riservato al commercio al minuto; la CTR aveva desunto tale utilizzo dalla sola indicazione in fattura di prezzi unitari comprensivi d’imposta. La Cassazione precisa che lo scorporo riguarda la registrazione globale giornaliera dei corrispettivi e il successivo calcolo dell’imposta, mentre la modalità di esposizione del prezzo nelle singole fatture non ne dimostra, da sola, l’applicazione. Accoglie il primo motivo, dichiara assorbito il secondo, cassa la decisione e rinvia alla CTR.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14275

Cassazione, sentenza n. 14275 del 8/07/2020

IVA - Fatture emesse dal cedente senza applicazione dell'IVA - Irregolarità formale - Responsabilità del cessionario o committente - Sanzioni

La controversia riguardava le sanzioni applicate al cessionario per non avere regolarizzato fatture ricevute senza esposizione dell’IVA; la CTR aveva escluso la responsabilità, ritenendo non esigibile un controllo sulla qualificazione fiscale dell’operazione e valorizzando il successivo versamento dell’imposta da parte del cedente. La Cassazione distingue il controllo sostanziale, non richiesto, dalla verifica formale della presenza dell’imposta o di un’annotazione sostitutiva, la cui mancanza impone la regolarizzazione. Poiché l’omissione ostacola o ritarda i controlli, non è meramente formale: la Corte accoglie il ricorso e rigetta nel merito quello originario della contribuente.

N. 14274

Cassazione, sentenza n. 14274 del 8/07/2020

Sentenza n. 14274 del 08/07/2020

Una società di persone e i soci contestavano accertamenti IVA, IRAP e IRPEF fondati sulle movimentazioni di un conto utilizzato sia per l’attività sia per operazioni personali. La Cassazione ribadisce che la presunzione relativa a versamenti e prelevamenti bancari può essere superata soltanto mediante prova analitica della riferibilità di ciascun movimento a operazioni già dichiarate o estranee all’impresa; la generica compresenza di causali personali non è sufficiente. Le ulteriori censure miravano a una rivalutazione del merito o difettavano di specificità; la Corte dichiara tardivo il controricorso dell’Agenzia e rigetta il ricorso dei contribuenti.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • IVA
  • IRAP
  • IRPEF
  • Contenzioso
N. 14273

Cassazione, sentenza n. 14273 del 8/07/2020

Sentenza n. 14273 del 08/07/2020

Il giudizio riguardava la restituzione dell’IVA applicata alla tariffa di igiene ambientale TIA1, della quale i giudici di merito avevano riconosciuto la natura tributaria e l’esclusione dall’imposta, modificando soltanto decorrenza degli interessi e spese. Il gestore del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti aveva proposto tre motivi di ricorso per cassazione, senza che il contribuente svolgesse difese. A seguito della rinuncia depositata dalla ricorrente, la Corte dichiara estinto il giudizio e non provvede sulle spese, senza pronunciarsi sul merito delle questioni prospettate.

  • IVA
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14272

Cassazione, sentenza n. 14272 del 8/07/2020

Sentenza n. 14272 del 08/07/2020

Una struttura turistico-alberghiera chiedeva il rimborso della TARSU, contestando tariffe superiori a quelle delle abitazioni; la CTR aveva disapplicato le deliberazioni comunali, assimilando mini-alloggi e camere alle case private. La Cassazione ritiene ammissibile l’azione di rimborso anche dopo il pagamento e respinge le eccezioni sulla novità e specificità dell’appello, ma afferma che il Comune dispone di ampia discrezionalità tariffaria e che la maggiore capacità produttiva di rifiuti degli alberghi giustifica una categoria distinta. Accoglie pertanto la censura contro la disapplicazione del regolamento, non essendo sufficiente contestare i criteri comunali senza dimostrare specifici vizi di legittimità.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14055

Cassazione, ordinanza n. 14055 del 7/07/2020

Credito IVA - Omesso invio della dichiarazione - Accertamento del diritto

L’Agenzia aveva recuperato mediante controllo automatizzato crediti IVA riportati nelle dichiarazioni successive, benché fossero state omesse le dichiarazioni annuali degli anni di maturazione; la CTR aveva invece ritenuto necessario un previo avviso di accertamento. La Cassazione corregge tale motivazione, ammettendo l’iscrizione a ruolo e la cartella, ma precisa che l’omissione dichiarativa non elimina un credito effettivo risultante dalle scritture e utilizzato entro il termine previsto per la dichiarazione del secondo anno successivo. Poiché il giudizio concerneva il diritto alla compensazione, riconosciuto alla contribuente, la Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia.

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