Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 10440

Cassazione, sentenza n. 10440 del 21/04/2021

Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - Imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - Determinazione dell'imposta - Detrazioni iva - Detrazione - Spese di pubblicità e di rappresentanza - Distinzione - Criteri.

L’accertamento aveva negato la detrazione IVA sulle scansie concesse ai rivenditori di tabacchi, mentre la CTR le aveva qualificate come spese promozionali direttamente collegate ai ricavi. La Cassazione ha precisato che le spese pubblicitarie richiedono un collegamento obiettivo e immediato con la promozione di specifici prodotti e l’incremento delle vendite; non bastano l’assenza di finalità rappresentative o gli ordinari obblighi del comodatario, mentre la mancanza di segni riconducibili all’impresa può deporre in senso contrario. Ha ritenuto fondati sia il motivo sulla qualificazione delle spese sia quello relativo all’esclusione delle sanzioni per asserita incertezza normativa.

  • IVA
  • Spese di rappresentanza
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
N. 10439

Cassazione, sentenza n. 10439 del 21/04/2021

Sentenza n. 10439 del 21/04/2021

La CTR aveva riconosciuto soltanto la detrazione dell’IVA effettivamente dovuta, pari al 4%, sulle note di addebito per premi di fine anno, escludendo l’eccedenza fatturata al 20%. La contribuente sosteneva che l’errore del cedente sull’aliquota non incidesse sul proprio diritto. La Cassazione ha respinto la censura: interpretata conformemente alla disciplina unionale, la norma sopravvenuta rende più mite la sanzione, ma non consente di detrarre l’imposta non dovuta, recuperabile ordinariamente dal cedente; ha inoltre giudicato sufficientemente specifico l’appello erariale e rigettato entrambi i motivi principali della contribuente.

N. 15026

Cassazione, sentenza n. 15026 del 21/04/2021

Reati tributari - Ammontare imposta evasa - Peculiarità diritto penale - Costi valutabili solo in presenza di allegazioni fattuali.

Nel procedimento per reati tributari, la difesa contestava la qualifica di amministratore di fatto e il calcolo dell’imposta evasa, lamentando in particolare la mancata considerazione di costi non contabilizzati. La Cassazione ha ritenuto adeguatamente motivata l’attribuzione del ruolo gestorio e ha precisato che il giudice penale può utilizzare criticamente gli elementi dell’accertamento tributario, ma deve considerare i costi non registrati soltanto in presenza di allegazioni fattuali idonee a renderne certa o ragionevolmente dubbia l’esistenza. Le pertinenti censure sono state giudicate inammissibili, infondate o generiche.

N. 10515

Cassazione, ordinanza n. 10515 del 21/04/2021

In tema di determinazione dei redditi di impresa, ai sensi dell'art. 75 (ora 109), comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986, i ricavi, i costi e gli altri oneri sono imputabili nell'esercizio di competenza in cui si è formato il titolo giuridico che ne costituisce la fonte, purché l'esistenza o l'ammontare degli stessi sia determinabile in modo oggettivo. Massima redatta a cura del Ce.R.D.E.F.

La società contestava il recupero di ricavi imputati all’esercizio 2003 anziché al 2004 e l’indeducibilità di costi per pasti e assicurazioni; l’Ufficio impugnava invece il riconoscimento dei costi per carburanti. La Cassazione ha ribadito che ricavi e costi vanno imputati inderogabilmente all’esercizio in cui si forma il relativo titolo giuridico, purché esistenza e ammontare siano oggettivamente determinabili, e ha confermato la valutazione della CTR sull’assenza di inerenza di alcune spese. Ha inoltre dichiarato inammissibile la censura erariale, volta a ottenere una nuova valutazione dei fatti.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
  • IVA
  • IRAP
N. 10513

Cassazione, ordinanza n. 10513 del 21/04/2021

Agevolazioni per l'acquisto della prima casa - Revoca - Possesso di altra prima casa alla stipula dell'atto di acquisto - Inclusione nell'atto di condizione sospensiva del trasferimento - Vendita dell'altra prima abitazione entro un dato termine - Illegittimità

La controversia riguardava l’agevolazione prima casa applicata a un nuovo acquisto subordinato alla vendita, entro due anni, di un’abitazione già acquistata con lo stesso beneficio. La Cassazione ha affermato che, secondo la disciplina vigente al momento dell’atto, la dichiarazione di non possedere sul territorio nazionale un’altra abitazione agevolata costituiva requisito essenziale e non poteva essere sostituita da una condizione sospensiva relativa alla futura alienazione. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, respinto il ricorso originario, compensando integralmente le spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • IVA
  • Imposta di registro
N. 10304

Cassazione, ordinanza n. 10304 del 20/04/2021

IRES - Somme versate dai soci - Presunzione di onerosità - Superamento - Prova - Modalità.

L’accertamento aveva ripreso interessi collegati ai versamenti dei soci alla società; la CTR li aveva considerati infruttiferi perché destinati al ripianamento di perdite pregresse. La Cassazione ha affermato che la presunzione di onerosità dei finanziamenti dei soci può essere superata soltanto dimostrando, attraverso bilanci o rendiconti, che il versamento è stato effettuato a diverso titolo, non essendo sufficiente desumerne la gratuità dalla finalità dichiarata. Accolto il relativo motivo dell’Agenzia, ha cassato sul punto e deciso nel merito, rigettando l’originaria contestazione dei contribuenti; le altre censure principali sono state respinte e il ricorso incidentale dichiarato inammissibile.

  • IRES
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 10173

Cassazione, ordinanza n. 10173 del 16/04/2021

IVA - Detrazione - Inerenza esercizio dell'impresa - Attività preparatorie - Ammissibilità.

L’Agenzia aveva negato la detrazione dell’IVA sugli acquisti, compreso un immobile, perché la società non aveva effettuato operazioni attive negli anni accertati; i giudici di merito avevano annullato la ripresa. La Cassazione ha distinto l’assenza di operazioni attive dall’effettuazione di operazioni esenti e ha escluso l’applicazione del pro rata in mancanza del relativo presupposto. Poiché l’inerenza degli acquisti e la destinazione imprenditoriale dell’immobile erano state accertate, la detrazione spettava anche per attività meramente preparatorie; il ricorso è stato rigettato con condanna dell’Agenzia alle spese.

  • IVA
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 10172

Cassazione, ordinanza n. 10172 del 16/04/2021

Condono - Proroga biennale termini di accertamento - Ipotesi di applicabilità.

La CTR aveva dichiarato decaduta l’Amministrazione dall’accertamento per imposte dirette e IVA relativo al 2000, negando la proroga biennale collegata al condono poiché, all’entrata in vigore della disciplina, era stato notificato il verbale ma non l’avviso. La Cassazione ha stabilito che la proroga opera, in assenza di deroghe, tanto per chi non abbia scelto il condono pur potendovi accedere quanto per chi non abbia potuto avvalersene. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rinviato alla CTR per una nuova verifica della decadenza e per le spese.

  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 10171

Cassazione, ordinanza n. 10171 del 16/04/2021

Rendita catastale - classamento - Procedura DOCFA - Motivazione - Caratteristiche.

L’Ufficio aveva confermato, dopo una procedura DOCFA, il classamento originario dell’immobile, mentre la CTR aveva accolto l’appello del contribuente per insufficiente motivazione e ordinato la restituzione delle somme eccedenti. La Cassazione ha chiarito che, quando restano invariati i fatti dichiarati e cambia soltanto la valutazione tecnica, l’avviso è adeguatamente motivato con i dati oggettivi e la classe attribuita; occorre invece una motivazione approfondita se l’Ufficio modifica gli elementi fattuali. Ha accolto anche la censura sulla domanda restitutoria proposta soltanto in appello, cassando quel capo e confermando il resto, con compensazione integrale delle spese.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 10165

Cassazione, sentenza n. 10165 del 16/04/2021

Sentenza n. 10165 del 16/04/2021

La controversia riguardava il trattamento IVA dei contratti di affiliazione tra una società produttrice di un programma radiofonico e varie emittenti locali, che si impegnavano a trasmetterlo simultaneamente. La Cassazione ha qualificato lo scambio reciproco di servizi come operazione permutativa: ciascuna prestazione è autonomamente imponibile fin dalla sua esecuzione, senza necessità di un’ulteriore prova del nesso sinallagmatico. Accolto il motivo dell’Agenzia delle Entrate e assorbita la censura sulle sanzioni, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR competente in diversa composizione.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10095

Cassazione, sentenza n. 10095 del 16/04/2021

Imposta sulla pubblicità - Esenzione - Messaggi all'interno dei locali - Ipotesi di inammissibilità.

La contribuente contestava l’imposta comunale sulla pubblicità applicata ai pannelli collocati sui carrelli di un supermercato situato in un centro commerciale, invocando l’esenzione per i messaggi interni ai locali di vendita. La Cassazione ha escluso l’agevolazione perché i carrelli circolavano anche negli spazi comuni e nel parcheggio, rendendo i messaggi percepibili da una platea indeterminata esterna al supermercato; ha inoltre negato l’esistenza di un’incertezza normativa idonea a escludere le sanzioni. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 9958

Cassazione, ordinanza n. 9958 del 15/04/2021

Ordinanza n. 9958 del 15/04/2021

La CTR aveva dichiarato decaduta l’Amministrazione dall’accertamento relativo al 2008, ritenendo necessario che la notizia di reato fosse comunicata entro il termine ordinario. La Cassazione ha precisato che, per IRPEF e IVA, il raddoppio applicabile ratione temporis dipende dalla presenza di seri indizi idonei a generare l’obbligo di denuncia, indipendentemente dalla sua effettiva o tempestiva presentazione; il giudice tributario può verificarne i presupposti, non accertare il reato. Il raddoppio non opera invece per l’IRAP: ricorso accolto parzialmente, cassazione nei limiti indicati e rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IVA
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10013

Cassazione, sentenza n. 10013 del 15/04/2021

ONLUS - Contributo unificato per attività giurisdizionali - Ammissibilità - Inesistente - Motivazioni.

La controversia concerneva il contributo unificato richiesto a una ONLUS per un giudizio amministrativo connesso alle proprie finalità istituzionali; la CTR aveva riconosciuto l’esenzione valorizzando il collegamento con l’attività statutaria. Le Sezioni Unite hanno escluso che le agevolazioni previste per imposta di bollo e registro possano estendersi, in assenza di una specifica disposizione, al contributo unificato, poiché le esenzioni tributarie sono soggette a stretta interpretazione. Accolto il ricorso del Ministero e del TAR, sono stati dichiarati inammissibili tre motivi incidentali e rimesso alla Sezione tributaria l’esame del quarto.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Enti terzo settore
  • Volontariato
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6679

Cassazione, ordinanza n. 6679 del 10/04/2021

IRAP - Autonoma organizzazione - Un solo dipendente part-time - Esclusione.

Un medico convenzionato chiedeva il rimborso dell’IRAP, mentre la CTR, in sede di rinvio, aveva ravvisato l’autonoma organizzazione nella titolarità dello studio, nelle spese immobiliari e nell’impiego stabile di un dipendente part-time. La Cassazione ha ribadito che il presupposto richiede beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile oppure lavoro altrui superiore alla soglia di un collaboratore con mansioni esecutive o di segreteria; gli elementi valorizzati non dimostravano tale eccedenza. Accolto il primo motivo e respinti gli altri, la sentenza è stata cassata con nuovo rinvio alla CTR.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9351

Cassazione, ordinanza n. 9351 del 7/04/2021

Accise sull'energia - Credito - Diritto al rimborso - Richiesta - Prescrizione - Termini.

Una società operante nell’energia elettrica chiedeva il rimborso di un credito per accise, riportato nelle dichiarazioni annuali e progressivamente utilizzato in compensazione; l’Agenzia delle Dogane ne sosteneva la decadenza biennale a partire dai versamenti in acconto. La Cassazione ha affermato che, durante il rapporto tributario, il saldo creditorio costituisce una modalità di pagamento e non un indebito reclamabile: il termine per il rimborso decorre dall’ultima dichiarazione, quando la compensazione non è più possibile. Ritenuta tempestiva l’istanza, la Corte ha rigettato il ricorso e compensato le spese.

N. 13086

Cassazione, sentenza n. 13086 del 7/04/2021

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Bancarotta fraudolenta documentale - Denuncia di furto delle scritture contabili - Espediente per sottrarre le scritture - Pene accessorie di inabilitazione e incapacità - Principio di proporzionalità.

Nel giudizio penale per bancarotta, l’imputato sosteneva che il mancato deposito delle scritture, attribuito a un furto, potesse integrare al più bancarotta documentale semplice. La Cassazione ha ritenuto corretta la qualificazione fraudolenta: i giudici di merito avevano considerato il furto un espediente preordinato alla sottrazione dei documenti e alla mancata ricostruzione del patrimonio, nel quadro del comportamento tenuto verso la curatrice. Dichiarato inammissibile il ricorso nel resto, la sentenza è stata annullata limitatamente alla durata delle pene accessorie, da rideterminare autonomamente secondo proporzionalità.

  • Crisi impresa
  • Procedure concorsuali
  • Contabilità e Bilancio
N. 9355

Cassazione, ordinanza n. 9355 del 7/04/2021

Ordinanza n. 9355 del 07/04/2021

La CTR aveva dichiarato tardivo l’appello contro il rigetto dell’impugnazione di un avviso di liquidazione per omessa registrazione di un decreto ingiuntivo. La Cassazione ha stabilito che la sospensione semestrale prevista per le controversie definibili si aggiunge al termine d’impugnazione quando questo scade nel periodo indicato dalla legge; la sospensione feriale, se sovrapposta, resta invece assorbita e non si cumula. Poiché l’appello era stato spedito entro il termine così prorogato, il ricorso è stato accolto, con assorbimento delle questioni di merito, cassazione e rinvio alla CTR.

  • Imposta di registro
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Pace Fiscale
N. 9212

Cassazione, ordinanza n. 9212 del 6/04/2021

Riscossione - Liquidazione anticipata - Motivazione - Fondato pericolo - Obbligo di esplicitazione - Gravità delle violazioni accertate - Non sufficienza.

La controversia riguardava una cartella per IRES e IVA emessa mediante liquidazione anticipata, annullata nei gradi di merito perché priva di motivazione sul fondato pericolo per la riscossione. La Cassazione ha rilevato che la mera gravità e consistenza delle violazioni non dimostra tale pericolo, che l’Amministrazione deve esplicitare almeno sinteticamente; la circostanza della liquidazione societaria, dedotta in legittimità, risultava inoltre nuova. Poiché il motivo era formulato in modo inappropriato e non censurava la ratio decidendi, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • IRES
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9135

Cassazione, sentenza n. 9135 del 2/04/2021

IVA - Operazioni infragruppo - Abuso del diritto - Esclusione - Prova della sussistenza di valide ragioni economiche diverse dal mero vantaggio fiscale.

L’Agenzia delle Entrate aveva contestato come abusiva una sequenza di fatture d’acconto, compensazioni, note di credito e successive vendite a società di leasing, ritenendola diretta a spostare indebitamente l’IVA a credito tra due società controllate. La Cassazione ha ribadito che l’Amministrazione deve provare il disegno elusivo e l’alterazione irragionevole degli schemi negoziali, mentre il contribuente deve dimostrare ragioni economiche diverse dal risparmio fiscale. La CTR aveva individuato una concreta finalità imprenditoriale nel finanziamento e nella realizzazione dei costosi macchinari commissionati; le censure dell’Ufficio sono state quindi ritenute infondate.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Finanziamenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 9065

Cassazione, sentenza n. 9065 del 1/04/2021

Sentenza n. 9065 del 01/04/2021

L’Amministrazione aveva riqualificato tre distinti contratti di cessione di diritti, beni e rapporti contrattuali come un’unica cessione di ramo d’azienda, assoggettandoli all’imposta di registro e irrogando le relative sanzioni; la Commissione regionale aveva condiviso tale ricostruzione valorizzando anche elementi esterni agli atti. La Cassazione ha ritenuto fondati i motivi delle contribuenti: l’art. 20 del d.P.R. n. 131/1986, nella formulazione interpretativa applicabile retroattivamente, impone di considerare gli elementi desumibili dal singolo atto, senza ricorrere ad atti collegati o circostanze extratestuali, e risultava quindi applicato erroneamente dal giudice d’appello.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario

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