Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 6093

Cassazione, sentenza n. 6093 del 1/03/2019

Sentenza n. 6093 del 01/03/2019

La società chiedeva il rimborso dell’IVA non detratta, relativa ad acquisto, manutenzione e riparazione di autovetture, anche per il 2002; la CTR aveva fatto decorrere il termine biennale dalla disciplina sopravvenuta nel 2006. La Cassazione stabilisce che la procedura speciale prevista dopo la pronuncia europea riguardava i versamenti dal 1° gennaio 2003, mentre per quelli anteriori restava applicabile la decadenza biennale decorrente dal pagamento. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, respinto la domanda relativa al 2002.

  • IVA
  • Autovetture e Fisco
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6092

Cassazione, sentenza n. 6092 del 1/03/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) - REDDITI DI IMPRESA - DETERMINAZIONE DEL REDDITO - DETRAZIONI - IN GENERE Imprese farmaceutiche - Spese di pubblicità o di rappresentanza - Omaggi ai medici - Deducibilità - Limiti e condizioni - Fattispecie.

Un’impresa farmaceutica contestava il recupero di imposte e sanzioni derivante, tra l’altro, dall’indeducibilità di omaggi e altre spese promozionali destinate ai medici. La Cassazione limita la deducibilità ai vantaggi collegati all’attività sanitaria e di valore trascurabile o coerente con la prassi, ai convegni scientifici con le caratteristiche previste e ai campioni gratuiti entro i limiti normativi; ha quindi confermato, su questo punto, la valutazione complessiva per singolo medico e periodo d’imposta degli omaggi superiori a 25,82 euro. Accolti altri tre motivi, la sentenza è stata parzialmente cassata con rinvio.

N. 6091

Cassazione, sentenza n. 6091 del 1/03/2019

Sentenza n. 6091 del 01/03/2019

Il Comune aveva richiesto diritti speciali su merci di origine unionale introdotte a Livigno attraverso la Svizzera; la CTR aveva invece accolto l’impugnazione della società. La Cassazione afferma che Livigno, pur esclusa dal territorio doganale unionale e dalla disciplina IVA, resta soggetta ai Trattati: colpire le merci unionali per il solo attraversamento della frontiera integra una tassa di effetto equivalente a un dazio, mentre l’espressione «introdotti dall’estero» riguarda soltanto beni provenienti da Paesi terzi. Il ricorso comunale è stato pertanto rigettato, con disapplicazione della diversa disciplina regolamentare.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
N. 6090

Cassazione, sentenza n. 6090 del 1/03/2019

Sentenza n. 6090 del 01/03/2019

Una società impugnava i diritti speciali applicati dal Comune di Livigno a merci di origine unionale transitate attraverso la Svizzera; entrambi i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione ha stabilito che il regime extradoganale di Livigno non esclude l’efficacia dei Trattati e che tale imposizione costituisce una tassa di effetto equivalente a un dazio: la locuzione «introdotti dall’estero» comprende soltanto le importazioni da Paesi terzi. Accolto il ricorso principale e respinto quello incidentale, la Corte ha cassato la sentenza e accolto nel merito l’impugnazione originaria.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6089

Cassazione, sentenza n. 6089 del 1/03/2019

Sentenza n. 6089 del 01/03/2019

La controversia riguardava venti atti con cui il Comune di Livigno aveva applicato il diritto speciale sui consumi a merci di origine unionale, transitate attraverso la Svizzera; i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione stabilisce che Livigno, pur essendo territorio extradoganale, resta soggetto ai Trattati UE e che l’onere integra una tassa di effetto equivalente a un dazio: «introdotti dall’estero» indica soltanto beni importati da Paesi terzi. Accoglie il ricorso della contribuente, respinge quello incidentale, cassa la sentenza e annulla nel merito la pretesa, disapplicando la modifica regolamentare comunale.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 6088

Cassazione, sentenza n. 6088 del 1/03/2019

Sentenza n. 6088 del 01/03/2019

Due atti comunali avevano assoggettato al diritto speciale di Livigno merci unionali entrate dal valico svizzero; la pretesa era stata confermata in entrambi i gradi di merito. La Cassazione afferma che il regime extradoganale non sottrae Livigno ai Trattati UE e che il prelievo applicato per il solo attraversamento della frontiera costituisce una tassa di effetto equivalente a un dazio; la locuzione «introdotti dall’estero» riguarda esclusivamente importazioni da Paesi terzi. Il ricorso della contribuente è accolto, quello incidentale comunale respinto e la domanda originaria accolta nel merito, con disapplicazione della modifica regolamentare illegittima.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 5916

Cassazione, sentenza n. 5916 del 28/02/2019

Sentenza n. 5916 del 28/02/2019

L’avviso di rettifica aveva riclassificato componenti “sprocket” e “idler”, originariamente dichiarati in esenzione, applicando un dazio del 2,7% e le relative sanzioni; la contribuente ne sosteneva invece la destinazione esclusiva alle macchine per movimento terra. La Cassazione ha affermato che la classificazione deve partire dalla funzione concreta e dalle caratteristiche essenziali del bene, per stabilire se sia un oggetto autonomo, mentre la destinazione alla macchina assume rilievo soltanto in subordine. La CTR aveva applicato il criterio residuale senza tale verifica: la decisione è stata quindi cassata con rinvio.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5915

Cassazione, sentenza n. 5915 del 28/02/2019

Sentenza n. 5915 del 28/02/2019

Il contenzioso riuniva numerosi atti di revisione doganale, sanzioni e cartelle relativi alla classificazione di componenti “sprocket” e “idler”, con contestazioni estese anche a soggetti indicati come responsabili solidali. La CTR aveva ritenuto corretta la voce doganale fondata sulla funzione di trasmissione del movimento, ma senza spiegare l’iter logico, confrontarsi con le risultanze tecniche o chiarire il richiamo a un’informazione tariffaria. La Cassazione ha giudicato la motivazione meramente assertiva e inferiore al minimo costituzionale; accolto il primo motivo dei ricorsi e assorbiti gli altri, ha cassato con rinvio alla CTR ligure.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 5914

Cassazione, sentenza n. 5914 del 28/02/2019

Sentenza n. 5914 del 28/02/2019

La controversia riguardava il diniego del rimborso annuale IVA, pur essendo riconosciuta l’esistenza del credito, che l’Amministrazione consentiva di riportare in detrazione nella dichiarazione successiva. La Cassazione afferma che la spettanza del rimborso può essere contestata anche oltre i termini ordinari di decadenza previsti per l’accertamento, poiché tali termini concernono i crediti dell’Amministrazione e non la contestazione di un suo debito. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata senza rinvio e il ricorso originario della contribuente è rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5913

Cassazione, sentenza n. 5913 del 28/02/2019

Sentenza n. 5913 del 28/02/2019

La controversia concerneva sanzioni doganali relative a importazioni di manufatti dalla Cina con trattamento preferenziale, riconosciute illegittime dalla CTR per asserita assenza di responsabilità della contribuente. La Cassazione rileva, tra l’altro, che gli atti presupposti non impugnati erano definitivi, che la colpa nelle violazioni amministrative tributarie non richiede colpa grave e che gravava sulla contribuente la prova della consegna dei documenti; censura inoltre motivazione, domande nuove in appello e mancata valutazione dei requisiti documentali. Il ricorso dell’Amministrazione è accolto con cassazione e rinvio alla CTR in diversa composizione.

N. 5911

Cassazione, sentenza n. 5911 del 28/02/2019

Sentenza n. 5911 del 28/02/2019

La società aveva impugnato una rettifica di dazi e IVA, fondata sulla ritenuta interposizione fittizia in operazioni di importazione di banane, mentre i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione stabilisce che, nel sistema applicabile, la competenza territoriale spetta alla dogana collegata al luogo in cui si sono svolte le operazioni ed è sorta l’obbligazione, non a qualunque ufficio doganale. Accolto il motivo relativo all’incompetenza dell’ufficio emittente e assorbiti gli altri, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso originario della contribuente.

N. 5910

Cassazione, sentenza n. 5910 del 28/02/2019

Sentenza n. 5910 del 28/02/2019

Il rappresentante indiretto dell’importatore contestava le sanzioni applicate per una dichiarazione doganale recante un valore delle calzature inferiore a quello risultante dalla fattura di esportazione, sostenendo di essere stato indotto in errore. La Cassazione conferma che la disciplina dell’autore mediato non opera quando l’inesattezza è imputabile alla colpa professionale del dichiarante: la diligenza qualificata impone informazione e verifica dei dati dichiarati, anche mediante gli elementi merceologici disponibili. Ritenuti inammissibili o infondati i motivi sulla colpa e respinta la censura sull’induzione in errore, il ricorso è rigettato.

N. 5909

Cassazione, sentenza n. 5909 del 28/02/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - SANZIONI PER LE VIOLAZIONI - IN GENERE Violazioni doganali - Importatore indiretto - Disciplina prevista dall'art. 10 d.lgs. n. 472 del 1997 - Esclusione - Fondamento.

Il rappresentante indiretto dell’importatore impugnava le sanzioni per avere dichiarato in dogana un valore delle calzature inferiore a quello risultante dalla fattura di esportazione, allegando di essere stato indotto in errore da documentazione falsa. La Cassazione afferma che l’esimente dell’autore mediato non si applica quando la violazione è imputabile anche alla colpa del dichiarante professionale, tenuto a informarsi e a verificare attentamente l’esattezza dei dati secondo la diligenza qualificata richiesta dall’attività svolta. Confermato l’accertamento della colpa compiuto dalla CTR, la Corte rigetta il ricorso.

N. 5908

Cassazione, sentenza n. 5908 del 28/02/2019

Sentenza n. 5908 del 28/02/2019

La controversia riguardava i maggiori dazi richiesti al rappresentante indiretto per una dichiarazione d’importazione di calzature recante un prezzo inferiore a quello risultante dalla fattura di esportazione. La Cassazione riconduce il caso all’art. 201 del codice doganale comunitario, poiché le merci erano state regolarmente introdotte e dichiarate, ma con un dato idoneo a determinare la parziale mancata riscossione; non ricorrevano invece l’introduzione irregolare o la sottrazione al controllo previste dagli artt. 202 e 203. Il rappresentante, autore della dichiarazione e tenuto a diligenza professionale, resta debitore dell’obbligazione; il ricorso è rigettato.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5927

Cassazione, sentenza n. 5927 del 28/02/2019

Sentenza n. 5927 del 28/02/2019

La controversia riguardava il silenzio-rifiuto su un’istanza di rimborso di un credito IRPEG per il 1991 e l’ammissibilità del ricorso presentato tramite un rappresentante volontario della società. La Cassazione ha affermato che la procura comprovante il potere rappresentativo è producibile nei gradi di merito e che la CTR avrebbe dovuto esaminare quella depositata in appello, verificandone contenuto e validità. Ha quindi ritenuto fondato il primo motivo della contribuente, mentre ha respinto la censura sulla tardività dell’eccezione processuale e dichiarato inammissibili le doglianze estranee alla decisione impugnata.

N. 5907

Cassazione, sentenza n. 5907 del 28/02/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - DAZI ALL'IMPORTAZIONE E ALL'ESPORTAZIONE - IN GENERE Agenzie doganali - Competenza territoriale - Criteri - Importatore indiretto - Applicabilità.

L’Amministrazione contestava l’annullamento di una rettifica doganale emessa dall’ufficio di Roma per importazioni svolte presso la dogana di Livorno, sostenendo la competenza collegata alla sede dell’importatore o l’assenza di un vincolo territoriale. La Cassazione ribadisce che, secondo la disciplina applicabile ratione temporis, è competente la dogana presso cui si sono svolte le operazioni ed è sorta l’obbligazione, anche quando l’atto riguarda il rappresentante indiretto; l’atto dell’ufficio incompetente è annullabile. Il ricorso dell’Agenzia delle Dogane è pertanto rigettato, con conferma dell’annullamento disposto dalla CTR.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5926

Cassazione, sentenza n. 5926 del 28/02/2019

Sentenza n. 5926 del 28/02/2019

Il giudizio traeva origine dal silenzio-rifiuto sulle richieste di rimborso degli interessi maturati su crediti IRPEG relativi al 1981 e al 1983, ma verteva anzitutto sulla valida rappresentanza processuale della società. La Cassazione ha chiarito che la procura del rappresentante volontario può essere prodotta anche in appello e che la CTR doveva valutarla, anziché dichiarare inammissibile il ricorso originario. Il primo motivo è stato pertanto ritenuto fondato; sono state invece respinte o dichiarate inammissibili le censure sulla proponibilità dell’eccezione e sul merito degli interessi anatocistici.

N. 5906

Cassazione, sentenza n. 5906 del 28/02/2019

Sentenza n. 5906 del 28/02/2019

La CTR aveva confermato l’annullamento di una rettifica per maggiori dazi sulle importazioni di calzature, limitandosi a condividere integralmente la decisione di primo grado sulla veridicità della fattura contestata. La Cassazione considera apparente tale motivazione per relationem, poiché non espone le critiche dell’Amministrazione né le ragioni per disattenderle, impedendo di ricostruire il tema deciso e il fondamento della pronuncia. Accolto il primo motivo dell’Agenzia e assorbito il secondo, mentre il ricorso incidentale condizionato è dichiarato inammissibile, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

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  • Processo tributario
N. 5925

Cassazione, sentenza n. 5925 del 28/02/2019

PROCEDIMENTO CIVILE - CAPACITA' PROCESSUALE - RAPPRESENTANZA DEL PROCURATORE E DELL'INSTITORE Legittimazione processuale - Rappresentanza volontaria - Prova - Necessità - Procura speciale - Produzione in ogni stato e grado del giudizio - Fondamento - Limiti - Fattispecie.

La controversia concerneva il rimborso di un credito IRPEG del 1988 e la validità del ricorso proposto, per la società, da un rappresentante volontario la cui procura era stata depositata soltanto in appello. La Cassazione ha stabilito che la prova documentale del potere rappresentativo può essere fornita in ogni stato e grado, anche d’ufficio verificabile, salvo il giudicato interno; la CTR doveva dunque esaminare la procura prodotta e non dichiarare automaticamente inammissibile il ricorso. Il primo motivo è stato accolto, mentre le ulteriori censure esaminate sono state respinte o dichiarate inammissibili.

N. 5873

Cassazione, ordinanza n. 5873 del 28/02/2019

Ordinanza n. 5873 del 28/02/2019

L’accertamento riguardava imposte dirette e IVA connesse a un’operazione di leasing immobiliare ritenuta sopravvalutata, mentre la CTR aveva escluso le riprese senza esaminare gli elementi indicati dall’Amministrazione sul coinvolgimento del soggetto interessato e sulla conoscibilità della frode. La Cassazione precisa che, nelle operazioni soggettivamente inesistenti, l’Amministrazione deve provare, anche mediante presunzioni semplici e valutazione complessiva degli indizi, che il contribuente sapeva o poteva sapere con ordinaria diligenza dell’evasione. Entrambi i motivi sono accolti; la sentenza è cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

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