Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.961 documenti

N. 21297

Cassazione, sentenza n. 21297 del 29/08/2018

Sentenza n. 21297 del 29/08/2018

L’Amministrazione contestava la non imponibilità IVA di lavori e acquisti destinati a navi extracomunitarie, poiché mancavano documenti attestanti la temporanea importazione e, per i beni, le prescritte bollette doganali o lettere d’intento. La Cassazione ha chiarito che nazionalità estera della nave e contratto d’appalto non bastano: il contribuente deve provare i presupposti del regime, anche mediante il costituto in arrivo. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha cassato la sentenza e rigettato nel merito l’impugnazione originaria, compensando le spese.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 21295

Cassazione, ordinanza n. 21295 del 29/08/2018

Accertamento - Attività di promotore finanziario - Studi di settore.

Un promotore finanziario monomandatario contestava l’accertamento standardizzato di maggiori ricavi, deducendo che esclusiva contrattuale, provvigioni predeterminate, registri obbligatori e certificazione annuale dell’istituto mandante rendevano impossibili compensi non dichiarati. La Cassazione ha ritenuto che la Commissione regionale avesse omesso di esaminare tali circostanze decisive, limitandosi a considerare la crisi del mercato; ha tuttavia confermato, in astratto, l’idoneità dei parametri a fondare l’accertamento, salva la prova contraria. Accolto il relativo motivo, ha cassato la decisione con rinvio per una nuova valutazione.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
N. 21078

Cassazione, sentenza n. 21078 del 24/08/2018

Sentenza n. 21078 del 24/08/2018

L’accertamento induttivo verso una società di abbigliamento e i soci contestava ricavi, IVA e IRAP mediante una percentuale di ricarico; la CTR aveva annullato la pretesa reputando le irregolarità meramente formali e censurando metodo e annualità del ricarico. La Cassazione ritiene inammissibili le doglianze dell’Agenzia che richiedevano una nuova valutazione dei fatti, ma accoglie quella relativa alla novità, in appello, delle contestazioni sul ricarico, inizialmente riconosciuto corretto. Dichiara inoltre estinti, per definizione della lite, i giudizi di due soci e, per gli altri, cassa con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21076

Cassazione, sentenza n. 21076 del 24/08/2018

Sentenza n. 21076 del 24/08/2018

Il contribuente aveva impugnato un atto di riscossione, mentre la CTR aveva rigettato l’appello ritenendo regolarmente notificati e ormai definitivi la cartella e l’avviso di rettifica presupposto. La Cassazione rileva però che la motivazione della sentenza regionale riguardava un’intimazione, una cartella e circostanze differenti da quelle effettivamente dedotte nel giudizio: non si trattava quindi di una semplice valutazione sfavorevole, ma di una decisione priva di corrispondenza con la domanda. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21075

Cassazione, sentenza n. 21075 del 24/08/2018

Sentenza n. 21075 del 24/08/2018

Il giudizio verteva sull’impugnazione di un avviso di mora collegato a una cartella, mentre la CTR aveva deciso richiamando una diversa intimazione di pagamento, un’altra cartella e fatti estranei alla controversia; il concessionario sosteneva che si trattasse di mero errore materiale. La Cassazione osserva che nella sentenza non compare alcun riferimento all’atto realmente impugnato e che l’intera motivazione concerne una pretesa differente. Accoglie pertanto la censura per violazione della corrispondenza tra chiesto e pronunciato, assorbe gli ulteriori motivi e cassa la decisione con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21074

Cassazione, sentenza n. 21074 del 24/08/2018

Sentenza n. 21074 del 24/08/2018

Il contribuente contestava un’intimazione di pagamento sostenendo, tra l’altro, l’irregolare notificazione della cartella e dell’avviso presupposto; la CTR aveva invece accertato la ritualità delle notifiche e limitato l’impugnazione ai vizi propri dell’intimazione. La Cassazione esclude che la sentenza regionale avesse deciso su atti diversi e considera nuova la contestazione sul valore probatorio delle copie, mentre reputa non autosufficiente la censura sulla notifica perché priva della trascrizione e localizzazione della relata. Gli ulteriori motivi restano assorbiti e il ricorso viene rigettato, con condanna alle spese in favore del concessionario.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21065

Cassazione, sentenza n. 21065 del 24/08/2018

Sentenza n. 21065 del 24/08/2018

Gli accertamenti contestavano a una concessionaria automobilistica sia l’ammortamento quinquennale delle migliorie non separabili eseguite su immobili detenuti in locazione o leasing, sia il trattamento IVA dei bonus riconosciuti dalla concedente. La Cassazione conferma la valutazione della CTR: la durata dell’ammortamento dipende dall’utilità concretamente accertata delle migliorie, qui collegata agli adeguamenti richiesti ogni quattro o cinque anni; per i bonus occorre distinguere quelli quantitativi, imponibili, da quelli qualitativi e interpretare il contratto, attività di merito non riesaminabile senza specifiche censure ermeneutiche. Il ricorso dell’Agenzia è integralmente rigettato.

  • Autovetture e Fisco
  • IVA
  • Contabilità e Bilancio
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 21064

Cassazione, sentenza n. 21064 del 24/08/2018

Sentenza n. 21064 del 24/08/2018

L’Agenzia riteneva imponibili ai fini IVA i bonus corrisposti a una concessionaria automobilistica per obiettivi di vendita e miglioramenti qualitativi; la contribuente li qualificava invece come erogazioni derivanti da una promessa unilaterale, e i giudici di merito avevano annullato gli accertamenti. La Cassazione distingue i bonus quantitativi, connessi all’attività tipica e soggetti a IVA, da quelli qualitativi, la cui disciplina dipende dal concreto assetto contrattuale e dall’esistenza di obblighi coercibili. Poiché la CTR aveva interpretato coerentemente il contratto e l’Agenzia chiedeva una diversa ricostruzione fattuale, la Corte rigetta il ricorso.

  • Autovetture e Fisco
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21062

Cassazione, sentenza n. 21062 del 24/08/2018

Sentenza n. 21062 del 24/08/2018

La cartella richiedeva a uno dei condebitori solidali maggiori imposte sulla vendita di un immobile, ma l’avviso di rettifica presupposto era già stato annullato con sentenza definitiva resa a favore di un altro coobbligato; la CTR aveva negato l’estensione di tale giudicato. La Cassazione afferma che il condebitore rimasto estraneo al precedente processo può avvalersi della pronuncia favorevole, salvo ragioni personali o un diverso giudicato formatosi nei suoi confronti, circostanze qui escluse. Accoglie quindi il primo motivo, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso originario; rigetta anche il ricorso incidentale dell’agente della riscossione.

  • Imposta di registro
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21061

Cassazione, sentenza n. 21061 del 24/08/2018

Sentenza n. 21061 del 24/08/2018

L’accertamento recuperava IRPEF sulla plusvalenza non dichiarata derivante dalla cessione di terreni edificabili; il contribuente invocava il condono e attribuiva l’omissione alla condotta della professionista incaricata, mentre la CTR aveva confermato il tributo ma escluso le sanzioni. La Cassazione stabilisce che i redditi soggetti a tassazione separata, non inclusi in una dichiarazione integrativa, restano fuori dalla definizione automatica e consentono la proroga biennale dell’accertamento, anche se il condono riguarda altri redditi. Conferma inoltre l’esclusione delle sanzioni, fondata sulle false attestazioni ricevute, e respinge sia il ricorso principale sia quello incidentale dell’Agenzia.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 21060

Cassazione, sentenza n. 21060 del 24/08/2018

Sentenza n. 21060 del 24/08/2018

Una società contestava un accertamento fondato sull’inattendibilità delle scritture contabili, su maggiori ricavi determinati presuntivamente e sull’indeducibilità di alcuni costi, deducendo anche vizi dell’appello erariale e della motivazione regionale. La Cassazione ha ritenuto inapplicabile alle agenzie fiscali l’obbligo di autorizzazione all’appello, adeguatamente motivata la valutazione degli indizi e inammissibili le censure dirette a ottenere un nuovo esame del merito. Ha inoltre riconosciuto il giudicato interno sul rilievo già annullato in adesione e non devoluto in appello, rigettando integralmente il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRES
  • Sanzioni
N. 21059

Cassazione, sentenza n. 21059 del 24/08/2018

Sentenza n. 21059 del 24/08/2018

La contribuente aveva impugnato una cartella Tarsu, deducendo la decadenza dell’ente impositore e l’omessa notificazione dell’accertamento per una delle annualità; il Comune aveva successivamente disposto uno sgravio soltanto parziale. La Cassazione ha chiarito che la cessazione della materia del contendere presuppone conclusioni concordi oppure un’effettiva sopravvenuta carenza d’interesse, non determinata dallo sgravio quando restano contestati vizi propri della cartella. Ha quindi cassato la pronuncia regionale, che non aveva esaminato tali censure, rinviando alla CTR in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Autotutela
N. 21058

Cassazione, sentenza n. 21058 del 24/08/2018

Sentenza n. 21058 del 24/08/2018

L’accertamento riguardava Iva e Ires, con riprese relative a un premio riconosciuto a un’altra società, alla cessione di un contratto di leasing immobiliare e alla quota indeducibile del terreno. La Cassazione ha reputato legittima la motivazione regionale per richiamo critico a precedenti conformi tra le stesse parti e ha confermato la carenza d’inerenza del premio, valutata qualitativamente, con conseguente indetraibilità dell’Iva. Ha inoltre distinto, nel prezzo di cessione del leasing, la componente riferibile al godimento da quella relativa all’opzione di riscatto, rigettando il ricorso e confermando le sanzioni.

N. 22438

Cassazione, sentenza n. 22438 del 24/08/2018

Processo tributario - Ricorso predisposto in originale telematico e notificato dal difensore via P.E.C. - Deposito di copia analogica - Vizi dell'attestazione di conformità del difensore - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Limiti.

A seguito della rinuncia al ricorso principale e della definizione transattiva della lite, le Sezioni Unite hanno dichiarato estinto il relativo processo e inammissibile il ricorso incidentale, compensando le spese. Nell’interesse della legge hanno però precisato che il tempestivo deposito della copia analogica di un ricorso nativo digitale notificato via PEC non è improcedibile per difetto dell’attestazione di conformità se il controricorrente deposita una copia autenticata o non ne disconosce la conformità. Negli altri casi indicati dalla decisione, il ricorrente deve produrre tempestivamente l’asseverazione richiesta.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21049

Cassazione, sentenza n. 21049 del 24/08/2018

Sentenza n. 21049 del 24/08/2018

I contribuenti avevano rideterminato mediante perizia il valore di partecipazioni societarie, versando la prima rata dell’imposta sostitutiva, ma avevano poi omesso le rate successive e presentato dichiarazioni integrative, sostenendo che la scelta fosse revocabile per fatti sopravvenuti. La Cassazione ha affermato che l’opzione si perfeziona con il versamento anche della sola prima rata e costituisce un atto unilaterale non revocabile dal contribuente; né l’omesso pagamento né la successiva rettifica eliminano l’obbligazione già sorta. Separata la posizione interessata dalla definizione agevolata dei ruoli, ha rigettato l’altro ricorso.

N. 21130

Cassazione, ordinanza n. 21130 del 24/08/2018

Ordinanza n. 21130 del 24/08/2018

Una contribuente contestava l’accertamento analitico-induttivo dei ricavi dell’attività di somministrazione di caffè, sostenendo la regolarità delle scritture e criticando quantità di prodotto e ricarichi utilizzati. La Cassazione ha ribadito che la contabilità formalmente corretta non impedisce l’accertamento quando sia sostanzialmente inattendibile e gli elementi presuntivi siano gravi, precisi e concordanti; nel caso concreto, la Commissione regionale aveva motivatamente valutato gli indizi e la contribuente non aveva fornito prova contraria sulla dose di caffè. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

N. 21104

Cassazione, ordinanza n. 21104 del 24/08/2018

Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - Imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - Accertamento e riscossione - In genere operazioni soggettivamente inesistenti - Consapevolezza da parte del contribuente - Prova a carico dell'amministrazione - Sussistenza - Oggetto - Prova contraria - Onere a carico del contribuente.

In una contestazione IVA relativa a operazioni soggettivamente inesistenti inserite in una frode carosello, la Commissione regionale aveva annullato gli avvisi perché l’Amministrazione non aveva provato la partecipazione o l’organizzazione della frode da parte della cessionaria. La Cassazione ha chiarito che l’Ufficio deve dimostrare, anche per indizi oggettivi e specifici, l’interposizione del fornitore e che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere dell’evasione; raggiunta tale prova, spetta al contribuente dimostrare la massima diligenza esigibile. La sentenza è stata cassata con rinvio per il riesame.

N. 21080

Cassazione, sentenza n. 21080 del 24/08/2018

Sentenza n. 21080 del 24/08/2018

L’Agenzia delle Entrate aveva recuperato l’agevolazione fruita da un’impresa per investimenti in territori colpiti da calamità, dopo che il relativo regime era stato dichiarato aiuto di Stato incompatibile; i giudici di merito avevano ritenuto l’amministrazione decaduta per inosservanza del termine bimestrale fissato dalla decisione europea. La Cassazione qualifica quel termine come non ostativo al recupero, che deve essere effettivo ed è soggetto al termine decennale previsto dalla disciplina europea. Nel testo fornito, dichiara inammissibili i primi due motivi dell’Agenzia e fondati il terzo e il quarto.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21079

Cassazione, sentenza n. 21079 del 24/08/2018

Sentenza n. 21079 del 24/08/2018

La controversia riguardava gli accertamenti emessi nei confronti di un odontoiatra sulla base degli studi di settore per il 2003 e il 2004, confermati in appello in ragione dei rilevanti scostamenti e dell’antieconomicità dell’attività. La Cassazione ribadisce che gli standard costituiscono presunzioni semplici, la cui attendibilità emerge dal contraddittorio: l’Ufficio deve provarne l’applicabilità concreta, mentre il contribuente può dimostrare le circostanze che giustificano redditi inferiori. Poiché le giustificazioni erano state valutate e gli scostamenti risultavano gravi, la Corte rigetta il ricorso e conferma gli accertamenti.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 20700

Cassazione, ordinanza n. 20700 del 9/08/2018

Ordinanza n. 20700 del 09/08/2018

In una controversia civile sulla dedotta simulazione o inefficacia revocatoria della vendita di un appartamento, il ricorrente chiedeva una diversa valutazione degli atti e delle prove già esaminati nei gradi di merito. La Cassazione ha rilevato che il ricorso non riproduceva né localizzava puntualmente i documenti richiamati e formulava censure motivazionali oltre i limiti dell’omesso esame di un fatto storico decisivo. Poiché il giudizio di legittimità non consente una nuova lettura del materiale probatorio, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Contenzioso
  • Immobili

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.