Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 8277

Cassazione, sentenza n. 8277 del 4/04/2018

Sentenza n. 8277 del 04/04/2018

Era contestato un avviso comunale per maggiore imposta di pubblicità 2006, con particolare riguardo agli interessi e alla maggiorazione applicata a un grande impianto pubblicitario. La Cassazione giudica non scrutinabile la censura sugli interessi perché il ricorso non riproduce né localizza la parte pertinente dell’atto; ribadisce inoltre che, oltre 8,5 metri quadrati, la maggiorazione del 100% riguarda tutta la superficie del messaggio e non soltanto la parte eccedente. Il ricorso viene quindi rigettato, con condanna della ricorrente alle spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8245

Cassazione, sentenza n. 8245 del 4/04/2018

Sentenza n. 8245 del 04/04/2018

L’Agenzia delle Entrate impugnava la decisione resa in sede di rinvio, favorevole al contribuente sui recuperi per ricavi non fatturati e costi non inerenti, mediante un ricorso di 179 pagine composto soprattutto dalla riproduzione integrale dell’avviso e del processo verbale della Guardia di Finanza. La Cassazione ha affermato che un ricorso assemblato, privo di selezione e rielaborazione sintetica, non soddisfa l’esposizione sommaria dei fatti e può tradursi in difetto di autosufficienza. Espunti i documenti riprodotti, le residue censure non consentivano di comprendere compiutamente la controversia; il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

N. 8293

Cassazione, sentenza n. 8293 del 4/04/2018

Sentenza n. 8293 del 04/04/2018

Il contribuente contestava una cartella derivante da un avviso divenuto definitivo, sostenendo che la notificazione dell’atto presupposto al portiere fosse nulla e che la relativa prova fosse stata depositata tardivamente. La Cassazione precisa che il documento tardivo in primo grado può essere esaminato in appello se acquisito e prodotto nel termine previsto per quel grado. Poiché la CTR non aveva chiarito se la notifica fosse stata eseguita tramite ufficiale giudiziario, con necessità delle attestazioni e della raccomandata informativa, oppure direttamente per posta, la sentenza è cassata con rinvio per le verifiche necessarie.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8276

Cassazione, sentenza n. 8276 del 4/04/2018

Sentenza n. 8276 del 04/04/2018

Una società produttrice contestava l’imposta di pubblicità applicata alle indicazioni di ditta e indirizzo apposte sugli autoveicoli impiegati per trasportare i propri prodotti, invocando l’esenzione prevista per i veicoli adibiti al trasporto. La Cassazione ritiene l’avviso adeguatamente motivato e chiarisce che l’esenzione senza limite dimensionale riguarda il vettore che esercita effettivamente attività di trasporto, non l’impresa produttrice che trasporta strumentalmente la propria merce; per quest’ultima restano i limiti specifici previsti dalla disciplina. Il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Agevolazioni Fiscali
  • Autovetture e Fisco
N. 8164

Cassazione, ordinanza n. 8164 del 3/04/2018

Accertamento Imposte - Avviso di accertamento - assoggettamento alla ritenuta del 12,50% sugli importi accantonati negli anni ai fini previdenziali - Verifica del rendimento sul capitale accantonato - necessità.

La controversia riguardava il rimborso delle ritenute IRPEF applicate alla liquidazione previdenziale di un ex dirigente e l’individuazione della quota assoggettabile all’aliquota del 12,50%. La Corte ha precisato che il trattamento favorevole riguarda soltanto il rendimento derivante dall’effettivo investimento sul mercato, non necessariamente finanziario, del capitale accantonato, e non le somme determinate mediante riserve matematiche o sistemi attuariali. Poiché la CTR non aveva compiuto tale verifica, la sentenza è stata cassata con rinvio per accertare esistenza e misura del rendimento effettivo.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 8089

Cassazione, ordinanza n. 8089 del 3/04/2018

Contenzioso - Ricorso e introduzione - notificazione del controricorso - notificazione del Comune al legale del contribuente senza l'utilizzo del suo indirizzo di posta elettronica già comunicato - ammissibilità - esclusione.

Nel giudizio relativo a un accertamento ICI, il Comune aveva notificato il controricorso presso la cancelleria della Cassazione, benché la ricorrente avesse comunicato la PEC del difensore: la Corte lo ha quindi dichiarato inammissibile. È stato però rigettato il ricorso della contribuente, poiché la notificazione dell’originario ricorso mediante operatore postale privato, effettuata quando il servizio era riservato a Poste Italiane, doveva considerarsi inesistente e non sanabile dalla costituzione delle controparti. Le successive modifiche legislative non sono state ritenute retroattive; nulla è stato disposto sulle spese.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8085

Cassazione, ordinanza n. 8085 del 3/04/2018

Contenzioso - Impugnazioni - Società di persone -Accertamento contestuale di IVA, IRPEF ed IRAP fondato su elementi comuni - regolare istaurazione del contraddittorio in carenza di litisconcorzio necessario con i soci - Esclusione -.

La controversia riguardava un accertamento unitario IVA e IRAP nei confronti di una società di persone, fondato su elementi comuni, esaminato nei gradi di merito senza la partecipazione dei soci. La Corte ha rilevato d’ufficio che, in tale situazione, società e soci sono litisconsorti necessari, anche se questi ultimi hanno separatamente definito la propria posizione IRPEF: tale definizione non incide sui debiti IVA e IRAP della società. Dichiarata la nullità dei giudizi precedenti, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTP per l’integrazione del contraddittorio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Società di persone
  • Processo tributario
N. 8077

Cassazione, ordinanza n. 8077 del 3/04/2018

Tarsu - Contenzioso - Avviso di pagamento - Mancata indicazione del termine e dell'autorità alla quale proporre ricorso - Validità - Scusabilità dell'errore.

La lite verteva su un’ingiunzione per TARSU 2011 e sulla possibilità di contestare anche l’avviso di pagamento privo dell’indicazione del termine e dell’autorità cui ricorrere. La Corte ha affermato che l’omissione non invalida l’avviso, ma rende scusabile l’errore e consente la rimessione in termini, anche attraverso l’impugnazione dell’atto successivo. Ha tuttavia riconosciuto la legittimità della maggiore tariffa comunale per gli alberghi rispetto alle abitazioni, rigettando il ricorso incidentale della contribuente e cassando con rinvio la decisione sul punto tariffario.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8167

Cassazione, ordinanza n. 8167 del 3/04/2018

- Accertamento imposte - Avviso di accertamento - Accertamento con metodo sintetico - Inversione della prova a carico del contribuente di carattere generico - Esclusione.

La commissione regionale aveva confermato l’accertamento sintetico IRPEF, ritenendo insufficiente la prova del contribuente perché la documentazione bancaria non dimostrava anche l’impiego delle somme per l’investimento patrimoniale contestato. La Cassazione ha chiarito che la prova contraria deve documentare l’esistenza, l’entità e la durata del possesso di redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte, ma non richiede la dimostrazione del loro diretto utilizzo per sostenere la specifica spesa. Poiché il giudice d’appello aveva applicato un criterio più gravoso, il ricorso è stato accolto e la sentenza cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8029

Cassazione, ordinanza n. 8029 del 30/03/2018

Ordinanza n. 8029 del 30/03/2018

Gli investitori chiedevano il risarcimento dei danni derivanti dall’acquisto di obbligazioni argentine nell’ambito di un rapporto di intermediazione finanziaria, contestando il riparto dell’onere probatorio applicato in appello. La Corte ha chiarito che l’investitore deve allegare l’inadempimento dell’intermediario e provare danno, nesso causale ed esistenza degli ordini di acquisto contestati; spetta invece all’intermediario dimostrare l’adempimento diligente delle specifiche obbligazioni dedotte. Poiché il documento invocato era stato esaminato e le prove richieste non risultavano fornite, il ricorso è stato rigettato.

  • Contenzioso
  • Rapporto banca impresa
N. 7955

Cassazione, ordinanza n. 7955 del 30/03/2018

Imposta sul reddito delle persone fisiche (irpef) -Dichiarazione dei redditi - Agevolazioni ed esenzioni -Sisma in sicilia del 1990 - Soggetti coinvolti - Rimborso d'imposta ex art. 1, comma 665, della l. n. 190 del 2014 - Istanza di rimborso - Presentazione atto solo da parte del sostituto - Esclusione.

La controversia riguardava il rimborso del 90% dell’IRPEF versata per gli anni 1990-1992 da una lavoratrice colpita dal sisma siciliano, richiesto contro il silenzio dell’Amministrazione finanziaria. La Corte ha ribadito che il rimborso può essere domandato tanto dal sostituto che ha eseguito il versamento quanto dal lavoratore sostituito che ha subito le ritenute; il limite delle risorse stanziate riguarda soltanto l’esecuzione del rimborso, non il relativo titolo. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato pertanto rigettato, con condanna alle spese.

  • IRPEF
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 14617

Cassazione, sentenza n. 14617 del 30/03/2018

Violazioni e sanzioni - Sanzione penale - Saldo finanziario - Comunicazione all'organo statale - Atto pubblico - Natura- Effetti.

Il processo penale riguardava dati non veritieri inseriti nel prospetto sul rispetto del patto di stabilità e nel rendiconto finanziario di un Comune, per i quali i giudici di merito avevano pronunciato condanna per falso ideologico. La Cassazione ha qualificato come atto pubblico la comunicazione del saldo finanziario trasmessa al Ministero dell’economia dal rappresentante legale dell’ente e dal responsabile finanziario: essa informa sulla situazione debitoria e produce autonomi effetti rispetto alle conseguenze dell’inosservanza del patto. Ritenute infondate le censure processuali e sostanziali, la Corte ha rigettato entrambi i ricorsi.

N. 7609

Cassazione, sentenza n. 7609 del 29/03/2018

Sentenza n. 7609 del 29/03/2018

Nel giudizio di revocazione relativo ad accertamenti IRPEF e ILOR, il contribuente sosteneva che la precedente sentenza di Cassazione avesse attribuito all’IRPEF l’aliquota del 16,2%, in realtà indicata negli atti soltanto per l’ILOR. La Corte ha riconosciuto un errore percettivo decisivo e ha ribadito che l’avviso recante solo le aliquote minima e massima, senza quella concretamente applicata all’imponibile IRPEF, è nullo perché non consente di comprendere il calcolo dell’imposta. Revocata parzialmente la precedente pronuncia, ha annullato nel merito gli avvisi limitatamente all’IRPEF.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7646

Cassazione, sentenza n. 7646 del 28/03/2018

Sentenza n. 7646 del 28/03/2018

La contribuente contestava la base imponibile ICI di un complesso produttivo del gruppo catastale D, sostenendo che la procedura Docfa e le rendite proposte imponessero di abbandonare il criterio del valore contabile. La Cassazione ha ritenuto incensurabile l’accertamento della CTR secondo cui il cespite principale non risultava munito di rendita negli atti catastali; ha inoltre giudicato legittima l’acquisizione d’ufficio di informazioni catastali, utilizzata per integrare elementi incerti e non per supplire alle parti. Poiché non era provata l’attribuzione della rendita al bene, la Corte ha confermato il criterio contabile e rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 7610

Cassazione, sentenza n. 7610 del 28/03/2018

Sentenza n. 7610 del 28/03/2018

L’Agenzia contestava la detrazione di un credito IVA, maturato nell’anno privo di dichiarazione annuale ma indicato nella dichiarazione dell’anno successivo, sul presupposto che fosse esperibile soltanto il rimborso. La Cassazione conferma che il credito può essere detratto entro la cornice biennale quando ricorrano i requisiti sostanziali; nel caso esaminato l’Ufficio non ne aveva contestato l’effettiva spettanza, limitandosi al profilo formale. Il ricorso principale dell’Agenzia è rigettato, quello incidentale resta assorbito e le spese di legittimità sono compensate.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7645

Cassazione, sentenza n. 7645 del 28/03/2018

Sentenza n. 7645 del 28/03/2018

La questione riguardava il calcolo dell’ICI su un complesso immobiliare d’impresa classificabile nel gruppo D: la contribuente invocava le rendite proposte con Docfa, mentre il Comune applicava il valore iscritto in bilancio al cespite principale. La Cassazione ha confermato l’accertamento di merito secondo cui, nonostante la procedura catastale relativa ad altre unità, non risultava provata l’attribuzione di una rendita al bene considerato nell’avviso; era pertanto legittimo il criterio contabile. Ritenuto corretto anche l’uso istruttorio delle informazioni catastali acquisite d’ufficio, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 7608

Cassazione, sentenza n. 7608 del 28/03/2018

Imposta di Registro - Sanzioni - Omessa o ritardata richiesta di registrazione - Ritardato versamento - Regime anteriore alle modifiche dell'art. 69 del d.P.R. n. 131 del 1986 da parte del d.lgs. n. 158 del 2015 - Sanzione di cui all'art. 13 del d.lgs. n. 471 del 1997 - Applicabilità - Fondamento.

La controversia verteva sulla sanzione per la registrazione tardiva di un atto e sul pagamento eseguito dopo la notifica dell’avviso: la Corte esclude il ravvedimento operoso, poiché la violazione era già stata constatata. Per la disciplina anteriore alla modifica del 2015, l’articolo 69 del testo unico non sanzionava specificamente il ritardo; trovava invece applicazione la sanzione generale del 30% prevista per il tardivo pagamento di qualunque tributo. La riqualificazione operata dalla CTR non integra extrapetizione e il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

  • Imposta di registro
  • Sanzioni
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7644

Cassazione, sentenza n. 7644 del 28/03/2018

Sentenza n. 7644 del 28/03/2018

L’Agenzia delle Entrate contestava la decisione che aveva annullato accertamenti relativi a maggiori ricavi immobiliari e alle conseguenti imposte della società e dei soci, fondati su pagamenti non fatturati, indagini bancarie, perizie di mutuo e valori assicurativi. La Cassazione ha ritenuto irrilevante l’imprecisa qualificazione del metodo di accertamento, poiché l’atto esponeva i fatti costitutivi della pretesa, e ha affermato che gli elementi presuntivi dovevano essere valutati complessivamente, gravando poi sui contribuenti la prova contraria. Il testo fornito si interrompe prima del dispositivo e non consente di indicare prudentemente l’esito finale.

N. 7607

Cassazione, sentenza n. 7607 del 28/03/2018

Sentenza n. 7607 del 28/03/2018

Dopo il ricorso contro il silenzio-rifiuto su un rimborso dell’imposta di registro versata in eccesso per una locazione commerciale, l’Amministrazione aveva erogato la somma; la CTR aveva riconosciuto gli interessi, confermato la compensazione delle spese di primo grado e liquidato quelle d’appello in misura rapportata al deciso. La Cassazione ritiene legittima la compensazione quando il riconoscimento del rimborso derivi da un comportamento processuale leale e non da un atto manifestamente illegittimo. Conferma inoltre il criterio del decisum, rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alle spese di legittimità.

  • Imposta di registro
  • Locazione immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7643

Cassazione, sentenza n. 7643 del 28/03/2018

Sentenza n. 7643 del 28/03/2018

La controversia concerneva la tassazione IRPEF di una plusvalenza immobiliare realizzata tramite una società francese e accreditata alle socie, nonché il riconoscimento del credito per le imposte assolte in Francia. La CTR aveva accolto soltanto l’appello incidentale dell’Amministrazione, negando il credito per l’omessa dichiarazione, senza esaminare né decidere i motivi dell’appello principale delle contribuenti. Ravvisata un’omessa pronuncia, la Cassazione ha accolto il primo motivo, assorbito le ulteriori questioni e cassato la sentenza con rinvio alla CTR del Piemonte affinché esamini le censure rimaste senza risposta.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IRPEF
  • Estero

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