Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 15804

Cassazione, sentenza n. 15804 del 15/06/2018

Sentenza n. 15804 del 15/06/2018

Una fondazione bancaria chiedeva il rimborso dell’IRPEG esposta nelle dichiarazioni 1993-1995, invocando la riduzione d’aliquota prevista per determinati enti. La Corte ha affermato che l’Amministrazione può contestare il credito chiesto a rimborso anche dopo la scadenza dei termini di accertamento, poiché tali termini limitano la pretesa erariale e non le eccezioni contro un proprio debito. Gravava inoltre sulla fondazione la prova di avere svolto, nei singoli periodi, un’attività prevalentemente o esclusivamente sociale e culturale anziché di controllo delle partecipazioni bancarie; non essendo stata fornita, il ricorso è stato rigettato.

  • IRES
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15477

Cassazione, ordinanza n. 15477 del 13/06/2018

IRES - Crediti d'imposta - Convenzione Italia - Francia art. 10 - paragrafo 4lett. b, - Dividendi distribuiti dalla società italiana- Rimborso credito d'imposta - Presupposti.

Una società francese, titolare del 99,95% della controllata italiana, chiedeva il rimborso della metà del credito d’imposta sui dividendi distribuiti negli anni 2000-2002, regolati nell’ambito di un cash pooling. La Corte ha applicato l’art. 10, paragrafo 4, lettera b), della Convenzione Italia-Francia, rilevando che per tale rimborso non occorre provare l’inclusione dei dividendi nella base imponibile francese. Poiché la CTR aveva accertato documentalmente l’incasso e la compensazione costituiva soltanto una modalità di estinzione delle reciproche posizioni, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato, con compensazione delle spese.

N. 15449

Cassazione, sentenza n. 15449 del 13/06/2018

Sentenza n. 15449 del 13/06/2018

L’Agenzia aveva recuperato la maggiore IVA dopo la decadenza dall’aliquota del 4% per il mancato trasferimento della residenza nel Comune dell’immobile entro diciotto mesi, sostenendo l’applicabilità della proroga biennale dei termini. La Corte esclude tale proroga, perché la relativa disposizione menziona altri tributi e, incidendo sulla decadenza, non può essere estesa all’IVA mediante interpretazione logico-sistematica. Il ricorso principale è rigettato, quello incidentale condizionato resta assorbito e le spese sono compensate.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 15472

Cassazione, sentenza n. 15472 del 13/06/2018

CONTENZIOSO TRIBUTARIO - PROCEDIMENTO - DISPOSIZIONI COMUNI AI VARI GRADI DEL PROCEDIMENTO - ISTRUZIONE DEL PROCESSO - IN GENERE Processo tributario - Natura - Conseguenti poteri del giudice - Fattispecie.

L’Amministrazione aveva revocato l’agevolazione “prima casa” perché l’abitazione acquistata superava 240 metri quadrati di superficie utile; la CTR, dopo una consulenza tecnica d’ufficio, ne aveva accertati oltre 269. La Cassazione ha ritenuto l’avviso sufficientemente motivato e legittimo l’approfondimento tecnico, poiché il processo tributario riguarda il rapporto sostanziale e consente al giudice ampi poteri istruttori e valutativi. Ha inoltre confermato che rileva l’utilizzabilità degli ambienti, non la sola abitabilità, e che il successivo criterio catastale non si applicava al trasferimento anteriore al 2014; il ricorso è stato rigettato.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15448

Cassazione, sentenza n. 15448 del 13/06/2018

Sentenza n. 15448 del 13/06/2018

Un accertamento IRPEF fondato su indagini finanziarie aveva qualificato come reddito imponibile movimentazioni bancarie rimaste prive di giustificazione analitica. La Corte conferma che i dati dei conti soddisfano l’onere probatorio dell’Amministrazione e trasferiscono sul contribuente la prova specifica dell’estraneità di ciascun versamento a fatti imponibili; reputa inoltre inefficaci le contestazioni sulla notifica, essendo provata la tempestiva piena conoscenza dell’atto, e inammissibili le censure volte a rivalutare i fatti o non ritualmente riproposte. Il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 15471

Cassazione, sentenza n. 15471 del 13/06/2018

Sentenza n. 15471 del 13/06/2018

Dopo un ampliamento industriale, la contribuente aveva proposto con DOCFA una nuova rendita catastale, elevata dall’Agenzia del Territorio mediante avviso di accertamento. La Corte ha escluso vizi processuali e motivazionali: l’invio dell’appello in busta chiusa costituiva mera irregolarità, in assenza di contestazioni sul contenuto, mentre la CTR aveva accertato che il conteggio estimativo era allegato alla notifica; l’eventuale errore percettivo doveva essere dedotto con revocazione. Per l’opificio di categoria D è stata inoltre ritenuta corretta la stima diretta, fondata su valori unitari e comparazioni pertinenti; il ricorso è stato rigettato.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15470

Cassazione, sentenza n. 15470 del 13/06/2018

Sentenza n. 15470 del 13/06/2018

La società aveva ottenuto un ulteriore credito d’imposta per nuove assunzioni in aree svantaggiate, poi revocato dall’Agenzia perché i benefici complessivi superavano 100.000 euro nel triennio. La Corte ha affermato che il legislatore nazionale poteva circoscrivere l’agevolazione mediante rinvio alla regola europea “de minimis”, indipendentemente dalla qualificazione del beneficio come aiuto di Stato, e che il giudice non poteva disapplicare tale limite. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata e, decidendo nel merito, la Corte ha rigettato il ricorso introduttivo della contribuente, compensando le spese.

N. 15469

Cassazione, sentenza n. 15469 del 13/06/2018

Sentenza n. 15469 del 13/06/2018

La controversia riguardava l’applicazione in misura proporzionale delle imposte di registro, ipotecaria e catastale al conferimento di beni in un trust privo di corrispettivo. La Cassazione ha escluso che tale conferimento costituisca un’operazione onerosa a contenuto patrimoniale o un reale trasferimento imponibile, confermando l’imposizione fissa; ha inoltre dichiarato inammissibile, per difetto di autosufficienza, la censura sulla novità della domanda relativa alle imposte ipotecaria e catastale. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato quindi respinto, con compensazione delle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Trust
  • Contenzioso
N. 15468

Cassazione, sentenza n. 15468 del 13/06/2018

Sentenza n. 15468 del 13/06/2018

L’Agenzia delle Entrate sosteneva che la costituzione di un trust con conferimento immobiliare integrasse un vincolo di destinazione immediatamente soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni con aliquota proporzionale. La Cassazione ha precisato che la segregazione dei beni, di per sé, non realizza il trasferimento o la liberalità richiesti per l’imposizione, salvo che sia provato un effettivo trasferimento al trustee con reale arricchimento del beneficiario. Poiché tale verifica di fatto non era stata compiuta, la sentenza regionale è stata cassata con rinvio alla CTR della Campania.

  • Trust
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15467

Cassazione, sentenza n. 15467 del 13/06/2018

Sentenza n. 15467 del 13/06/2018

L’accertamento riguardava l’omessa ritenuta sugli interessi accreditati, per il 1979, a un fondo interno di quiescenza dei dipendenti; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’Ufficio. La Cassazione ha ritenuto tempestiva la costituzione in appello, ma ha escluso che il fondo fosse un autonomo soggetto tributario: somme e interessi restavano accantonamenti del datore per retribuzione differita e, prima dell’effettiva percezione dei dipendenti, non costituivano reddito di capitale o di lavoro assoggettabile a ritenuta. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato pertanto rigettato.

N. 15466

Cassazione, sentenza n. 15466 del 13/06/2018

Sentenza n. 15466 del 13/06/2018

La lite concerneva l’omessa applicazione, per il 1981, della ritenuta sugli interessi maturati presso un fondo interno di quiescenza, mentre la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’Ufficio. Pur riconoscendo che l’appello era stato tempestivamente depositato, la Cassazione ha affermato che il fondo non costituiva un distinto centro d’imputazione: gli importi erano accantonamenti del datore destinati a retribuzione differita e non redditi percepiti dal fondo o dai dipendenti prima della cessazione del rapporto. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato quindi rigettato.

N. 15465

Cassazione, sentenza n. 15465 del 13/06/2018

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - IN GENERE - Interessi corrisposti al fondo pensioni per i dipendenti - Assoggettamento del fondo ad imposizione - Esclusione - Fondamento e conseguenze.

L’Ufficio aveva recuperato, per il 1980, ritenute non operate sugli interessi accreditati a un fondo di quiescenza dei dipendenti; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello erariale. La Cassazione, pur giudicando tempestiva la costituzione dell’Ufficio, ha escluso l’obbligo di ritenuta: il fondo non era un soggetto distinto dal datore e le somme, inclusi gli interessi, rappresentavano accantonamenti per retribuzione differita, non ancora percepiti dai lavoratori. La censura sul merito svolto ad abundantiam dalla CTR è stata dichiarata inammissibile e il ricorso complessivamente rigettato.

N. 15464

Cassazione, sentenza n. 15464 del 13/06/2018

Sentenza n. 15464 del 13/06/2018

L’accertamento contestava maggiori ricavi, indebita detrazione IVA e costi relativi ad acquisti intracomunitari di autoveicoli fatturati tramite un soggetto ritenuto cartiera; la CTR aveva annullato quasi tutti i rilievi. La Cassazione ha rilevato che, nelle operazioni soggettivamente inesistenti, l’Amministrazione può provare la frode e la consapevolezza del cessionario anche mediante presunzioni, mentre la CTR non aveva valutato l’assenza di struttura dell’interposto e le anomalie economiche dedotte dall’Ufficio. Ha inoltre richiesto di verificare l’insussistenza dell’illecito penale ai fini della deducibilità dei costi, cassando con rinvio.

N. 15463

Cassazione, sentenza n. 15463 del 13/06/2018

Sentenza n. 15463 del 13/06/2018

La società aveva ottenuto nei gradi di merito l’annullamento di un accertamento relativo a costi e IVA su acquisti intracomunitari di autoveicoli ritenuti soggettivamente inesistenti, oltre ad altri rilievi IVA. La Cassazione ha affermato che gli indizi allegati dall’Ufficio — interposto privo di struttura, acquisti e rivendite contestuali e prezzi inferiori al costo — dovevano essere esaminati per valutare la frode e la conoscibilità da parte del cessionario. Ha inoltre demandato al giudice di rinvio la verifica dell’assenza dell’illecito penale rilevante per la deducibilità, cassando la decisione della CTR.

N. 15462

Cassazione, sentenza n. 15462 del 13/06/2018

Sentenza n. 15462 del 13/06/2018

L’accertamento aveva disconosciuto quote di ammortamento e detrazioni IVA riferite a beni strumentali, collegandole a fatture inesistenti emesse a monte nell’esecuzione di un appalto; la CTR aveva rilevato la carenza di prova dell’Ufficio. La Cassazione ha confermato che spetta all’Amministrazione allegare e provare, anche per presunzioni, elementi oggettivi dai quali risulti che il committente conosceva o avrebbe dovuto conoscere l’evasione. Poiché l’avviso richiamava genericamente operazioni inesistenti senza individuare le fatture né specifici indizi di mala fede, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato respinto.

N. 15461

Cassazione, sentenza n. 15461 del 13/06/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - ESENZIONI ED AGEVOLAZIONI (BENEFICI): IN GENERE Beneficio fiscale di cui all'art. 1, comma 1, della tariffa, parte prima, allegata al testo unico dell'imposta di registro - Società cooperative cd. spurie - Applicabilità - Fondamento.

La controversia riguardava l’aliquota agevolata dell’1% dell’imposta di registro applicata a una compravendita immobiliare effettuata da una cooperativa, beneficio negato nei gradi di merito per la natura mutualistica dell’acquirente. La Cassazione ha chiarito che lo scopo mutualistico non esclude, in linea di principio, lo svolgimento di attività commerciale anche verso terzi né l’accesso all’agevolazione prevista per le imprese aventi come attività esclusiva o principale la rivendita immobiliare. Ha accolto il motivo pertinente e rimesso alla CTR l’esame concreto dei requisiti soggettivi e dell’attività effettivamente esercitata.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Società
N. 15456

Cassazione, sentenza n. 15456 del 13/06/2018

Sentenza n. 15456 del 13/06/2018

Il contribuente contestava accertamenti ICI per il 2005 e 2006 e impugnava sia la sentenza d’appello sia quella che aveva dichiarato inammissibile la successiva revocazione, deducendo errori sulla rendita catastale, motivazione, sanzioni e interessi. La Cassazione ha escluso un errore revocatorio, poiché le doglianze investivano valutazioni giuridiche o non individuavano una decisiva falsa percezione dei fatti; ha inoltre rilevato difetti di specificità e autosufficienza nelle censure contro la pronuncia d’appello. Ritenuta adeguata la motivazione basata sulla rendita catastale già annotata, ha rigettato entrambi i ricorsi.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15455

Cassazione, sentenza n. 15455 del 13/06/2018

Sentenza n. 15455 del 13/06/2018

Una cooperativa agricola contestava gli accertamenti ICI relativi a fabbricati che assumeva rurali, richiamando istanze di riclassamento e giudicati concernenti annualità precedenti. La Corte ribadisce che l’esenzione dipende dall’oggettiva iscrizione nelle categorie A/6 o D/10 e che, in presenza di diverso classamento, spetta al contribuente impugnarlo; dichiara inoltre inammissibili le questioni nuove e le deduzioni sul giudicato non autosufficienti. Il ricorso è rigettato, con conferma della decisione regionale e condanna della contribuente alle spese.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 15454

Cassazione, sentenza n. 15454 del 13/06/2018

Sentenza n. 15454 del 13/06/2018

La controversia riguarda il PREU evaso mediante apparecchi che trasmettevano dati di gioco difformi da quelli effettivi e la responsabilità del concessionario di rete per imposta, interessi e sanzioni. La Corte ritiene fondato il ricorso dell’Amministrazione: per la disciplina vigente nel 2008, il concessionario risponde in via principale se l’autore dell’illecito non è identificato e, quando sia identificato, risponde comunque in solido; il cosiddetto maggior PREU non costituisce un tributo autonomo, ma la parte evasa dell’unico prelievo. La decisione regionale non si è conformata a tale principio.

N. 15261

Cassazione, ordinanza n. 15261 del 12/06/2018

Notifica - Notifica tramite raccomandata postale - Più cartelle in un'unica spedizione - Onere di prova a carico del concessionario della riscossione - Disconoscimento della notifica - Validità.

La contribuente contestava un’iscrizione ipotecaria sostenendo che più cartelle, ricondotte dall’agente della riscossione a un’unica raccomandata, non fossero state tutte effettivamente ricevute. La Corte precisa che l’indicazione di più numeri sull’avviso di ricevimento non ha fede privilegiata e, in assenza dell’indicazione di invio multiplo, deve essere corroborata da elementi oggettivi idonei a dimostrare, anche presuntivamente, il contenuto del plico. Poiché la CTR aveva motivato in modo assiomatico, il ricorso è accolto e la causa rinviata alla stessa Commissione in diversa composizione.

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