Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 3534

Cassazione, sentenza n. 3534 del 14/02/2018

Sentenza n. 3534 del 14/02/2018

L’Agenzia delle Entrate contestava l’agevolazione prima casa qualificando l’immobile come abitazione di lusso, ma nelle more era divenuta definitiva una pronuncia favorevole agli acquirenti, condebitori solidali della stessa imposta. La Cassazione ritiene estensibile tale giudicato alla società alienante, poiché formatosi su una questione comune e non personale, e rigetta quindi il ricorso principale dell’Amministrazione. Accoglie invece il ricorso incidentale sulle spese: in assenza di soccombenza reciproca, la compensazione richiedeva gravi ed eccezionali ragioni esplicitamente motivate; la sentenza è cassata su questo punto con rinvio alla CTR.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3533

Cassazione, sentenza n. 3533 del 14/02/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - IN GENERE Elusione fiscale - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie.

L’operazione contestata consisteva nella stipula di un mutuo ipotecario sugli immobili, seguita pochi giorni dopo dal loro conferimento a una società partecipata dagli stessi mutuatari e dall’accollo del debito, così da calcolare l’imposta di registro sul valore al netto della passività. La Cassazione conferma che il divieto di abuso del diritto rende inopponibili al Fisco operazioni formalmente lecite dirette a ottenere un vantaggio fiscale e prive di ragioni economiche apprezzabili, la cui dimostrazione grava sul contribuente. Non essendo emersa una giustificazione alternativa al risparmio d’imposta, la Corte rigetta il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
N. 3524

Cassazione, sentenza n. 3524 del 14/02/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI - IN GENERE Aggio per l'attività di riscossione - Natura retributiva - Conseguenze - Violazione dell'art. 53 Cost. - Manifesta infondatezza - Ragioni.

La controversia riguardava l’aggio applicato a una cartella relativa a un periodo d’imposta anteriore alla disciplina vigente al momento della riscossione; la contribuente ne sosteneva la natura sanzionatoria e l’irretroattività. La Cassazione qualifica invece l’aggio come compenso dell’attività esattoriale, regolato dalla normativa vigente quando la riscossione è svolta, indipendentemente dall’anno cui si riferisce il tributo. Esclusa la natura tributaria dell’aggio, la Corte dichiara manifestamente infondate le prospettate questioni costituzionali, anche rispetto alla capacità contributiva, e rigetta il ricorso con condanna alle spese.

N. 7020

Cassazione, sentenza n. 7020 del 14/02/2018

Violazioni e sanszioni - Sanzioni penali - Processo penale -Procedimento tributario - Soglia di punibilità - Ammontare dell'imposta evasa - Determinazione concordata del tributo - Valutazione.

Nel procedimento cautelare per dichiarazione infedele, l’indagato sosteneva che la quantificazione concordata mediante accertamento con adesione, inferiore alla soglia penale, dovesse prevalere sulla stima della Guardia di Finanza posta a fondamento del sequestro. La Cassazione afferma che il giudice penale determina autonomamente l’imposta evasa e non è vincolato dall’accordo tributario, dovendone valutare l’attendibilità rispetto all’accertamento iniziale. Ritenuta adeguatamente motivata la preferenza del tribunale per la ricostruzione della Guardia di Finanza, la Corte rigetta il ricorso e conferma il diniego del dissequestro.

N. 3540

Cassazione, sentenza n. 3540 del 14/02/2018

Sentenza n. 3540 del 14/02/2018

Il contribuente aveva giustificato il mancato trasferimento della residenza entro diciotto mesi dall’acquisto agevolato con il protrarsi dei lavori e il tardivo rilascio dell’agibilità; i giudici di merito avevano riconosciuto la forza maggiore. La Cassazione chiarisce che essa deve essere sopravvenuta, imprevedibile e non imputabile, mentre l’acquisto di un immobile al grezzo rende prevedibile la necessità dei lavori. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la Corte cassa la decisione e, decidendo nel merito, rigetta l’impugnazione dell’avviso di liquidazione relativo alla revoca dell’agevolazione prima casa.

N. 3539

Cassazione, sentenza n. 3539 del 14/02/2018

Sentenza n. 3539 del 14/02/2018

L’Agenzia delle Entrate contestava a una società agricola l’agevolazione sulle imposte indirette perché la qualifica di imprenditore agricolo professionale era stata riconosciuta dopo l’acquisto del terreno; la CTR aveva invece ammesso il beneficio. La Cassazione rileva che la disciplina estende il regime anche ai soggetti inizialmente privi dei requisiti, purché presentino l’istanza e conseguano la qualifica entro ventiquattro mesi. Poiché il riconoscimento era intervenuto circa due mesi dopo il rogito, entro il termine previsto, la Corte conferma l’agevolazione e rigetta il ricorso dell’Amministrazione.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposte indirette
  • Imprese
N. 6737

Cassazione, sentenza n. 6737 del 12/02/2018

Ritenute - Art. 10 bis del Decreto Legislativo 74/2000 - Omesso versamento - Condotta - Elemento soggettivo - Dolo - Mancanza.

Nel procedimento per omesso versamento delle ritenute certificate, la difesa deduceva che l’amministratrice, subentrata durante una grave crisi societaria, aveva destinato le risorse disponibili agli stipendi necessari al sostentamento dei dipendenti. La Cassazione precisa che il dolo generico richiede la consapevolezza dell’illiceità dell’omissione e che il pagamento delle retribuzioni, in una crisi non imputabile affrontata con misure idonee, non consente di escludere a priori l’assenza del dolo; può inoltre rilevare la forza maggiore. Poiché la Corte d’appello aveva esaminato soltanto la disponibilità materiale del denaro, la sentenza è annullata con rinvio per nuovo esame.

N. 3192

Cassazione, sentenza n. 3192 del 9/02/2018

Sentenza n. 3192 del 09/02/2018

La controversia riguardava la revoca dell’agevolazione sull’imposta di registro applicata all’acquisto di un terreno, che l’Agenzia delle Entrate riteneva non spettante perché il piano attuativo comunale era stato approvato soltanto dopo la compravendita. I giudici di merito avevano invece riconosciuto il beneficio, reputando sufficiente l’edificazione entro cinque anni dall’acquisto. La Cassazione non ha esaminato la questione sostanziale: preso atto della rinuncia dell’Agenzia e della sua accettazione da parte della contribuente, ha dichiarato estinto il giudizio e compensato le spese.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3191

Cassazione, sentenza n. 3191 del 9/02/2018

Sentenza n. 3191 del 09/02/2018

La Cassazione ha confermato la validità delle cartelle relative all’imposta di registro, escludendo che l’omessa indicazione del responsabile del procedimento comportasse nullità o annullabilità per ruoli consegnati prima del 1° giugno 2008. Ha inoltre ritenuto sufficiente il richiamo all’atto impositivo già conosciuto e contestato dai contribuenti, in assenza della prova di un concreto pregiudizio difensivo. La censura sulla notificazione al portiere è stata dichiarata inammissibile perché non risultava ritualmente proposta in primo grado; il ricorso è stato quindi rigettato con condanna alle spese.

N. 3168

Cassazione, sentenza n. 3168 del 9/02/2018

Sentenza n. 3168 del 09/02/2018

La controversia concerneva un accertamento IRES, IRAP e IVA fondato su fatture per operazioni ritenute inesistenti e sulla deduzione o detrazione di diversi costi, compresi acquisti di carburante. La Cassazione ha ribadito che, forniti dall’Amministrazione elementi anche presuntivi sull’inesistenza delle operazioni, spetta al contribuente provarne l’effettività, senza potersi limitare a fatture, scritture formalmente regolari o pagamenti; per il carburante occorre inoltre la documentazione prescritta, non surrogabile da altri atti. Accolti i motivi dell’Agenzia salvo quello sulla motivazione, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 3167

Cassazione, sentenza n. 3167 del 9/02/2018

Sentenza n. 3167 del 09/02/2018

L’accertamento contestava l’emissione di una fattura per una consulenza ritenuta inesistente, mentre la contribuente sosteneva che il contratto fosse agli atti e che il pagamento dimostrasse l’effettività della prestazione. La Cassazione ha giudicato inammissibili le doglianze dirette a ottenere una nuova valutazione delle prove e ha confermato che, dopo gli elementi indiziari forniti dall’Amministrazione, gravava sulla contribuente la prova dell’operazione, non assolta con il solo pagamento o con documenti formalmente regolari. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3165

Cassazione, sentenza n. 3165 del 9/02/2018

Sentenza n. 3165 del 09/02/2018

La lite riguardava il calcolo degli interessi dovuti da una società a partecipazione pubblica sul recupero di agevolazioni fiscali qualificate come aiuti di Stato incompatibili, che la CTR aveva assoggettato al regime degli interessi composti soltanto per la morosità successiva al 2007. La Cassazione ha affermato l’applicazione del calcolo composto anche quando la decisione europea sia anteriore al regolamento del 2004, salvo situazioni già esaurite, precisando che il tasso va ricalcolato annualmente secondo la disciplina vigente. Accolto il primo motivo dell’Agenzia e respinto il ricorso incidentale, ha cassato con rinvio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3164

Cassazione, sentenza n. 3164 del 9/02/2018

Sentenza n. 3164 del 09/02/2018

La controversia verteva sugli interessi applicabili al recupero di agevolazioni fiscali, fruite da una società a partecipazione pubblica e qualificate come aiuti di Stato incompatibili; la CTR aveva distinto tra periodi anteriori e successivi all’entrata in vigore della disciplina nazionale del 2007. La Cassazione ha ritenuto applicabile il regime degli interessi composti anche alle decisioni europee anteriori al regolamento del 2004, salvo situazioni già definite, e ha precisato che il tasso deve essere ricalcolato ogni anno. Ha accolto il primo motivo dell’Agenzia, rigettato il ricorso incidentale e disposto il rinvio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3163

Cassazione, sentenza n. 3163 del 9/02/2018

Sentenza n. 3163 del 09/02/2018

Una società a prevalente partecipazione pubblica contestava il recupero delle agevolazioni fiscali qualificate come aiuti di Stato, deducendo l’estraneità della gestione dei rifiuti al mercato concorrenziale e l’irrilevanza delle somme distribuite agli enti pubblici soci. La Cassazione ha confermato l’obbligo di recupero anche per le società pubbliche operanti nei servizi locali, salvo la prova dell’applicabilità della regola “de minimis”, e ha ritenuto corretto il ricalcolo annuale del tasso sugli interessi composti. Sono stati rigettati sia il ricorso principale sia quello incidentale, con compensazione delle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3200

Cassazione, sentenza n. 3200 del 9/02/2018

Sentenza n. 3200 del 09/02/2018

La lite concerneva l’imposta di registro e ipocatastale su una sentenza di usucapione di un compendio agricolo, nonché la richiesta tardiva delle agevolazioni per imprenditori agricoli e piccola proprietà contadina. La Cassazione afferma che, quando il beneficio richiede una manifestazione di volontà, questa deve precedere la richiesta di registrazione e la liquidazione: la qualifica risultante dalla sentenza e la successiva produzione documentale non sostituiscono l’istanza tempestiva. Sono quindi respinte le censure dei contribuenti e accolta quella dell’Agenzia contro l’aliquota agevolata dell’8%, ferma la distinta contestazione sul valore attribuito al fondo.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 3199

Cassazione, sentenza n. 3199 del 9/02/2018

DISCIPLINA DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE - AGEVOLAZIONI VARIE - IN GENERE In genere.

Una società agricola contestava la revoca delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina, sostenendo che la mancata coltivazione della maggior parte del fondo dipendesse da indispensabili demolizioni e opere di bonifica. La Cassazione ritiene che tali attività, pur prodromiche all’agricoltura, non equivalgano alla coltivazione e derivino da scelte imprenditoriali imputabili all’acquirente; conferma quindi la decadenza per inosservanza del vincolo quinquennale. Esclude inoltre che, perduto il beneficio richiesto al trasferimento, possa essere invocata una diversa aliquota agevolata e rigetta integralmente il ricorso.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 3198

Cassazione, sentenza n. 3198 del 9/02/2018

DISCIPLINA DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE - AGEVOLAZIONI VARIE - IN GENERE Agevolazione prevista dall'art. 33, comma 3, della l. n. 388 del 2000 - Mancata utilizzazione edificatoria entro cinque anni - Perdita del beneficio - Forza maggiore - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie.

La controversia riguardava la revoca delle imposte agevolate applicate all’acquisto di terreni inseriti in un piano particolareggiato, non edificati entro cinque anni; le acquirenti attribuivano il ritardo a provvedimenti e richieste del Comune. La Cassazione afferma che l’utilizzazione edificatoria nel quinquennio costituisce condizione del beneficio e che la sua mancanza determina il ritorno al regime ordinario per sopravvenuta carenza della causa agevolativa, non evitabile invocando la forza maggiore. Ritenuto tempestivo l’avviso e irrilevante la diversa vicenda di un coacquirente, la Corte rigetta il ricorso e conferma il recupero delle imposte.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 3197

Cassazione, sentenza n. 3197 del 9/02/2018

Contenzioso - Ricorso e introduzione - Ricorso per cassazione - motivi - valutazione del materiale probatorio - esclusione.

I contribuenti contestavano la rettifica del valore di un immobile ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, censurando la motivazione degli avvisi e la valutazione delle perizie e delle quotazioni OMI. La Cassazione chiarisce che l’avviso è adeguatamente motivato quando espone i criteri estimativi consentendo una difesa consapevole; le quotazioni OMI non sono prova legale, ma possono concorrere con altri indizi. Poiché i giudici di merito avevano esaminato ubicazione, condizioni dell’immobile e risultanze peritali, la richiesta mirava a una nuova valutazione probatoria, preclusa in legittimità: il ricorso è rigettato.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 3196

Cassazione, sentenza n. 3196 del 9/02/2018

Sentenza n. 3196 del 09/02/2018

Il contribuente impugnava il recupero dell’imposta ordinaria di registro seguito alla revoca dell’agevolazione per la piccola proprietà contadina, deducendo vizi della notificazione e questioni relative ai requisiti e agli atti successivi all’acquisto. La Cassazione qualifica come nullità sanabile, e non inesistenza, la consegna compiuta a persona collegata al destinatario; il ricorso tempestivo aveva raggiunto lo scopo e la potestà impositiva non era decaduta. Rileva inoltre che il certificato definitivo era stato presentato oltre il termine triennale perentorio e respinge il ricorso, ritenendo in parte inammissibili le ulteriori doglianze.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 3195

Cassazione, sentenza n. 3195 del 9/02/2018

Imposta di registro - Agevolazioni ed esenzioni - Acquisto di terreni agricoli e attestazione della qualifica di coltivatore diretto - Superamento del termine di decadenza per l'adempimento - sussistenza dell'agevolazione - esclusione.

La lite riguardava la revoca dei benefici per la piccola proprietà contadina, poiché il contribuente non aveva presentato all’Ufficio, entro tre anni dalla registrazione dell’acquisto del fondo, il certificato definitivo attestante la qualifica richiesta. La Cassazione conferma che il termine ha natura decadenziale e che il possesso sostanziale dei requisiti non può essere accertato direttamente dal giudice; il ritardo è scusabile soltanto se imputabile all’ufficio competente al rilascio e se l’interessato ha agito diligentemente. Esclusa anche la possibilità di ottenere successivamente un diverso beneficio, la Corte rigetta il ricorso.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Adempimenti
  • Contenzioso

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