Argomento Normativo

Partita IVA

Apertura e cessazione, controlli fiscali, regime forfetario, ISCRO, influencer, vendite online e obblighi delle attività professionali trovano qui un quadro aggiornato.

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Aggiornato il 28 ottobre 2026

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28ott 2026
IVA

Partite IVA inattive: 60 giorni per opporsi alla chiusura d’ufficio dell’Agenzia

La chiusura delle partite IVA inattive da tre anni si basa anche su fatture elettroniche, corrispettivi e versamenti. Il titolare avvisato dall’Agenzia può opporsi entro 60 giorni dalla ricezione, portando prove dell’attività a un ufficio territoriale. Se la cessazione è già avvenuta, una richiesta motivata può ottenere il ripristino dalla data di apertura, previa valutazione dell’ufficio. Per le società può essere coinvolto anche il codice fiscale. La riattivazione conserva la continuità anagrafica, ma lascia da regolarizzare gli adempimenti omessi.

21ott 2026
Professionisti

Fisioterapisti: come fatturare le prestazioni sanitarie ai privati fuori SdI

Le prestazioni sanitarie dei fisioterapisti ai pazienti privati vanno fatturate su carta o in formato informatico fuori SdI, anche nel regime forfettario. La dicitura fiscale dipende dal regime adottato; sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro è dovuto il bollo di 2 euro. L’opposizione alla precompilata non elimina l’invio al Sistema TS: i dati si trasmettono senza codice fiscale del paziente. Lo studio deve distinguere emissione, trattamento fiscale e comunicazione sanitaria, limitando nella descrizione i dati sulla salute a quelli strettamente necessari.

21ott 2026
Regime forfetario

Dal forfettario al regime ordinario: come gestire gli acconti 2026

L’uscita dal forfettario oltre 100.000 euro pone un problema di raccordo fra acconti sostitutivi e saldo IRPEF. La circolare 32/E/2023 mantiene per gli acconti le modalità del vecchio regime, con codici 1790 e 1791, mentre il saldo segue le regole ordinarie e scomputa quanto già pagato. Se il cambio precede le rate, la tesi dell’assenza di obbligo resta esposta a contestazioni; analoga prudenza riguarda il passaggio fra annualità. Occorre ricostruire data di uscita, imposta storica e versamenti, verificando separatamente l’acconto IRPEF dovuto sugli altri redditi.

19ott 2026
Adempimenti

Chiusura d’ufficio della partita IVA: comunicazione, 60 giorni e come opporsi

Prima di cessare una partita IVA ritenuta inattiva, l’Agenzia invia un avviso al domicilio digitale o, in mancanza, per raccomandata; il documento è disponibile anche nel Cassetto fiscale. I sessanta giorni per chiarire la posizione decorrono dalla ricezione o, se il recapito è impossibile, dalla disponibilità nell’area riservata. Si può rispondere a qualsiasi ufficio territoriale con prove dell’attività nel triennio e contestare anche il codice fiscale dell’ente. Dopo la chiusura resta una richiesta motivata di ripristino, soggetta alla valutazione dell’ufficio.

16ott 2026
Lavoro e previdenza

Indennità ISCRO 2026: chi può chiederla e come, domanda entro il 31 ottobre

Per i professionisti senza cassa propria, l’ISCRO offre sei mensilità di sostegno se il reddito 2025 è sotto il 70% della media 2023-2024 e non supera 12.749,18 euro. Servono regolarità contributiva, iscrizione esclusiva alla Gestione Separata e assenza delle incompatibilità previste. Nel 2026 l’assegno mensile varia da 255,53 a 817,69 euro. La richiesta va presentata all’INPS entro il 31 ottobre e autorizza l’invio dei dati al SIISL per la formazione; i requisiti devono permanere durante l’erogazione e la chiusura della partita IVA fa perdere il diritto.

16ott 2026
Adempimenti

Partite IVA inattive: nuove regole per la chiusura d’ufficio nel 2026

La selezione delle partite IVA inattive si basa ora sui riscontri automatizzati dell’Anagrafe tributaria, comprese fatture elettroniche, corrispettivi e versamenti, oltre alle dichiarazioni. Resta necessario il mancato esercizio dell’attività nei tre anni precedenti. La chiusura è preceduta da una comunicazione digitale o postale e produce effetto dal sessantesimo giorno dalla ricezione. Il titolare può documentare l’operatività presso qualsiasi ufficio territoriale entro quel termine; dopo la cessazione può chiedere un ripristino motivato senza interruzioni.

15ott 2026
Lavoro e previdenza

Riduzione contributiva nel forfettario: conviene per la pensione?

Lo sconto INPS del 35% per artigiani e commercianti forfettari riduce i contributi che alimentano la pensione, senza accrediti figurativi. Se l’IVS pagata non raggiunge il contributo ordinario sul minimale, si perde anche parte dell’anzianità annuale. Per un artigiano con aliquota del 24%, nel 2026 circa 28.936 euro di reddito previdenziale consentono dodici mesi, ma il montante resta inferiore. Prima di scegliere occorre confrontare reddito atteso, estratto conto e altre gestioni; la rinuncia entro il 28 febbraio chiude definitivamente l’accesso all’agevolazione.

15lug 2026
Accertamento fiscale

Controlli fiscali influencer: compensi, DAC7 e prove che arrivano dall’estero

I controlli sugli influencer possono incrociare dichiarazioni, fatture, banche, contenuti e dati delle piattaforme. La DAC7 amplia le informazioni ma non rileva ogni ricavo social, e la soglia di 2.000 euro non è una franchigia fiscale. L’attività continuativa può essere riqualificata come lavoro autonomo o impresa, anche valorizzando singoli post e stories; compensi in denaro, prodotti e rimborsi richiedono un corretto trattamento. Prima del contraddittorio occorre collegare ogni promozione a contratto, fattura, incasso, residenza fiscale e prove dei costi.