Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 21779

Cassazione, sentenza n. 21779 del 9/10/2020

Sentenza n. 21779 del 09/10/2020

La controversia riguardava recuperi per gli anni 2003 e 2004 relativi, tra l’altro, a costi indebitamente dedotti, fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, detrazione e rimborsi IVA, con sanzioni e interessi; la CTR aveva parzialmente accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate. In pendenza dei ricorsi principale e incidentale, la società ha documentato la regolare definizione agevolata della lite e il pagamento della prima rata. La Cassazione, senza esaminare i motivi, dichiara estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese dell’intero processo a carico di chi le ha anticipate.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
  • IVA
  • Accertamento fiscale
N. 21695

Cassazione, sentenza n. 21695 del 8/10/2020

Sentenza n. 21695 del 08/10/2020

L’accertamento per il 2006 recuperava IVA, IRPEF e IRAP, ritenendo solo formale il trasferimento della residenza nel Regno Unito; i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Corte ha ritenuto adeguatamente motivata l’individuazione del domicilio fiscale in Italia, basata sulla permanenza di rapporti personali, sociali e patrimoniali, chiarendo che l’iscrizione all’AIRE non è di per sé decisiva. Ha anche confermato la competenza della Direzione regionale a svolgere verifiche e respinto le censure esaminate sull’organizzazione e sui poteri dell’Agenzia.

N. 21668

Cassazione, sentenza n. 21668 del 8/10/2020

Sentenza n. 21668 del 08/10/2020

Dopo un controllo automatizzato, era stata emessa una cartella per omessi versamenti IRAP e IRPEG risultanti da una dichiarazione che la società affermava essere stata compilata erroneamente da una dipendente; la CTR aveva negato la rettifica anche per la mancata risposta alla comunicazione d’irregolarità. La Corte ha affermato che il contribuente può sempre contestare in giudizio la maggiore pretesa allegando errori di fatto o di diritto incidenti sull’obbligazione, indipendentemente da modalità e termini della dichiarazione integrativa. La sentenza è stata cassata con rinvio; il ricorso personale dell’amministratore è stato dichiarato inammissibile.

N. 21667

Cassazione, sentenza n. 21667 del 8/10/2020

Sentenza n. 21667 del 08/10/2020

L’accertamento riguardava IRPEG, IRAP e IVA, con rilievi per omessa fatturazione, valutazione delle rimanenze e deducibilità di costi; la CTR aveva in larga parte accolto le difese societarie. La Corte ha confermato che anche un solo indizio grave e preciso può fondare una presunzione, ma ha giudicato insufficiente la motivazione su diverse operazioni. Ha inoltre stabilito che nel costo delle rimanenze vanno inclusi gli oneri accessori direttamente imputabili e che la competenza non dipende dalla data della fattura, cassando sui motivi accolti per un nuovo esame anche dell’eventuale inesistenza delle operazioni.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità
  • Processo tributario
N. 21666

Cassazione, sentenza n. 21666 del 8/10/2020

Sentenza n. 21666 del 08/10/2020

Un medico in regime di esenzione IVA chiedeva il rimborso dell’imposta assolta sugli acquisti strumentali, negato nei gradi di merito. La Cassazione conferma che chi acquista beni e servizi destinati esclusivamente a operazioni esenti assume la posizione di consumatore finale e non ha diritto né alla detrazione né al rimborso dell’IVA a monte; ritiene tale disciplina compatibile con il diritto unionale. Rigetta inoltre la censura sulle spese, ma esclude l’applicabilità al giudizio tributario d’appello dell’ulteriore contributo unificato, cassando sul punto la decisione e compensando le spese.

N. 21665

Cassazione, sentenza n. 21665 del 8/10/2020

Sentenza n. 21665 del 08/10/2020

La cessionaria di un credito IVA acquistato da una curatela fallimentare sosteneva che il diritto al rimborso fosse ormai incontestabile per la scadenza dei termini di rettifica; la CTR lo aveva invece negato in ragione dell’inoperatività della società cedente. La Cassazione distingue la contestazione dell’esistenza dell’eccedenza, soggetta ai termini di decadenza, dalla verifica degli ulteriori requisiti per il rimborso, opponibile finché il rimborso può essere richiesto. Poiché la decisione riguardava questi ultimi requisiti e poteva fondarsi sul verbale acquisito, il ricorso è rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Procedure concorsuali
N. 21664

Cassazione, sentenza n. 21664 del 8/10/2020

Sentenza n. 21664 del 08/10/2020

La controversia riguardava il rimborso IRES chiesto da una società dopo la chiusura del fallimento, sul presupposto che un debito bancario non insinuato al passivo riducesse l’attivo imponibile; la CTR aveva riconosciuto il rimborso. La Cassazione non esamina il merito: rileva che il ricorso dell’Agenzia delle Entrate non era stato notificato al domicilio eletto presso i nuovi difensori, già noto all’Amministrazione, ma presso il precedente domiciliatario. Qualifica inesistente tale notificazione e dichiara inammissibile il ricorso, senza statuire sulle spese.

  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 21663

Cassazione, sentenza n. 21663 del 8/10/2020

Sentenza n. 21663 del 08/10/2020

L’Agenzia delle Dogane chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il suo precedente ricorso, relativo al cumulo di sanzione, interessi e indennità di mora per il tardivo pagamento dell’accisa sul gas metano. Deduceva come errore di fatto l’omessa pronuncia sull’istanza di rinnovazione di una notificazione asseritamente nulla. La Cassazione chiarisce che la revocazione presuppone un’erronea percezione di un fatto storico, mentre la qualificazione della notifica e delle sue conseguenze integra un errore di diritto; dichiara quindi inammissibile il ricorso.

N. 21714

Cassazione, ordinanza n. 21714 del 8/10/2020

Ordinanza n. 21714 del 08/10/2020

Il contribuente contestava una cartella IRPEF deducendo l’inesistenza o la nullità della notifica postale degli avvisi presupposti; i giudici di merito avevano invece ritenuto regolari le notificazioni e necessaria l’impugnazione congiunta degli avvisi. Rilevato il contrasto sulla necessità di produrre anche l’avviso di ricevimento della comunicazione di avvenuto deposito in caso di irreperibilità relativa, la Corte non ha definito il ricorso. Gli atti sono stati rimessi al Primo Presidente per valutare l’assegnazione alle Sezioni Unite.

N. 21701

Cassazione, sentenza n. 21701 del 8/10/2020

Tributi - IRES - Società sportive - Cessione a costo "zero" dei diritti alle prestazioni sportive dei giocatori - Disciplina dei rapporti tra società e atleti professionisti - Minusvalenza - Deducibilità - Legittimità.

L’Amministrazione aveva recuperato ai fini IRES le minusvalenze derivanti dalla cessione senza corrispettivo dei diritti alle prestazioni di due calciatori, sostenendo che mancasse l’onerosità richiesta dal TUIR; la CTR aveva annullato il recupero. La Corte ha qualificato l’operazione come cessione del contratto e ha ravvisato l’onerosità anche a prezzo zero, poiché la cedente si libera dell’obbligo retributivo assunto dalla cessionaria. Ha quindi riconosciuto la possibile deducibilità delle minusvalenze e rigettato il relativo motivo dell’Agenzia.

  • IRES
  • Società, imprese e Professionisti
  • Enti Sportivi
  • Contenzioso
N. 21700

Cassazione, sentenza n. 21700 del 8/10/2020

Sentenza n. 21700 del 08/10/2020

Gli avvisi IRPEF erano fondati sul redditometro, mentre la CTR, confermandoli, aveva concentrato la motivazione sulle movimentazioni bancarie e non sulla documentazione prodotta per giustificare gli indici di spesa. La Corte ha distinto i due piani accertativi e affermato che, quando il contribuente offre prova contraria nell’accertamento sintetico, il giudice deve esaminarla analiticamente, senza giudizi generici. Accolti i motivi pertinenti, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR affinché valuti le operazioni patrimoniali e i trasferimenti allegati.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 21699

Cassazione, sentenza n. 21699 del 8/10/2020

Sentenza n. 21699 del 08/10/2020

L’Agenzia aveva revocato un credito d’imposta per investimenti nelle aree svantaggiate, ritenendo che due rimorchiatori fossero stati utilizzati da noleggiatori fuori dai territori agevolati; la CTR aveva annullato il recupero. La Corte ha confermato che i beni non erano stati dismessi, poiché la società aveva conservato in esclusiva assistenza tecnica e manutenzione, con ricadute economiche e occupazionali nell’area interessata. Il ricorso erariale è stato rigettato e la questione sulle sanzioni è rimasta priva di rilievo decisivo.

N. 21698

Cassazione, sentenza n. 21698 del 8/10/2020

Sentenza n. 21698 del 08/10/2020

La controversia riguardava la sanzione IVA per mancata regolarizzazione di acconti relativi a un acquisto immobiliare non fatturati dal cedente; la CTR aveva escluso il raddoppio dei termini perché la condotta, isolatamente considerata, non integrava un reato tributario. La Corte ha precisato che, secondo la disciplina applicabile, occorre verificare l’obbligo di denuncia mediante una prognosi postuma e valutare unitariamente anche condotte distribuite su più periodi, ciascuna costituente un segmento del fatto penalmente rilevante. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato con rinvio.

N. 21697

Cassazione, sentenza n. 21697 del 8/10/2020

Scudo fiscale - Diniego.

Il contribuente impugnava il diniego di opponibilità dello scudo fiscale agli accertamenti per IVA, IRPEF e IRAP, sostenendo anche l’incompetenza degli uffici e invocando una successiva assoluzione penale. La Corte ha affermato che lo scudo non preclude l’accertamento quando, prima della dichiarazione riservata, vi sia formale conoscenza dell’attività istruttoria, desumibile anche da verifiche, questionari, contraddittorio o acquisizioni pertinenti; tale apprezzamento compete al giudice di merito. Ha inoltre escluso l’utilizzabilità in cassazione della sentenza penale per riesaminare i fatti e ha rigettato il ricorso.

N. 21696

Cassazione, sentenza n. 21696 del 8/10/2020

Sentenza n. 21696 del 08/10/2020

L’accertamento recuperava IVA, IRPEF e IRAP per il 2008 sul presupposto che il trasferimento della residenza nel Regno Unito fosse fittizio; il contribuente contestava competenza dell’ufficio, fondatezza della pretesa e sanzioni. La Corte ha condiviso l’accertamento di merito secondo cui iscrizione all’AIRE e cancellazione anagrafica non escludevano il domicilio fiscale italiano, individuato attraverso rapporti personali, sociali e patrimoniali mantenuti in Italia. Ha inoltre riconosciuto la competenza istruttoria della Direzione regionale e disatteso le relative censure del ricorrente.

N. 21377

Cassazione, sentenza n. 21377 del 6/10/2020

Sentenza n. 21377 del 06/10/2020

La CTR, accogliendo l’appello dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, aveva confermato sanzioni per indebite compensazioni relative al recupero di accise, nonostante la contribuente avesse eccepito la tardività dell’impugnazione. La Cassazione accerta che la copia autentica della sentenza di primo grado era stata validamente spedita all’Amministrazione e successivamente depositata in segreteria, facendo decorrere il termine breve di sessanta giorni; l’appello, presentato oltre tale termine, era pertanto inammissibile. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata senza rinvio.

N. 21376

Cassazione, sentenza n. 21376 del 6/10/2020

Sentenza n. 21376 del 06/10/2020

La controversia riguardava il recupero di accise dopo l’annullamento del silenzio-assenso formatosi su una richiesta di riduzione, beneficio negato perché la CTR aveva escluso in fatto l’esercizio dell’attività di autotrasporto. La Cassazione afferma che il termine amministrativo di sessanta giorni è ordinatorio e che l’autotutela può riguardare anche la mancanza dei requisiti sostanziali; esclude inoltre un affidamento tutelabile fondato sull’accoglimento relativo a un’annualità diversa e rileva che il generico richiamo al contraddittorio non supera la prova di resistenza. Il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Autotutela
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 21374

Cassazione, sentenza n. 21374 del 6/10/2020

Sentenza n. 21374 del 06/10/2020

L’Amministrazione aveva disconosciuto la detrazione IVA relativa all’acquisto separato, ma contestuale, di un immobile alberghiero e delle autorizzazioni, attrezzature e componenti di avviamento, riqualificando l’insieme come cessione d’azienda soggetta a imposta proporzionale di registro. La Cassazione conferma la decisione della CTR, fondata sulla causa concreta e sugli effetti unitari dell’operazione, e ritiene irrilevante il successivo nulla osta al rimborso ai fini dell’affidamento invocato; la censura sul mancato esame della documentazione bancaria sollecitava invece una nuova valutazione istruttoria. Il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

  • IVA
  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 21373

Cassazione, sentenza n. 21373 del 6/10/2020

Sentenza n. 21373 del 06/10/2020

L’Agenzia delle Dogane contestava la tempestività dell’istanza di rimborso delle accise sull’energia elettrica versate in eccedenza, sostenendo che il termine biennale decorresse dai singoli pagamenti. La Cassazione considera invece gli acconti e i successivi conguagli come modalità di adempimento di un rapporto unitario: finché l’eccedenza è detratta per legge dai versamenti successivi non costituisce pagamento indebito, e il termine per il rimborso decorre dalla presentazione dell’ultima dichiarazione annuale, quando il rapporto si chiude e la compensazione non è più possibile. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato e le spese sono compensate.

  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
  • Dichiarazioni
N. 21372

Cassazione, sentenza n. 21372 del 6/10/2020

Sentenza n. 21372 del 06/10/2020

La CTR aveva riconosciuto il rimborso delle accise sull’energia elettrica versate in eccesso, oltre a escludere il recupero degli accessori e delle sanzioni, ritenendo non maturata la decadenza biennale durante il rapporto tributario. La Cassazione conferma che il credito risultante dalla dichiarazione annuale, destinato per legge a essere detratto dagli acconti successivi, non è reclamabile come pagamento indebito prima della chiusura del rapporto; il termine biennale decorre quindi dalla presentazione dell’ultima dichiarazione annuale dalla quale emerge il credito non più compensabile. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato, con compensazione delle spese.

  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
  • Dichiarazioni
  • Sanzioni

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