Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 25693

Cassazione, sentenza n. 25693 del 1/09/2022

Sentenza n. 25693 del 01/09/2022

L’Agenzia delle Entrate aveva impugnato l’annullamento di accertamenti IRES e IRAP fondati sulla presunta residenza fiscale italiana di due società estere controllate da una società nazionale. Dopo un accordo transattivo, l’Amministrazione ha rinunciato ritualmente al ricorso, mentre le contribuenti hanno chiesto la cessazione della materia del contendere. La Cassazione non esamina quindi la fondatezza della contestata esterovestizione, dichiara estinto il giudizio per rinuncia e compensa integralmente le spese secondo la comune richiesta delle parti.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 25789

Cassazione, sentenza n. 25789 del 1/09/2022

Sentenza n. 25789 del 01/09/2022

Una società stabilita in Estonia chiedeva il rimborso dell’IVA assolta su beni acquistati, lavorati o assemblati in Italia e poi ceduti a soggetti extra-UE, sostenendo l’extraterritorialità delle cessioni. La Corte ha ritenuto decisivo l’accertamento di merito secondo cui i beni si trovavano in Italia al momento del trasferimento: in presenza di tali operazioni attive, il rimborso non era ottenibile mediante la procedura riservata ai non residenti, occorrendo l’identificazione diretta o un rappresentante fiscale e la procedura ordinaria. Le censure esaminate sono state dichiarate inammissibili, infondate o assorbite.

N. 25692

Cassazione, sentenza n. 25692 del 1/09/2022

Sentenza n. 25692 del 01/09/2022

Un fondo pensione statunitense chiedeva il rimborso della differenza tra la ritenuta del 15% applicata ai dividendi italiani e l’aliquota dell’11% prevista per i fondi nazionali, denunciando una discriminazione. La Cassazione ritiene che la libera circolazione dei capitali si estenda anche agli Stati terzi e che la maggiore tassazione possa dissuadere gli investimenti; le giustificazioni addotte dall’Agenzia delle Entrate non dimostrano situazioni non comparabili né imperative ragioni d’interesse generale. Sono pertanto confermate le decisioni favorevoli al rimborso.

N. 25771

Cassazione, ordinanza n. 25771 del 1/09/2022

Imposta pubblicità - Errore dichiarativo - Rimborso dovuto.

La contribuente chiedeva il rimborso dell’imposta comunale sulla pubblicità versata in eccesso per un errore originario nel calcolo delle superfici delle insegne; il Comune sosteneva che occorresse una dichiarazione di variazione priva di effetti retroattivi. La Corte ha distinto l’errore dichiarativo dalla successiva modifica materiale dell’impianto e ha affermato che la dichiarazione, quale esternazione di scienza inserita nell’accertamento dell’obbligazione tributaria, è emendabile quando comporti oneri superiori a quelli dovuti. Il ricorso comunale è stato rigettato, confermando il rimborso.

  • Tributi locali
  • Dichiarazioni
  • Contenzioso
N. 25691

Cassazione, sentenza n. 25691 del 1/09/2022

Sentenza n. 25691 del 01/09/2022

Un fondo pensione statunitense chiedeva il rimborso della differenza tra la ritenuta del 15% applicata ai dividendi italiani e l’aliquota dell’11% prevista per i fondi pensione nazionali ed europei; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Cassazione afferma che la libera circolazione dei capitali opera anche verso Paesi terzi e che un trattamento deteriore è ammissibile solo per situazioni non comparabili o per motivi imperativi adeguatamente dimostrati. Ritenute generiche le giustificazioni dell’Amministrazione, la Corte condivide la valutazione favorevole al rimborso.

N. 25752

Cassazione, sentenza n. 25752 del 1/09/2022

Sentenza n. 25752 del 01/09/2022

Il giudizio di revocazione riguardava una precedente pronuncia su un accertamento fondato anche su movimentazioni bancarie riferite a un professionista e a sue familiari. La Corte ha riconosciuto due errori percettivi: l’avviso era stato trascritto nel ricorso e le indagini bancarie erano successive al processo verbale; revocata quindi la decisione, ha però ritenuto l’accertamento adeguatamente motivato e applicabile la presunzione sulle movimentazioni, superabile mediante prova analitica per ciascuna operazione. Decidendo nuovamente nel merito, ha rigettato il ricorso del contribuente e compensato le spese.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • IRPEF
  • IVA
  • IRAP
  • Professionisti
N. 25687

Cassazione, sentenza n. 25687 del 1/09/2022

Sentenza n. 25687 del 01/09/2022

L’Amministrazione aveva riqualificato come prestito infragruppo fruttifero un deposito cauzionale infruttifero, recuperando a tassazione gli interessi legali; entrambi i giudici di merito avevano annullato gli accertamenti. La Cassazione rileva che la CTR si era limitata a richiamare la copertura documentale dell’operazione senza esaminare le anomalie indicate dall’Ufficio, tra cui la struttura della garanzia e la sproporzione rispetto alle prestazioni. Accolto il motivo sulla motivazione apparente e assorbita l’ulteriore censura, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società, imprese e Professionisti
N. 25751

Cassazione, sentenza n. 25751 del 1/09/2022

Sentenza n. 25751 del 01/09/2022

La CTR aveva annullato l’accertamento notificato anche all’ex socio di una società di capitali cancellata, ritenendo decisivi sia l’inesistenza della società sia l’assenza di utilità distribuite nel bilancio finale di liquidazione. La Corte ha affermato che la cancellazione determina un fenomeno successorio nei rapporti debitori in capo agli ex soci, anche quando il credito non sia stato definitivamente accertato e non sia stato distribuito attivo, restando opponibile il limite della responsabilità previsto per i soci. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la causa rinviata alla CTR.

  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • IVA
  • IRES
N. 25686

Cassazione, sentenza n. 25686 del 1/09/2022

Sentenza n. 25686 del 01/09/2022

L’accertamento aveva negato la deduzione dei costi sostenuti per acquistare rottami ferrosi da soggetti non identificati, ritenendo le operazioni funzionali a un traffico illecito di rifiuti; i giudici di merito avevano invece escluso la natura di rifiuto del materiale. La Cassazione afferma che il rottame conserva tale qualificazione fino al necessario trattamento e che l’assenza di tracciabilità, autorizzazioni e prova dell’immediato impiego produttivo grava sulla contribuente. La Corte ritiene quindi fondati i primi due motivi erariali sulla qualificazione giuridica e sull’onere probatorio.

N. 25750

Cassazione, sentenza n. 25750 del 1/09/2022

Sentenza n. 25750 del 01/09/2022

Una socia accomandante aveva impugnato la cartella relativa a debiti tributari della società, invocando il beneficio della preventiva escussione del patrimonio sociale. La Corte ha equiparato la cartella all’atto di precetto e ha riconosciuto che il beneficio può essere opposto già alla sua notificazione; per le società in accomandita semplice spetta all’Amministrazione provare l’insufficienza totale o parziale del patrimonio sociale. Poiché l’Agenzia non aveva assunto tale onere probatorio, il ricorso è stato rigettato, con compensazione delle spese.

  • Riscossione
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25685

Cassazione, sentenza n. 25685 del 1/09/2022

Sentenza n. 25685 del 01/09/2022

La controversia riguardava numerose riprese ai fini IRES, IRAP e IVA, comprese perdite e accantonamenti su crediti e spese legali; la CTR aveva sostanzialmente confermato il primo grado con un generico rinvio alla relativa motivazione. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso principale dell’Amministrazione per difetto di autosufficienza, poiché privo delle indicazioni necessarie sugli atti e sui fatti richiamati. Accoglie invece il ricorso incidentale per motivazione apparente, cassa la sentenza nei relativi limiti e rinvia alla CTR perché riesamini le questioni non adeguatamente affrontate.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 25749

Cassazione, sentenza n. 25749 del 1/09/2022

Sentenza n. 25749 del 01/09/2022

La lite originaria verteva sul recupero di un credito IVA compensato oltre il limite legale e sulla possibilità di computare separatamente compensazioni e rimborsi; durante il giudizio la contribuente aveva aderito alla definizione agevolata. Il diniego opposto dall’Ufficio a tale definizione era stato successivamente annullato con sentenza della Cassazione. La Corte ha quindi rilevato la cessazione della materia del contendere e la sopravvenuta inammissibilità del ricorso dell’Agenzia, dichiarando estinto il giudizio e ponendo le spese a carico delle parti che le avevano anticipate.

N. 25748

Cassazione, sentenza n. 25748 del 1/09/2022

Sentenza n. 25748 del 01/09/2022

La società contestava la validità di un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA, poiché la delega di firma non indicava nominativamente il funzionario sottoscrittore. La Corte ha ribadito che tale delega realizza un decentramento interno della sottoscrizione, senza trasferimento di funzioni: può quindi essere conferita anche mediante ordini di servizio ed è sufficiente individuare la qualifica del delegato, così da consentire la verifica della corrispondenza con il firmatario. Ritenuta conforme a questo principio la decisione della CTR, il ricorso è stato rigettato e le spese compensate.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 25747

Cassazione, sentenza n. 25747 del 1/09/2022

Sentenza n. 25747 del 01/09/2022

La controversia riguardava il recupero di IVA su operazioni che l’Agenzia delle Entrate qualificava come autonome compravendite di apparecchi, anziché come prestazioni comprese in un unico appalto di assistenza tecnica, secondo quanto ritenuto dalla CTR. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso erariale perché la diversa qualificazione presupponeva una nuova ricostruzione della volontà negoziale, senza una specifica denuncia della violazione dei canoni di interpretazione contrattuale. Il ricorso incidentale condizionato della contribuente resta assorbito.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 25746

Cassazione, sentenza n. 25746 del 1/09/2022

Sentenza n. 25746 del 01/09/2022

Una banca chiedeva la revocazione della precedente pronuncia di legittimità che aveva rideterminato l’aliquota IRAP applicabile, deducendo anche la mancata considerazione di giudicati esterni tempestivamente segnalati. La Cassazione distingue tale omissione dal mancato rilievo del giudicato interno: solo la pretermissione della specifica doglianza relativa ai giudicati esterni integra, nel caso esaminato, un errore percettivo revocatorio. Accolto il secondo motivo, la Corte revoca la precedente decisione e, riconosciuta l’efficacia del giudicato, rigetta il ricorso originario dell’Agenzia delle Entrate.

N. 25796

Cassazione, sentenza n. 25796 del 1/09/2022

Sentenza n. 25796 del 01/09/2022

L’accertamento riguardava, da un lato, l’esenzione IVA per servizi resi ai visitatori e, dall’altro, la deduzione ai fini IRES e IRAP delle quote di ammortamento relative a licenze. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell’Agenzia sull’IVA perché non corrisponde alla decisione impugnata: la CTR aveva reputato le prestazioni esenti, non imponibili ma sottratte al tributo per affidamento. Accoglie invece il ricorso incidentale della società, poiché il mero richiamo alle ragioni del primo grado non motivava il rigetto sulla durata dell’ammortamento; cassa sul punto e rinvia alla CTR.

N. 25745

Cassazione, sentenza n. 25745 del 1/09/2022

Sentenza n. 25745 del 01/09/2022

Il contribuente contestava la cartella notificatagli per imposte non versate da una società, censurando l’affermazione della propria responsabilità e il mancato accertamento dell’elemento soggettivo delle violazioni. La Cassazione rileva che il vizio di omesso esame deve riguardare un preciso fatto storico, non questioni interpretative o deduzioni difensive come quelle prospettate. Il ricorso è pertanto rigettato, restando ferma la decisione d’appello sulla responsabilità per il debito sociale.

N. 25795

Cassazione, sentenza n. 25795 del 1/09/2022

Sentenza n. 25795 del 01/09/2022

La società aveva emesso una nota di credito per fatture rimaste insolute, ma l’Ufficio aveva negato la variazione IVA in assenza di procedure concorsuali o esecutive infruttuose; la CTR aveva accolto l’appello erariale. La Cassazione conferma che il mero inadempimento, senza prova della definitiva irrecuperabilità o di una ragionevole probabilità di mancato incasso, non giustifica la riduzione della base imponibile secondo la disciplina applicabile. Ritiene valide anche la notifica telematica dell’appello e la delega di firma, ma accoglie la censura per omessa decisione sulla richiesta subordinata di riduzione delle sanzioni.

  • IVA
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 25698

Cassazione, sentenza n. 25698 del 1/09/2022

Sentenza n. 25698 del 01/09/2022

La lite concerneva la compensazione dell’imposta sostitutiva sui redditi da una partecipazione non qualificata in una partnership statunitense con il credito per le imposte pagate negli Stati Uniti. La Cassazione afferma che, quando l’imposizione sostitutiva è obbligatoria e la persona fisica non può optare per quella ordinaria, la Convenzione consente la detrazione; il contribuente deve però provare il pagamento definitivo dell’imposta estera con documentazione idonea. Accolte alcune censure, anche probatorie, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

N. 25794

Cassazione, sentenza n. 25794 del 1/09/2022

Sentenza n. 25794 del 01/09/2022

L’accertamento aveva riqualificato come attività commerciale quella svolta da un’associazione sportiva dilettantistica, recuperando IRES, IVA e IRAP dopo il disconoscimento del regime agevolato. La Cassazione conferma che la veste formale non basta: occorre verificare l’effettiva assenza di lucro e l’attività concretamente esercitata; ritiene non adeguatamente censurati gli accertamenti della CTR sulla mancanza di soci, entrate associative e documentazione degli associati. Accoglie tuttavia il motivo relativo all’omessa pronuncia sui costi necessari alla produzione del reddito d’impresa, cassa su tale profilo e rinvia alla CTR.

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