Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 4055

Cassazione, sentenza n. 4055 del 12/02/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - IMPOSTA DI REGISTRO - DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE - IN GENERE Imposta di registro, ipotecaria e catastale - Immobili con rendita solo provvisoriamente attribuita tramite procedura DOCFA - Richiesta espressa in atto di applicazione dell'art. 12 del d.l. n. 70 del 1988, conv. in l. n. 154 del 1988, al fine di potersi avvalere del regime del cd. prezzo-valore - Necessità - Fondamento.

La controversia riguarda la rettifica del valore di un’abitazione con rendita soltanto proposta mediante DOCFA, il cui atto di vendita richiamava il regime del prezzo-valore ma non la disciplina specifica per immobili privi di rendita definitiva. La Corte stabilisce che, per applicare il valore catastale in tale ipotesi, le parti devono dichiarare espressamente nell’atto di volersi avvalere dell’articolo 12 del decreto-legge n. 70 del 1988; non basta la richiesta, neppure interpretata secondo buona fede, del diverso regime previsto per immobili con rendita definitiva. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata e le impugnazioni originarie dei contribuenti sono rigettate nel merito.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 4054

Cassazione, sentenza n. 4054 del 12/02/2019

Sentenza n. 4054 del 12/02/2019

La controversia concerne la base imponibile dell’imposta di registro applicata alla cessione di un’azienda effettuata dal curatore fallimentare mediante trattativa privata, che il ricorrente voleva equiparare alla vendita all’asta. La Corte ribadisce che la regola eccezionale che assume il prezzo di aggiudicazione come base imponibile vale soltanto per espropriazioni forzate e trasferimenti coattivi con pubblica gara, idonea a esprimere un valore prossimo a quello reale, e non è applicabile analogicamente alla trattativa privata autorizzata dal giudice. Il ricorso è rigettato, restando legittima la rideterminazione del valore operata dall’Agenzia delle Entrate.

  • Imposta di registro
  • Procedure concorsuali
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 4053

Cassazione, sentenza n. 4053 del 12/02/2019

Sentenza n. 4053 del 12/02/2019

La controversia riguardava la riduzione della base imponibile ICI per un immobile sottoposto al vincolo previsto dalla legislazione speciale per Venezia, ma non a quello della disciplina generale sui beni storico-artistici espressamente richiamata dall’agevolazione. La Cassazione ha affermato che le norme agevolative sono di stretta interpretazione e che i due vincoli, differenti per finalità e modalità applicative, non sono equiparabili. Ha quindi accolto il ricorso dell’ente locale, cassato la sentenza regionale e, decidendo nel merito, rigettato i ricorsi originari del contribuente, compensando le spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4038

Cassazione, sentenza n. 4038 del 12/02/2019

Sentenza n. 4038 del 12/02/2019

La lite concerneva la sospensione di un rimborso IVA, disposta dall’Amministrazione in presenza di cartelle e di un processo verbale di constatazione recante ulteriori pretese tributarie. La Cassazione ha qualificato il fermo amministrativo come misura cautelare fondata anche su una mera ragione di credito risultante da un PVC e ha precisato che una sentenza non definitiva di annullamento dell’atto sottostante non ne determina l’inefficacia; non potevano invece rilevare avvisi non richiamati nel fermo. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha cassato la decisione e rigettato l’impugnazione originaria del contribuente.

  • IVA
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4037

Cassazione, sentenza n. 4037 del 12/02/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - IMPOSTE DI FABBRICAZIONE - GAS ED ENERGIA ELETTRICA (IMPOSTA DI CONSUMO SUL) Pluralità di officine di acquisto facenti capo ad un unico soggetto giuridico - Irrilevanza - Questione di legittimità costituzionale della disciplina per contrasto con gli art. 3 e 53 Cost. - Manifesta infondatezza.

Una società chiedeva la restituzione dell’imposta sul consumo di energia elettrica e delle relative addizionali, sostenendo che più unità produttive, facenti capo allo stesso soggetto, dovessero essere considerate unitariamente. La Cassazione ha confermato che l’addizionale provinciale si applica per ciascun distinto punto di acquisto, anche quando le utenze appartengano al medesimo soggetto, e ha ritenuto manifestamente infondata la prospettata questione costituzionale, valorizzando la natura di imposta di consumo. Dichiarato inammissibile il ricorso contro il Ministero, ha rigettato quello rivolto all’Agenzia delle dogane.

  • Imposte indirette
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 4036

Cassazione, sentenza n. 4036 del 12/02/2019

Sentenza n. 4036 del 12/02/2019

L’Amministrazione aveva impugnato la decisione regionale relativa ad accertamenti IVA, IRPEF e IRAP, riguardanti l’applicazione del regime del margine e la determinazione di maggiori ricavi. La Cassazione non ha esaminato le cinque censure nel merito: ha rilevato che il ricorso era stato consegnato all’ufficiale giudiziario il giorno successivo alla scadenza del termine, senza che l’Agenzia provasse una consegna anteriore. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile per tardività, con condanna della ricorrente alle spese.

N. 4035

Cassazione, sentenza n. 4035 del 12/02/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - IMPOSTE DI FABBRICAZIONE - OLII VEGETALI E MINERALI Accise - Rimborso - Controllo dell'Ufficio doganale - Ammissibilità - Oggetto - Conseguenze.

La controversia riguardava il diniego del rimborso dell’accisa versata su olio lubrificante spedito in un altro Stato membro: al momento dell’accesso doganale, la merce era già stata prelevata dal luogo indicato nella dichiarazione preventiva. La Cassazione ha affermato che il potere di controllo sulla qualità e quantità dei prodotti impone allo speditore di mantenerli disponibili nel luogo dichiarato sino alla data comunicata; la presenza della merce presso un diverso ufficio doganale non sana l’impedimento. Ha quindi accolto i primi due motivi dell’Agenzia, dichiarato inammissibile il terzo e assorbito il quarto.

N. 4034

Cassazione, sentenza n. 4034 del 12/02/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - IMPOSTE DI FABBRICAZIONE - GAS ED ENERGIA ELETTRICA (IMPOSTA DI CONSUMO SUL) Esenzione per consumo mensile superiore a 1,2 milioni kWh in autoproduzione - Riferimento a più imprese di un unico comprensorio industriale - Esclusione - Disaggregazione dei consumi mensili di ogni singola azienda - Necessità - Fondamento.

La società produttrice sosteneva che, ai fini dell’esenzione dall’imposta sull’energia elettrica, dovessero cumularsi i consumi delle diverse imprese operanti nel medesimo comprensorio industriale. La Cassazione ha escluso tale cumulo: la soglia mensile deve essere verificata separatamente per ciascuna azienda utilizzatrice, poiché la mera collocazione nella stessa area non crea un’unica realtà produttiva; ha inoltre individuato nella presentazione della dichiarazione annuale il momento dal quale l’Ufficio poteva rilevare l’errata contabilizzazione e decorreva la prescrizione. Il ricorso contro l’Agenzia è stato rigettato, mentre quello contro il Ministero è stato dichiarato inammissibile.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Adempimenti
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 4065

Cassazione, sentenza n. 4065 del 12/02/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - DAZI ALL'IMPORTAZIONE E ALL'ESPORTAZIONE - IN GENERE Agenzie doganali - Riparto di competenza sul territorio dello Stato - Necessità - Criteri.

La controversia riguarda un avviso di rettifica per maggiori diritti doganali emesso dall’ufficio di Roma su un’importazione sdoganata a Livorno, nonché la cartella dipendente dagli avvisi poi annullati. La Corte afferma che la competenza territoriale doganale segue il luogo in cui è sorta l’obbligazione, coincidente con quello delle operazioni di importazione; un accentramento è possibile solo mediante specifico provvedimento motivato e comunicato, assente nel caso concreto. Riuniti i giudizi, rigetta il ricorso sull’avviso e dichiara inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse quello sulla cartella, travolta dall’annullamento definitivo dell’atto presupposto.

  • Imposte indirette
  • Accertamento e riscossione
  • Estero
  • Processo tributario
N. 4064

Cassazione, sentenza n. 4064 del 12/02/2019

Sentenza n. 4064 del 12/02/2019

Una società di spedizioni chiedeva la restituzione delle somme pagate per “stalaggio e servizi” durante controlli veterinari obbligatori su animali importati, sostenendo che fossero tasse di effetto equivalente a dazi e non corrispettivi. La Corte rileva che il giudice d’appello aveva accertato servizi distinti dai controlli veterinari, richiesti dall’importatore, analiticamente descritti e remunerati in misura proporzionata; le censure, inoltre prive della necessaria riproduzione dei documenti contrattuali, pretendevano una nuova valutazione dei fatti. Il ricorso è rigettato, restando ferma la qualificazione delle somme come corrispettivi di servizi effettivamente prestati.

N. 4063

Cassazione, sentenza n. 4063 del 12/02/2019

Sentenza n. 4063 del 12/02/2019

L’accertamento recuperava IVA, IRAP e IRES per servizi collegati a operazioni a premio e per differenze nelle giacenze di olio lubrificante e gasolio; la CTR aveva confermato l’indetraibilità dell’IVA per una ragione diversa da quella indicata nell’atto. La Corte afferma che il giudice tributario non può fondare la pretesa su una causa nuova, poiché l’oggetto del processo è delimitato dalle ragioni dell’avviso. Ritiene inoltre superata in fatto la presunzione di cessione dell’olio e non recuperabile l’IVA sull’acquisto non regolarizzato di gasolio, ferme le sanzioni previste: accoglie il secondo motivo principale, rigetta l’incidentale e rinvia.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 4056

Cassazione, sentenza n. 4056 del 12/02/2019

Sentenza n. 4056 del 12/02/2019

Gli acquirenti di un terreno agricolo chiedevano la revocazione di una precedente ordinanza che aveva confermato la decadenza dalle agevolazioni dell’imposta di registro, ritenendo provata la mancata coltivazione diretta nei primi sei mesi dall’acquisto. La Corte chiarisce che la revocazione presuppone una svista percettiva su un fatto decisivo, incontestabilmente smentita dagli atti e non già una diversa valutazione delle risultanze documentali. Poiché le deduzioni proponevano un alternativo apprezzamento del contratto d’affitto e della scrittura privata, mentre l’ulteriore circostanza contestata non era decisiva, il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 3765

Cassazione, ordinanza n. 3765 del 8/02/2019

IVA - Importazione - Mancata immissione della merce nel deposito fiscale - Regolarità - Autofattura - Inversione contabile - Legittimità.

L’Amministrazione doganale pretendeva nuovamente l’IVA all’importazione perché le merci non erano state materialmente introdotte nel deposito IVA, sebbene gli importatori avessero assolto l’imposta mediante autofatturazione e inversione contabile. La Cassazione, richiamando il principio di neutralità, ha ritenuto irrilevante la violazione formale quando l’imposta sia stata regolarizzata con reverse charge e correttamente registrata; la censura sull’onere della prova non si confrontava inoltre con gli accertamenti della decisione regionale. Il ricorso dell’Agenzia delle dogane è stato rigettato, con compensazione delle spese.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Adempimenti
  • Contenzioso
N. 3749

Cassazione, ordinanza n. 3749 del 8/02/2019

Tributi - IVA - Importazioni - Gruppo di società - Applicazione nel sistema giuridico italiano della disciplina fiscale del Regno Unito - Illegittimità - Conseguenze.

La controversia concerneva la detrazione dell’IVA all’importazione operata dalla rappresentante fiscale di una capogruppo su bollette doganali intestate ad altre società inglesi del gruppo. La Cassazione ha affermato che il regime unionale del soggetto passivo unico è facoltativo e che l’opzione adottata dal Regno Unito non può estendersi automaticamente alle operazioni soggette alla disciplina italiana: la detrazione compete alla società importatrice per le proprie operazioni, non alla controllante per quelle delle controllate. La Corte ha quindi ritenuto fondato il ricorso dell’Amministrazione ed erronea la decisione regionale favorevole alla contribuente.

N. 3732

Cassazione, sentenza n. 3732 del 8/02/2019

Sentenza n. 3732 del 08/02/2019

I contribuenti contestavano una cartella per imposte di registro, ipotecaria e catastale, deducendo l’invalidità della notificazione degli atti presupposti, consegnati al portiere senza attestazione delle preventive ricerche dei destinatari o degli altri consegnatari preferenziali e senza prova della raccomandata informativa. La Cassazione ha qualificato tali adempimenti come essenziali e ha ritenuto insufficiente la sola indicazione del numero della raccomandata sugli avvisi. Accolti i primi sei motivi e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza regionale e, decidendo nel merito, accolto il ricorso introduttivo.

  • Imposta di registro
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3625

Cassazione, sentenza n. 3625 del 7/02/2019

Sentenza n. 3625 del 07/02/2019

Una società residente nel Regno Unito, priva di stabile organizzazione in Italia, chiedeva il rimborso dell’ILOR versata sulle royalties corrisposte da licenziatari italiani; i giudici precedenti avevano accolto la domanda, mentre l’Amministrazione sosteneva che la convenzione escludesse soltanto IRPEF e IRPEG. La Cassazione ritiene che la convenzione contro le doppie imposizioni, letta conformemente al principio di non discriminazione, impedisca di assoggettare contemporaneamente a ILOR in Italia royalties già sottoposte alla potestà impositiva dello Stato di residenza. Rigetta quindi il ricorso erariale e compensa le spese del giudizio di legittimità.

  • Estero
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3594

Cassazione, sentenza n. 3594 del 7/02/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - SANZIONI PER LE VIOLAZIONI - IN GENERE Sanzione ex art. 303 T.U.L.D. - Difformità nell'origine della merce - Applicabilità - Fondamento.

Le Dogane avevano sanzionato l’importatore per la difformità dell’origine dichiarata di lamiere e nastri di alluminio, ma i giudici di merito avevano annullato l’atto ritenendo che l’art. 303 TULD riguardasse soltanto qualità, quantità e valore. La Cassazione afferma che la qualità comprende anche l’origine della merce e che la relativa falsità o difformità è sanzionabile mediante interpretazione estensiva; accertata la falsità del certificato, l’eventuale buona fede dell’importatore non rileva. Il ricorso delle Dogane è accolto, con cassazione e rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3623

Cassazione, sentenza n. 3623 del 7/02/2019

Sentenza n. 3623 del 07/02/2019

La contribuente chiedeva il rimborso di un credito d’imposta risultante da una dichiarazione dei redditi presentata oltre tre anni dopo la scadenza, sostenendo che il documento, pur considerato omesso, valesse anche come istanza di rimborso. La Cassazione precisa che una dichiarazione ultratardiva può assolvere tale funzione soltanto quando contenga una specifica domanda di restituzione, e non la mera esposizione del credito. Non essendo stato riprodotto né adeguatamente localizzato nel fascicolo il contenuto comprovante quella richiesta, il ricorso difetta di autosufficienza; la prima istanza documentata risultava inoltre successiva al termine di 48 mesi, sicché il ricorso è rigettato.

  • Dichiarazioni
  • Adempimenti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3593

Cassazione, sentenza n. 3593 del 7/02/2019

Sentenza n. 3593 del 07/02/2019

L’Amministrazione doganale aveva irrogato una sanzione per l’origine non correttamente documentata di prodotti in alluminio; CTP e CTR avevano annullato l’atto perché l’art. 303 TULD menziona difformità di qualità, quantità e valore. La Cassazione riconduce l’origine agli elementi qualitativi essenziali della merce e ritiene applicabile la sanzione anche a tale difformità, precisando che l’interpretazione è estensiva e che, una volta accertata la falsità del certificato, non rileva l’inconsapevolezza dell’importatore. Accoglie quindi il ricorso, cassa la decisione e rinvia alla CTR.

  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3622

Cassazione, sentenza n. 3622 del 7/02/2019

Sentenza n. 3622 del 07/02/2019

Uno studio professionale associato aveva ottenuto nei gradi di merito il rimborso dell’IRAP versata dal 1999 al 2001, poiché l’impiego di una segretaria part-time non era stato ritenuto sufficiente a integrare un’autonoma organizzazione. La Cassazione afferma invece che l’esercizio della professione in forma associata costituisce di per sé presupposto dell’IRAP, senza necessità di verificare concretamente mezzi e struttura organizzativa. Accoglie il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, rigetta la domanda dello studio, compensando le spese per il recente superamento del contrasto giurisprudenziale.

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