Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 16171

Cassazione, sentenza n. 16171 del 28/07/2020

Sentenza n. 16171 del 28/07/2020

La controversia riguardava l’imposta di registro applicata in misura proporzionale a somme riconosciute con decreti ingiuntivi per crediti acquistati pro soluto; la contribuente sosteneva la misura fissa, qualificando le operazioni come finanziarie ricadenti nell’ambito IVA, e i giudici di merito le avevano dato ragione. Dopo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la contribuente ha definito la lite e versato le somme previste dalla relativa disciplina. La Cassazione non ha quindi esaminato le questioni sostanziali e ha dichiarato estinto il giudizio per cessata materia del contendere, compensando le spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • IVA
  • Contenzioso
  • Pace Fiscale
N. 16170

Cassazione, sentenza n. 16170 del 28/07/2020

Sentenza n. 16170 del 28/07/2020

L’accertamento IRES, IRAP e IVA recuperava una somma collegata a una cessione di credito, che la contribuente qualificava come futuro, non quantificato e non esigibile; la CTR aveva confermato la ripresa per mancato assolvimento dell’onere probatorio. La Cassazione ha rilevato che il giudice deve prima valutare gravità, precisione e concordanza delle presunzioni dell’Ufficio e solo dopo esaminare la prova contraria, mentre la CTR aveva trascurato il contratto allegato al processo verbale. Accolte parzialmente le censure, ha cassato la sentenza e rinviato per riesaminare natura ed efficacia della cessione.

N. 16169

Cassazione, sentenza n. 16169 del 28/07/2020

Sentenza n. 16169 del 28/07/2020

La controversia concerneva la rettifica del valore dichiarato per la compravendita di un terreno ai fini dell’imposta di registro; la CTR aveva confermato l’annullamento dell’atto, rilevandone il difetto di motivazione e negando rilievo agli atti comparativi prodotti in appello. La Cassazione ha osservato che sul motivo relativo alla motivazione dell’accertamento si era formato giudicato interno, poiché il suo rigetto in primo grado non era stato impugnato incidentalmente. Ha inoltre ritenuto utilizzabili in appello i documenti comparativi, cassando la sentenza e rinviando alla CTR per il riesame della pretesa.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16168

Cassazione, sentenza n. 16168 del 28/07/2020

Sentenza n. 16168 del 28/07/2020

La controversia riguardava la rettifica del valore finale di immobili ai fini INVIM, contestata dalla contribuente per insufficiente prova estimativa e difetto di motivazione dell’avviso e della decisione della Commissione tributaria centrale. La Cassazione rileva che le questioni di fatto relative alle valutazioni estimative erano sottratte alla cognizione della Commissione centrale e che la censura motivazionale non individuava un’anomalia rilevante secondo il vigente articolo 360, n. 5, c.p.c. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese e obbligo dell’ulteriore contributo unificato.

N. 16167

Cassazione, sentenza n. 16167 del 28/07/2020

Accertamento - Perdite su crediti - Convenzione ASL.

Una società aveva dedotto nel 2005, come sopravvenienze passive, somme richieste in restituzione da un’azienda sanitaria per prestazioni eccedenti la capacità operativa convenzionata; l’Amministrazione ne aveva contestato la certezza e la competenza. La Cassazione afferma che il componente negativo è deducibile nell’esercizio in cui esistenza e ammontare divengono certi e oggettivamente determinabili: la sola messa in mora, non seguita da restituzione né accompagnata da un titolo certo, non integra la perdita. Confermata la decisione regionale favorevole all’Ufficio, il ricorso della contribuente è integralmente rigettato.

  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 16164

Cassazione, sentenza n. 16164 del 28/07/2020

Sentenza n. 16164 del 28/07/2020

Il contribuente contestava il maggior valore attribuito a un terreno ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, sostenendo che la riduzione applicata dai giudici di merito non considerasse adeguatamente la temporanea limitazione edificatoria. La Cassazione qualifica la determinazione del valore come giudizio estimativo, sindacabile in legittimità sul piano motivazionale e non come violazione di legge; precisa inoltre che la potenzialità edificatoria rileva già in base allo strumento urbanistico adottato, ferma la valutazione della sua attualità. Il ricorso è rigettato, non essendo documentata neppure la dedotta cessazione della materia del contendere.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 16163

Cassazione, sentenza n. 16163 del 28/07/2020

Sentenza n. 16163 del 28/07/2020

L’Amministrazione impugnava la decisione regionale che, aderendo alla consulenza tecnica d’ufficio, aveva annullato la rettifica del valore di due capannoni e ritenuto giustificato l’abbattimento applicato rispetto alla stima erariale. La Cassazione afferma che il giudice può assolvere l’obbligo motivazionale richiamando una consulenza che abbia esaminato e confutato i rilievi delle parti; chi denuncia omissioni deve riprodurre specificamente le critiche già formulate e i chiarimenti trascurati. Poiché il ricorso sollecitava in sostanza una nuova valutazione delle risultanze istruttorie, entrambi i motivi sono dichiarati inammissibili e il ricorso è rigettato.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 16162

Cassazione, sentenza n. 16162 del 28/07/2020

Sentenza n. 16162 del 28/07/2020

Venditore e acquirente contestavano la rettifica del valore di un terreno agricolo, sostenendo l’applicabilità della valutazione automatica e l’insufficienza della stima comparativa dell’Ufficio. La Cassazione chiarisce che il criterio del prezzo-valore richiede, tra l’altro, immobili abitativi con relative pertinenze e un’espressa richiesta dell’acquirente, sicché non opera per il terreno agricolo autonomamente trasferito; le quotazioni OMI, pur non costituendo da sole prova del valore, erano state considerate dalla CTR insieme alla descrizione dei luoghi e dei beni similari. Il ricorso è rigettato perché la seconda censura non affrontava tale motivazione e chiedeva una rivalutazione del merito.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 16148

Cassazione, sentenza n. 16148 del 28/07/2020

Sentenza n. 16148 del 28/07/2020

L’Agenzia aveva rettificato il valore di terreni destinati a campo da golf, attribuendo loro potenzialità edificatorie superiori a quelle riconosciute dalla CTR, che aveva anche escluso l’attendibilità dei valori OMI riferiti a una diversa zona. La Cassazione ritiene insindacabile la valutazione di merito sulla cubatura e adeguatamente motivata la riduzione, ma accoglie la censura relativa all’omesso esame della definizione della lite richiesta da alcuni venditori. La sentenza è cassata limitatamente a tale punto, con rinvio alla CTR affinché verifichi l’intervenuta definizione e l’eventuale cessazione della materia del contendere; gli altri motivi sono rigettati.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 16147

Cassazione, sentenza n. 16147 del 28/07/2020

Riscossione - Responsabilita' tra Consorzio e consorziate.

L’Amministrazione pretendeva il pagamento dei debiti erariali di una società consortile a responsabilità limitata dalle consorziate, mediante cartella, nonostante queste non avessero ricevuto somme nella liquidazione dell’ente estinto. La Cassazione afferma che alla società consortile si applica la disciplina della forma societaria adottata: delle obbligazioni risponde quindi il patrimonio sociale, salvo il necessario accertamento delle operazioni mutualistiche e dell’eventuale uso abusivo dello strumento; dopo l’estinzione, i soci rispondono nei limiti di quanto riscosso in liquidazione. Poiché nulla era stato distribuito e non era dedotto un impiego abusivo, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

N. 16146

Cassazione, sentenza n. 16146 del 28/07/2020

Consorzi - Industriali (per il coordinamento della produzione e degli scambi) - Con attivita' esterna - In genere consorzio costituito in forma di srl - Art. 2472, comma 1, c.c. - Applicabilità - Responsabilità per obbligazioni tributarie - Contenuto - Operazioni svolte da ciascuna consorziata e dalla società consortile - Causa mutualistica - Rilevanza - Accertamento - Necessità.

L’Agenzia chiedeva di estendere i debiti erariali di una società consortile a responsabilità limitata prima alla consorziata in forma di società di persone e poi al suo socio illimitatamente responsabile. La Cassazione afferma che la responsabilità del consorzio societario segue il tipo adottato: per la s.r.l. risponde soltanto la società con il proprio patrimonio, dovendosi distinguere le operazioni mutualistiche dall’autonoma attività commerciale e verificare un eventuale uso diretto al solo risparmio fiscale. Poiché le obbligazioni non risultavano contratte per conto delle consorziate e non era stato dedotto abuso, il ricorso è rigettato.

  • Riscossione
  • Società di capitali
  • Società di persone
  • Società
  • Processo tributario
N. 16145

Cassazione, sentenza n. 16145 del 28/07/2020

IVA - Accertamento - Fatture emesse con aliquota inferiore.

L’accertamento contestava l’applicazione dell’IVA ridotta a prestazioni relative a diverse opere, comprese strutture cimiteriali, mentre la CTR aveva escluso in blocco la loro riconducibilità alle opere di urbanizzazione agevolate. La Cassazione stabilisce che i servizi per la realizzazione degli impianti e delle strutture cimiteriali individuati dalla disciplina richiamata sono soggetti all’aliquota del 10%; conferma invece la valutazione sulle ulteriori prestazioni, non accertate come opere di urbanizzazione. Accoglie inoltre la censura per omessa pronuncia sulla domanda subordinata riguardante le sanzioni, cassa la sentenza nei limiti indicati e rinvia alla CTR.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 16143

Cassazione, sentenza n. 16143 del 28/07/2020

Sentenza n. 16143 del 28/07/2020

La contribuente chiedeva il rimborso dell’addizionale sull’energia elettrica risultata non dovuta, sostenendo che il credito esposto nella dichiarazione fosse soggetto alla prescrizione ordinaria e non alla decadenza biennale applicata dalla CTR. La Cassazione osserva che i versamenti mensili costituiscono rate di un unico debito e che l’eccedenza, compensabile durante il rapporto, diviene rimbor­sabile alla sua chiusura; il termine biennale decorre quindi dalla presentazione dell’ultima dichiarazione dalla quale emerge il credito. Poiché l’Ufficio aveva fatto decorrere il termine dalla dichiarazione di consumo, e non dai singoli pagamenti, il ricorso è ritenuto infondato.

N. 15896

Cassazione, ordinanza n. 15896 del 24/07/2020

Accertamento - Immobile acquistato ma non utilizzato.

Nel giudizio sull’accertamento sintetico dei redditi 2004-2005, il contribuente sosteneva che l’immobile acquistato non fosse stato utilizzato fino al trasferimento della residenza. La Cassazione conferma che la disponibilità del bene e la spesa sostenuta, comprese le rate del mutuo, costituiscono indici rilevanti indipendentemente dall’effettivo utilizzo, gravando sul contribuente la prova contraria; accoglie però la censura relativa all’omesso esame della prova offerta sull’acquisto dell’autovettura. Rigettati i primi due motivi, la sentenza è cassata sul terzo con rinvio alla CTR affinché valuti tale elemento.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Immobili
  • Autovetture e Fisco
  • Processo tributario
N. 15876

Cassazione, sentenza n. 15876 del 24/07/2020

Sentenza n. 15876 del 24/07/2020

La controversia concerneva la rettifica, ai fini dell’imposta di registro, del valore dichiarato per un immobile adibito a ufficio, rideterminato in parte dai giudici di merito sulla base delle quotazioni OMI e di ulteriori caratteristiche concrete. La Cassazione ribadisce che i valori OMI forniscono indicazioni di larga massima e non bastano da soli, ma possono concorrere con elementi specifici quali posizione, vocazione terziaria della zona e pregio architettonico. Poiché la CTR aveva motivato coerentemente la valutazione e le doglianze sulle perizie sollecitavano un riesame del merito, il ricorso è rigettato.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 15863

Cassazione, sentenza n. 15863 del 24/07/2020

Sentenza n. 15863 del 24/07/2020

L’Amministrazione pretendeva da un socio il pagamento dei debiti erariali accertati a carico di una società consortile a responsabilità limitata, mentre i giudici di merito avevano escluso che le obbligazioni fossero state assunte per conto dei singoli consorziati. La Cassazione afferma che, per la società consortile costituita come società a responsabilità limitata, opera la disciplina del tipo societario: delle obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il proprio patrimonio, salvo che sia dedotto un uso abusivo dello strumento societario, qui non contestato. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è quindi rigettato.

N. 15862

Cassazione, sentenza n. 15862 del 24/07/2020

Sentenza n. 15862 del 24/07/2020

Una raffineria aveva chiesto a posteriori l’autorizzazione alla rilavorazione di kerosene già ultimato e custodito in deposito fiscale, sostenendo che il prodotto non fosse mai stato immesso in consumo e che il sistema informatico consentisse verifiche successive. La Cassazione esclude l’applicabilità temporale della disciplina invocata e chiarisce che la regressione del prodotto a una nuova fase lavorativa può eliminare il carico d’imposta solo previa autorizzazione doganale, necessaria anche per le misurazioni connesse alla nuova imposizione. Rigettati i primi due motivi e dichiarati inammissibili gli altri, resta fermo il diniego dell’autorizzazione postuma.

N. 15712

Cassazione, sentenza n. 15712 del 23/07/2020

Sentenza n. 15712 del 23/07/2020

L’Amministrazione aveva richiesto accisa, addizionale e IVA ritenendo che, attraverso contratti di locazione con servizi, una società fornisse energia elettrica alle imprese insediate nel proprio stabilimento; CTP e CTR avevano confermato la pretesa. La Cassazione ha precisato che l’accisa è applicata dal fornitore-produttore al momento dell’immissione in consumo e che le successive cessioni intermedie, se non realizzano una nuova condizione di esigibilità, appartengono al piano privatistico; ha inoltre distinto il soggetto passivo dagli altri eventuali obbligati. Ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15757

Cassazione, ordinanza n. 15757 del 23/07/2020

IRES - Regime fiscale consolidato - Fondo derivante dall'avanzo di fusione - Utilizzo a copertura parziale di una perdita - Legittimità.

Gli avvisi contestavano, nell’ambito del consolidato IRES, l’utilizzo di un fondo formato con l’avanzo da annullamento emerso da una fusione e successivamente trasferito mediante scissione, impiegato per coprire perdite. La Cassazione riconosce che, in applicazione dei principi di neutralità e simmetria fiscale, l’avanzo iscritto tra i fondi per rischi e oneri e realmente utilizzato per gli oneri o le perdite della società incorporata resta fiscalmente irrilevante, ferma la prioritaria ricostituzione delle riserve in sospensione d’imposta. Il primo motivo delle società, relativo al recupero dell’avanzo, è pertanto ritenuto fondato e accolto.

  • IRES
  • Operazioni straordinarie
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 15724

Cassazione, sentenza n. 15724 del 23/07/2020

Sentenza n. 15724 del 23/07/2020

Il contribuente contestava la revisione d’ufficio del classamento e della rendita catastale di un immobile situato in una microzona comunale, denunciando la genericità della motivazione dell’avviso. La Cassazione afferma che il carattere diffuso della revisione impone di indicare analiticamente gli elementi che hanno inciso sulla singola unità immobiliare, quali qualità urbana e ambientale, caratteristiche del fabbricato e del bene; formule standard, richiami normativi e generici miglioramenti della zona non bastano. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, annulla l’avviso, compensando le spese.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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