Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 1315

Cassazione, sentenza n. 1315 del 19/01/2018

Sentenza n. 1315 del 19/01/2018

Un’impresa di trasporto pubblico chiedeva il rimborso IRAP, rivendicando la deduzione del cuneo fiscale e contestando la qualificazione del rapporto come concessione a tariffa, che la CTR aveva ritenuto ostativa al beneficio. La Corte ha giudicato ammissibile l’appello erariale e ha rilevato che la qualificazione adottata dalla CTR derivava dall’esame concreto delle clausole contrattuali; in mancanza di specifiche censure sui criteri ermeneutici, non era consentito riesaminare in cassazione tale valutazione di fatto. Il ricorso è stato respinto, con condanna della ricorrente alle spese e all’ulteriore contributo unificato.

  • IRAP
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1298

Cassazione, sentenza n. 1298 del 19/01/2018

Sentenza n. 1298 del 19/01/2018

L’ente locale impugnava la sentenza che aveva annullato integralmente cinque accertamenti ICI relativi a numerose unità immobiliari, sostenendo l’efficacia retroattiva delle rendite ripristinate dopo la procedura DOCFA e lamentando che solo alcune particelle fossero state specificamente contestate. La Corte non esamina tali questioni nel merito: il ricorso non indicava in modo specifico gli atti e i documenti richiamati, né la loro collocazione nei giudizi precedenti, come richiesto dal principio di autosufficienza. Dichiara quindi il ricorso inammissibile e pone le spese del giudizio di legittimità a carico dell’ente ricorrente.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 1314

Cassazione, sentenza n. 1314 del 19/01/2018

Sentenza n. 1314 del 19/01/2018

La revocazione riguardava un’ordinanza resa su cartelle per IRPEF, IRAP e IVA, poiché il ricorso dell’Agenzia era stato notificato ai precedenti difensori nonostante la revoca del mandato e la nomina, documentata in appello, di un nuovo procuratore. La Corte ha ravvisato un errore percettivo e ha qualificato la notificazione come nulla, non inesistente: il luogo conservava un collegamento con il destinatario, ma non coincideva con il domicilio processuale rilevante. Accolto il ricorso per revocazione, ha ordinato all’Agenzia delle Entrate di rinnovare la notifica entro sessanta giorni dalla comunicazione della decisione.

N. 1297

Cassazione, sentenza n. 1297 del 19/01/2018

Sentenza n. 1297 del 19/01/2018

La controversia riguardava una cartella notificata nel 2006 per somme risultanti dalla liquidazione della dichiarazione 2002, annullata dalla CTR per vizi formali. La Cassazione ha stabilito che, per i ruoli consegnati prima del 1° giugno 2008, l’omessa indicazione del responsabile non determina nullità o annullabilità e che la sottoscrizione non è requisito della cartella; ha inoltre escluso sia la decadenza sia l’invalidità per mancata comunicazione d’irregolarità. Accolto il ricorso dell’agente della riscossione, ha deciso nel merito rigettando il ricorso originario del contribuente.

N. 1313

Cassazione, sentenza n. 1313 del 19/01/2018

Sentenza n. 1313 del 19/01/2018

Il contribuente chiedeva il rimborso degli aggi versati su due cartelle, sostenendo che la rateazione trasformasse la riscossione in spontanea e ponesse il compenso a carico dell’ente creditore; la CTR aveva respinto questa tesi. La Corte ha affermato che l’aggio ha natura retributiva, non tributaria né sanzionatoria, e che la riscossione fondata su accertamenti definitivi per maggiori imposte deriva da inadempimento; la rateazione non ne muta la natura. Ha inoltre riferito la disciplina temporale all’avvio della riscossione, non ai periodi d’imposta, e ha rigettato integralmente il ricorso, con condanna alle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1296

Cassazione, sentenza n. 1296 del 19/01/2018

Sentenza n. 1296 del 19/01/2018

La CTR aveva ritenuto preclusi due accertamenti IRPEF, IVA e IRAP per effetto di una definizione agevolata, esaminando però l’eccezione riproposta dal contribuente soltanto con una memoria successiva alle controdeduzioni. La Cassazione ha chiarito che l’appellato totalmente vittorioso può riproporre senza appello incidentale le questioni assorbite, ma deve farlo specificamente e tempestivamente nell’atto di controdeduzioni, non mediante un generico richiamo seguito da memoria tardiva. Ha accolto il primo motivo dell’Agenzia, dichiarato inammissibili i motivi incidentali e rinviato alla CTR.

N. 1312

Cassazione, sentenza n. 1312 del 19/01/2018

Sentenza n. 1312 del 19/01/2018

La cartella recuperava interessi e compensi di riscossione maturati durante la sospensione cautelare, dopo che il ricorso contro le precedenti iscrizioni a ruolo era stato respinto; il contribuente ne contestava la debenza. La Corte ha ribadito la natura retributiva dell’aggio e ha chiarito che la sospensione incide soltanto sull’esecutività dell’atto, non sulla validità della pretesa né sulla maturazione degli interessi, recuperabili dopo la decisione di merito sfavorevole. Ritenuta manifestamente infondata anche la questione costituzionale prospettata, ha rigettato il ricorso e condannato il ricorrente alle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1295

Cassazione, sentenza n. 1295 del 19/01/2018

IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - DEPOSITO DI ATTI - DELLA COPIA AUTENTICA DELLA SENTENZA IMPUGNATA O DELLA RICHIESTA DI TRASMISSIONE DEL FASCICOLO DI UFFICIO - Dichiarazione del ricorrente di mancata notificazione della sentenza impugnata - Effetto - Implicita proposizione del ricorso per cassazione nel c.d. termine lungo di cui all'art. 327 cod. proc. civ. - Eccezione del controricorrente relativa all'avvenuta notificazione della sentenza o emergenza di tale circostanza dagli atti - Conseguente attività di controllo da parte della S.C. - Rilievo dell'omesso deposito della copia della sentenza impugnata nel termine previsto dall'art. 369, primo comma, cod. proc. civ. - Conseguenze - Declaratoria di improcedibilità del ricorso - Fondamento.

La contribuente aveva impugnato la conferma di due accertamenti IRPEF fondati su movimenti bancari ritenuti non giustificati, ma nel ricorso per cassazione aveva dichiarato che la sentenza d’appello le era stata notificata senza depositarne la relazione di notificazione. La Corte ha ribadito che, quando la notificazione emerge dagli atti, deve essere verificato prioritariamente il deposito tempestivo della copia della decisione corredata dalla relativa relata, necessario per controllare il rispetto del termine breve. Mancando tale documento anche nel fascicolo disponibile, il ricorso è stato dichiarato improcedibile.

N. 1999

Cassazione, sentenza n. 1999 del 18/01/2018

Violazioni e sanzioni- Sanzioni penali - Indebita compensazione di imposta - D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 10 (quater) - Sequestro - Sequestro dei beni del contribuente e non del consulente - Applicazione - Esclusione.

Il procedimento cautelare concerneva il sequestro per equivalente disposto nei confronti di un consulente fiscale, accusato di avere ideato un sistema di pagamento di debiti tributari altrui mediante accollo e compensazione con crediti inesistenti. La Cassazione ha ritenuto configurabile l’indebita compensazione quando l’accollo impiega crediti d’imposta in violazione della necessaria identità tra debitore e titolare del credito, riconoscendo inoltre il possibile concorso del professionista consapevole e ispiratore della frode, anche senza suo personale profitto. Il ricorso contro il sequestro è stato quindi rigettato.

N. 1118

Cassazione, sentenza n. 1118 del 18/01/2018

Sentenza n. 1118 del 18/01/2018

Il contribuente contestava il diniego di definizione degli omessi o ritardati versamenti, sostenendo sia la decadenza dell’Ufficio sia l’avvenuto pagamento tramite delega bancaria. Pur rilevando l’omessa pronuncia della CTR sulla decadenza, la Cassazione ha deciso la questione nel merito: il termine invocato riguardava cartelle mai notificate, mentre quelle interessate erano già state notificate e soltanto sospese durante il tentativo di condono; ha inoltre ritenuto inammissibile un nuovo apprezzamento delle prove sul pagamento. Il ricorso è stato rigettato, restando dovuto l’importo originario dopo il mancato perfezionamento della definizione.

N. 1117

Cassazione, sentenza n. 1117 del 18/01/2018

Sentenza n. 1117 del 18/01/2018

Una società di trasporto pubblico, dopo avere consapevolmente omesso di utilizzare nel 2005 perdite pregresse, aveva chiesto il rimborso dell’imposta facendo valere il successivo chiarimento legislativo sulla riportabilità delle perdite connesse a contributi regionali non imponibili. La Cassazione ha distinto i dati dichiarativi di scienza, normalmente emendabili, dalle manifestazioni di volontà: l’opzione sull’utilizzo delle perdite non può essere modificata a posteriori mediante istanza di rimborso, salvo errore essenziale e obiettivamente riconoscibile, qui escluso. Ha pertanto confermato il diniego e rigettato il ricorso.

N. 1116

Cassazione, sentenza n. 1116 del 18/01/2018

Sentenza n. 1116 del 18/01/2018

Gli accertamenti recuperavano IVA detratta e costi dedotti per operazioni soggettivamente inesistenti, oltre a costi di consulenza ritenuti privi di adeguati riscontri; la CTR li aveva annullati valorizzando acquisti e pagamenti effettivi. La Cassazione ha affermato che l’Ufficio può provare la frode e la conoscenza o conoscibilità del cessionario anche mediante indizi, mentre regolarità contabile e pagamenti non bastano a dimostrare buona fede; ha inoltre giudicato meramente assertiva la motivazione sull’inerenza delle consulenze. Accolti i relativi motivi dell’Agenzia, ha cassato con rinvio per una nuova valutazione delle prove.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 1115

Cassazione, sentenza n. 1115 del 18/01/2018

Sentenza n. 1115 del 18/01/2018

Una società ex municipalizzata contestava cartella e ingiunzione per il recupero dell’esenzione IRPEG qualificata come aiuto di Stato incompatibile, sostenendo la necessità di una verifica individuale e l’illegittimità degli interessi composti. La Cassazione ha ritenuto sufficiente che il destinatario rientrasse tra le società interessate e avesse fruito dell’agevolazione, non ricorrendo l’eccezione de minimis; ha inoltre confermato il calcolo composto degli interessi, salvo situazioni già acquisite o esaurite prima della disciplina richiamata. Il ricorso è stato rigettato, con compensazione delle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Riscossione
  • IRES
  • Società di capitali
N. 1114

Cassazione, sentenza n. 1114 del 18/01/2018

Sentenza n. 1114 del 18/01/2018

La CTR aveva annullato dinieghi di condono e cartelle, ravvisando carenza di motivazione dei primi e mancata indicazione del responsabile del procedimento nelle seconde. La Cassazione ha rilevato ultrapetizione, poiché il vizio motivazionale del diniego non era stato specificamente dedotto in appello, e ha comunque giudicato congrua l’indicazione sintetica dei presupposti di fatto e di diritto; ha inoltre escluso la nullità delle cartelle relative a ruoli consegnati prima del 1° giugno 2008. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la sentenza con rinvio alla CTR.

N. 1113

Cassazione, sentenza n. 1113 del 18/01/2018

Sentenza n. 1113 del 18/01/2018

La controversia riguardava il recupero dell’esenzione dalle imposte sui redditi fruita da una società pubblica e qualificata come aiuto di Stato incompatibile; la contribuente opponeva il condono tombale, la destinazione degli utili al Comune e contestava gli interessi. La Cassazione ha escluso che condono o impiego delle somme impedissero il recupero, ma ha rilevato l’omessa pronuncia della CTR sul calcolo degli interessi, precisando che, trascorso più di un anno, il tasso deve essere ricalcolato annualmente. Ha accolto soltanto tale censura e cassato con rinvio limitatamente alla quantificazione degli interessi.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Riscossione
  • IRES
  • Processo tributario
N. 1112

Cassazione, sentenza n. 1112 del 18/01/2018

Sentenza n. 1112 del 18/01/2018

La controversia riguardava la validità e la comprensibilità di una cartella emessa per imposte, sanzioni e interessi derivanti da un accertamento divenuto definitivo. La Corte ha escluso che, per ruoli anteriori al 1° giugno 2008, l’omessa indicazione del responsabile o la mancata sottoscrizione invalidassero la cartella; ha inoltre ritenuto sufficiente l’individuabilità della pretesa e non specificamente censurato l’accertamento sulla ricostruibilità degli interessi. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con condanna alle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 1111

Cassazione, sentenza n. 1111 del 18/01/2018

RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE - A MEZZO RUOLI (TRIBUTI DIRETTI) - RISCOSSIONE ESATTORIALE - PAGAMENTO DELLE IMPOSTE - CARTELLE - Ruolo e cartella di pagamento - Indicazione degli estremi identificativi o della data di notifica dell'accertamento precedentemente emesso - Necessità - Esclusione - Indicazione di circostanze univoche per l'individuazione del medesimo - Sufficienza - Fondamento.

Il contribuente contestava una cartella relativa a imposte, sanzioni e interessi conseguenti ad accertamenti definitivi, deducendo carenze formali e motivazionali, scarsa intelligibilità degli importi e omessa pronuncia sulle sanzioni. La Corte ha ritenuto infondati o inammissibili i primi cinque motivi: per la validità della cartella bastano circostanze univoche che consentano di identificare la pretesa, senza necessaria indicazione completa degli estremi dell’atto presupposto. Quanto all’omessa pronuncia su una questione di solo diritto, ha affermato di poterla esaminare direttamente senza cassazione con rinvio.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 975

Cassazione, sentenza n. 975 del 17/01/2018

Imposte di registro, ipotecarie e catastali - Trust - Trasferimento di immobile - Beni attribuiti al trust - Regime di tassazione residuale - Art. 11 Tariffa, Parte Prima, allegata al DPR n. 131 del 1986 - Imposta in misura fissa.

La controversia riguardava la tassazione del trasferimento di un immobile tra trust, che l’Amministrazione e la CTR avevano assoggettato a imposta di registro proporzionale. La Corte ha escluso che il passaggio gratuito e interinale al trustee, destinato alla gestione segregata dei beni e non al suo arricchimento definitivo, costituisca di per sé una prestazione onerosa a contenuto patrimoniale; anche le imposte ipotecaria e catastale sono fisse in assenza di un trasferimento definitivo. Ritenuta apparente la motivazione sul concreto assetto negoziale, ha accolto tre motivi, cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

  • Trust
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 959

Cassazione, sentenza n. 959 del 17/01/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - IN GENERE - Indagini della G.d.F. in cooperazione con uffici finanziari ed indagini svolte in veste di P.G. - Distinzione - Garanzie rispettivamente applicabili - Utilizzazione delle

Una società contestava accertamenti IVA, IRPEG e IRAP fondati su un processo verbale della Guardia di Finanza e relativi a costi per operazioni con società ritenute cartiere, sostenendo l’inutilizzabilità dei risultati acquisiti senza le garanzie previste per le indagini penali. La Cassazione ha distinto l’attività amministrativa di verifica da quella di polizia giudiziaria: i dati sono utilizzabili fiscalmente se rispettano le specifiche norme tributarie, anche quando emergano profili penali. Esaminate anche le ulteriori doglianze procedimentali e motivazionali, la Corte ha rigettato il ricorso e condannato la società alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 974

Cassazione, sentenza n. 974 del 17/01/2018

Sentenza n. 974 del 17/01/2018

La controversia riguardava la revoca delle agevolazioni applicate all’acquisto di un terreno compreso in un piano urbanistico particolareggiato e la conseguente riliquidazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale. La CTR aveva annullato l’avviso perché notificato oltre il termine triennale, escludendo la proroga biennale prevista dalla legge. La Cassazione ha invece affermato che tale proroga opera anche per il recupero delle imposte conseguente alla violazione delle disposizioni agevolative; ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rinviato alla CTR per un nuovo esame.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario

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