Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 9064

Cassazione, sentenza n. 9064 del 1/04/2021

Sentenza n. 9064 del 01/04/2021

La controversia riguardava, tra gli altri rilievi, l’omessa fatturazione IVA di servizi eseguiti ma non pagati, contabilizzati prima come fatture da emettere e poi come crediti, nonché la detrazione dell’imposta relativa a una fattura anticipata per lavori mai iniziati. La Cassazione ha distinto l’esecuzione della prestazione, che genera l’obbligazione tributaria e l’obbligo di fatturazione, dal pagamento, che determina l’esigibilità e costituisce il termine ultimo per fatturare. Ha cassato con rinvio sul primo profilo, richiedendo di verificare se la condotta contabile mirasse a sottrarre le operazioni alla fatturazione; ha inoltre ritenuto fondata la censura sulla fatturazione anticipata.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Adempimenti
  • Processo tributario
N. 9063

Cassazione, sentenza n. 9063 del 1/04/2021

IVA - Giochi spettacolo - Acquisto di beni messi in palio nell'ambito di manifestazioni a premio - Indetraibilità dell'imposta.

Due società contestavano il recupero dell’IVA detratta sull’acquisto di gettoni d’oro destinati ai vincitori di programmi televisivi, sostenendo che si trattasse di giochi-spettacolo privi di finalità promozionale; i giudici di merito avevano invece applicato la disciplina delle manifestazioni a premio. La Cassazione ha escluso il diritto alla detrazione: l’organizzatore assume il ruolo di consumatore finale e l’imposta sugli acquisti dei premi non è detraibile, mentre l’eventuale imposta sostitutiva opera soltanto quando l’acquisto non abbia scontato IVA. I motivi relativi alla detrazione e all’invocata incertezza normativa sono stati rigettati.

N. 9062

Cassazione, sentenza n. 9062 del 1/04/2021

Sentenza n. 9062 del 01/04/2021

L’Amministrazione contestava a una società distributrice di gas l’omessa fatturazione delle prestazioni, mentre i giudici di merito avevano riconosciuto l’autonomia della distribuzione rispetto alla vendita e la possibilità di attendere il pagamento. La Cassazione ha qualificato la distribuzione come prestazione di servizi continuativa: l’obbligo di fatturazione sorge alla scadenza periodica, ma, in mancanza di pagamento, il relativo adempimento può essere differito sino all’incasso. La contestazione richiede quindi la prova di comportamenti diretti a sottrarsi al versamento dell’IVA; non essendo sufficiente la tesi dell’obbligo immediato, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

N. 8886

Cassazione, ordinanza n. 8886 del 31/03/2021

Imposte - Omesso pagamento - Responsabilità dell'amministratore - Condizioni.

Un amministratore era stato ritenuto personalmente responsabile per imposte sui redditi non pagate dalla società, avendo compiuto operazioni sostanzialmente liquidatorie prima della formale liquidazione. La Cassazione ha chiarito che tale responsabilità costituisce un’obbligazione personale e autonoma per fatto proprio, non una coobbligazione solidale nel debito tributario della società; perciò il giudicato favorevole ottenuto da un altro amministratore non è estensibile. La responsabilità prevista dalla disciplina applicabile grava anche sull’amministratore che abbia concretamente realizzato il patrimonio sociale omettendo di destinare il ricavato alle imposte, indipendentemente dalla successiva nomina di un liquidatore; le relative censure sono state respinte.

N. 8885

Cassazione, ordinanza n. 8885 del 31/03/2021

Cartella di pagamento - Sopravvenuta definitività degli avvisi di accertamento - Ricorso giudiziario del contribuente - Legittimità del recupero - Condizioni.

La cartella era stata emessa per l’intero importo di sei accertamenti mentre risultavano ancora pendenti i ricorsi proposti contro tali atti, successivamente dichiarati inammissibili per mancata costituzione del contribuente. La Cassazione ha affermato che la tempestiva impugnazione impedisce la definitività dell’accertamento fino alla conclusione del processo, anche quando il ricorso presenti possibili cause di inammissibilità, la cui verifica compete al giudice. Poiché ruolo e cartella erano anteriori alla definizione dei giudizi sugli accertamenti, la riscossione integrale non poteva essere anticipata; il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 12125

Cassazione, sentenza n. 12125 del 31/03/2021

Fallimento - Sequestro preventivo - Procedura fallimentare - Inapplicabilità - Motivazioni.

Il pubblico ministero contestava l’annullamento del sequestro preventivo della somma confluita, dopo il fallimento, sul conto gestito dalla curatela, nell’ambito di un procedimento per omesso versamento di ritenute. La Cassazione penale ha ribadito che il sequestro finalizzato alla confisca per reati tributari non può colpire beni già acquisiti alla massa fallimentare, poiché il fallito ne perde la disponibilità e la gestione passa al curatore. Le somme derivanti dall’attività recuperatoria della curatela e successive al reato non ne costituiscono inoltre il profitto; il ricorso è stato pertanto rigettato.

  • Procedure concorsuali
  • Crisi impresa
  • Contenzioso
N. 8812

Cassazione, ordinanza n. 8812 del 30/03/2021

Accertamento - Prova presuntiva - Modalità di valutazione

L’accertamento analitico-induttivo aveva recuperato un costo di locazione, dedotto ai fini IRES e IRAP e detratto ai fini IVA, ritenuto superiore al valore normale di un capannone e inserito in operazioni tra società riconducibili allo stesso gruppo. La Cassazione ha rilevato che la Commissione regionale non si era basata soltanto sulle quotazioni OMI, ma aveva valutato congiuntamente struttura del gruppo, passaggi dell’immobile, leasing e ribaltamento dei canoni. Poiché gli indizi devono essere apprezzati complessivamente e il ricorso non riproduceva adeguatamente la perizia invocata né indicava un fatto storico decisivo omesso, le censure sono state dichiarate inammissibili e il ricorso rigettato.

N. 8807

Cassazione, ordinanza n. 8807 del 30/03/2021

Processo tributario - Sentenza - Vizi - Omessa pronuncia - Caratteristiche.

La contribuente contestava la valutazione attribuita a due terreni edificabili situati in un’area protetta, lamentando che il giudice d’appello non avesse deciso sulla dedotta carenza motivazionale della sentenza di primo grado e avesse adottato una motivazione apparente. La Cassazione ha distinto l’omessa pronuncia, che presuppone la mancanza di una decisione su una domanda o eccezione autonoma, dall’insufficiente esame delle argomentazioni difensive. Poiché la Commissione regionale aveva esaminato la censura, condiviso il percorso del primo giudice e considerato anche la perizia della contribuente, entrambi i motivi sono stati respinti e il ricorso rigettato.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 8775

Cassazione, ordinanza n. 8775 del 30/03/2021

Accertamento - Operazioni elusive - Cessioni di partecipazioni societarie - Valutazione dei vantaggi fiscali conseguiti.

L’oggetto e la massima riguardano il disconoscimento di cessioni di partecipazioni societarie ritenute abusive: l’Amministrazione deve spiegare l’anomalia o l’inadeguatezza della forma giuridica impiegata, mentre il contribuente deve provare ragioni extrafiscali alternative o concorrenti, anche organizzative, purché non marginali. La valutazione deve concentrarsi sulla manipolazione degli strumenti giuridici e sulla loro conformità alla normale logica di mercato. Dai dati forniti non è tuttavia ricostruibile l’esito della specifica controversia tributaria, perché il testo associato riguarda una diversa causa sull’inserimento di docenti nelle graduatorie e sulla giurisdizione amministrativa.

  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 8755

Cassazione, ordinanza n. 8755 del 30/03/2021

Accertamento - Operazioni elusive - Cessione di partecipazioni societarie - Valutazione dei vantaggi fiscali conseguiti - Modalità.

L’Amministrazione aveva qualificato come elusiva una sequenza di cessioni di partecipazioni e successive operazioni societarie, mentre il contribuente sosteneva l’esistenza di ragioni personali ed economiche e l’avvenuto affrancamento delle plusvalenze. La Cassazione afferma che l’abuso richiede un vantaggio fiscale indebito e un impiego anomalo degli strumenti negoziali, la cui prova incombe all’Amministrazione, mentre il contribuente deve dimostrare ragioni extrafiscali alternative o concorrenti, anche organizzative. Respinte le censure sulla motivazione, la Corte accoglie il motivo relativo all’applicazione della disciplina antielusiva.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società
  • Operazioni straordinarie
N. 8749

Cassazione, ordinanza n. 8749 del 30/03/2021

Capital gains - Rivalutazione partecipazione azionaria - Disciplina più favorevole - Determinazione plusvalenza/minusvalenza - Istanza di rimborso - Ammissibilità.

La controversia riguardava il rimborso della prima rata dell’imposta sostitutiva versata per rivalutare una partecipazione, dopo il successivo trasferimento mediante patto di famiglia e la rinuncia alle rate residue. La Cassazione precisa che l’opzione si perfeziona con il pagamento dell’intera imposta o della prima rata ed è irrevocabile; il rimborso è ammesso, entro il limite dell’imposta dovuta sulla nuova rideterminazione, soltanto in presenza di una successiva rivalutazione dello stesso bene. Ritenendo fondata la censura dell’Agenzia, la Corte esclude che la scelta possa essere revocata unilateralmente.

N. 8730

Cassazione, ordinanza n. 8730 del 30/03/2021

Accertamento - Reddito conseguito dalla società a ristretta base partecipativa - Presunzione di distribuzione dell'utile nei confronti dei soci - Pregiudizialità nella valutazione.

La CTR aveva imputato al socio di una società a ristretta base partecipativa una quota degli utili extracontabili, pur avendo dichiarato improcedibile il giudizio relativo alla società estinta. La Cassazione stabilisce che l’effettiva produzione del reddito societario è pregiudiziale alla presunzione di distribuzione e che il giudice deve motivare sull’inidoneità delle difese del socio; precisa inoltre che gli utili extrabilancio accertati sono imputabili integralmente, non nella misura ridotta del 40%. Accolti il ricorso principale e tre motivi incidentali, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
  • Società
N. 8721

Cassazione, sentenza n. 8721 del 30/03/2021

Sentenza n. 8721 del 30/03/2021

Gli accertamenti sintetici IRPEF per il 2007 e il 2008 erano fondati sul possesso di un’autovettura e sulla comproprietà dell’abitazione principale acquistata con mutuo. La Cassazione chiarisce che i redditi del nucleo familiare possono rilevare come prova contraria, ma conferma la valutazione della CTR sulla loro concreta insufficienza; ritiene inoltre legittimo sommare le rate del mutuo all’importo tabellare dell’immobile prima di applicare il coefficiente ridotto. Le ulteriori contestazioni risultano inammissibili o infondate e il ricorso è integralmente rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Immobili
  • Autovetture e Fisco
  • Contenzioso
N. 8720

Cassazione, sentenza n. 8720 del 30/03/2021

Sentenza n. 8720 del 30/03/2021

L’Ufficio aveva assoggettato a imposta di donazione un bonifico proveniente dal conto estero di un donante non residente e accreditato a un beneficiario residente in Italia; la CTR aveva applicato l’aliquota prevista per i parenti. La Cassazione qualifica l’operazione come liberalità indiretta, ma afferma che, ai fini territoriali, il denaro depositato all’estero non è esistente in Italia quando il disponente risiede all’estero. Accolto il secondo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata e il ricorso originario del contribuente accolto nel merito.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8719

Cassazione, sentenza n. 8719 del 30/03/2021

Sentenza n. 8719 del 30/03/2021

Alla cessazione anticipata di due trust, determinata dalla rinuncia dei beneficiari, i beni immobili erano ritornati ai disponenti; l’Ufficio e i giudici di merito avevano applicato imposte ipotecarie e catastali proporzionali, ravvisando un trasferimento dal trustee. La Cassazione ritiene invece che la retrocessione conseguente al mancato compimento del programma negoziale non realizzi un autonomo trasferimento imponibile, ma restituisca i beni ai disponenti secondo la disciplina dei trust. Accolto il ricorso e cassata la pronuncia, la Corte decide nel merito dichiarando dovute le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa.

  • Trust
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 8718

Cassazione, sentenza n. 8718 del 30/03/2021

Accertamento - Professionisti - Assegni circolari - Operazioni bancarie extra conto.

Un professionista contestava il recupero a IRPEF, IRAP e IVA delle somme ottenute cambiando assegni circolari fuori conto, sostenendo che derivassero da utili pregressi e altre spettanze maturate presso uno studio associato. La Cassazione equipara tali incassi ai versamenti bancari, cui si applica la presunzione di compensi, superabile soltanto mediante prova analitica della provenienza di ogni movimentazione o della sua estraneità all’attività professionale; la CTR aveva ritenuto insufficienti le giustificazioni documentali offerte. Il ricorso è rigettato, restando confermati accertamento e sanzioni.

N. 8717

Cassazione, sentenza n. 8717 del 30/03/2021

Sentenza n. 8717 del 30/03/2021

Una società fornitrice di gas chiedeva di utilizzare in compensazione un credito di accisa maturato nel 2006-2007; l’Amministrazione doganale e i giudici di merito avevano ritenuto decaduta l’istanza. La Cassazione afferma che, durante il rapporto di somministrazione, l’eccedenza riportata nelle dichiarazioni è detratta dai successivi acconti e non costituisce ancora pagamento indebito; il termine biennale decorre dall’ultima dichiarazione presentata dopo la cessazione del rapporto. Ritenuta tempestiva l’istanza, la Corte cassa la sentenza e accoglie nel merito il ricorso originario.

  • Imposte indirette
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8716

Cassazione, sentenza n. 8716 del 30/03/2021

Sentenza n. 8716 del 30/03/2021

L’Ufficio aveva recuperato costi infragruppo per servizi di supporto e la relativa IVA in reverse charge, contestandone effettività e coerenza economica, nonché assoggettato a IVA la cessione onerosa di un telaio. La Cassazione conferma che la detrazione richiede requisiti sostanziali e che, dopo la contestazione, spetta al contribuente dimostrare esistenza, inerenza e coerenza economica dei costi; ritiene insindacabili le valutazioni di merito compiute dalla CTR. Il ricorso è rigettato, ma la sentenza è cassata limitatamente alla determinazione delle sanzioni sopravvenute, con rinvio.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 8690

Cassazione, sentenza n. 8690 del 29/03/2021

Sentenza n. 8690 del 29/03/2021

La società contestava un accertamento analitico-induttivo di maggiori ricavi, fondato su percentuale di ricarico, lavoro irregolare, superficie aziendale non dichiarata, incongruenze contabili e antieconomicità, lamentando l’omesso contraddittorio preventivo. La Cassazione distingue tale metodo dall’accertamento basato prevalentemente sugli studi di settore e afferma che, nel primo caso, non occorre un ulteriore invito formale quando siano rispettate le garanzie successive all’accesso; gli elementi raccolti potevano inoltre sostenere la ricostruzione presuntiva. Il ricorso è rigettato e resta confermato l’accertamento.

N. 11620

Cassazione, sentenza n. 11620 del 26/03/2021

Reati tributari - Omesso versamento IVA - Legale rappresentante - Causa di non punibilità - Pagamento impossibile per carenza di liquidità - Patteggiamento - Ammissibile

La controversia riguarda la condanna del legale rappresentante per omesso versamento IVA e il rigetto della richiesta di patteggiamento, motivato dall’impossibilità della società fallita di estinguere il debito tributario. La Cassazione chiarisce che, per tale reato, il pagamento integrale costituisce causa di non punibilità e non presupposto di accesso al rito speciale; la crisi di liquidità e la scelta di pagare i dipendenti, invece, non escludono di per sé il dolo o integrano forza maggiore. La sentenza è annullata limitatamente al trattamento sanzionatorio, con rinvio, mentre il ricorso è dichiarato inammissibile nel resto.

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