Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 1543

Cassazione, ordinanza n. 1543 del 22/01/2018

Imposta Regionale sulle attività produttive - Rimborsi - Termini - Istanza di rimborso - Decorrenza della prescrizione - Esclusione.

La CTR aveva dichiarato prescritta l’azione per il rimborso IRAP, calcolando il termine decennale dalla presentazione dell’istanza. La Cassazione ha invece precisato che, in assenza di una disciplina speciale, il silenzio-rifiuto si forma dopo novanta giorni e che, durante tale intervallo, la prescrizione resta sospesa, iniziando a decorrere soltanto quando il diritto può essere azionato davanti al giudice tributario. Poiché il ricorso era stato proposto nel giorno corrispondente alla formazione del silenzio-rifiuto di dieci anni prima, la Corte ha accolto l’impugnazione, cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

  • IRAP
  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
N. 1342

Cassazione, sentenza n. 1342 del 19/01/2018

Sentenza n. 1342 del 19/01/2018

Una società contestava l’imposta proporzionale di registro applicata alla sentenza che, dichiarato nullo un accordo di fornitura, l’aveva condannata a restituire somme indebitamente percepite, invocando l’alternatività IVA-registro e la sospensione dell’esecutività. La Cassazione ha ritenuto che la restituzione, priva di un valido rapporto sinallagmatico, non costituisse pagamento di corrispettivi soggetti a IVA e che l’inibitoria non impedisse la tassazione della sentenza di primo grado, salva l’autonoma tutela mediante conguaglio o rimborso. Dichiarata inammissibile anche la diversa qualificazione prospettata tardivamente, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 1305

Cassazione, sentenza n. 1305 del 19/01/2018

Sentenza n. 1305 del 19/01/2018

La lite riguardava una rettifica doganale che, sulla base di una relazione OLAF, attribuiva origine cinese alle merci e applicava il dazio antidumping, mentre la CTR aveva ritenuto preclusa l’ulteriore rettifica e riconosciuto la buona fede dell’importatore. La Corte afferma la piena valenza probatoria degli accertamenti OLAF, salvo prova contraria, e precisa che l’esimente richiede anche un errore attivo dell’autorità, non una mera omissione. Accoglie due motivi dell’Amministrazione, dichiara inammissibili gli altri e il ricorso incidentale, quindi cassa con rinvio.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 1341

Cassazione, sentenza n. 1341 del 19/01/2018

Sentenza n. 1341 del 19/01/2018

La controversia riguardava il rimborso dell’imposta proporzionale di registro applicata ai decreti ingiuntivi con cui il garante, dopo l’escussione di polizze relative a rimborsi IVA, aveva recuperato le somme dal debitore principale; la CTR aveva riconosciuto l’imposta fissa. La Cassazione ha distinto il rapporto di regresso dalla prestazione di garanzia: il garante non riscuote un corrispettivo soggetto a IVA, ma recupera quanto versato al creditore, sicché non opera l’alternatività IVA-registro. La Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato senza rinvio la decisione e rigettato l’originaria domanda della contribuente.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • IVA
  • Processo tributario
N. 1303

Cassazione, sentenza n. 1303 del 19/01/2018

Sentenza n. 1303 del 19/01/2018

L’Amministrazione contestava la decisione regionale che aveva annullato una rettifica doganale basata sulla relazione OLAF, relativa all’origine cinese delle merci e al conseguente dazio antidumping, riconoscendo inoltre la buona fede dell’importatore. La Corte ritiene decisivi e dotati di piena efficacia probatoria gli accertamenti OLAF, salva prova contraria, e chiarisce che la buona fede impedisce il recupero solo in presenza di tutti i presupposti previsti, incluso un comportamento attivo erroneo dell’autorità. Accolti il secondo e il quarto motivo, cassa con rinvio; dichiara inammissibili le restanti censure e il ricorso incidentale.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 1340

Cassazione, sentenza n. 1340 del 19/01/2018

Sentenza n. 1340 del 19/01/2018

Una società contestava l’imposta proporzionale di registro applicata alla sentenza che, rideterminati gli interessi già oggetto di decreto ingiuntivo e ordinanza di assegnazione, ne aveva disposto la restituzione parziale, deducendo difetto di motivazione e duplicazione del tributo. La Cassazione ha ritenuto adeguato l’avviso, poiché indicava tributo, aliquota, base imponibile e atto tassato, elementi già noti alla contribuente. Ha inoltre affermato che ciascun provvedimento giudiziario possiede autonoma rilevanza impositiva e che la condanna restitutoria è soggetta a registro proporzionale; ha pertanto rigettato il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
N. 1302

Cassazione, sentenza n. 1302 del 19/01/2018

Sentenza n. 1302 del 19/01/2018

Il contribuente aveva impugnato iscrizioni a ruolo conosciute mediante estratti, sostenendo che le relative cartelle non fossero state notificate; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Corte conferma che ruolo e cartella non validamente notificata possono essere impugnati dopo tale conoscenza e che questa attribuisce una facoltà, non un onere immediato d’impugnazione. Ribadisce inoltre che il concessionario deve provare la notifica con relata o avviso di ricevimento, anche oltre il quinquennio di conservazione amministrativa, e rigetta sia il ricorso principale sia quello incidentale.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 1339

Cassazione, sentenza n. 1339 del 19/01/2018

Sentenza n. 1339 del 19/01/2018

La controversia riguardava l’imposta di registro applicata al decreto ingiuntivo ottenuto dal garante, dopo l’escussione di polizze relative a rimborsi IVA, per recuperare dal debitore principale le somme versate all’Amministrazione finanziaria. La Corte ha distinto il rapporto di regresso dalla prestazione di garanzia: il garante non chiede un corrispettivo soggetto a IVA, sicché non opera l’alternatività IVA-registro e il decreto sconta l’imposta proporzionale del 3%. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la sentenza è stata cassata senza rinvio e l’originaria domanda di rimborso respinta, con compensazione delle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1301

Cassazione, sentenza n. 1301 del 19/01/2018

Sentenza n. 1301 del 19/01/2018

La società contestava un accertamento ICI e sosteneva che la notifica postale, ricevuta presso la sede con una stampigliatura e senza sottoscrizione identificabile, non consentisse di individuare il destinatario effettivo; la CTR aveva invece ritenuto irrilevante la qualità del ricevente e tardivo il ricorso. La Corte giudica insufficiente tale motivazione, perché non ricostruisce la sede concreta, i rapporti tra le società coinvolte e l’eventuale prassi di ricezione degli atti. Accoglie il relativo motivo, dichiara assorbiti gli altri e cassa con rinvio alla CTR per un nuovo esame.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 1317

Cassazione, sentenza n. 1317 del 19/01/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - "SOLVE ET REPETE" - CONDONO FISCALE Cd."condono di condono" - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie.

Una società sosteneva che l’adesione alla definizione degli omessi versamenti potesse sanare anche le rate non pagate di un precedente condono, eliminando interessi e sanzioni; la CTR aveva condiviso tale impostazione. La Corte ha escluso il cosiddetto “condono di condono”: la disciplina invocata riguarda i pagamenti risultanti dalle dichiarazioni annuali e non quelli dovuti per una precedente definizione, già regolati specificamente, né è estensibile per analogia. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto anche quanto alla debenza di interessi e sanzioni, non essendo stata ravvisata un’incertezza normativa idonea a giustificarne la disapplicazione.

N. 1300

Cassazione, sentenza n. 1300 del 19/01/2018

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - ICI - Giudicato esterno relativo ad alcune annualità - Efficacia su accertamenti relativi a diverse annualità - Condizioni.

La contribuente invocava, contro un accertamento ICI fondato sul classamento dell’immobile, il giudicato formatosi tra le stesse parti per una diversa annualità. La Corte precisa che il giudicato relativo ad altri periodi d’imposta si estende soltanto agli elementi costitutivi tendenzialmente permanenti, non a dati variabili nel tempo come il valore immobiliare, e ritiene pertanto inapplicabile l’effetto preclusivo richiesto; dichiara inoltre inammissibili le altre censure per difetti di formulazione e autosufficienza. Il ricorso è integralmente rigettato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 1316

Cassazione, sentenza n. 1316 del 19/01/2018

Sentenza n. 1316 del 19/01/2018

La società chiedeva la revocazione di una precedente sentenza di legittimità, lamentando che fosse rimasta senza esame la domanda subordinata di disapplicazione delle sanzioni connesse all’imponibilità IRAP di contributi pubblici. La Corte ha riconosciuto un errore percettivo decisivo: la richiesta risultava dagli atti ed era stata ribadita in udienza, ma non era stata trattata, senza che ciò potesse qualificarsi come scelta implicita. Accolta la revocazione, la Corte ha sospeso la fase rescissoria fino al 31 dicembre 2018, ricorrendo le condizioni per la definizione della lite pendente, e ha rinviato la causa a nuovo ruolo.

  • IRAP
  • Contributi
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1299

Cassazione, sentenza n. 1299 del 19/01/2018

Sentenza n. 1299 del 19/01/2018

La società contestava accertamenti ICI su aree fabbricabili, deducendo che la delibera comunale e la stima OSMI richiamate non fossero state allegate e che il valore adottato non riflettesse quello effettivo. La Corte afferma che la delibera sui valori minimi, quale atto generale pubblicato e conoscibile, non deve essere allegata; spetta al contribuente offrire elementi oggettivi sul minor valore dell’area, mentre la disapplicazione dell’atto presupposto deve essere sostenuta da specifici motivi. Ritenute le censure anche carenti di autosufficienza, rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alle spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 1315

Cassazione, sentenza n. 1315 del 19/01/2018

Sentenza n. 1315 del 19/01/2018

Un’impresa di trasporto pubblico chiedeva il rimborso IRAP, rivendicando la deduzione del cuneo fiscale e contestando la qualificazione del rapporto come concessione a tariffa, che la CTR aveva ritenuto ostativa al beneficio. La Corte ha giudicato ammissibile l’appello erariale e ha rilevato che la qualificazione adottata dalla CTR derivava dall’esame concreto delle clausole contrattuali; in mancanza di specifiche censure sui criteri ermeneutici, non era consentito riesaminare in cassazione tale valutazione di fatto. Il ricorso è stato respinto, con condanna della ricorrente alle spese e all’ulteriore contributo unificato.

  • IRAP
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1298

Cassazione, sentenza n. 1298 del 19/01/2018

Sentenza n. 1298 del 19/01/2018

L’ente locale impugnava la sentenza che aveva annullato integralmente cinque accertamenti ICI relativi a numerose unità immobiliari, sostenendo l’efficacia retroattiva delle rendite ripristinate dopo la procedura DOCFA e lamentando che solo alcune particelle fossero state specificamente contestate. La Corte non esamina tali questioni nel merito: il ricorso non indicava in modo specifico gli atti e i documenti richiamati, né la loro collocazione nei giudizi precedenti, come richiesto dal principio di autosufficienza. Dichiara quindi il ricorso inammissibile e pone le spese del giudizio di legittimità a carico dell’ente ricorrente.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 1314

Cassazione, sentenza n. 1314 del 19/01/2018

Sentenza n. 1314 del 19/01/2018

La revocazione riguardava un’ordinanza resa su cartelle per IRPEF, IRAP e IVA, poiché il ricorso dell’Agenzia era stato notificato ai precedenti difensori nonostante la revoca del mandato e la nomina, documentata in appello, di un nuovo procuratore. La Corte ha ravvisato un errore percettivo e ha qualificato la notificazione come nulla, non inesistente: il luogo conservava un collegamento con il destinatario, ma non coincideva con il domicilio processuale rilevante. Accolto il ricorso per revocazione, ha ordinato all’Agenzia delle Entrate di rinnovare la notifica entro sessanta giorni dalla comunicazione della decisione.

N. 1297

Cassazione, sentenza n. 1297 del 19/01/2018

Sentenza n. 1297 del 19/01/2018

La controversia riguardava una cartella notificata nel 2006 per somme risultanti dalla liquidazione della dichiarazione 2002, annullata dalla CTR per vizi formali. La Cassazione ha stabilito che, per i ruoli consegnati prima del 1° giugno 2008, l’omessa indicazione del responsabile non determina nullità o annullabilità e che la sottoscrizione non è requisito della cartella; ha inoltre escluso sia la decadenza sia l’invalidità per mancata comunicazione d’irregolarità. Accolto il ricorso dell’agente della riscossione, ha deciso nel merito rigettando il ricorso originario del contribuente.

N. 1313

Cassazione, sentenza n. 1313 del 19/01/2018

Sentenza n. 1313 del 19/01/2018

Il contribuente chiedeva il rimborso degli aggi versati su due cartelle, sostenendo che la rateazione trasformasse la riscossione in spontanea e ponesse il compenso a carico dell’ente creditore; la CTR aveva respinto questa tesi. La Corte ha affermato che l’aggio ha natura retributiva, non tributaria né sanzionatoria, e che la riscossione fondata su accertamenti definitivi per maggiori imposte deriva da inadempimento; la rateazione non ne muta la natura. Ha inoltre riferito la disciplina temporale all’avvio della riscossione, non ai periodi d’imposta, e ha rigettato integralmente il ricorso, con condanna alle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1296

Cassazione, sentenza n. 1296 del 19/01/2018

Sentenza n. 1296 del 19/01/2018

La CTR aveva ritenuto preclusi due accertamenti IRPEF, IVA e IRAP per effetto di una definizione agevolata, esaminando però l’eccezione riproposta dal contribuente soltanto con una memoria successiva alle controdeduzioni. La Cassazione ha chiarito che l’appellato totalmente vittorioso può riproporre senza appello incidentale le questioni assorbite, ma deve farlo specificamente e tempestivamente nell’atto di controdeduzioni, non mediante un generico richiamo seguito da memoria tardiva. Ha accolto il primo motivo dell’Agenzia, dichiarato inammissibili i motivi incidentali e rinviato alla CTR.

N. 1312

Cassazione, sentenza n. 1312 del 19/01/2018

Sentenza n. 1312 del 19/01/2018

La cartella recuperava interessi e compensi di riscossione maturati durante la sospensione cautelare, dopo che il ricorso contro le precedenti iscrizioni a ruolo era stato respinto; il contribuente ne contestava la debenza. La Corte ha ribadito la natura retributiva dell’aggio e ha chiarito che la sospensione incide soltanto sull’esecutività dell’atto, non sulla validità della pretesa né sulla maturazione degli interessi, recuperabili dopo la decisione di merito sfavorevole. Ritenuta manifestamente infondata anche la questione costituzionale prospettata, ha rigettato il ricorso e condannato il ricorrente alle spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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