Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 8296

Cassazione, sentenza n. 8296 del 4/04/2018

Sentenza n. 8296 del 04/04/2018

La società sosteneva la nullità della cartella per imposte di registro, ipotecaria e catastale, perché spedita direttamente dal concessionario mediante raccomandata senza relata, e contestava la prova dell’indicazione del responsabile del procedimento. La Cassazione afferma che l’agente della riscossione può notificare direttamente la cartella per posta: la consegna è provata dall’avviso di ricevimento e non richiede una relata; il tempestivo ricorso avrebbe comunque sanato eventuali nullità. La censura sul responsabile è ritenuta generica e volta a riesaminare le prove, sicché il ricorso è rigettato.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8280

Cassazione, sentenza n. 8280 del 4/04/2018

Sentenza n. 8280 del 04/04/2018

Il contribuente aveva impugnato un’intimazione relativa a INVIM e imposta di registro, deducendo anche la mancata notifica della cartella presupposta; i giudici di merito avevano accolto il ricorso. La Cassazione conferma la giurisdizione tributaria, ma rileva che in appello possono essere prodotti nuovi documenti e che il giudice deve valutare tutto il materiale ritualmente acquisito, compresa la relata depositata dall’agente della riscossione. Accoglie pertanto il primo e il quarto motivo, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per l’esame della documentazione e delle questioni conseguenti.

N. 8247

Cassazione, sentenza n. 8247 del 4/04/2018

Sentenza n. 8247 del 04/04/2018

Un consorzio aveva compensato un credito d’imposta effettivo oltre il limite annuo consentito, sostenendo che la violazione fosse meramente formale e che la sanzione per omesso versamento non fosse applicabile. La Cassazione ha affermato che la compensazione sopra soglia determina il mancato tempestivo versamento del debito corrispondente e integra quindi una violazione sostanziale, sanzionabile anche se il credito esiste. Ha inoltre escluso che lo Statuto del contribuente consenta compensazioni senza i limiti di legge o la definizione agevolata della sola sanzione; il ricorso è stato rigettato.

  • Adempimenti
  • Accertamento e riscossione
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8295

Cassazione, sentenza n. 8295 del 4/04/2018

Sentenza n. 8295 del 04/04/2018

La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’Agenzia delle Entrate contro l’annullamento di una cartella, ritenendo che i vizi formali riguardassero esclusivamente l’agente della riscossione. La Cassazione osserva che la contribuente aveva evocato entrambi i soggetti e contestato non soltanto vizi della cartella, ma anche il titolo, gli interessi e le sanzioni: l’ente impositore, titolare del credito, conservava quindi interesse e legittimazione a impugnare una decisione idonea a travolgere la pretesa. Il ricorso è accolto e la causa rinviata alla CTR per l’esame dell’appello.

N. 8278

Cassazione, sentenza n. 8278 del 4/04/2018

Sentenza n. 8278 del 04/04/2018

La controversia riguardava un avviso comunale per maggiore imposta di pubblicità 2008, contestato per assenza di firma autografa, motivazione, criterio di maggiorazione tariffaria e calcolo degli interessi. La Cassazione afferma che negli atti automatizzati l’indicazione a stampa del funzionario può sostituire la firma e che, per mezzi superiori a 8,5 metri quadrati, la maggiorazione del 100% si applica all’intera superficie, non per scaglioni. Le ulteriori censure risultano infondate o non autosufficienti; il ricorso è integralmente rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 8246

Cassazione, sentenza n. 8246 del 4/04/2018

Sentenza n. 8246 del 04/04/2018

Il contribuente contestava un accertamento IVA, IRPEF e IRAP relativo a una nota di credito per corrispettivi non incassati e a costi non di competenza, sollevando anche vizi della notificazione e della verifica. La Cassazione ha escluso l’inesistenza della notifica eseguita dal messo speciale e ha ritenuto sanabile l’eventuale nullità; ha inoltre stabilito che, in assenza di accesso nei locali, l’attività documentale svolta negli uffici non richiede verbali giornalieri o un verbale conclusivo. Ha dichiarato inammissibile la censura sulla nota di credito; i dati forniti non riportano l’esito conclusivo degli ulteriori motivi e del ricorso incidentale.

  • IVA
  • IRPEF
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8294

Cassazione, sentenza n. 8294 del 4/04/2018

Sentenza n. 8294 del 04/04/2018

La società contestava una cartella per IVA, IRPEG e IRAP derivante dal controllo automatizzato, lamentando l’assenza della comunicazione preventiva, il mancato formale diniego del condono, la decadenza e carenze di motivazione e prova. La Cassazione esclude l’obbligo di comunicazione quando non vi siano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione e riconosce nella cartella, emessa dopo il pagamento incompleto delle rate, un diniego implicito del condono. Ritenuti rispettato il termine di notifica e adeguato il richiamo a dati dichiarati e versamenti noti alla contribuente, rigetta il ricorso.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • IVA
  • IRAP
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
N. 8277

Cassazione, sentenza n. 8277 del 4/04/2018

Sentenza n. 8277 del 04/04/2018

Era contestato un avviso comunale per maggiore imposta di pubblicità 2006, con particolare riguardo agli interessi e alla maggiorazione applicata a un grande impianto pubblicitario. La Cassazione giudica non scrutinabile la censura sugli interessi perché il ricorso non riproduce né localizza la parte pertinente dell’atto; ribadisce inoltre che, oltre 8,5 metri quadrati, la maggiorazione del 100% riguarda tutta la superficie del messaggio e non soltanto la parte eccedente. Il ricorso viene quindi rigettato, con condanna della ricorrente alle spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 8245

Cassazione, sentenza n. 8245 del 4/04/2018

Sentenza n. 8245 del 04/04/2018

L’Agenzia delle Entrate impugnava la decisione resa in sede di rinvio, favorevole al contribuente sui recuperi per ricavi non fatturati e costi non inerenti, mediante un ricorso di 179 pagine composto soprattutto dalla riproduzione integrale dell’avviso e del processo verbale della Guardia di Finanza. La Cassazione ha affermato che un ricorso assemblato, privo di selezione e rielaborazione sintetica, non soddisfa l’esposizione sommaria dei fatti e può tradursi in difetto di autosufficienza. Espunti i documenti riprodotti, le residue censure non consentivano di comprendere compiutamente la controversia; il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

N. 8293

Cassazione, sentenza n. 8293 del 4/04/2018

Sentenza n. 8293 del 04/04/2018

Il contribuente contestava una cartella derivante da un avviso divenuto definitivo, sostenendo che la notificazione dell’atto presupposto al portiere fosse nulla e che la relativa prova fosse stata depositata tardivamente. La Cassazione precisa che il documento tardivo in primo grado può essere esaminato in appello se acquisito e prodotto nel termine previsto per quel grado. Poiché la CTR non aveva chiarito se la notifica fosse stata eseguita tramite ufficiale giudiziario, con necessità delle attestazioni e della raccomandata informativa, oppure direttamente per posta, la sentenza è cassata con rinvio per le verifiche necessarie.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8276

Cassazione, sentenza n. 8276 del 4/04/2018

Sentenza n. 8276 del 04/04/2018

Una società produttrice contestava l’imposta di pubblicità applicata alle indicazioni di ditta e indirizzo apposte sugli autoveicoli impiegati per trasportare i propri prodotti, invocando l’esenzione prevista per i veicoli adibiti al trasporto. La Cassazione ritiene l’avviso adeguatamente motivato e chiarisce che l’esenzione senza limite dimensionale riguarda il vettore che esercita effettivamente attività di trasporto, non l’impresa produttrice che trasporta strumentalmente la propria merce; per quest’ultima restano i limiti specifici previsti dalla disciplina. Il ricorso è rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Agevolazioni Fiscali
  • Autovetture e Fisco
N. 8309

Cassazione, sentenza n. 8309 del 4/04/2018

Sentenza n. 8309 del 04/04/2018

Una struttura alberghiera chiedeva il rimborso della TARSU 2005, contestando la tariffa superiore a quella delle abitazioni; la CTR aveva disapplicato la delibera comunale perché priva di adeguata motivazione sui parametri tariffari. La Cassazione ha ritenuto legittima la distinta e più elevata tariffazione alberghiera, fondata sulla maggiore capacità di produrre rifiuti, e ha escluso un obbligo di motivazione della delibera tariffaria, quale atto generale. Ha accolto il ricorso del Comune, cassato la decisione e, decidendo nel merito, rigettato la domanda della contribuente.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8292

Cassazione, sentenza n. 8292 del 4/04/2018

Sentenza n. 8292 del 04/04/2018

Dopo l’annullamento in appello di una prima notificazione, l’agente della riscossione aveva notificato nuovamente la medesima cartella; la CTR aveva ravvisato una duplicazione della pretesa e la formazione di un secondo titolo. La Cassazione afferma che una cartella nulla può essere sostituita entro i termini di decadenza e prima del giudicato: la rinotificazione della stessa pretesa implica l’annullamento della prima e non richiede una motivazione aggiuntiva sul rapporto tra i due atti. Escluso inoltre il giudicato sulle questioni rimaste assorbite, la Corte cassa con rinvio.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8275

Cassazione, sentenza n. 8275 del 4/04/2018

Sentenza n. 8275 del 04/04/2018

I giudici di merito avevano annullato un avviso per imposta comunale di pubblicità 2005, ritenendo non sufficientemente spiegato l’importo richiesto, nonostante la distinta dei mezzi pubblicitari. La Cassazione considera apodittica tale valutazione: occorreva esaminare il dettaglio degli addebiti, le tariffe riferite ai singoli mezzi e gli elementi già noti al contribuente perché provenienti dalla sua dichiarazione, ai quali l’atto poteva rinviare. Accoglie quindi il primo motivo del Comune, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per una nuova valutazione, dichiarando inammissibili le altre censure indicate nel dispositivo.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 8308

Cassazione, sentenza n. 8308 del 4/04/2018

Sentenza n. 8308 del 04/04/2018

La lite verteva sul rimborso della TARSU 2006 versata da una struttura alberghiera, riconosciuto dalla CTR dopo la disapplicazione della delibera comunale, reputata insufficientemente motivata quanto ai criteri della maggiore tariffa rispetto alle abitazioni. La Cassazione ha ribadito che la maggiore produzione potenziale di rifiuti degli alberghi giustifica una categoria tariffaria distinta e che la delibera generale di determinazione delle tariffe non richiede specifica motivazione. Accolto il ricorso comunale, ha cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario, per gli importi residui dopo lo sgravio parziale.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8291

Cassazione, sentenza n. 8291 del 4/04/2018

Sentenza n. 8291 del 04/04/2018

Una società e un contribuente avevano impugnato cartelle, iscrizioni ipotecarie e pignoramenti oltre il termine, sostenendo la nullità assoluta degli atti, l’illegittimità della notifica postale diretta e ulteriori carenze formali. La Cassazione precisa che soltanto l’inesistenza o nullità della notificazione può consentire l’impugnazione tardiva, ma rileva che i ricorrenti non avevano ricondotto specificamente a essa i vizi dedotti; conferma inoltre la validità della notifica diretta per raccomandata e l’assenza di nullità per mancata indicazione del responsabile nelle cartelle anteriori alla disciplina applicabile dal giugno 2008. Il ricorso è rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8274

Cassazione, sentenza n. 8274 del 4/04/2018

Sentenza n. 8274 del 04/04/2018

Il Comune sosteneva che l’aumento dell’imposta di pubblicità disposto dal DPCM 16 febbraio 2001 fosse applicabile dal 1° marzo 2001 senza una propria delibera di recepimento; la CTR aveva invece annullato l’accertamento per maggiore imposta e sanzioni. La Cassazione afferma che la concreta applicazione delle nuove tariffe richiedeva una specifica deliberazione comunale: in sua assenza restavano prorogate quelle precedenti, mentre un recepimento successivo al 31 marzo poteva produrre effetti soltanto dall’anno seguente. Il ricorso del Comune è pertanto rigettato.

N. 8307

Cassazione, sentenza n. 8307 del 4/04/2018

Sentenza n. 8307 del 04/04/2018

Il giudizio riguardava una cartella per tariffa rifiuti relativa a locali di un ente religioso, che la CTR aveva considerato in parte esenti in quanto destinati al culto, lasciando imponibili magazzini e depositi. Nel controricorso era però documentato, senza contestazione, che il creditore aveva annullato in autotutela i ruoli posti a fondamento della cartella per le annualità interessate. Venuta meno l’attualità della pretesa e quindi l’interesse all’impugnazione, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del gestore della riscossione e lo ha condannato alle spese.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8290

Cassazione, sentenza n. 8290 del 4/04/2018

Sentenza n. 8290 del 04/04/2018

La controversia riguardava una cartella relativa all’imposta di registro dovuta per una sentenza, contestata per difetto di motivazione ed erroneità dei conteggi. La Cassazione afferma che l’invito al pagamento già notificato costituiva l’atto liquidatorio impugnabile e, non essendo stato contestato, aveva cristallizzato l’obbligazione, rendendo superflua una motivazione specifica della successiva cartella. La censura sui calcoli, introdotta irritualmente in primo grado, non poteva essere proposta come domanda nuova in appello; il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8273

Cassazione, sentenza n. 8273 del 4/04/2018

Sentenza n. 8273 del 04/04/2018

Alcune società chiedevano il rimborso della tassa portuale versata per operazioni petrolifere compiute tramite piattaforme marine, sostenendone l’estraneità all’area portuale; il giudice di rinvio aveva ritenuto il tributo comunque dovuto in forza della norma interpretativa sopravvenuta. La Cassazione conferma la natura interpretativa di tale disposizione, ma precisa che resta necessario verificare se le piattaforme ricadessero nell’area portuale delimitata dal decreto ministeriale o, in mancanza, nell’ambito dell’autorità marittima. Accoglie i primi due motivi, cassa la decisione e rinvia alla Corte d’appello per l’accertamento territoriale.

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